NASCONO I SOCIAL MEDIA MANAGER DELLA CULTURA, UN PROGETTO DELLA PROVINCIA DI PADOVA E FÒREMA

Concluso il corso per i nuovi “promoter digitali” del polo museale padovano. Sinigaglia: “Si rinnova la collaborazione tra Provincia di Padova e Fòrema”

Con il ritorno alla zona gialla in Veneto i musei possono riaprire al pubblico, con le adeguate precauzioni. La Provincia di Padova da tempo ha deciso di spingere nella promozione del polo museale padovano, puntando sulle forme di marketing digitale.

Nasce così il progetto “Mus.Net – MUSeum NETwork – Building Bridges between Cultures” frutto di collaborazione tra la Provincia di Padova e Fòrema, società di Assindustria Venetocentro dedicata alla formazione diretta da Matteo Sinigaglia. Si tratta di un progetto finanziato tramite fondi europei (UE-Creative Europe) per la valorizzazione dei musei sul territorio padovano, un centinaio in tutto. Si rinnova attraverso questo progetto la collaborazione tra Provincia e l’ente di formazione Fòrema, finalizzata alla valorizzazione e promozione del territorio locale, della cultura e del polo museale padovano.

 

“Siamo orgogliosi di aver portato a termine questo corso di formazione che ha messo in relazione un ente pubblico come la Provincia e uno privato come Fòrema per raggiungere un comune obiettivo”, dichiara Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema. “Noi abbiamo messo a disposizione le competenze formative, la Provincia un progetto da implementare. Siamo riusciti a formare delle persone, a proporre delle idee per valorizzare la rete museale padovana che tanto indotto genera sul territorio. Ora si tratta di mettere a terra le competenze e i piani sviluppati. In ogni caso, di questa esperienza rimane il dialogo produttivo tra Provincia di Padova e Fòrema, un modello che auspichiamo prosegua nei prossimi anni”.

 

“Sono particolarmente soddisfatto della sinergia realizzata con Fòrema, – ha dichiarato Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova – perché la formazione è fondamentale e strategica in tutti i settori, soprattutto in questo momento particolarmente difficile. La nostra rete museale è un fiore all’occhiello, sono luoghi da vivere, ricchi di arte, storia e cultura ed è giusto farli conoscere con piani di comunicazione adeguati perché la nostra regione fonda la sua ricchezza in questo grande patrimonio sul quale ruotano il turismo, la ricettività e l’accoglienza. I musei della Provincia sono ben inseriti nel contesto ambientale e storico del territorio e offrono dei momenti di svago in assoluta sicurezza. La ripartenza ci sarà se adesso riusciremo a mantenere viva la vitalità intellettuale e la creatività. Auspico che questo progetto sia solo l’inizio di una collaborazione più continuativa e proficua anche in diversi ambiti, un impegno, una sollecitazione e una responsabilità per non ribadire il presente, ma per costruire il futuro”.

 

Il progetto si è concretizzato in un corso di formazione finalizzato a formare operatori capaci di fare una capillare promozione della rete museale di Padova, attraverso gli strumenti digitali e i social network. I social media manager della cultura e dei musei padovani. L’iniziativa si è sviluppata attraverso un corso intensivo on line di 72 ore nel mese di dicembre 2020 per un totale di 3 settimane di formazione. Vi hanno partecipato persone provenienti da esperienze lavorative diverse, sia di tipo amministrativo che commerciale.

A condurre le lezioni è stato Mauro Mazzetto, esperto nell’ambito della comunicazione, nuovi media e organizzazione aziendale. I partecipanti al corso hanno sperimentato la nuova modalità didattica implementata per l’occasione e definita “learning by doing” (imparare facendo), elaborando un piano attuativo di marketing per i musei padovani.

L’approccio non è stato quello della lezione teorica da parte del docente, quanto quello pratico. Per imparare infatti i discenti sono stati chiamati ad elaborare, con l’assistenza di Mazzetto, un proprio progetto di marketing per il polo museale di Padova. Le linee guida su cui si è sviluppato il progetto sono state presentato durante un incontro avvenuto il 3 dicembre cui ha partecipato Alessandra Tormene della Provincia di Padova.

Il corso si è concluso il 23 dicembre con la presentazione del progetto di marketing elaborato dai partecipanti. Un piano da sviluppare nell’arco di un anno e mezzo attraverso alcuni “Open Day” da realizzarsi presso le sedi museali.

 

 

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

 

IL DOCENTE: MAURO MAZZETTO Mauro Mazzetto, nato a Venezia, è un esperto nell’ambito della comunicazione, nuovi media e organizzazione aziendale. Ha sviluppato e lavorato in progetti sia in ambito strettamente aziendale fino al socio-culturale nonché in ambito tecnico/produttivo e consulenziale/formativo. Esperto di grafica, video, UX/UI design e linguaggi web collabora con molte aziende ed enti per lo sviluppo di progetti che vanno dal design Thinking, lo sviluppo di prodotto e le campagne di marketing attraverso metodologie ispirate al Growth Hacking.

 

FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

 

SOSTENIBILITA’ NEI BILANCI AZIENDALI, LE CERTIFICAZIONI DI IASE SI PRESENTANO A PADOVA

Si presenta in Veneto la prima certificazione mondiale per i professionisti della governance ecosostenibile, webinar organizzato da Fòrema. Il 25 febbraio sarà presentato anche il caso della Isap Packaging, cartiera veronese. Luca Passadore, amministratore delegato Fòrema: “Oggi l’impresa rimane sul mercato solo se fa rotta verso la sostenibilità e la comunica”

 

Oggi appare evidente che le pmi impegnate in una strategia di sostenibilità ottengono vantaggi di natura economica e sociale. Mentre le grandi aziende hanno progetti in corso da anni, i piccoli imprenditori si stanno affacciando per la prima volta a questo mondo. Se impostata in una dimensione temporale di medio-lungo periodo, la sostenibilità agisce positivamente sul capitale reputazionale delle pmi e sui suoi asset valoriali e sullo stakeholder engagement.

