LA TREVISO CREATIVITY WEEK SBARCA A LONDRA

Dopo il successo oltreoceano al Ces di Las Vegas, il 27 febbraio scatta la seconda tappa della “Road to Treviso Creativity” a Londra, in collaborazione con l’incubatore TechItalia Lab. Il founder Gianpaolo Pezzato, assieme alla delegazione della TCW: “Sveleremo la nuova edizione della competition Creativity Startup”

 

La nuova edizione della Treviso Creativity Week si prennuncia ricca di novità e opportunità, già il debutto oltreoceano, al CES di Las Vegas, è stato un avvenimento che ha portato il progetto trevigiano su un livello internazionale che ha attirato l’attenzione di autorevoli personalità ed esperti del settore. L’ideatore Gianpaolo Pezzato: “La prima tappa della TCW è stata un successo di partecipazione. Abbiamo riscontrato un alto interesse per il progetto, la creatività made in Italy è molto ricercata ed è la nostra forza, ma non basta. E’ necessario promuoverla e creare rete”. E Pezzato, assieme a una delegazione di partner, sostenitori della TCW, ha pianificato un road show che fino a luglio toccherà diverse città italiane ed estere per presentare e promuovere l’edizione 2019 del progetto.

Dopo l’ouverture americana, a breve il team è pronto ad approdare a Londra, seconda tappa di questo intenso “tour”. Il 27 febbraio infatti, TWC sarà presente all’evento organizzato con TechitaliaLab London per presentarsi alla comunità di startupper italiani che lavorano a Londra. “In quell’occasione – spiega Pezzato – sarà svelata la nuova edizione della competition Creativity Startup, aperta a tutte le startup italiane e non, di cui TechitaliaLab sarà uno dei partner”. E dal fronte premi, svelata un’altra importante novità: oltre ai 2.500 euro in denaro riservati dal main partner Marketing&Co, quest’anno i vincitori potranno contare anche sulla possibilità di essere ospitati per una settimana presso lo spazio di coworking eOffice a due passi dal British Museum, con un pitch time finale di fronte ai partner TechItaliaLAb. Il bando completo del Premio Creativity Startup sarà disponibile dal 27 febbraio sul sito trevisocreativityweek.it.

Dopo la tappa londinese, la delegazione di TCW farà tappa a Firenze nel mese di marzo, ad aprile a Ferrara per proseguire poi a Napoli e Rovigo. Ogni tappa sarà l’occasione per svelare un pezzo del programma e la lista degli ospiti. La settimana della creatività si svolgerà dal 20 al 27 ottobre, grazie anche al sostegno di tante realtà del territorio, tra cui Marketing & Co e Ascotrade, e sarà ancora una volta finalizzata ad avvicinare giovani, imprese e istituzioni con workshop e seminari per ragionare insieme sul futuro e su come agire per fare la differenza. Confermati il Premio Creativity Startup e il premio Donna dell’anno, svelate invece due novità: PensoFUTURO, il concorso di idee dedicato agli under 18 e la giornata nazionale della Creatività e della Fantasia (20 ottobre) che vedrà la collaborazione di Gruppo Alcuni, una delle eccellenze italiane nel campo delle creatività.

Info e dettagli su www.trevisocreativityweek.it e sulla pagina FB @TVCreativityWeek.

ASOLO, LA MOSTRA CHE CELEBRA WOODSTOCK E I SUOI MITI TRA ARTE, MUSICA E CINEMA

Dal 23 febbraio fino al 12 maggio ad Asolo si celebra il rock degli anni sessanta nella mostra “Woodstock: freedom” nelle sedi del Museo e della Torre Civica. In esposizione film, fotografie, lettori mp3, testi, multimedialità e dischi in vinile, tra cui Electric Ladyland di Jimi Hendrix con la copertina censurata fino ad arrivare alle opere di Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Indiana e Robert Rauschenberg

 

A cinquant’anni da quel famoso 15 agosto 1969 il mito di Woodstock sarà raccontato al Museo e alla Torre civica di Asolo attraverso la mostra “Woodstock: freedom”, uno straordinario percorso che abbraccia cinema, musica e arte per rivivere un periodo rivoluzionario che cambiò la vita di un’intera generazione di giovani. Organizzata dalla Città di Asolo – Assessorato alla Cultura, dal Museo Civico e dall’agenzia MV Eventi su progetto di Matteo Vanzan, l’esposizione inaugura sabato 23 febbraio alle ore 18 presso la Sala Consiliare asolana e sarà un viaggio emozionale e multimediale che vuole far immergere il visitatore nelle atmosfere degli anni sessanta per comprendere le motivazioni storiche e sociali che portarono 500.000 ragazzi a vivere i tre giorni di peace&music sotto l’inno di Richard P. Havens: Freedom!

