L’orto d’inverno ed i preparati naturali per la cura, il corso al via presso Naturalpina Dolomiti a Belluno

L’evento previsto sabato 11 novembre. 6 ore di formazione per professionisti ed hobbisti sull’orto autunnale ed invernale. Docente l’agroecologa Corinna Raganato. L’iniziativa tra le attività dell’Accademia Botanica dell’azienda agricola Naturalpina di Alice Pedon.

 

Sabato 11 novembre 2023 presso l’Herbarium e gli orti di Naturalpina Dolimiti (via Giamosa, 150) a Belluno si terrà il corso “L’orto d’inverno ed i preparati naturali per la cura”. Un evento formativo teorico-pratico di orticoltura che illustra metodi per la gestione dell’orto domestico nella stagione autunno-inverno. Nel corso della giornata saranno presentati curiosi rimedi per la cura delle piante da autoprodurre in casa. Il corso è rivolto sia ad orticoltori esperti, sia a principianti assoluti. Fornisce conoscenze su alcune tecniche per coltivare in sintonia con la natura, secondo le regole dell’agroecologia, la scienza che applica i principi ecologici all’agricoltura con lo scopo di renderla più sostenibile.

L’evento rientra nelle attività formative dell’Accademia Botanica creata dall’azienda agricola Naturalpina Dolomiti di Alice Pedon. Il corso ha una durata di 6 ore e si svolgerà sabato 11 novembre 2023 in giornata unica, con il seguente orario: 10.00-13.00; pausa picnic; 14.00-17.00

Tra gli argomenti del corso: la fertilità del terreno, come mettere a riposo l’orto d’inverno, pulizia dell’orto e tecniche di copertura/occultamento, i sovesci invernali, tecniche di incorporazione di fertilizzanti freschi, come affrontare le principali avversità quali afidi, cimici, lumache, bruchi, l’utilizzo di piante utili alla difesa e i preparati casalinghi.

Docente del corso è l’agroecologa Corinna Raganato, agrotecnica laureata in Scienze Ambientali all’Università Cà Foscari di Venezia. Il suo lavoro consiste nell’affiancare gli agricoltori e le agricoltrici nella progettazione e realizzazione di aziende agroecologiche, ovvero realtà in cui la produzione di alimenti è realizzata secondo i principi dell’agroecologia.

“La dottoressa Raganato guiderà il percorso formativo rivolto a tutti, esperti e principianti assoluti – spiega Alice Pedon di Naturalpina Dolomiti – illustrerà le principali tecniche agroecologiche di coltivazione dell’orto nella stagione invernale. Si forniranno ricette naturali per preparati, decotti e macerati per la cura delle piante”.

Per informazioni e iscrizioni scrivere a accademia@naturalpinadolomiti.it oppure visitare il sito www.naturalpinadolomiti.it

 

 

BOS INAUGURA LA NUOVA SEDE COL SUMMIT ITALIANO SULLA SICUREZZA

L’azienda vicentina, specializzata in videosorveglianza, festeggia gli oltre vent’anni di attività con un nuovo headquarter da 2.200 metri quadri in Val Liona. Organizzata una tavola rotonda con i top player nazionali nel settore della sicurezza. Il titolare, Leonardo Borinato: “L’obiettivo deve essere l’integrazione tecnologica degli impianti professionali, la sfida sono le nuove normative sulla cybersecurity”

 

Il 26 ottobre sarà ricordata come una data storica per BOS Italy. È stata inaugurata la nuova sede, in Val Liona, nel Vicentino, a pochi passi da dove l’Impresa di BOS è stata fondata nel 2001. L’evento ha visto la partecipazione dei top player del mercato, aziende italiane che si sono confrontate sul tema della sicurezza. 

La nuova sede è stata progettata con un’architettura contemporanea, che si inserisce con rispetto nel paesaggio circostante (siamo in un piccolo comune, sui Colli Berici). Due i volumi principali: una palazzina ad uso uffici di 600 metri quadri su due piani, lo show room e un moderno magazzino di 1.600 metri quadri. Sul tetto è installato un impianto fotovoltaico da 50 Kw, in ottica green per rispondere ai fabbisogni della struttura: scelte progettuali e materiali impiegati garantiscono il massimo risparmio energetico. La nuova sede BOS Italy non è recintata ed il giardino fronte strada è accessibile come verde pubblico, con panchine e alberi, in modo da poter essere utilizzato come area di svago e relax per il personale, i clienti, i residenti.

“Siamo orgogliosi dei nostri primi 22 anni di storia, la nuova sede è l’emblema dello sforzo di crescita che abbiamo portato avanti”. Queste le parole dell’amministratore delegato, Leonardo Borinato, che ha fondato l’azienda nel 2001: dopo aver subito un furto in casa, voleva dotarsi dei sistemi di sicurezza migliori. “Oggi siamo di fronte ad un nuovo passaggio nella maturità di posizionamento del marchio BOS nel mercato della videosorveglianza e della sicurezza professionale. Il nostro spirito di intraprendenza ci porterà a migliorarci ulteriormente per garantire che la tutela della sicurezza con la videosorveglianza ai nostri partner. Perché ci teniamo ai nostri clienti e a tutti gli utilizzatori finali dei nostri impianti, nostri connazionali”.

Il mercato globale della sicurezza elettronica, peraltro, è in un periodo di boom. Cresce la domanda di videoanalisi nei luoghi pubblici, aumenta l’impiego nei settori difesa e trasporti, aumenta fortemente la domanda di integrazione tra impianti tecnologici, ci si sta avviando alle smart city grazie all’integrazione di tecnologie che garantiranno città più sicure grazie alla gestione di dati di analisi e loro metadati.

Per fare il punto del mercato a livello nazionale, nel giorno dell’inaugurazione BOS ha organizzato un workshop per analizzare il settore della sicurezza in Italia. Grazie alle aziende presenti, tra le principali leader italiane nella produzione di dispositivi di sicurezza per impianti di antintrusione, videosorveglianza, controllo accessi, domotica, dispositivi per la centralizzazione degli impianti e per il controllo e la sicurezza stradale, è stato possibile toccare varie tematiche riguardanti la progettazione e la distribuzione delle apparecchiature, l’installazione, l’integrazione e la conformità degli impianti. 

È inoltre stato affrontato il tema della cybersecurity, sempre più presente nella gestione di reti dati aziendali e domestiche. I prodotti BOS Italy rispondono ai requisiti del National Defense Authorization Act (NDAA) degli Stati Uniti e ne sono conformi al 100%. Questo garantisce una maggiore protezione contro lo spionaggio e gli attacchi da parte di hacker e la maggior sicurezza agli utilizzatori degli impianti e ai cittadini. Il tema è peraltro al centro dell’attenzione delle aziende: la Polizia Postale ha registrato un incremento del 138% di attacchi in un anno ad infrastrutture IT di aziende, privati e PA in Italia. Erano oltre 5000 i casi nel 2021 e quasi 13.000 nel 2022. Da marzo di quest’anno, poi,  la cyber security è entrata per la prima volta nel testo del Codice per gli Appalti, BOS Italy è pronta a supportare le necessità del maggior standard di sicurezza, con possibilità di impiego dei propri prodotti in qualsiasi ambito: civile, ministeriale e militare.

“Per noi è stata una giornata indimenticabile, festeggiare la nuova sede con questo evento è stato entusiasmante”, conclude Borinato. “Per i professionisti riuniti ad affrontare questi temi, ciascuna con la propria competenza, è stata un’esperienza che potrà senz’altro gettare le basi per una più proficua collaborazione a sostegno degli obiettivi comuni di difendere il valore della sicurezza. È emerso come valore condiviso la cultura dell’italianità di fare impresa. Le aziende italiane che si sono incontrate in BOS sono tutte favorevoli a sostenere l’integrazione tecnologica di impianti di tipo professionale, anche alla luce dello sviluppo delle nuove tecnologie che continueranno ad evolvere”.

 

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

LE AZIENDE PRESENTI ALL’EVENTO Le aziende presenti all’evento sono state di fatto le più importanti del settore sicurezza a livello nazionale: Arteco Global Surl; Bettini Srl; Combivox Srl; EEA Srl; Elmax Srl; Euklis Srl; GPS Standard Srl; Kblue Srl; Ksenia Spa; Point Security Software Srl; Select Srl; Targa System Srl; Venitem Srl, con mediamente 20 anni di storia, stanno individualmente sostenendo, con progettazione e sviluppo di hardware e software in Italia, la tutela di spazi abitativi residenziali, luoghi di lavoro o commerciali, spazi pubblici.