Su questi temi Fòrema, società di Assindustria Venetocentro dedicata alla formazione diretta da Matteo Sinigaglia, ha organizzato un webinar il prossimo 25 febbraio, dalle ore 16 alle ore 18. “Essere sostenibili significa utilizzare una leva di posizionamento e di distinzione nel mercato – spiega Luca Passadore, amministratore delegato Fòrema – ma anche ridurre il profilo di rischio nelle dinamiche finanziarie, diventare un incubatore e un acceleratore di innovazione sotto il profilo del prodotto e del processo produttivo, creare legami proficui con il territorio”.

Al tavolo (virtuale) dei relatori siederanno, oltre allo stesso Passadore, Mario Ambrosi, presidente di Iase Italy, il principale ente internazionale per la certificazione degli standard per gli operatori del settore Esg; Gloria Milan, fondatrice ICDLAB, Innovative communication development, Andrea Rizzi, consulente manageriale Inner, Marco Omboni, direttore marketing e relazioni esterne Isap Packaging; i relatori saranno moderati da Stefano Martello, giornalista e condirettore collana New Fabric Pacini Editore.

Per le piccole e medie aziende venete sarà l’occasione per conoscere la più importate certificazione mondiale sui fattori “Esg”, acronimo di “environmental, social and governance”, tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento.

Infatti, come sostiene Gloria Milan di ICDLAB:  “La dimensione della sostenibilità sta diventando sempre più stringente e riconosciuta dal mercato, questo vale anche per le PMI, il tessuto produttivo del nostro territorio e del nostro paese. La sfida di oggi e di domani è imparare ad essere sostenibili e a comunicare questa scelta di campo in maniera efficace, per capitalizzare i vantaggi economici e sociali che ne derivano”.

E proprio durante la pandemia è nata l’Iase (Associazione internazionale per l’economia sostenibile, ndr), la prima associazione al mondo che certificherà i professionisti con riguardo ai fattori Esg attraverso un percorso online; l’Italia rientra tra gli oltre 25 Paesi che hanno avviato un rapporto di collaborazione con la Iase, la cui sede principale è a Londra. L’associazione, che mira ad essere il principale istituto di certificazione internazionale per tutti i professionisti nel campo dei fattori Esg, avrà inizialmente due tipi di certificazione.

Mario Ambrosi, è il presidente di Iase Italy (la rappresentanza italiana dell’International association for sustainable economy, ndr). “Iase Italy è la filiale nazionale italiana di IASE che certificherà i professionisti con riguardo ai fattori Esg attraverso un percorso online, sfruttando le più innovative tecnologie. L’obiettivo è quello di migliorare gli standard professionali Esg sia in ambito finanziario sia in ambito economico e di business, a livello nazionale e internazionale. Svilupperemo relazioni con tutti gli enti, siano essi del mondo della finanza, piuttosto che del mondo produttivo”.

Entrando nei dettagli degli interventi, Isap Packaging è un’azienda italiana produttrice di packaging e stoviglie monouso (ieri solo in plastica, oggi anche in materiali alternativi), con 250 dipendenti tra gli stabilimenti di Verona e Catania, oltre 15 milioni di euro di investimenti in innovazione di processo e prodotto negli ultimi 3 anni e 31 mercati tra Italia e resto del mondo, è leader nel comparto della ristorazione collettiva.

“Le materie prime utilizzate, le tipologie di prodotti realizzati, le occasioni d’uso più tipiche: tutto sembra collocarci, oggi, al centro della tempesta perfetta”, dichiara Marco Omboni, direttore marketing e relazioni esterne Isap Packaging, azienda veronese. “In realtà per noi la sostenibilità non brilla come la mannaia di una lama sospesa sulla nostra testa, ma come una stella che orienta, e da tempo, il nostro percorso. Perché, a ben pensarci, contenitori per il cibo e le bevande realizzati in Italia, con il materiale di volta in volta più adatto alle condizioni d’uso, insostituibili in caso di emergenza e laddove l’igiene a costi contenuti sia indispensabile, possono invece essere una splendida applicazione del concetto di sostenibilità globale: ambientale, economica, sociale. Rendere concreta questa applicazione è la nostra missione”.

 

 

 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e  metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

 

LA PESCA ORA E’ UNA MODA, VILLARI LANCIA IL BASS FISHING WORKSHOP

Sport per i vip negli Stati Uniti, pratica in ascesa in Italia. A Vicenza un dj decide di cambiare vita e dedicarsi da professionista alla pesca del Black Bass. Alessandro Villari: “Non uccidiamo i pesci, le go pro in barca per immortalare la giornata: sempre più giovani appassionati, ormai è cool pescare”

 

Il Bass Fishing è una disciplina sportiva che sta spopolando negli Stati Uniti. Attori, giocatori di Nba e di football, ma anche cantanti e vip: tutti si immortalano con la canna da pesca in mano per poi diffondere su Instagram le loro immagini. L’era del pescatore solitario e povero è ormai retaggio del passato, ora andare a caccia della Black Bass è similitudine di amore per la natura (il pesce viene infatti rilasciato vivo in acqua dopo esser stato pescato), ma anche di stile. Chi va in barca ormai cerca l’outfit perfetto, raccontarsi con video e foto sui social è diventata una mania.

A Bassano del Grappa, nel Vicentino, c’è forse il miglior interprete di questa nuova tendenza, a metà tra costume e sport. Si chiama Alessandro Villari, ha 47 anni e due generazioni di appassionati della movida lo conoscono perché è dj molto noto col nome di “Bad Boy”, oltre che titolare del negozio di abbigliamento Tcb e personaggio iconico anche per i suoi tatuaggi. Da trent’anni pratica il Bass Fishing, la sua è una passione naturale. E da qualche anno è tra i pochi professionisti del settore in Italia (sono circa 200), capaci di gareggiare nei tornei nazionali e internazionali e attrarre l’ammirazione delle decine di migliaia di appassionati.