“Woodstock” – afferma Matteo Vanzan – “è una mostra poliedrica che ha l’obiettivo di far comprendere le ragioni della nascita di un mito attraverso una parte propedeutica fatta di film, fotografie, lettori mp3, testi, multimedialità e dischi in vinile tra cui Electric Ladyland di Jimi Hendrix con la copertina censurata – stampa Track con scritte blu – e l’edizione italiana di Good times Bad times Communication Breakdown dei Led Zeppelin, fino ad arrivare alle rivoluzioni della pittura degli anni sessanta con opere quali Jackie Kennedy di Andy WarholCompagni Compagni di Mario SchifanoLove di Robert Indiana e Light di Robert Rauschenberg, il vincitore della Biennale di Venezia del 1964”.

Fin da subito Woodstock é stato un affare di soldi. Gli organizzatori dal capitale illimitato Michael Lang, John P. Roberts, Joel Rosenman e Artie Kornfeld scrissero a chiare lettere sul New York Times di essere in cerca di “interessanti opportunità di investimento e business”. Scelsero quindi i maggiori artisti della loro epoca (invitando anche Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan, The Doors e Led Zeppelin, che rifiutarono) per presentare un cartellone in grado di attirare la folla dei grandi raduni internazionali: Jimi Hendrix, Janis Joplin, Joe Cocker, The Who, Creedence Clearwater Revival, Carlos Santana e molti altri ancora. Woodstock altro non era che un’iniziativa commerciale: la “Woodstock Ventures”. È quindi impossibile capire le ragioni della nascita del mito Woodstock senza rivivere le rivoluzioni che sconvolsero la società degli anni sessanta. A essere messo in crisi fu, in primo luogo, il modello della famiglia borghese diffusosi negli anni cinquanta. Il sistema di valori dei padri venne rifiutato dai figli e il conflitto tra le generazioni esplose. La rivolta giovanile promosse un nuovo stile di vita attraverso non solo l’attivismo politico, ma anche mediante un cambiamento radicale nell’abbigliamento, nei comportamenti sessuali, nel modo di concepire la libertà personale e l’uguaglianza tra le persone. I giovani furono i protagonisti di una trasformazione generazionale che inneggiò all’amore libero, alla pace e alla fratellanza attraverso le note di Bob Dylan, i film con Marlon Brando e la letteratura beat degli anni cinquanta con opere simbolo come “Howl” di Allen Ginsberg e “On the road” di Jack Kerouac. Registi, cantanti, scrittori e pittori ispirarono, e raccontarono, il clima di un’epoca che ebbe come fuoco d’artificio finale la tre giorni di peace&music. A creare il mito furono proprio quei ragazzi stesi sull’erba e nel fango, cullati dalle schitarrate di band che fecero grande la storia del rock. Ci si dimenticò della guerra, delle contestazioni e delle rivolte studentesche chiudendo la porta per immergersi finalmente nell’utopia di una società senza più catene.

“E’ con rinnovato entusiasmo che Asolo, Città dai Cento Orizzonti, – afferma il Sindaco Mauro Migliorini – accoglie negli spazi del proprio Museo un importante evento dedicato al mito di Woodstock e con esso a quei turbinosi anni Sessanta; le due mostre precedenti: la prima dedicata a Andy Warhol e di seguito quella sulla Pop Art italiana, con particolare attenzione alla figura di Mario Schifano, hanno certamente fatto da corollario a quest’ultimo progetto che si dislocherà non solo nelle sale del Museo, ma anche della Torre Civica. Una mostra trasversale, strutturata per coinvolgere il pubblico, sempre più numeroso e partecipe agli eventi del Museo. L’augurio è che anche questa mostra possa creare un momento di riflessione e di dialogo in grado di coinvolgere tutti noi emotivamente. Un ringraziamento particolare va ai privati che hanno creduto e sostenuto il progetto, ai prestatori, ai curatori e a tutti i collaboratori che hanno permesso di raggiungere questo importante obiettivo”.