LA STORIA DI BOS La storia di BOS Italy inizia nel 1999, grazie all’intuito di Leonardo Borinato, allora giovane appassionato di tecnologia. A seguito di un furto subito nella propria abitazione, decise di installarsi il sistema antifurto in autonomia. Al tempo, era ancora studente universitario, già diplomato in elettrotecnica ed elettronica. A seguito di tale installazione iniziarono ad arrivare richieste da parenti, vicini ed amici, grazie alla collaborazione con l’azienda del padre. Nel maggio del 2001 l’apertura della partita ditta individuale, la “Borinato Security di Borinato Leonardo” che iniziò a non occuparsi più della vendita ed installazione di sistemi di sicurezza all’utenza finale ma di rivendita all’ingrosso ad installatori delle province di Vicenza e Padova. Ufficio e un piccolo magazzino furono ricavati all’interno degli uffici dell’azienda di famiglia e a breve fu inserito un collaboratore che si occupasse dell’assistenza tecnica telefonica, delle spedizioni e ordini ai fornitori mentre Borinato si occupava della parte commerciale. La svolta nel 2002, quando venne siglato un contratto di collaborazione esclusiva con una azienda australiana di antintrusione e videosorveglianza. È del 2003 la prima comparsa pubblica ad una fiera di settore a Padova, che sancì la scelta di orientarsi esclusivamente al settore della videosorveglianza. Nel 2004 dopo aver visitato IFSEC, una delle maggiori fiere internazionali di settore, a Birmingham, fu presa la decisione di voler entrare in contatto con i principali produttori mondiali, principalmente asiatici, per l’approvvigionamento dei prodotti e la strutturazione di un catalogo. Sempre nel 2004 la partecipazione a Fiera Sicurezza a Milano consentì l’apertura di collaborazioni per la distribuzione a livello nazionale, attraverso strutture specializzate in sicurezza. L’attività ebbe un boom nel triennio 2006/2009 e proseguì con andamenti altalenanti mentre cresceva l’esperienza imprenditoriale. Dal 2015 una svolta strategica e operativa iniziò a dare maggiore valore al servizio di consulenza professionale offerto. Vennero inoltre creati dei rapporti solidi con i produttori con linee guida per la ricerca e sviluppo, la fornitura, il controllo tecnico effettuati in azienda. Nel corso del 2020 sono state portate a termine più operazioni con lo scopo di elevare l’immagine aziendale, migliorandone operatività e valore, anche con un aumento del capitale sociale e l’ottenimento della certificazione ISO:9001, che ancora oggi poche aziende del settore hanno. L’esercizio 2020 è stato caratterizzato dalla pandemia mondiale COVID 19 che ha fortemente mutato il modo di fare mercato. Dopo un iniziale momento di stallo “imposto” dall’epidemia, grazie alle iniziative già in programma dal 2019 l’azienda è riuscita subito a ripartire ed imporsi sul mercato nella commercializzazione di prodotti tecnologici per la misurazione della temperatura denominati “termoscanner”, strumenti impiegati per contribuire ad affrontare la pandemia, favorendo la ripresa di riavvicinamento sociale, nel rispetto delle regole che venivano indicate. Nel 2021 vengono avviati i lavori di costruzione della nuova sede BOS Italy. Nel corso del 2022 l’azienda è diventata membro ufficiale del consorzio ONVIF che racchiude in sé i maggiori produttori a livello mondiale di apparecchiature per videosorveglianza, certificando i propri prodotti. Anche grazie alla certificazione ONVIF per BOS è stato possibile essere selezionati da due main contractor: Leonardo Spa e Gemmo Spa, aggiudicatari di due lotti di un bando CONSIP per un ammontare di € 25.000.000 (poi raddoppiati a seguito del PNRR) di cui buona parte è costituita dalla fornitura di prodotti BOS. BOS Italy è diventato fornitore autorizzato di Leonardo Spa per quanto riguarda i dispositivi di videosorveglianza per molti progetti in realizzazione e per altri grandi impianti in definizione. A fine 2022 è iniziata una revisione dei valori e del posizionamento del brand, ma la linea imprenditoriale rimane sempre la stessa: BOS è un prodotto ad uso professionale che non viene venduto online.

NASCE TWILO, LA START UP A TRAZIONE FEMMINILE CHE INNOVA IL SEX TECH

Andreina Serena Romano aveva un sogno: fondare un’azienda capace di realizzare oggetti che potessero dare piacere ma che fossero anche di design. Oggi Twilo ha un brevetto registrato, vende in tutta Italia e si appresta a rivoluzionare il mercato del sex tech dal proprio headquarter di Taranto. La Ceo: “I nostri giocattoli sono adatti a tutti”

 

Il mercato dei sex toys fino a qualche anno fa era di nicchia, un settore quasi “proibito”. Pochi prodotti, qualità bassa. Mancava una linea made in Italy, realizzata lungo un’unica filiera da un’azienda focalizzata sulla bellezza delle linee e del design. 

È per questo motivo che Andreina Serena Romano, classe 1982, originaria di Potenza, ha deciso di studiare il mercato dei sex toys, fino a scoprire una nuova opportunità di business. Era il 2016, nel 2017 aveva già depositato il primo brevetto innovativo. Nel corso degli anni, le sue idee e le sue produzioni si sono moltiplicate, adesso la sua azienda, Netingerie Srl, che ha lanciato il brand Twilo (acrostico che sta per “Twist” e “Love”) è composta dalla quasi totalità da donne e ha sede a Taranto, in Puglia. La sfida è quella di rivoluzionare il mondo del sext tech.

 

Il mercato nel quale si inserisce è in forte espansione. Entro il 2026, secondo l’Osservatorio «Global Sexual Wellness Market», raggiungerà i 125,1 miliardi di dollari (+12,4% sull’anno precedente, erano “solo” 62 miliardi nel 2020). Secondo le stime dell’Osservatorio Dafne, in Italia questo mercato vale invece 600 milioni di euro, in crescita grazie ai nuovi e-commerce che garantiscono velocità e anonimato. 

Opportunità, queste, che si appresta a cogliere Twilo con oggetti di design che puntano tutto sulla tecnologia: a breve arriverà anche una App per il loro controllo da remoto. Il modello sex tech proposto sta ottenendo riscontri anche nell’ambito degli innovatori di professione. Lo scorso anno Twilo ha infatti vinto la quinta edizione dell’Oscar dell’Innovazione, il “Premio Angi” che è stato consegnato a Roma dall’Associazione nazionale giovani innovatori.

 

“Il nostro obiettivo è unire design, tecnologia e piacere, sviluppando consapevolezza verso se stessi per cambiare il modo di parlare e vedere la sessualità”, spiega Andreina. “Siamo certe che il piacere sessuale sia parte integrante della salute generale. Non ci rivolgiamo solo alle donne, i nostri prodotti possono essere usati anche dagli uomini o in coppia: la libertà è l’unica regola che conosciamo. Tutti i prodotti sono creati con materiali sostenibili, esclusivi e tecnologici, a partire da una gamma di preservativi vegani, dove il lattice è solo di origine vegetale. Twilo, nel corso degli anni, ha presentato sex toys sviluppati con forme e caratteristiche in grado di attivare nel modo più efficiente possibile i centri del piacere e soddisfare i bisogni sessuali degli uomini e delle donne”. 

 

Non più falli realistici e vibratori classici, quindi, ma oggetti che presentano forme accattivanti. Dispositivi personali discreti che, attraverso sensori, circuiti e vibrazioni, permettono di vivere un’esperienza indimenticabile d’amore da soli o in compagnia. Qualche esempio? 

“DIANA XXI”, il potente vibratore che unisce la stimolazione interna con quella del clitoride attraverso programmi diversi di vibrazione e aspirazione. Oppure “TITO IX”, il mini stimolatore discreto, silenzioso, colorato e resistente all’acqua che si può nascondere in borsa; è l’ideale per la stimolazione di capezzoli e clitoride. O ancora “AUGUSTO XVII”, realizzato in materiale morbido e soffice che accompagna i movimenti, da utilizzare su tutto il corpo, con 10 vibrazioni diverse e più di un’ora di divertimento.

Non solo, Twilo ha deciso di lanciare la prima collezione luxury in Italia di gioielli del piacere che comprende collane con catene intercambiabili e proiettili che vibrano, bracciali con charmes vibranti, orecchini con palline pendenti e collane per smartphone. Senza dimenticare Amorello, linea di preservativi vegani venduti “in abbonamento”, con consegne cadenzate regolarmente. 

“La nostra è una sfida per il piacere e contro i tabù, di ogni tipo”, conclude Andreina. “Crediamo che la gioia intima del piacere debba essere il più possibile diffusa, e non è una questione di maschio, femmina o di coppia. Ognuno deve trovare la propria dimensione. La sfida tecnologica poi ci emoziona: stiamo pensando a sex toys che siano attivabili a distanza, via App, per una complicità che supera le barriere dello spazio. Abbiamo anche dei nuovi brevetti da presentare. Siamo solo all’inizio della nostra sfida”. 