“Quando si pesca all’aria aperta ci si rilassa e si rompono le convenzioni sociali”, spiega il “bassman”, che è stato tra i primi ad organizzare dei “bass fishing workshop” forte della sua esperienza (vanta una media di 250 giorni all’anno in acqua). “Porto le persone sul lago, a bordo di una barca realizzata appositamente. Usiamo esche al 100% artificiali, mulinelli e canne da pesca per tutti. Senza dimenticare la go pro, per riprendere i momenti delle catture”. La sua patria elettiva è il lago di Bolsena, in provincia di Viterbo, dove le Bass Boat solcano l’acqua a caccia del Black Bass.

Qui e in altri meravigliosi specchi d’acqua – citiamo ad esempio il Lago di Garda – Villari organizza – dei corsi per i ragazzi che vogliono avvicinarsi alla disciplina. Non solo, in collaborazione con la sede del suo Club di Selvazzano, nel Padovano, della MLF (Major League Fishing) ha organizzato raccolte di fondi, senza dimenticare un’asta di beneficenza nella quale, vendendo la propria attrezzatura personale, ha raccolto 6.500 euro per Vicenza for Children. “In un anno, ho portato 350 giovani alla scoperta del Black Bass e di quello che intendiamo noi per pesca sportiva”, racconta ancora Villari. “Da marzo a novembre la stagione è aperta, anche se poi si pesca tutto l’anno, vivere all’aperto è un toccasana per il fisico e per la mente. Organizziamo anche giornate di conservazione ambientale, per raccogliere i rifiuti dai laghi e dai corsi d’acqua.

 

 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – IL BASS FISHING

Con il termine “bass fishing” si indica una tecnica di pesca sportiva, effettuata con il solo uso di esche artificiali, sia rigide che in gomma, praticata per insidiare il persico trota, che in inglese è chiamato appunto black bass. Negli Stati Uniti, il persico trota è stato insidiato con esche artificiali già a partire dalla fine del XIX secolo. Dal 1967 Ray Scott, un commerciante d’auto, fonda la B.A.S.S. (Bass Anglers Sportsman Society) e organizza i primi “tournament” di bass fishing, che si svolgono dalla barca e che sono espressamente dedicati alla pesca del persico trota con esche naturali. Da questo momento l’ascesa del bass fishing è inarrestabile, facendo nascere tra l’altro una vera e propria industria dedicata, dalla produzione di imbarcazioni specifiche (le cosiddette Bass Boat) a quella dei vari componenti dell’attrezzatura: canne, mulinelli, fili, esche, ecoscandagli, motori elettrici. Una grande rivoluzione nell’attrezzatura consiste nella comparsa delle cosiddette soft baits, ovvero esche in gomma, che dal punto di vista tecnico hanno permesso di pescare in posti (o “spot” come si dice nel gergo del bass fishing) altrimenti irraggiungibili con le classiche esche dotate di ancorette quali hardbait e cucchiaini rotanti e ondulanti. Oggi questa tecnica di pesca è considerata uno sport a tutti gli effetti, tanto che esistono in tutto il mondo diversi tornei di bass fishing, alcuni dei quali anche molto prestigiosi e con premi da capogiro (nel bassmaster classic, che si svolge negli Stati Uniti d’America, il primo premio ammonta a diverse centinaia di migliaia di dollari). Il bass fishing può essere praticato sia da riva, che da natante, dotato di motore elettrico, a scoppio, o nel caso delle bassboat, da entrambi. In tempi recenti sta prendendo molto piede tra gli appassionati anche il famoso belly boat, che in italiano viene chiamato “ciambella”, una sorta di poltrona, che ai lati è dotata di due camere d’aria, mentre fra queste ultime si trova la seduta dove il pescatore si posiziona per pescare.

 

All Toys for Good, gli sportivi donano (via social) giocattoli ai bimbi malati

Iniziativa natalizia di All Stars for Good, la start up che ha messo in vendita la maglia di Ronaldo. Giovinco, Iori, Alfonso e Ballan avvieranno su Facebook e Instagram una raccolta di fondi per Vicenza for Children: il ricavato finirà nell’acquisto dei giocattoli chiesti a Babbo Natale dai piccoli pazienti di oncologia
All Stars For Good, la start up benefica che ha recentemente messo in vendita le maglie di Buffon e Chiellini, lancia una iniziativa natalizia. Il progetto è stato battezzato “All Toys for Good” e unisce i campioni dello sport ai bambini ricoverati nei reparti oncologici. L’idea è quella di lanciare una raccolta fondi tramite i social network degli sportivi che aderiscono. I soldi raccolti saranno poi destinati a Vicenza for Children con l’obiettivo di far tornare il sorriso ai bambini ammalati. Tutti hanno scritto una letterina a Babbo Natale, i volontari di Vicenza For Children porteranno loro i regali chiesti direttamente a casa.
I primi a scendere in campo sono stati l’ex portiere del Brescia e attuale portiere della Cremonese, Enrico Alfonso, ma anche Manuel Iori, capitano del Cittadella, e Giuseppe Giovinco, fratello di Sebastian che oggi gioca col Renate. Si mobilita anche il mondo del ciclismo con Alessandro Ballan, trevigiano iridato. La campagna sulle loro fan page di Facebook e Instagram inizia in questi giorni, è possibile aderire all’iniziativa con donazioni minime di pochi euro, tutte le informazioni su www.allstarsforgood.com.
Si chiude così un anno dedicato alla solidarietà per All Stars For Good, start up benefica fondata in Veneto che ospita calciatori, pallavolisti e campioni sportivi di ogni disciplina mettendoli in relazione coi loro fan grazie alla solidarietà. Il meccanismo è semplice: il campione mette a disposizione un’esperienza o una maglia. Il ricavato viene devoluto in beneficenza ad un’associazione scelta o dal campione stesso oppure dall’utente che si aggiudica la maglia. Tra le altre realtà a cui sono destinate i fondi, gli ospedali di Cittadella, nel Padovano, di Vicenza, di Cosenza e di Brescia, ma anche fondazioni, come quella per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Il progetto ha raggiunto in questi mesi una dimensione internazionale: dalla maglia numero 10 di Federico Dionisi del Frosinone, consegnata in Irlanda, alla maglia di Alessandro Ballan, indossata nel podio delle Fiandre per l’incoronazione a campione del mondo, recapitata in Lussemburgo. Da segnalare, nel corso del 2020, anche la cena solidale “Dinner for Love” nella quale sono state messe in vendita, tra le altre, le maglie delle leggende della Juve Buffon, Ronaldo e Chiellini, ma anche le scarpe di Balotelli e, molto ambita in zona, la maglia di Tonali che ha appena lasciato il Brescia per andare al Milan.
A sostenere la promozione della start up c’è Velvet Sport, spin off della holding veneta della comunicazione Velvet Media. Velvet Sport, guidata dal professionista nelle pubbliche relazioni Fabio Volpato, è realtà leader nel Triveneto nel marketing sportivo. Partner delle più blasonate squadre di Serie A, tra cui il Brescia Calcio, Bologna e Udinese, lo spin off si basa su un database di oltre 300 atleti, offrendo la possibilità di entrare in contatto con i grandi campioni del presente e del passato, rendendoli portavoce dei propri valori aziendali.