“Siamo convinti che il ruolo del Museo di Asolo”, sottolinea Gerardo Pessetto, Assessore alla Cultura del Comune di Asolo – sia quello di continuare a progettare e valorizzare il proprio patrimonio e le proprie collezioni ma anche, grazie alla collaborazione con partner esterni, di farsi conoscere come luogo straordinario di cultura sul territorio nazionale. La città è tradizionalmente chiamata ad una vocazione di grande apertura artistica e culturale, vista come cruciale occasione di crescita e di sviluppo; credo che anche questa mostra così coraggiosa, volta a raccontare insieme al mito di Woodstock, le contestazioni studentesche e degli operai nel Sessantotto o la guerra del Vietnam, attraverso musica, cinema e arte, possa essere una bella scoperta sia per chi quegli anni li ha vissuti sia per i giovani che ne hanno colto da subito la forza espressiva.”

“Con la mostra dedicata al mito di Woodstock – sottolinea Cristina Mondin, direttrice del Museo – concludiamo un ciclo di eventi che ben hanno raccontato gli anni Sessanta in Italia e all’estero. Arte e musica animeranno le sale del Museo e della Torre Civica coinvolgendo lo spettatore in una mostra che non sarà solo visiva, ma sensoriale. Il Museo di Asolo ha come compito principale non solo quello di continuare a valorizzare il proprio patrimonio artistico, ma anche di farsi conoscere come promotore di cultura sul territorio nazionale, non temendo di presentare eventi artistici che apparentemente non hanno legami con il luogo e il territorio, ma che hanno l’obiettivo di catturare l’attenzione dei più giovani e promuovere quindi la cultura a 360 gradi”.

La mostra è stata resa possibile grazie al prezioso supporto degli sponsor Settentrionale Trasporti, Rosso Gioielleria, Fabris&Associati, Calzaturificio Scarpa, Allianz Assicurazioni, Studio Bacchin e Associati, del Rotary di Treviso  e da Tenuta Amadio.

Ufficio Stampa: press@pkcommunication.it

Info 

Inaugurazione: sabato 23 febbraio 2019 alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare, in piazza D’Annunzio 1, Asolo. L’evento, che sarà accompagnato da un volume, avrà i seguenti orari: venerdì: 15.00 – 19.00; sabato, domenica: 10.00 – 19.00.

23 FEBBRAIO 2018 – 12 MAGGIO 2019

Asolo (tv), museo civico – via Regina Cornaro 74. Ingresso: intero 10 €; ridotto 8 €; ingresso famiglie 25 € (2 adulti e 2 minori). Visite guidate su prenotazione

“RISTORANTI DEL RADICCHIO”, SERATA DI GALA A CASTELFRANCO CON BEPPE AGOSTINI

Il 31 gennaio la rassegna enogastronomica itinerante all’insegna del radicchio igp torna a Castelfranco nella stupenda cornice dell’Hotel Roma. Nel menù anche le frittelle al radicchio

 

La rassegna dei ristoranti del radicchio entra in una settimana chiave, con un doppio appuntamento dedicato agli amanti dell’alta cucina. Dopo l’innovativa cena al Migò di Treviso e l’annuncio della notte di gala da Gerry, il prossimo 31 gennaio la rosa invernale sarà protagonista nella sua patria elettiva, Castelfranco Veneto, per una cena organizzata da Beppe Agostini nella splendida location dell’Hotel Roma. La data da cerchiare in rosso è quella di giovedì 31 gennaio, un evento unico anche grazie alla collaborazione con alcuni tra i migliori ristoranti del Nord Italia: il Vascello d’Oro, l’Osteria del Borgo, il Bue Grasso e il Moderno di Carrù, da Cuneo.

Ognuno degli chef porterà la propria tradizione e la propria cultura culinaria, la serata inizia alle 20. Dopo l’aperitivo di benvenuto sarà servita una tortella di kamut con radicchio tardivo su crema di Morlacco del Grappa. A seguire, risotto con cappone e rose di Castelfranco. Quindi, il gran bollito misto di Carrù con salse piemontesi e venete, purè trevigiano e radicchio al lardo. Si conclude poi coi dolci: la panna cotta con rose di Castelfranco e miele allo zafferano, le frittelle al radicchio di Treviso e il caffè.