 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

 

CHI È ANDREINA SERENA ROMANO Andreina Serena Romano è nata nel 1982. Ottiene un BA in International Business alla Nottingham Trent University e un master in Politiche di sviluppo del made in Italy, è vicepresidente nazionale di Confinternational, associazione dedicata all’espansione delle micro e piccole imprese Italiane nel mondo. Nel 2018, fonda Atomica (www.spazioatomica.it), spazio di consulenza e supporto all’innovazione tecnologica con una divisione interna dedicata esclusivamente al mondo del design e della moda e Twilo, il brand italiano di device tecnologici per il piacere sessuale (www.twilo.it) che fa capo alla società Netingerie Srl, di cui oggi è amministratore unico. Appassionata di made in Italy e innovazione nel settore tessile, nel 2019 lancia la prima Fashion Tech Week Italiana, “Pow-Wow”, un evento sull’innovazione e il futuro nell’industria della moda (www.fashiontechweek.it) unico in Italia. È anche ceo di Heroes Srl, ecosistema internazionale basato su una rete di professionisti in diversi settori e la partecipazione a community e reti di impresa importanti. Heroes Srl è anche la società promotrice di Heroes, meet in Maratea (goheroes.it), il più importante festival del Mezzogiorno su Innovazione, futuro e impresa. 

 

ORDINE DEGLI INGEGNERI, PARTNERSHIP PER LA FORMAZIONE CON L’UNIVERSITÀ DI TRENTO

Firmato l’accordo di collaborazione coi dipartimenti di Ingegneria civile, ambientale e meccanica, Ingegneria industriale e Ingegneria e Scienza dell’Informazione di UniTrento. La Presidente degli oltre 2.500 ingegneri trevigiani, Eva Gatto. “La formazione è strategica, un asset decisivo per affrontare le sfide tecnologiche”. I professionisti tornano in aula con gli studenti

 

I Dipartimenti dell’area dell’ingegneria dell’Università di Trento allargano i confini e aprono alla collaborazione con l’Ordine degli ingegneri di Treviso. La firma dell’accordo quadro (il medesimo accordo è stato siglato anche l’Ordine degli ingegneri di Belluno) è avvenuta in Rettorato, a Trento. Presenti i tre Direttori di Dipartimento di dipartimento (Oreste Bursi per l’Ingegneria civile, ambientale e meccanica, Alessandro Pegoretti per l’Ingegneria industriale, Paolo Giorgini per l’Ingegneria e Scienza dell’Informazione), la Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Belluno, Eleonora Dalla Corte e la Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Treviso, Eva Gatto. La firma è avvenuta alla presenza del Rettore dell’Università di Trento, Flavio Deflorian. 

La nuova convenzione definisce le priorità per l’aggiornamento destinato ai professionisti già in attività. L’intesa perfezionata consente di porre le basi per la co-progettazione di iniziative di formazione in ambito civile, ambientale, industriale e informatico. Gli ingegneri potranno scegliere o progetti di formazione ad hoc o persino partecipare a specifici segmenti di corsi universitari, tornando in aula sedendosi vicino agli studenti, o nei laboratori di ricerca. 

Durante l’incontro in Rettorato si  è discusso anche del valore aggiunto che porta con sé la possibilità di uno scambio reciproco di esperienze, sia per arricchire la didattica universitaria e renderla più completa, sia per offrire nuovi spunti per le attività di ricerca. 

“Il nostro obiettivo è quello di fornire strumenti per potenziare la capacità di innovazione tecnologica e organizzativa dei nostri iscritti, favorendone la competitività a livello nazionale e internazionale”, spiega Eva Gatto, Presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Treviso che raduna oltre 2.500 professionisti. “Per fare questo è necessario investire nello sviluppo e nell’aggiornamento di competenze culturali-tecniche e scientifiche di alta qualità, progettate in ambito accademico fianco a fianco con chi già opera nel settore e promuovere iniziative di formazione continua ancora più efficaci che permettano un aggiornamento professionale spendibile e al passo con le evoluzioni tecnologiche”.

Per gli ingegneri, del resto, la formazione continua è un obbligo normativo necessario per mantenere le proprie capacità professionali a un livello adeguato allo sviluppo della tecnologia, della legislazione, e dello stato dell’arte della cultura. E adesso potranno farlo tornando in aula. 

«Questo accordo permetterà anche ai professionisti di offrire all’Università un contributo prezioso di competenze e esperienza sul campo, utile a formare gli ingegneri di domani”, conclude Gatto. “La presenza degli Ordini professionali consentirà, alla formazione accademica, un avvicinamento alle esigenze del mondo professionale e lavorativo”.

 

LOGISTICA E SOCIAL MEDIA, I MILITARI CONGEDATI TORNANO IN CLASSE CON FÒREMA

I corsi a cura dell’ente di formazione di Confindustria Veneto Est per ricollocarsi nel mondo del lavoro. Selezionati tre percorsi formativi, uno dedicato al magazzino 4.0, uno alla gestione del social media marketing e l’ultimo per qualificare gli energy specialist. Davide Luvisetto, project manager in Fòrema: “Dopo anni di servizio, aiutiamo i militari ad integrarsi nel mondo del lavoro”

 

Tre corsi, che hanno visto la partecipazione di decine di militari in congedo. Per loro, l’opportunità di formarsi per una nuova vita lavorativa dopo il servizio nell’Esercito. È questo il programma progettato da Fòrema, ente di formazione del sistema confindustriale veneto, in collaborazione con il Ministero della Difesa. Selezionati tre percorsi formativi, uno dedicato al magazzino 4.0, uno alla gestione del social media marketing e l’ultimo per qualificare gli energy specialist. I corsi si stanno tenendo in questi giorni a Padova, l’ultimo sarà attivato a novembre e in tutto hanno partecipato una sessantina di militari.

“I corsi sono stati pensati nell’ambito delle attività di “Sostegno alla Ricollocazione Professionale” rivolto ai militari congedati e in servizio dell’Esercito, Marina e Aeronautica Militare, al fine di agevolarli nella ricerca di un’occupazione dopo il servizio prestato”, spiega Davide Luvisetto, project manager in Fòrema. “Per definire questi programmi siamo partiti da esperienze del passato, che ci avevano permesso di capire le priorità e le esigenze reali, Fòrema ha una lunga esperienza nella progettualità finalizzata alla riqualificazione professionale. Questo progetto pone al centro dell’attenzione i nostri militari che, dopo anni di servizio, cercano di concretizzare le loro competenze nel mondo del lavoro”.

Entrando nel dettaglio dell’offerta formativa, per quanto riguarda il corso di Logistica e gestione del magazzino 4.0, il corso si è tenuto dal 23 ottobre con 18 partecipanti. La premessa è che il comparto della logistica è diventato sempre più strategico per l’economia globale e locale. Nuove competenze iniziano a svilupparsi ed a essere richieste. Non più solo lean management, gestione logistica e ottimizzazione della gestione fisica delle merci, ma anche capacità di orientamento tra le performance aziendali, nozioni di big data e iot, ecopackaging e sperimentazione di materiali innovativi. Il corso si articola in sessanta ore dedicate a “logistica e magazzino 4.0” e 16 ore per il” corso carrellisti”. Parteciperanno 18 persone nelle aule messe a disposizione da Fòrema presso la struttura in via Masini Edoardo Plinio, a Padova.

Per il progetto formativo dedicato al mondo dei social media, già portato a termine, va detto che il settore del marketing è in continua e costante evoluzione. Figure come il social media manager, web designer e digital media marketing sono estremamente ricercate poiché accrescono il valore aziendale, implementando strategie di marketing efficaci ed efficienti e contaminando quotidianamente l’organizzazione apportando continua innovazione. La posizione di social media manager garantisce un’occupazione nel lungo periodo ed un rapido avanzamento di carriera vista la crescita esponenziale di utenti social. Il corso di sessanta ore si è concluso 20 ottobre con 18 partecipanti, che hanno frequentato gli uffici padovani di Fòrema.

Infine, il corso in Energy Specialist che parte il prossimo 13 novembre, stessa durata e stesso numero di partecipanti degli altri. L’energia rappresenta uno dei fattori più importanti per lo sviluppo economico e sociale del mondo moderno; la richiesta di energia è in costante crescita. Per affrontare questa sfida, molte nazioni stanno cercando di ridurre la loro dipendenza dalle fonti di energia fossile e di passare a fonti di energia rinnovabile. La transizione richiede investimenti significativi in infrastrutture e tecnologie, nonché un cambiamento culturale. Nei prossimi cinque anni, sarà cruciale il contributo di lavoratori con competenze green, con una richiesta stimata di circa tre milioni di nuovi lavoratori in grado di gestire soluzioni e sviluppare strategie ecosostenibili. Si stima che le figure più richieste saranno EGE (esperti in gestione dell’energia), Energy manager ed ESG specialist, figure trasversali con competenze energetiche, di sostenibilità ambientale, sociale e di governance aziendale. Il corso ha l’obiettivo di fornire le competenze base nella conoscenza del mondo dell’energia, del suo impatto sull’ambiente e di come viene utilizzata in modo efficiente nell’ambito industriale, domestico e dei trasporti.