WILLY MONTEIRO, UN CORTOMETRAGGIO PER RICORDARE L’EROE UCCISO A ROMA

La Side Academy di Verona lavora ad un progetto diretto da Sarah Arduini, vincitrice dell’Oscar. Il CEO e fondatore, Stefano Siganakis: “I protagonisti saranno degli alieni, è il nostro modo di riflettere su razzismo e bullismo”. Se ne parlerà all’Open Day del 19 dicembre

 

Willy Monteiro Duarte aveva 21 anni, faceva il cuoco e pensava che fosse normale aiutare un amico in difficoltà. Lo scorso 6 settembre è stato ucciso a Colleferro (Roma) durante un pestaggio. La brutalità dell’aggressione ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica italiana, tanto che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito la Medaglia d’oro al valor civile alla memoria.

Un episodio che presto diventerà un cartone animato, in un cortometraggio che in questi giorni sta prendendo forma a Verona, dove ha sede Side Academy, la prima accademia italiana con percorsi formativi triennali indirizzati alla formazione di figure professionali altamente specializzate nel settore del cinema, del cinema d’animazione, degli effetti speciali, dell’advertising e dei videogame.

A dirigere il progetto due figure leggendarie per gli addetti ai lavori: per chi ama l’animazione Sarah Arduini, supervisore Disney, è l’italiana capace di vincere l’Oscar con “Il Libro della Giungla” e candidata per “Il Re Leone”; per chi ama invece il live action, i Marvel movie e gli effetti speciali Kevin Mannens, candidato all’Oscar con Alice nel Paese delle meraviglie e poi due geni della computer grafica come Francesco Latini e Simone Ceccacci, top trainer per Side Academy. Saranno loro a guidare 25 studenti, quelli del secondo anno, che materialmente realizzeranno il cortometraggio. L’obiettivo è quello di presentare l’opera a festival importanti come il festival del cinema di Venezia o lo Student Academy Award (ossia il premio Oscar per gli studenti).

Il fondatore di Side Academy, Stefano Siganakis, è orgoglioso del progetto. “Volevamo parlare di razzismo e bullismo, la storia di Willy ci ha commosso”, spiega. “Abbiamo creato un racconto per immagini, ambientato in un mondo alieno, dove c’è chi è diverso dagli altri e per questo viene bullizzato e picchiato. Ma abbiamo cancellato la violenza cruda, quando inizia il pestaggio si apre un altro mondo. La svolta è quando il protagonista capisce che sta creando lui stesso il mostro, infatti più lo picchia più diventa grande e spaventoso, ed ecco la rivelazione: sarà il suo semplice abbraccio a sconfiggerlo”.

Il progetto sarà presentato ufficialmente il prossimo 19 dicembre, in occasione dell’Open day alla “Bocconi” della creatività di Verona. L’evento sarà in parte in presenza e in parte live streaming: solo 30 studenti potranno partecipare, gli altri saranno connessi on line. Le iscrizioni all’anno accademico 2020/2021 apriranno il 21 dicembre per permettere agli studenti di approfittare di una agevolazione speciale pensata per l’emergenza Covid. Per presentare i corsi e il progetto dedicato a Willy ci sarà anche Sarah Arduini. “Sono orgogliosa di lavorare a questa iniziativa – dice – che permette di usare gli strumenti del 3D a fini educativi. La tragedia di Willy mi ha scosso personalmente, certi episodi non dovrebbero mai accadere”.

 

SCHEDA SIDE ACADEMY Side Academy ha sede a Verona, in centro storico, ospitata in un edificio del Cinquecento, che ospitò numerosi personaggi illustri tra i quali anche Luigi XVIII. L’Accademia ormai è consolidata con un unico indirizzo di computer grafica per il cinema e il videogame e accoglie nell’anno accademico 2020/2021 circa 100 studenti. Side Academy propone percorsi formativi indirizzati alla formazione di figure professionali altamente specializzate nel settore del cinema, del cinema d’animazione, degli effetti speciali, dell’advertising e dei videogame.  Molti dei suoi ex studenti sono oggi artisti che lavorano nelle aziende più famose al mondo, dalla Walt Disney alla Marvel fino a Ducati. I docenti sono “top trainer” del settore e molti hanno vinto premi Oscar. Oltre all’accademia formativa, nello stabile c’è anche uno studio di animazione, battezzato “Side Animation Studio”, che si occupa di animazione e computer grafica e che cura progetti per molti marchi importanti come Disney, Ducati, Warner Bros, Dc Comics, Panini, Gardaland. Informazioni e contatti su www.sideacademy.com

SCHEDA SARAH ARDUINI Sarah Arduini è una leggenda per chi ama l’animazione: ha lavorato nelle più prestigiose società di VFX a Londra, vincendo insieme al team di MPC, l’Oscar per migliori VFX per il film Jungle Book della Disney e dopo aver dato il suo contributo al film “Legend of Tarzan” continua nella scia “disneyana” lavorando al film The Beauty & Beast. Conquista il campo Marvel con “Guardians of the Galaxy 2” per poi raggiungere la famosa società Industrial Light & Magic. con “The Last Jedi”, “Star wars” e i dinosauri in “Jurassic World”.