 

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

 

IL PROGETTO “SBOCCHI OCCUPAZIONALI”

La formazione è una delle attività attraverso le quali si concretizza il “Progetto Sbocchi Occupazionali”, coordinato dal Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (Segredifesa) e sviluppato dai Comandi Militari Esercito, presenti in ogni regione, a livello nazionale e finalizzato a promuovere la ricollocazione professionale del personale militare, una volta terminato, senza demerito, il periodo di servizio nelle Forze Armate. Il progetto rappresenta un atto tangibile volto a garantire un’occupazione a chi ha servito la Nazione in uniforme per diversi anni.

Le altre attività del progetto che realizzano il processo di transizione dei volontari dalla vita militare al mondo del lavoro sono l’informazione, l’orientamento individuale, il monitoraggio dei Concorsi nel Pubblico Impiego, l’incontro con le offerte lavorative del mondo imprenditoriale. Queste attività vengono condotte in tutte le Regioni del Territorio Nazionale attraverso i Comandi Militari dell’Esercito nei quali si incardinano le “Sezioni Sostegno alla Ricollocazione Professionale” e che includono, nel loro organico, gli Orientatori Professionali della Difesa. Per la realizzazione del progetto “Sbocchi Occupazionali” il Comando Forze Operative Nord in data 1 luglio 2014 ha sottoscritto una Convenzione Operativa con l’Assessorato  all’Istruzione, alla Formazione, al Lavoro e alle pari opportunità della Regione del Veneto. Le riunioni periodiche che si svolgono con quest’ultimo permettono di essere sempre aggiornati circa le esigenze del mondo imprenditoriale Veneto e conoscere in anteprima le figure professionali più richieste.

 

FÒREMA 

Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e  metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia. Nel corso del 2022 sono state 26.368 (+9% sul 2021) le persone che hanno seguito corsi di formazione (nel 2021 furono 24.314; +14% sul 2020). In tutto, sono state erogate 41.641 ore in corsi di vario genere, con una crescita del 7,5% sul 2021. Grazie a questi numeri, per Fòrema il 2022 si chiude con un fatturato a 7,7 milioni di euro, con un balzo in avanti del 10% rispetto all’anno scorso (quando si era già registrato un +12% sui 6,3 milioni del 2020).  Fòrema, che ha sede negli uffici di proprietà collocati nel centro direzionale “La Cittadella” di Padova, nel 2022 ha fatturato 7,7 milioni di euro (+10% sul 2021); occupa 45 persone e collabora con decine di professionisti. Il consiglio di amministrazione è guidato dal direttore generale Matteo Sinigaglia, ed è composto da Roberto Baldo, responsabile attività finanziate, Anna Cracco, responsabile commerciale e Andrea Sanguin, responsabile amministrazione, finanza e controllo. Presidente è Enrico Del Sole.

FAST FOOD GOURMET, VINCE IL PRIMO ROUND IL PANINO DI BILLI’S

Esordio col botto per l’evento che fonde spettacolo ed enogastronomia in un affascinante contesto urban style. La giuria guidata dallo chef superstar Simone Rugiati ha deciso: i primi a vincere sono stati quattro fratelli napoletani. Il progetto è ambizioso: eventi e un format televisivo per il miglior food truck

I primi vincitori del contest di Fast Food Gourmet sono quattro fratelli napoletani. Salvatore Billi, di 38 anni, Domenico, due anni più giovane, Giovanni (28 anni) e Marco (29). Ora vivono tutti ad Arezzo, ma nel cuore hanno i gusti partenopei. Hanno la tradizione enogastronomica nel sangue: fino al 2017 hanno lavorato coi genitori nella ristorazione, poi si sono staccati per aprire il progetto “Billi’s”. Oggi gestiscono locali ad Arezzo e Lecco, oltre a lavorare in strada con i loro speciali truck. 

Il panino che li ha fatti vincere a Treviso (ribattezzato “Mercenario”) aveva questa ricetta: buns, hamburger di maremmana, lattuga gentile, pecorino di Pienza semi stagionato, peperoni spadellati sale e pepe, maionese, e jalapeno e salsa habanero.

Sono dunque loro i vincitori del primo week end di battaglia culinaria negli spazi dell’ex Pagnossin, a Treviso. A decretare la loro vittoria, la giuria capitanata da Simone Rugiati, lo chef superstar di Food Network, testimonial di Fast Food Gourmet. Un premio che arriva dopo una carriera di successo: nel 2022 sono stati eletti miglior hamburgheria della Toscana da “Il forchettiere” e l’anno dopo miglior paninoteca d’Italia.

“Facciamo questo mestiere da oltre vent’anni”, hanno raccontato dopo la vittoria. “Il nostro punto di forza è l’unione della nostra famiglia. Il segreto metterci in tutto quello che facciamo la nostra passione. Il nostro piatto migliore? Il cuore del nostro locale è il pane completamente artigianale fatto direttamente nel nostro laboratorio, cosa che rende unico in Italia il nostro panino e il nostro hamburger di Maremmana selezionato dal nostro Allevamento in esclusiva.Le ricette del nostro menù sono un mix della nostra tradizione campana e la tradizione toscana che ci ha ormai adottati da oltre 25 anni.

Quello appena concluso è solo il primo di una serie di undici week end per “Fast Food Gourmet”, progettato dagli event manager Dreams’ Factory, azienda fondata da un pool di imprenditori veneti che operano nell’entertainment e food da molti anni, coordinati da Loris Gatto. 

L’idea nasce all’interno del percorso di riqualificazione dell’area ex Pagnossin: è stato fondamentale ripensare le funzionalità e le potenzialità dei singoli edifici. Lo spazio di fiera e mercato si sviluppa in diversi spazi e location, che ospitano aree dedicate ai giovani (con skate e urban style), ai bambini (aree gioco) e persino ai cani (con l’area con le dog sitter) in un contesto dove il cibo sarà il sovrano, accompagnato dagli show itineranti dei maghi e ai concerti serali. Si ispira a modelli internazionali, presenti nelle capitali europee, nei grandi mercati che uniscono l’intrattenimento all’enogastronomia. 

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

IL CONTEST TELEVISIVO Otto food truck saranno scelti per ogni week end. Saranno loro i moderni Spartacus del cibo, lotteranno a suon di profumi e grandi piatti per vincere la Fast Food Battle: ognuno di loro è chiamato a proporre la propria migliore specialità. La decisione sul vincente arriverà da un doppio di giudizio. Il venerdì e il sabato i clienti voteranno su apposite schede la migliore specialità, al sabato notte vengono scelti i tre più votati. Inizia questo punto un nuovo format, dedicato ai tre chef di strada che parteciperanno, la domenica pomeriggio, alla finalissima della Fast Food Battle, dalla quale emergerà un solo vincitore attraverso un format innovativo. Ci saranno tre cucine affiancate, come quelle che si vedono nei grandi format televisivi, con un presentatore che guiderà la giuria di specialisti. La Battle sarà registrata e diventerà un programma televisivo in prima serata. 

LA MAPPA DI FAST FOOD GOURMET Gli spettatori si troveranno di fronte una sorta di parco divertimenti. All’interno dell’evento saranno presenti infatti aziende agricole e bio, baby luna park, laboratori didattici per bambini, artisti di strada che si esibiranno ogni giorno, market vintage e abbigliamento, vinili, libri, mercatino delle pulci, decor, poster, gioielli e artigianato. Ma anche il villaggio dei cani in collaborazione con Enpa Treviso, un’area interamente dedicata ai pelosetti con erba vera, giochi, ciotoline con crocchette e acqua, cucce e lettini per riposare il tutto sotto l’attenta (e amorevole) sorveglianza di dog sitter professioniste. Ci sarà anche un’area dedicata ai giovani, la “Street Culture Hub”. Aperta tutti i giorni con pista e pedane per skate e Bmx, freestyle, writers, urban style, con zona “customize” per sneakers e t-shirt. All’interno ci sarà uno spazio gestito da Pioneer in cui noti djs insegneranno ad usare le ultime tecnologie delle consolle. 

INFORMAZIONI E CONTATTI Fast Food Gourmet è in via Noalese, 94 31100 Treviso nella sede dell’ex Pagnossin (ad un chilometro dall’aeroporto Antonio Canova). Infoline e WhatsApp: 353 3474228; email: info@fastfoodgourmetofficial.it. Informazioni su “Fast food gourmet Official” sui gruppi Facebook, Instagram e Tik Tok. 

VERONA PER HALLOWEEN DIVENTA LA CAPITALE ITALIANA DELL’AMARCORD

Il prossimo 31 ottobre nostalgia canaglia al Palaferroli di San Bonifacio (Verona) Jurassik Park e Baywatch, ma anche Mario Bros e giganteschi pacchetti delle gommose Morositas. Si balla con le hit anni Novanta, dai Nirvana a Corona. Sarà il raduno di due generazioni diverse, i giovani di oggi (e quelli di un tempo), attese migliaia di persone. Il format è stato battezzato “90 Wonderland Winter Tour”

Inizia la quindicesima stagione di 90 Wonderland, e per festeggiare è stato ideato un nuovo format collegato al mondo degli anni Novanta. Gli amanti di streghe e zucche potranno ammirare il nuovo format il prossimo 31 ottobre, al Palaferroli di San Bonifacio, in provincia di Verona (biglietti 15 euro in prevendita, 20 il giorno dell’evento). La location sarà allestita appositamente a tema Halloween, con ragnatele, streghe e zucche. Anche i partecipanti sono invitati a vestirsi a tema, sarà un evento magicamente dark.

Sul palco, a guidare i festeggiamenti, ci saranno i figuranti di 90 Wonderland. La pista da ballo sarà pervasa da un’iconica celebrazione degli anni ’90, con il ritmo travolgente dei Green Day e dei Backstreet Boys che farà ballare tutti i presenti. Sul palco, l’incredibile spettacolo vedrà esibirsi Spider-Man e Mario Bros accompagnati da scenografie evocative tratte da Jurassic Park. Non mancheranno le sensazionali ballerine in stile “Baywatch” e l’indimenticabile programma televisivo “Stranamore”, dedicato a chi cerca l’anima gemella. Gli enormi pacchetti di chewing gum Brooklyn saranno protagonisti accanto alle affascinanti Wonder girls.

La data veronese peraltro è molto attesa dal team di lavoro che ha ideato 90 Wonderland, evento che viene portato in circa 150 locali durante l’anno. La direzione è veneta, ed è composta da Willy Bergamin, 43enne direttore artistico di Padova, Francesco Ciconte, 37enne product manager calabrese trapiantato nel Vicentino, e Davide Menegazzo, 40enne manager gestionale di Vicenza.

Sarà una serata dedicata alla nostalgia canaglia quella che si svolgerà nella suggestiva location veronese, per rivivere la storica decade della musica. Alle console, un mix esplosivo di successi pop, rock e dance, brani che hanno dominato le classifiche durante l’epoca d’oro della musica. Ogni canzone inviterà i presenti a cantare a squarciagola e a rivivere i ricordi più emozionanti. Lo spettacolo sarà completato da effetti speciali e una super video sigla, promettendo un’esperienza di musica e spettacolo senza precedenti.

Il format “Winter Tour” che sarà proposto nel Bolognese è un festival itinerante che toccherà circa decine di locali e discoteche in tutta Italia, attirando circa decine di migliaia di persone desiderose di ballare e divertirsi. L’evento è capace di unire due diverse generazioni che, per una notte, vogliono rievocare una decade storica di grandi successi musicali.

La mente degli organizzatori è focalizzata sull’entusiasmare il pubblico durante il nuovo tour. Francesco Ciconte, product manager dell’evento. “Torniamo in giro per tutta l’Italia per farvi divertire senza inibizioni con il ciclo di eventi più fresco e positivo di sempre”, dichiara. “Siete pronti a vivere un’esperienza che vi lascerà senza fiato? Lasciatevi trasportare in un viaggio senza precedenti, dove il divertimento assume una nuova dimensione. Le luci si abbassano, il sipario si alza. Nei corridoi del tempo, quando il passato si fonde con il presente, abbiamo plasmato qualcosa di straordinario per i nostri primi 15 anni. Non sarà solo un semplice tour, ma un viaggio nel tempo attraverso la nostra incredibile storia. Un’opportunità unica per rivivere i momenti più memorabili, le serate indimenticabili ed i ricordi che hanno plasmato 90 Wonderland in quello che è diventato oggi”. 

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

90 WONDERLAND – LA STORIA 90 Wonderland è il più grande party show anni Novanta d’Italia, un format che quest’anno compie 15 anni. La direzione del team di lavoro è curata da Willy Bergamin, 43enne direttore artistico di Padova, Francesco Ciconte, 37enne product manager calabrese trapiantato nel Vicentino, e Davide Menegazzo, 40enne manager gestionale di Vicenza. La loro passione – e la loro comune età – li hanno fatto ideare il format ancora nel 2008. Nel corso degli anni sono riusciti ad organizzare quasi 400 eventi, in media una ventina ad ogni stagione con picchi di una settantina all’anno in tutta Italia prima del periodo del Covid (record che dovrebbe venir migliorato quest’anno). Va precisato che il team organizzativo dei tre propone anche altri due format, uno dedicato agli anni Duemila (il Duemila Wonderland) e l’altro è il fratello minore del decennio precedente, il “It’s 90 Time – Il party anni 90”. Una macchina da divertimento senza pari, capace di gestire circa 150 serate nel corso dell’anno. 

LE HIT CHE SI BALLERANNO Durante il format di “90 Wonderland” si suoneranno le più belle hit pop, rock e dance anni 90 mixate a raffica,  brani indimenticabili da cantare e i singoli che hanno scalato le classifiche dal 1990 al 2000. Eccone alcune: Green Day Basket Case // Corona The Rhythm Of The Night // Snap Rhythm Is A Dancer // Ice Mc Think About The Way //La Bouche Sweet Dreams // Spin Doctors Two Princes // Datura Yerba Del Diablo // Alexia The Summer Is Crazy// Haddaway What Is Love // Eiffel 65 Blue // Gigi D’agostino L’ Amour Toujours // Vengaboys Boom, Boom, Boom, Boom!! // The Soundlovers Surrender // Aqua Barbie Girl // 883 Hanno Ucciso L’uomo Ragno // The Prodigy Firestarter // Lunapop 50 Special // Captain Hollywood More And More // Mabel Bum Bum // Prezioso & Marvin Tell Me Why // Da Blitz Let Me Be // Dr. Alban It’s My Life // Kim Lukas Let It Be The Night // Robert Miles Children // Take That Back For Good // Red Hot Chili Peppers Californication // Britney Spears Crazy // Gun’s N’ Roses Knockin On Heaven’s Door Ace Of Base All That She Wants // Usura Open Your Mind // Spice Girls Wannabe // Backstreet Boys I Want It That Way // Blur Song 2 // R.E.M. Losing My Religion // Neja Restless // The Chemical Brothers Hey Boy Hey Girl // Modo Einszwei Polizei // Nirvana Smells Like Teen Spirit.

Infertilità maschile e denatalità, necessità di interventi urgenti

Al XXXVIII Convegno di Medicina della Riproduzione ad Abano Terme si parlerà di denatalità, infertilità e la discussione di un decalogo di raccomandazioni di un consorzio di esperti sull’infertilità maschile.

Da un recentissimo report presentato al Statistic All – Festival della Statistica e della Demografia si stima che il veneto nel 2033, avrà perso circa 45 mila abitanti. Conseguente un crollo delle nascite: 10 mila nella sola Regione Veneto 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che l’infertilità oggi colpisca una coppia su sei. E per fare qualcosa prima che sia troppo tardi, un consorzio di esperti incaricati dalla Male Reproductive Health Initiative della Società europea per la riproduzione umana e l’embriologia (ESHRE) ha stilato un elenco di dieci raccomandazioni urgenti per affrontare il calo della fertilità maschile, chiedendo ai governi e ai sistemi sanitari di “riconoscere l’infertilità maschile come una condizione comune e grave e che i pazienti hanno diritto ad a diagnosi e trattamenti efficaci”. 

Le raccomandazioni del rapporto includono l’istituzione di reti di registri nazionali e biobanche di tessuti e dati clinici di uomini, partner e figli per aiutare i ricercatori a comprendere le cause genetiche e ambientali dell’infertilità, migliori test diagnostici per capire se e perché gli uomini hanno problemi di fertilità, test rigorosi sugli impatti delle sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino nei prodotti di consumo quotidiano, sul posto di lavoro e nell’ambiente in generale, normative e politiche per proteggere uomini e ragazzi da composti dannosi. 

Oggi sono sempre di più le coppie che si rivolgono ai centri di fecondazione assistita, spesso senza una precisa diagnosi dell’infertilità del partner maschile, “ma la PMA non può essere la risposta predefinita all’infertilità maschile e il trattamento del maschio infertile deve basarsi prima di tutto sulla terapia per ripristinare la fertilità. Inoltre, da non trascurare che l’infertilità maschile può essere un campanello d’allarme per molte altre malattie, in particolare le malattie cardiovascolari e metaboliche e intervenire sul problema della fertilità potrebbe essere un modo per migliorare la salute generale dell’uomo” afferma il Prof. Foresta, già ordinario di Endocrinologia all’Università di Padova e presidente del convegno con il prof. Alberto Ferlin, Professore di Endocrinologia e direttore della UOC di andrologia e medicina della riproduzione dell’Azienda Università di Padova.

Le raccomandazioni saranno discusse al convegno di medicina della riproduzione il 20 e 21 Ottobre ad Abano Terme, ma Foresta evidenzia già una lacuna evidente del decalogo del consorzio internazionale “la totale mancanza di un riferimento alle politiche socio-sanitarie di prevenzione dell’infertilità maschile, concentrandosi invece sugli aspetti più clinico-terapeutici per il trattamento dell’infertilità, o per la presa in carico della coppia infertile”. 