SCHEDA KEVIN MANNENS Kevin Mannens è un Technical Director e designer di effetti visivi nominato all’Oscar e vincitore dell’Annie Award, che ha contribuito a una dozzina di film di successo di Hollywood. Durante la sua carriera, Mannens ha lavorato presso le principali strutture di effetti visivi del mondo, tra cui Industrial Light and Magic, Moving Picture Company e Sony Pictures Imageworks. I suoi crediti includono Transformers: Age of Extinction, Captain America: The Winter Soldier, Pacific Rim, The Amazing Spiderman e Alice in Wonderland(per il quale Imageworks ha ricevuto l’Oscar). Come parte del team FX di ILM, Mannens ha ricevuto il premio Annie 2014 per “Outstanding Achievement in Animated Effects in a Live Action Production” per il suo lavoro su Pacific Rim. Prima di tutto uno storyteller visivo, Kevin parla fluentemente vari media dall’animazione 3D e VFX all’azione live e alla realtà virtuale.

SCHEDA FRANCESCO LATINI Francesco Latini comincia il suo percorso nel mondo del 3D sviluppando progetti per il settore dell’archittetura. Presso una nota azienda europea, ha lavorato come 3D Artist, per asset di moda, automotive e interior. Ha oltre 10 anni di esperienza e ha sviluppato competenze nella modellazione 3D, nel digital sculpting e nel grooming, collabora tuttora con professionisti del settore cinematografico. Ha curato progetti per Ducati, Ferrero, Marks & Spencer, American Girl (Mattel), Bottega Veneta, Armani, Furla, Ferrari.

SCHEDA SIMONE CECCACCI Simone Ceccacci inizia la sua carriera dopo aver conseguito la laurea in architettura presso L’Università la Sapienza di Roma. Grazie alla passione per il teatro ed il mondo 3D, solo un anno più tardi diventerà l’elemento di punta di una multinazionale, che opera anche nel campo dell’advertising a livello Europeo. Oggi mette a servizio degli studenti di Side Academy tutta l’esperienza conseguita nei suoi sette anni di lavoro come 3D Artist di livello internazionale. Ha curato progetti per Ducati, Ferrero, Marks & Spencer, American Girl (Mattel), Bottega Veneta, Armani, Furla.

 

 

LA PIZZA E’ MEGLIO DELLA CAMORRA, CIRO APRE IL SUO LOCALE A BRESCIA

Storia di un trentenne che ha scelto di portare in Lombardia le migliori pizze napoletane. Il segreto della pasta, i prodotti Dop e un successo imprevisto (anche grazie alla “pizza con le orecchie”). “Sono partito con 350 euro in tasca, ora i calciatori del Brescia vengono a cena da me”

 

Frattamaggiore è un comune del Napoletano di cui si occupa più la cronaca giudiziaria che non quella enogastronomica. Trentamila abitanti, povertà diffusa e la Camorra come unica via per arrivare a fine mese. Nel 1990 è qui che nasce Ciro Di Maio. Mamma casalinga, papà che oscilla tra lavoretti senza futuro e le sirene della malavita, sorelle che si portano a casa il lavoro da calzolaie per pagare le bollette. Ciro cresce qui, senza immaginarsi un futuro diverso. Le sue prime esperienze nel lavoro sono a 14 anni, poi si iscrive all’Alberghiero, ma a 18 anni lascia gli studi e inizia a lavorare. Il rischio che la Camorra lo inghiotta è sempre alto ed il padre Eugenio “Geggè” lo sa bene a causa del suo passato ma con tutte le sue forze, con grande coraggio e rischio è riuscito ad abbandonare quel mondo per fare crescere i suoi figli lontano dai soldi facili e le minacce, abbracciando la fede e l’estrema povertà. “Mio padre è cambiato completamente per salvare la sua famiglia. Ha rischiato la sua vita per noi – racconta Ciro – Ha scelto di farci vivere in povertà proprio per non farci tentare dalla ricchezza, l’esca della camorra per tanti ragazzi”.

Nel 2015 la svolta della sua vita. Trova per caso un lavoretto a Brescia da pizzaiolo per la catena “Rossopomodoro”, che ha aperto uno spazio a ridosso del multisala cittadino, a due minuti dal casello autostradale. È l’inizio di un’avventura che non immagina. La catena decide di lasciare la gestione in mano a sei soci, tra di loro c’è anche Ciro, che si era distinto tra tutti per il suo impegno. A poco a poco compera le quote degli altri, aiutato anche da un manager che di nome fa Eugenio, come il padre. E riesce poi a riassumere tutti i colleghi di lavoro che rischiavano di rimanere a casa.

È così che è iniziata l’avventura “Pizza Madre”, il suo locale a Brescia che oggi impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina. “Ci amano perché rappresentiamo la tradizione napoletana della buona cucina”, dice Ciro. In menù ha la pizza verace, ma anche il “battilocchio”, la pizza fatta da un impasto fritto nell’olio bollente e subito servito avvolto in carta paglia. “Utilizziamo ingredienti semplici, ma tutti freschi e selezionati. Anche per questo abbiamo ottenuto la fiducia di alcuni calciatori del Brescia Calcio, che mi chiedono dopo le partite o in certe occasioni speciali di cucinare per loro”.