“Per il maschio sarebbe auspicabile una prima visita andrologia già a 14-15 anni, durante l’adolescenza, equivalente alla prima visita ginecologica per le ragazze, che permetta uno screening della salute sessuale e riproduttiva dei giovani,  educhi e informi i ragazzi e le famiglie sui fattori di rischio per la fertilità e i comportamenti a rischio, ma anche per intercettare tutte quelle patologie e fattori di rischio che, se individuati in giovane età, possono garantire una normale fertilità in età adulta – conclude Ferlin – . 

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Per informazioni: prof. Carlo Foresta, già Professore ordinario – Mobile 348.3022559.

IL PONTE DELLA VENICE MARATHON E LA SFIDA DELLA CHIATTA A VENEZIA: IL VIAGGIO STORICO DI SAN PIO X IDEATO E COORDINATO DA 593 STUDIO

Nella notte l’arrivo delle reliquie del Santo nella Basilica di Santa Maria, già installata la rampa per la Festa della Salute. Lo studio trevigiano impegnato nelle operazioni di trasferimento dell’urna e negli allestimenti liturgici nelle chiese. Una trentina i tecnici alle prese con un’impresa mai realizzata prima, una peregrinatio corporis lunga 1.500 chilometri e durata oltre due settimane. Il portavoce del team Michele Sbrissa: “Sfida epica riportare San Pio X nella sua terra natale”. Ecco come ci sono riusciti

 

 “O vivo o morto tornerò”, aveva detto Giuseppe Sarto prima di lasciare Venezia. Di lì a poco salì al soglio pontificio, accadeva esattamente 120 anni fa. Papa Pio X ha mantenuto la sua promessa e dal 6 al 22 ottobre si celebra la sua “Peregrinatio corporis”, il ritorno in Veneto dell’urna con le sue reliquie, custodita a San Pietro da oltre un secolo. 

Le tappe di questo viaggio sono state coordinate e gestite dal punto di vista logistico da 593 Studio, società di ingegneria di Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, avvalendosi del supporto tecnico-organizzativo e del personale sul campo della cooperativa Castel Monte Onlus.  Una sfida epica: trasportare la teca che custodisce il Santo da Roma a Treviso, quindi a Riese Pio X e Padova, per finire sulle acque veneziane. Inoltre, lo studio ha seguito la progettazione e realizzazione di allestimenti liturgici adeguati in cinque chiese diverse. Un lavoro che ha comportato un impegno 24 ore su 24 di un team composto da una trentina di professionisti, che hanno accompagnato il Papa per oltre 1500 chilometri, da Roma al Veneto e ritorno, un viaggio durato in tutto 120 ore. 

La sfida logistica più importante che 593 Studio ha dovuto affrontare è stata senza dubbio quella del trasporto da Padova a Venezia, avvenuta stanotte. L’arrivo della teca, nella notte, ha dovuto subito affrontare il problema del trasporto su acqua. Dalla gondola di mezzo secolo fa, ecco la chiatta (dimensioni 25 X 9 metri) dal punto di approdo della ditta Boscolo Bielo, azienda specializzata nei trasporti su acqua: siamo a Santa Marta, Canal Santa Chiara. Lentamente, il furgone è stato fatto salire a bordo, accompagnato da una quindicina di persone dello staff, che si sono diretti attraverso i canali veneziani verso Fondamenta Salute. 

Durante il tragitto, hanno dovuto passare sotto il ponte realizzato appositamente per la Venice Marathon: per permettere alla chiatta di passarci sotto con il carico del furgone è stata costruita un’arcata cinquanta centimetri più alta, giungendo a quota 3,5 metri. Per lo scarico, va precisato che le operazioni di posizionamento della teca al di sopra del carrello cingolato sono avvenute sopra la chiatta ancorata e staticamente connessa alla Fondamenta della Salute. Si è usato un telo coibentante, posto sopra la teca durante gli spostamenti esterni. L’urna è stata quindi collocata nella Basilica di Santa Maria della Salute. 

“Per accedervi, è stata anticipata la realizzazione della rampa usata per la Festa della Salute”, spiega Michele Sbrissa, coordinatore del progetto per 593 Studio. “Da notare che negli spostamenti è stata posta enorme attenzione alle rampe di sbarco, tarate per il transito di veicoli articolati di diverse tonnellate e rivestite con pannelli lignei e materassini in neoprene. Non solo. Si è previsto l’uso di pannellature OSB e materassino in neoprene dove era presente pavimentazione in selciato e anche all’interno della Basilica per ammortizzare le imperfezioni dei pavimenti in marmo esterni ed interni e per preservare l’integrità degli stessi”.

L’impresa di spostare l’urna del Pontefice è un evento che nella storia accade solo per la terza volta. La prima, nel 1959, quando lo stesso Pio X tornò a Venezia. In quell’occasione furono usate le gondole, la salma subì lievi deterioramenti e da allora sono stati cambiati i protocolli di sicurezza. Nel 2018, secondo viaggio: Papa Giovanni XXIII tornò nella sua Bergamo, accolto da mezzo milione di fedeli. Tanto calore umano (e non metaforicamente) unito al periodo estivo crearono non pochi problemi. 

le“Accogliere San Pio X nel territorio da cui è partito oltre cent’anni fa per salire il soglio di Pietro rappresenta una occasione di ricucitura di una identità religiosa e culturale per questi luoghi”, dichiara Giuseppe Possagnolo, presidente di Castel Monte Onlus. “Questo Papa è stato un precursore, ha messo le fondamenta valoriali e culturali per il “miracolo Veneto” che dal secondo dopoguerra ha visto svilupparsi la regione che noi oggi conosciamo”.

Sulla scorta delle esperienze del passato, sono stati sviluppati da Fabbrica di San Pietro dei protocolli tecnici e di sicurezza estremamente stringenti da cui lo staff coordinato da 593 Studio, coordinato dall’architetto Michele Sbrissa, è partito per ideare le soluzioni necessarie alla realizzazione del progetto. Un lavoro che ha avuto bisogno di circa un anno di preparazione. Tutte le procedure e le soluzioni ideate sono state gestite passo passo in collaborazione con i tecnici della Fabbrica di San Pietro coordinandosi con le Diocesi coinvolte e con tutti gli enti civili interessati. Ecco come ci sono riusciti.

 

IL SUPPORTO TECH DELLA TECA. La prima preoccupazione era dare all’urna un supporto stabile, che garantisse un viaggio privo di sollecitazioni. È stato così disegnato, progettato e costruito ad hoc un basamento in acciaio super tecnologico sul quale è stata appoggiata la teca di bronzo e cristallo che contiene il corpo del Santo (peso della teca: 400 chilogrammi, lunghezza 2 metri e altezza 70 centimetri). Un contenitore che, oltre ad agevolare gli spostamenti di trasferimento dal furgone al carrello e viceversa, serve principalmente a ridurre al minimo le vibrazioni grazie ad un sistema appositamente ideato e condiviso con la Fabbrica di San Pietro. Si è poi dovuto progettare un carrello a pantografo (portata 1000 chili) con rispettiva vasca di contenimento, progettato e realizzato ad hoc per sollevare e spostare la teca. Va poi precisato che il corpo (che non è imbalsamato, il volto è coperto dalla maschera di bronzo pensata nel 1959) riposa attorno ai 21-25 gradi, non è tollerabile un aumento eccessivo della temperatura. Delle sonde verificano in tempo reale i dati e li comunicano ad una cabina di regia, in caso di cambiamenti di temperatura e umidità (in particolare durante le esposizioni) si interviene con misure specifiche per garantire la miglior conservazione del corpo.

IL VEICOLO SPECIALE. Il caricamento è avvenuto su un furgone (Ford Custom 9 posti, completamente adattato per l’evento: dotato di vasca di contenimento e bloccaggio teca, sistema di climatizzazione specifico e sospensioni appositamente tarate, realizzato da Class Allestimento Veicoli Srl) che poi si è mosso da San Pietro, sempre di notte per limitare problematiche di traffico ma soprattutto per limitare rischi di eventuale surriscaldamento, su un itinerario tenuto segreto fino all’ultimo. Durante il trasporto è stata garantita una temperatura costante. Il veicolo infatti è stato dotato di climatizzatore aggiuntivo del vano posteriore con regolazione automatica della stessa attraverso un link diretto con una centralina di controllo climatico tarata sui parametri richiesti. Nel cielo posteriore sono presenti 6-8 bocchette di uscita dell’aria. Inoltre, il personale è stato dotato di un ulteriore “data logger” al fine di monitorare costantemente la temperatura del vano. “Altra criticità studiata è stata quella della luce solare, la quale per radiazione o irraggiamento può far variare la temperatura all’interno del veicolo”, spiega Marco Avanzi di Class Allestimento Veicoli. “Nonostante si sia scelto di viaggiare di notte, la vetratura del furgone è stata protetta da pellicola con una capacità di ridurre a circa il 90% la radiazione UV solare. Inoltre, durante il viaggio, la teca è stata avvolta da una “coperta” in polietilene termico al fine di eliminare qualsiasi interazione termica e radiante”.