Il passaparola è la miglior arma, tra le altre anche Eva Henger è stata da lui e per una sera si è messa a cucinare pizze, usando i presidi che Ciro dona a tutte le sue pizze. Solo per citarne alcuni: Olio Dop, Mozzarella di Bufala Campana dop, pomodorino del Piennolo, Ricotta di Bufala omogeneizzata e Porchetta di Ariccia Igp. Alla fine, però, l’elemento premiante è sempre la pasta. “Scegliamo ogni giorno il livello esatto di idratazione, in base all’umidità di giornata”, spiega. “Ne esce un impasto molto lievitato, morbido, idratato. Seguiamo la tradizione anche nelle forme. Odio le pizze rotonde e realizzate come fossero un programma di un computer. Le pizze devono avere le orecchie e se c’è più pomodoro da una parte è perché usiamo pomodori veri, non salsine che si spalmano omogeneamente. Siamo veraci, anche le nostre pizze devono esserlo”.

REMOTE WORKING E DONNE NELL’ERA DIGITAL, IL COVID NON FERMA LA FORMAZIONE DI FÒREMA A PADOVA

Il lavoro nell’epoca della pandemia è al centro di tre incontri formativi. Il 23 ottobre in cattedra i casi di Corvallis, Xylem e Crispy Bacon per spiegare com’è cambiato il modello di azienda veneta in smart working. Il 29 ottobre a relazionare il campione del rugby Mauro Bergamasco. Il 3 novembre si parla del ruolo delle donne nel mondo del lavoro digitale con Paolo Gubitta

 

Le restrizioni del Covid non fermano la formazione di Fòrema a Padova. Nei prossimi giorni sono fissati tre importanti appuntamenti, che alla luce delle recenti normative saranno tutti gestiti come webinar on line per garantire la sicurezza di relatori e ospiti.

Il primo, “Smart working let’s do it”, è programmato per il 23 ottobre. Nel pieno della pandemia di questa primavera, le aziende hanno dovuto accelerare sul fronte dell’introduzione di modalità di lavoro agile. Fòrema ha riflettuto attorno al tema col progetto “Smart organization per donne, senior e talenti in azienda”, realizzato grazie al contributo della Regione Veneto e al finanziamento del Fondo Sociale Europeo.

“Smart working, work-life balance, nuovi modelli organizzativi, lavoro agile, persone flessibili e competenze dinamiche: sono questi i driver che le aziende oggi devono affrontare con dedizione, il ruolo della struttura HR è sempre più importante”, spiega il direttore di Fòrema, Matteo Sinigaglia. “La nostra idea è quella di supportare l’ufficio hr coinvolgendo donne, lavoratori senior e i cosiddetti millennials a sviluppare le competenze necessarie a queste nuove grandi sfide”.

A guidare la giornata e il racconto degli imprenditori ci sarà Luca Giuman, membro del comitato scientifico Digital Meet, presidente del Cda di Datasoil. In particolare, saranno spiegate le esperienze di tre aziende che durante il lockdown hanno reinventato il loro approccio al lavoro: Corvallis col direttore Daniele Melato è riuscita ad organizzare il “remote working” per circa 1.600 dipendenti, dotando i lavoratori di sistemi all’avanguardia per la gestione dei flussi di lavoro in remoto. Ma ci sarà anche Marco Volpe, co-founder di Crispy Bacon, software house che ha trasformato il suo modello organizzativo completamente in modalità smart ed infine Melissa Sanvido, hr business partner per Xylem, che ha avviato il progetto di smart working, prima dell’emergenza Covid intendendolo come driver per un cambiamento culturale per le persone e per il proprio business.

 

Il 29 ottobre sale in cattedra il campione del rugby Mauro Bergamasco, oggi coach e trainer esperienziale, che parlerà ad una cinquantina di persone per accompagnarle in un percorso di rivisitazione delle competenze più richieste nel mondo del lavoro attuale e del prossimo futuro. Le tecnologie digitali oggi pervadono tanto la vita quotidiana che quella professionale e, benché sembri un passaggio semplice, non lo è: impone infatti cambiamenti nella routine lavorativa delle persone. Per questo Bergamasco insieme ai partecipanti trascorrerà una giornata formativa. “L’obiettivo è quello andare alla ricerca del proprio talento e della propria capacità di adattarsi ai cambiamenti, per questo il percorso di formazione ci condurrà ad una maggiore consapevolezza di sé e dei propri punti di forza”, spiega Roberto Baldo, responsabile delle attività finanziate di Fòrema.

 

Infine, il 3 novembre è in agenda un focus sul ruolo della donna nelle aziende che sempre più si stanno convertendo al digitale: la conciliazione dei tempi tra impegni famigliari e aziendali è la nuova frontiera dello smart working. A tenere le redini del workshop di quattro ore dal titolo “Digital skills for hybrid job” sarà Paolo Gubitta, professore di business organisation e family business dell’Università di Padova. “Il nostro obiettivo è favorire le opportunità di inserimento delle donne all’interno del mondo del lavoro attraverso percorsi di ibridazione delle competenze e trasferimento delle digital skills”, conclude Baldo. “Le attività previste dal progetto affrontano sia tematiche inerenti a figure professionali specifiche, quali il digital HR manager, il controller di gestione 4.0 e l’e-commerce manager, sia tematiche relative a competenze informatico-digitali. Inoltre, sarà possibile accedere ad un percorso di coaching di gruppo”.

 

 

FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro Servizi (la nuova holding delle partecipazioni di Assindustria Venetocentro), oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e  metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

DESIGN GREEN, A BASSANO I GURU DELLA PROGETTAZIONE DI E-BIKE E SCOOTER ELETTRICI

Lo studio Zetaproject.net si specializza nella scelta di materiali ecologici e nelle forme “naturali” grazie alla progettazione avanzata in 3D. I titolari: “Richieste di mezzi green, boom dopo il Covid”

 

L’ecosostenibilità e il rispetto dell’ambiente sono ormai prioritari in tutti i settori. Anche nel mondo della progettazione meccanica, ormai, la sensibilità green è premiante. E a Bassano del Grappa, nel Vicentino, è nato uno studio di progettazione che si sta distinguendo a livello nazionale per i propri progetti di green design collegati alla mobilità sostenibile. A fondare la società due creativi della progettazione, Mirko Zen e Andrea Costi che hanno fuso le loro competenze dopo 25 anni di carriera professionale, li unisce la passione e l’esperienza nella progettazione e grafica 3D.

Più di tre anni fa hanno deciso di aprire lo studio Zetaproject.net a Bassano del Grappa, che ha come fiore all’occhiello il design green. Tra le progettazioni realizzate, da citare uno scooter elettrico attualmente in commercio e un monopattino, ma anche biciclette elettriche tra le più innovative: le aziende che lavorano nel settore della mobilità sostenibile ormai li considerano dei guru del settore.

“Siamo tra i pochi studi che hanno un know how decennale nella progettazione 3D e una specifica sensibilità per il green nel design”, spiegano Zen e Costi. “Proponiamo materiali ecologici, come delle innovative plastiche eco-sostenibili. E sappiamo fondere e unire il metallo con le plastiche in forme armoniose, che si ispirano al mondo naturale per la raffinatezza dello stile. Chi si muove su e-bike o su monopattino vuole l’eccellenza nel proprio prodott.o, che è uno stile di vita. E noi sappiamo darglielo grazie alla modellazione avanzata in tre dimensioni”.

Il modello di business e creatività che hanno messo in piedi funziona, complici anche le richieste in aumento dopo il Covid e con la rinnovata voglia di vita all’aria aperta. In alcuni casi lo studio consegna “chiavi in mano” il prodotto grazie alla collaborazione con partner terzi capaci di dar forma concreta ai loro progetti.

E se questo è il settore dove nel futuro Zetaproject.net vuole crescere maggiormente, va detto che nel curriculum di Zen e Costi ci sono progettazioni meccaniche in quasi tutti i settori: dai forni per ceramica alle macchine fusorie per metalli preziosi in pressione controllata, attrezzature e macchine per l’asservimento presse, presse multitesta interfacciate alle macchine anche con l’ausilio di robot antropomorfi, macchine surgelatrici di grandi dimensioni, macchine automatiche e pick and place, dosatrici per il packaging, lavatrici industriali ad ultrasuoni, purificatori d’aria, distributori automatici, macchine ad uso alimentare e per la marcatura laser, attrezzature per l’assemblaggio in produzione di piccolissime, medie e grandi dimensioni lavorando in piena sicurezza rispettando in pieno i dettami della lean production.

ELEVIA Investments lancia al White di Milano il Fondo di Equity Crowdfunding Ripresa Italia

In occasione del WHITE di Milano, il gruppo finanziario europeo Elevia Investments lancia “RIPRESAITALIA-Fashion Investment Elevator”, il primo dei dodici Fondi di Equity Crowdfunding dedicati a supportare le PMI italiane in questo delicato periodo.
Elevia Investments ha deciso di investire in questo strumento innovativo con l’obiettivo di offrire solide opportunità alle aziende italiane, che potranno anche beneficiare del supporto logistico e conoscitivo del MODELLO RIPRESA ITALIA “fortemente voluto dal sindacato e associazione di categoria di PMI e professionisti Imprese Italia” come affermano il Presidente Flavio Boccia e il Presidente dell’omonimo Centro studi Mauro Alvisi, “solidamente appoggiato dal partner di marketing e business digitale Velvet Media”.
Il fondo di equity crowd funding è stato studiato appositamente per supportare le PMI italiane in 12 settori principali del tessuto imprenditoriale, primo tra tutti quello della moda. Si partirà quindi con un’iniezione iniziale di liquidità stimata per fronteggiare la prima valutazione e disamina dei progetti, per poi andare ad identificare tutte le aziende che potranno beneficiare del fondo in base al modello di sviluppo strategico imprenditoriale Ripresa Italia (www.ripresaitalia.eu) che guida e ingloba l’intero iter di procedure valutative e attuative.
Sarà fondamentale quindi incontrare a Milano gli operatori nazionali e internazionali della moda nei prossimi giorni, così come un ruolo cardine lo avrà la stretta cooperazione, in un comitato tecnico-scientifico allargato, con i partner di Imprese Italia e della holding di marketing Velvet Media, guidata da Bassel Bakdounes.
Il Fondo di Equity Crowdfunding Ripresa Italia riconosce due tipologie di investitori/soci:
I Soci Investitori. Coloro che aderiscono con apporto di capitale proprio, partecipando così alla ripartizione degli utili relativi ad ogni singolo progetto. Di base hanno un riconoscimento annuale concordato dal CdA del Gruppo Finanziario Europeo Elevia pari al 3,20%, a cui va sommata la ripartizione degli gli utili di ogni singolo progetto e maturati entro la chiusura dell’anno solare al 31 Dicembre.
I Soci Richiedenti. Coloro che dispongono di progetti classificati in base all’entità, all’importanza di scenario e mercato, settore merceologico e categoria di performance stimata, valutati da appositi organi istruttori qualificati e identificabili nei CTS (Comitato Tecnico Scientifico) e CER (Comitato Etico Reputazionale)
Tutti i soci del Fondo di Ripresa Italia usufruiranno anche dei servizi di finanza tradizionale e finanzia agevolata messi a disposizione dalla struttura di ELEVIA Investments Banco zrt e dal partner associativo Imprese Italia con i suoi sportelli nazionali e internazionali.
Il Fondo di Equity Crowd Funding Ripresa Italia, che si struttura in un way in-way out period di 5 (cinque) anni, è comunque fortemente interessato a supportare anche tutte le start up provenienti dai giovani talenti di ogni settore e gli spin off universitari.
“È possibile richiedere tutta la documentazione di adesione al fondo al sito: www.eleviainvestments.com“ sottolinea la CEO di Elevia Investments Annarita Carparelli “ricordando per chi non ne fosse a conoscenza che il gruppo finanziario Elevia è una SCPA pertanto l’adesione al Fondo di Equity Crowdfunding avviene attraverso la sottoscrizione di quote ordinarie / privilegiate.”
“Elevia Investments intende fortemente finanziare e promuovere in solido un nuovo rinascimento del fare” concludendo il Presidente di Elevia Investments Andrea Polegri “Elevia finanzia Il Paese Migliore”.
LE SCHEDE
Gruppo Finanziario Europeo Elevia
Il Gruppo Finanziario Europeo Elevia è una struttura finanziaria completa fortemente innovativa, mirata ad assecondare le esigenze legate al privato, alle aziende e al segmento istituzionale internazionale. Elevia Investments opera attraverso i più evoluti sistemi informatici online. Per info: eleviainvestments.com
Imprese Italia
L’Associazione PMI Imprese Italia è un’associazione dedicata alle Piccole e Medie Imprese che si pone l’obiettivo di offrire tutte le informazioni necessarie per sapere come districarsi tra le normative, i finanziamenti, le agevolazioni, le opportunità di business, la sicurezza sul lavoro. Le PMI sono le protagoniste assolute del tessuto economico italiano, rivestono quindi un ruolo economico fondamentale.
L’Italia è tra i paesi europei in cui il peso delle PMI è più importante. Secondo i dati più recenti dell’Istat, infatti, operano nel nostro paese circa 4,4 milioni di imprese con meno di 250 addetti nel settore industriale e in quello dei servizi (quelle con almeno 250 addetti sono appena 3 mila e 500). Per info:
Velvet Media
Marketing management, vendita online e new media: sono questi gli ambiti nei quali l’agenzia di Castelfranco Veneto (TV) è ai vertici nazionali. Nata come casa editrice nel 2013, specializzatasi prima in couponing e poi come editore del sito internet Storie di Eccellenza e del magazine Genius, oggi Velvet è una holding che gestisce il marketing in outsourcing per conto di un migliaio di aziende del Nord Italia grazie ad un organico di oltre 150 persone in continua espansione. Per questo è stata premiata come una delle aziende col tasso più alto di crescita in Europa dal Financial Times. Il core business è il coordinamento della comunicazione aziendale a tutti i livelli e la gestione della vendita online: dalla grafica ai video, dal posizionamento del brand allo sviluppo di siti di e-commerce, dalla gestione dei marketplace fino alla lead generation. Attorno alla galassia Velvet sono nate alcune divisioni parallele, che hanno sviluppato specializzazioni nel mondo dello sport (Velvet Sport), della moda (Velvet Fashion) e dell’internazionalizzazione con focus in particolare sulla Cina (Velvet International). La storia di Velvet Media è raccontata nel libro “Marketing Heroes”, nel quale emerge lo stile aziendale basato su manga e rock and roll. Informazioni e contatti: www.velvetmedia.it