IL SUPPORTO ELLITTICO. Il viaggio di San Pio X è iniziato in Vaticano. Dopo l’arrivo a Treviso, ecco il trasferimento a Cendrole di Riese Pio X dove decine di migliaia di pellegrini e curiosi hanno potuto vedere da vicino il Santo. Gli allestimenti previsti, condivisi sotto il profilo liturgico e simbolico con Don Paolo Barbisan, direttore dell’Ufficio Diocesano d’Arte Sacra della diocesi di Treviso, sono stati pensati come elementi di arredo sacro temporaneo totalmente reversibile. A Cendrole è stato esposto il supporto ellittico, a sostegno della teca, progettato da 593 Studio e realizzato dall’azienda La Nova sas, con una dimensione in pianta pari a 530×405 centimetri e per un’altezza di 85 centimetri. Sul perimetro si sviluppa una raggiera di 188 listelli lignei a scandire, come una linea del tempo, gli anni trascorsi dalla nascita di Pio X (1835) fino ad oggi. L’intero allestimento è di color bianco; solo 19 listelli hanno una finitura in rovere naturale, ad indicare 19 momenti salienti della vita di san Pio X. “Il tutto consente di mantenere sempre una distanza minima di 120 cm tra fedeli e teca con il corpo del Santo”, precisa l’architetto Michele Sbrissa di 593 Studio. “L’allestimento così descritto è sovrastato, nella chiesa di Cendrole, da una crociera lignea a sesto ribassato di color bianco che conclude visivamente e percettivamente l’ambito volumetrico dell’esperienza devozionale. Il principio è quello della definizione di uno spazio effimero all’interno di uno spazio consolidato, attraverso la crociera che definisce una relazione più contenuta tra corpo del Santo e fedele”.

 

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO – STORIA 593 STUDIO

593 STUDIO è un’eccellenza nel panorama degli studi di ingegneria e di architettura, impegnato in una missione ambiziosa: costruire il futuro attraverso ricerca, sperimentazione e competenza. Fondata a Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, su valori solidi come l’innovazione, la sostenibilità e la collaborazione, 593 STUDIO opera nei settori chiave dell’abitare (residenziale), conservare (restauro), lavorare (direzionale) e condividere (pubblico). Con oltre 15 anni di esperienza in Italia e all’estero, il team multidisciplinare di 593 STUDIO affronta con dedizione progetti complessi, dall’ideazione alla direzione operativa. Tra le prime Benefit Corporation nel settore dei servizi professionali in Italia, l’azienda si impegna a restituire valore alla comunità e all’ambiente.  I progetti di rilievo nell’ambito della conservazione del patrimonio storico e sacro, includono l’ampliamento del complesso Santuari Antoniani di Padova, il restauro delle volte della chiesa San Francesco a Treviso, il piano di recupero per l’ex Monastero delle Clarisse a Castelfranco Veneto, la selezione per il laboratorio-concorso Cappella nel Bosco a La Verna oltre che servizi di consulenza in varie diocesi per percorsi partecipativi comunitari e piani di valorizzazione immobiliare. 593 STUDIO promuove l’innovazione anche in ambito accademico e, in collaborazione con gli Istituti Lasalliani e lo IUAV, promuove e co-finanzia dottorati di ricerca pioneristici nella gestione e recupero dei beni religiosi. La ricerca in ambito tecnologico ed ingegneristico viene svolta in collaborazione con l’International University of Applied Science in Germania.

 

TEAM DI LAVORO – PEREGRINATIO CORPORIS

Progettazione e coordinamento 593 Studio: Arch. Michele Sbrissa, Arch. Gianni Pietrobon, Arch. Raffaele Villano, Arch. Emma Mattiuzzo e Geom. Andrea Gavagnin 

Realizzazione allestimenti espositivi: La Nova sas 

Trasporto e logistica: Castel Monte Onlus – Class Allestimento Veicoli Srl 

Consulente strutture: Ing. Steven Gallina

Consulente tecnico ambientale: Mountech Srl 

PARTNERSHIP TRA CAB LOG E COSTANTIN: SI VA VERSO LO STOP AL DIESEL, I CAMION RIFORNITI DI HVO

Accordo strategico tra il noto operatore della logistica veneziano e Costantin, azienda con sede a Padova tra le prime in Italia a distribuire HVO, l’evoluzione dei diesel. Primo test su alcuni mezzi da 110 mila chilometri annui. Il direttore dei trasporti di Cab Log Danilo Vaccaro: “Siamo attenti all’ambiente, pronti ad estendere l’innovazione a tutta la nostra flotta”

Con l’acronimo HVO viene indicato l’Hydrogenated vegetable oil, un combustibile vegetale idrogenato ottenuto 100% da materie prime rinnovabili che può essere usato al posto del diesel tradizionale. Da anni è usato nel Nord Europa, rispetto ad un gasolio convenzionale consente una riduzione delle emissioni fino al 90%. È da poco arrivato in Italia, distribuito dall’azienda Costantin Spa di Borgo Veneto nel Padovano con un fatturato di 1 miliardo.

Cab Log, azienda logistica di Noale, nel Veneziano (150 milioni di fatturato, mille dipendenti tra diretti e indiretti) ha deciso di sposare questa rivoluzione nel mondo dei biodiesel, attivando una fase di test il nuovo combustibile non fossile. La sperimentazione inizierà su alcuni mezzi, la cui previsione di percorrenza chilometrica annuale di ciascuno è di 110.000 chilometri

“Stando ai nostri test che da diversi mesi stiamo conducendo il nuovo diesel HVO riduce la rumorosità del motore e aumenta le prestazioni in termini di una migliore combustione, riducendo la fumosità e facilitando le partenze a freddo”, spiega Marco Vetrali, direttore commerciale di Costantin Spa. “L’impatto economico è pressoché nullo per gli utilizzatori, considerando la vera natura del prodotto: inquina meno, perché è privo di aromatici e poliaromatici, composti impattanti dal punto di vista ambientale – continua Luca Cavatton di Costantin Spa, responsabile del progetto HVO100 – per questo riteniamo sia il futuro dello spostamento green”.

“Anche per questo la nostra idea è quella di estendere il progetto entro fine anno ad altri dieci mezzi”, spiega l’ing Danilo Vaccaro di CAB LOG. “Per poter arrivare a coprire quasi la totalità della nostra flotta di 300 mezzi, valuteremo gli effetti significativi che il nuovo carburante ha in termini di costi, consumi e l’impatto sui motori, oltre alla capillarità del servizio. È una sfida per noi, ma anche per l’intero mondo della logistica”.

Di certo, è affascinante la sfida di questo nuovo biodiesel, che viene distribuito in tutta italia con una serie di partner e fornito direttamente alle grandi aziende della logistica e dei trasporti. È un esempio di economia circolare: i prodotti di scarto (oli esausti, grassi di origine naturale, etc..) che dovrebbero essere smaltiti, con aggravio di costi e con un maggior impatto sull’ambiente, vengono invece impiegati per la produzione di biocarburanti dall’elevato potere calorifico, maggiore a quello del gasolio di origine fossile e a quello del biodiesel tradizionale.

Il processo di produzione di HVO100 avviene in due fasi, il primo viene denominato idrotrattamento, le materie prime vengono saturate con idrogeno, e successivamente viene alterata la struttura chimica per conferire le qualità desiderate al prodotto finale. 

Una svolta storica, dunque, nel mondo del trasporto su gomma. Si tratterà di capire fino a che punto verrà accolta dalle aziende perché il tema dei costi di produzione rischia di rallentare la diffusione di questo prodotto poco inquinante. “Bisogna fare una riflessione importante e coinvolgere attivamente i clienti e la politica, perché se è vero che la transizione green è il presente e il futuro, oltre ad essere fondamentale per l’ambiente, è pur sempre vero che costa”, concludono Giuseppe Bortolato, parte della proprietà, e Walter Stevanato. “Chi subirà e pagherà i maggiori costi? Gran parte delle aziende di trasporto lavora da anni con margini davvero risicati”.

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO 

CAB LOG La storia di CAB LOG inizia a Noale, nel Veneziano, nel 1947: con la fine della Seconda Guerra Mondiale, c’è la necessità di ricostruire tutto. Così Bruno Bortolato, classe ‘25, inizia a trasportare materiale edile con un cavallo e il suo rimorchio. Nel 1983, i quattro figli, appassionati di camion e trasporto, decidono di unire le forze e di creare un’azienda di trasporti, dando vita al Consorzio CAB. Il Gruppo CAB nasce così con una flotta di cinque camion che i fratelli Bortolato, il primo in ordine di tempo è Giuliano, e il padre Bruno guidano nel Nord Italia. Sotto la guida dell’Amministratore Delegato Renzo Bortolato, negli anni Novanta il Gruppo apre un nuovo ramo di attività per lo stoccaggio industriale e la movimentazione della merce, con la costruzione del primo magazzino a Noale. Visto l’immediato successo, si è cominciato ad investire in magazzini logistici per aumentare il servizio di stoccaggio materie prime e prodotto finito, per poi aggiungere la distribuzione della merce destinata alla grande distribuzione e alla distribuzione organizzata, e successivamente il confezionamento e l’advanced co-packing. Oggi CAB LOG può contare sulla partnership con grandi nazionali e multinazionali, che hanno permesso di raggiungere i 150 milioni di fatturato nel 2022 e di operare su oltre 360 mila mq di magazzini e con più di 300 mezzi di proprietà e di 700 semirimorchi, grazie al lavoro di circa 1.000 collaboratori diretti. Le filiali gestite sono 20 e tra la fine del 2023 e il 2024 verranno aperti nuovi hub: 80.000 mq a Vidigulfo (PV), 50.000 mq a Oppeano (VR) e 30.000 mq a Roma. 

COSTANTIN

Costantin S.p.a. nasce il 24 gennaio 1967, a Santa Margherita d’Adige nel Padovano. Ampelio Costantin gettava le basi della società che ancora oggi è gestita e controllata della stessa famiglia che l’ha fondata. Costantin S.p.A. fin dal principio pone il suo focus sulla commercializzazione dei prodotti petroliferi liquidi, sia nel settore riscaldamento che in quello produttivo. A fine degli anni ’80 Costantin Spa amplia la propria attività concentrando le proprie energie in un nuovo ramo aziendale, ossia, la commercializzazione del GPL ad uso combustione, destinato a diventare uno dei principali core business della società, nel 2006 apre la prima stazione di servizio a marchio Costantin.Negli anni successivi la storia della Costantin è contrassegnata da numerose acquisizioni di stazioni di servizio e di società operanti nella distribuzione e commercializzazione di Gpl al dettaglio. Visto l’importante know-how acquisito nella realizzazione e gestione della propria carta carburante, la Costantin Spa, nel 2018, avvia il progetto pagoCO, un servizio sartoriale rivolto agli operatori del settore petrolifero per la gestione e fidelizzazione dei propri clienti business. Oggi Costantin Spa, è un’importante realtà del territorio che ha chiuso il 2022 con oltre 960 milioni di fatturato, servendo direttamente, tra cui privati e aziende, più di 20.000 clienti con la consegna del prodotto a domicilio e avendo una rete di oltre 100 stazioni di servizio a marchio proprio sparse nel nord Italia.

 

SCHEDA APPROFONDIMENTO – LE SEDI DI CAB LOG

Nel 2023 Cal Log impiega 380 dipendenti, oltre ai più di 1.000 indiretti nei magazzini in cui opera. Gli spazi gestiti sono vasti: 360 mila metri quadri di magazzini in 20 siti italiani, una flotta di oltre 180 trattori stradali e più di 700 semirimorchi. Ecco la mappa dell’operatività aziendale. 

VENEZIA Cab Log ha headquarter a Noale, nel Veneziano. La prima sede storica è quella di via Torricelli, quattromila metri quadri di magazzino aperti nel 1990, uno spazio che oggi è più che raddoppiato (10 mila metri quadri). Qui è ospitato il cervello aziendale (amministrazione, commerciale, fatturazione, legale, HR). In via Mestrina c’è invece un altro spazio: nel 1991 erano diecimila metri quadri, oggi siamo a 60 mila (l’ultimo ampliamento è del 2022). Aperta anche nuova officina, specializzata anche nella revisione dei mezzi dove operano 15 meccanici. La specializzazione: logistica food & beverage, partenze della distribuzione verso tutto il territorio nazionale. Nel Veneziano, il totale dipendenti diretti è 125. Indiretti (in magazzino) circa 200. Le due filiali portano circa il 10% del fatturato del business logistica.

PAVIA La sede locale è Landriano, in via Aldo Aniasi. Cab Log è stata tra le prime aziende a costruire in questa area prima devota all’agricoltura e all’allevamento (32.000 metri quadri di magazzino, era il 2006). Ora è tra le aree logistiche più importanti della Lombardia, quello di Cab Log è il primo magazzino distributivo in questa regione. Specializzazione: logistica food & beverage, petfood, ma soprattutto spirits e gestione accise. Partenze della distribuzione verso tutto il territorio nazionale. Specializzazione nelle consegne a bar di centro di città e negozi specializzati petfood. Personale di magazzino e di trasporto per le attività: 30 persone. Lavoratori indiretti, responsabili di magazzino: 120. Ma Cab Log ha anche un’altra sede, a Santa Cristina e Bissone, in via Cascina. Qui nel 2018 erano stati acquisiti 10 mila metri quadri, altri 22.000 nel 2021. Specializzazione: logistica petfood. Personale 4 lavoratori diretti e 40 indiretti. Le due filiali portano circa il 20% del fatturato del business logistica. 

LA NUOVA ESPANSIONE A PAVIA In zona è prevista anche una espansione, a Vidigulfo: in costruzione 80.000 metri quadri per svilupparsi ulteriormente, portando ad un incremento di volumi pari a 30%. Vidigulfo rappresenta sicuramente l’obiettivo sfidante per l’azienda: 180.000 mq di superficie, 80.000 mq coperti, altezza utile sotto trave di oltre 12 metri, 120.000 posti pallet, gestione flussi logistici per oltre 500 mezzi al giorno. CAB LOG, da sempre attenta al tema della logistica sostenibile, crede fortemente nel “green approach” e per questo ha lavorato per ottenere per la nuova piattaforma il livello GOLD della certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). La progettazione, la costruzione e la gestione di un insediamento certificato LEED (sistema statunitense di classificazione dell’efficienza energetica e dell’impronta ecologica degli edifici, sviluppato dallo U.S. Green Building Council) devono rispondere a requisiti e crediti, cui corrispondono punteggi di valutazione, che si traducono in provvedimenti in diversi ambiti caratterizzanti l’intervento: localizzazione e trasporti, sostenibilità del sito, gestione efficiente delle acque, energia e atmosfera, materiali e risorse, qualità ambientale interna, innovazione e priorità regionali. Inoltre, il magazzino è concepito per una gestione interna a tutela ambientale attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici, di illuminazione a led basso consumo con sistema di regolazione “dimmerabile” al fine del funzionamento dell’impianto secondo l’effettiva necessità (ad esempio al passaggio delle persone o dei carrelli), l’acquisto di carrelli con batterie al litio, l’utilizzo di materiali eco-compatibili, anche per quelli di consumo operativo (film biodegradabile, imballi riciclabili, etc), il contenimento dell’utilizzo dell’acqua potabile e non. Oltre a questo, la piattaforma sarà già predisposta per l’utilizzo di mezzi a gas, elettrici e ad idrogeno.

MILANO Nella sede di Albairate in via Marcatuttto, ci sono trentamila metri quadri, lo spazio è stato acquistato da ramo d’azienda dal Gruppo Nestlé nel 2015. L’impianto dedicato alla logistica di AB Inbev, primo gruppo produttore e distributore di birra al mondo, cliente di Cab Log da oltre 20 anni. Da qui partono circa 80 carichi di birra al giorno, con picco di 100 in stagione estiva. Al lavoro, ci sono 10 persone dirette e un centinaio in magazzino. La specializzazione è la gestione accise.

BOLOGNA Qui Cab Log opera lavorando per uno dei suoi clienti storici, Ducati. Il focus è quello dell’approvvigionamento dei fine linea da inizio anni 2000. Dal 2019 l’apertura a Sala Bolognese via Stelloni Ponente con un magazzino da 17.000 metri quadri e a Calderara con uno spazio da cinquemila metri quadri. Qui lavorano 20 persone e 120 indirette di magazzino. Sempre a Sala Bolognese, ecco altri 10.000 metri quadri dedicati alla distribuzione di prodotti spirits e petfood. Specializzazione: gestione accise per i primi e negozi specializzati per i secondi. Prevista a breve l’espansione nel Bolognese con un altro magazzino da 20.000 metri quadri.

VERONA Cab Log opera a Vallese di Oppeano, in via Marco Biagi su uno spazio di 30.000 metri quadri già dal 2013. Qui la specializzazione è la gestione food & beverage e distribuzione nazionale. L’area è oggetto di interesse da parte dell’azienda, presto saranno aperti due nuovi impianti, uno da 50.000 metri quadri e un altro da trentamila per incrementare il business di food & beverage e petfood e per supportare la logistica delle cantine della zona. Sono ad oggi impiegate direttamente cinque persone e 50 indirettamente nel magazzino. 

POMEZIA (ROMA). Cab Log è presente dal 2013 in via della Zoologia con uno spazio di 20.000 metri quadri. L’obiettivo è quello di valorizzare la distribuzione nel centro Italia per i clienti e accelerare sul fronte della distribuzione verso il Sud Italia per i prodotti stoccati a Pomezia. È un magazzino specializzato nel settore della birra e degli alcolici e del petfood, un polo importante perché è il crocevia per il Sud e per la complicata distribuzione nella città di Roma. Vi operano 10 persone oltre ad altre 50 indirette di magazzino. Sul territorio romano è prevista  una nuova apertura nel 2024.