TREVISO CREATIVITY WEEK 2020, 50 MILA EURO DI BENEFIT PER LE MIGLIORI STARTUP D’ITALIA

Innovation Future School svela la quarta edizione della Treviso Creativity Week (2-8 novembre 2020) e lancia il “Premio Creativity Startup”. Il founder Gianpaolo Pezzato: “Cerchiamo creativi da tutta Italia con idee innovative per lo sviluppo sostenibile, oltre che per i settori fashion, food e furniture, social innovation, mobilità, turismo e cultura”. Partecipazione gratuita

 

La pausa forzata a causa del Covid-19 non ha spento gli animi più creativi, anzi, li ha stimolati a trovare nuove soluzioni e idee per uscire da questa impasse mondiale più forti e innovativi che mai. Ne è un esempio concreto la trevigiana Innovation Future School, l’associazione promotrice della Treviso Creativity Week, che per la sua quarta edizione in programma dal 2 al 8 novembre, lancia il nuovo bando nazionale “Premio Creativity Startup 2020”. “Dopo il grande successo della scorsa edizione e grazie al sostegno di più di 40 realtà tra imprese ed istituzioni – racconta Il presidente Gianpaolo Pezzato – siamo pronti a rilanciare la TCW con benefit ancora più alti per un valore complessivo di 50 mila euro. Quest’anno cerchiamo anche idee di nuovi prodotti e di soluzioni innovative che possano apportare un valore aggiunto in termini di sviluppo sostenibile”.

Possono concorrere al “Premio Creativity Startup 2020” progetti di impresa o startup di recente costituzione da tutta Italia. Le categorie di maggior interesse per la giuria sono fashion, food e furniture ovvero le tre “f” del Made in Italy, social innovation, mobilità, turismo e cultura. Tra i numerosi premi in palio ci sono percorsi di design e brand identity, l’utilizzo gratuito della piattaforma Storeden per l’avvio dell’ecommerce o del sito web, la partecipazione gratuita a dei workshop formativi della Creativity Academy, free desk presso uno dei coworking partner e percorsi di consulenza finalizzati alla strutturazione di un financial plan e dell’investor deck.  “Arrivano anche da Roma in cerca di nuovi talenti e creativi – conclude Pezzato – Il primo premio infatti quest’anno sarà un percorso di accelerazione e pitch day nella sede di Roma di Starting Finance Deal, società romana di investimenti e consulenza in startup. Una grande opportunità di crescita per una startup emergente”.  Aldilà del vincitore, tutte le 10 startup selezionate per la finalissima del 6 novembre a Treviso avranno a disposizione un desk riservato nell’Area Expo in cui potranno presentarsi ai partner e agli investitori invitati, oltre alla visibilità su tutti i canali digitali della TCW2020.

Per partecipare al premio Creativity Startup 2020: https://trevisocreativityweek.it/partecipa/. Il termine delle iscrizioni è venerdì 26 settembre 2020 alle ore 24.00.

L’anno scorso a conquistare il podio della migliore Startup è stata Gamindo con un’idea originale che permette alle persone di donare, senza spendere, giocando ai videogiochi; grazie anche a questa vittoria i due giovani startupper hanno stretto nuove e importanti collaborazioni, come quella con il famoso imprenditore digitale Marco Montemagno al quale hanno dedicato anche un videogioco.