Si conferma così l’impegno dei ristoratori del Radicchio nel promuovere la rosa invernale. Una realtà che nasce negli anni Settanta come Gruppo di Ristoratori avente per obiettivo principale quello di promuovere i prodotti del territorio trevigiano, il radicchio su tutti. Da Alfredo el toulà, alle Grazie, Dino Marchi, Righetto, L’incontro, Alla Corte, Le Beccherie, Tamburello, da Marian, Monreal, sono i nomi di chi per un po’ ha percorso un tratto di strada insieme e nel Gruppo condividendone lavoro e successi, poi la svolta: una ventina di anni fa nasce il Consorzio Ristoranti del Radicchio che attualmente è composto dai ristoranti Fior, Pasina, Agostini, Albertini, da Gerry,  San Lorenzo,  San Martino, Antico Podere dei Conti, al Migò, Dolcefreddo Moralberti. Il Consorzio ha attivato da una decina d’anni una collaborazione con la casatella che ha acquisito la denominazione DOP il 2 giugno 2008.

Dopo la tappa castellana, il tour del radicchio non si ferma: fino al 3 febbraio al ristorante da Gerry a Monfumo (la serata di gala è programmata per il primo di febbraio) e dal 4 al 10 febbraio all’Antico Podere dei Conti di Sant’Anna di Susegana.

RISTORANTI DEL RADICCHIO, CHIUSURA COL BOTTO ALL’ANTICO PODERE DEI CONTI

Dal 4 febbraio fino a domenica 10 spetta allo chef Carlo Padoin chiudere in bellezza la rassegna itinerante “A tavola nei ristoranti del radicchio” a Sant’Anna di Susegana, nel Trevigiano. Nel menù uovo fritto con tacchino, radicchio e tartufo, baldo con zucchina tropicale, radicchio, schizzo di curcuma e cialda di riso venere

 

Ultima settimana della rassegna enogastronomica itinerante “A tavola nei ristoranti del radicchio”, che da novembre dello scorso anno a febbraio propone tappe culinarie che esaltano il fiore d’inverno nelle migliori realtà della Marca Trevigiana con tappe anche nel bellunese e nel Veneziano. Dal 4 febbraio fino a domenica 10 lo scettro passa allo chef Carlo Padoin che ha il compito di chiudere in bellezza questo tour dove ogni membro ristoratore ha proposto dei menu degustazione che valorizzano la qualità dei radicchi “timbrati” con il marchio IGP: il rosso di Treviso e il Variegato di Castelfranco.

Dopo la recente cena di gala alla Locanda da Gerry a Monfumo con Miss Eleganza, si raggiunge l’Antico Podere dei Conti a Sant’Anna di Susegana, nel Trevigiano. Immersa nel verde, la location ha una storia antica, essendo la casa appartenuta ai Conti di Collalto e il suo interno elegante e accogliente ne esalta il fascino. Veniamo quindi al ricco menù progettato dal creativo chef Carlo, “come il radicchio Trevisano nasce dal freddo – afferma – anche noi partiamo con l’aperitivo all’esterno del nostro ristorante con spiedo di Trevisano, fantasie di fritto, coppa di testa con spuma di rafano e fior di Treviso, treccia di sfoglia con scamorza e radicchio, radici e “fasoi” e infine polenta concia al Trevisano”. In sala ci attende un colorato pinzimonio di cuor di radicchio con vinaigrette al mandarino, burratina con datteri, senape, carne salada e trevisano e il delizioso uovo fritto “3T” arricchito cioè con tacchino, trevisano e tartufo. Si continua con riso Baldo con zucchina tropicale, radicchio, schizzo di curcuma e cialda di riso venere, girolle della casa con salsina di erbette e Stilton e radicchio nel filetto. Infine, il dessert è un goloso waffle con gelato al fiordilatte, marmellata di Treviso e miele al pino mugo.

E con questa tappa, il tour del Consorzio dei ristoranti del radicchio si conclude, ma di certo altre iniziative ed eventi di questo gruppo attivo non finiscono qui e presto saranno annunciati nuovi appuntamenti. Ricordiamo intanto tutte le tappe targate radicchio della stagione 2018/2019 da novembre a febbraio: l’esordio è stato Alla Pasina di Dosson di Casier con Miss Veneto Diletta Sperotto e all’Albertini di Visnadello di Villorba, tappa poi nel Bellunese alla Locanda San Lorenzo di Puos d’Alpago, a cui è seguita quella al ristorante San Martino di Scorzè, nel Veneziano, mentre dal 21 al 27 gennaio Al Migò di Treviso e dal 28 gennaio al 3 febbraio al ristorante da Gerry a Monfumo con Miss Eleganza; il 31 gennaio cena di gala di Beppe Agostini all’albergo Roma di Castelfranco Veento e infine all’Antico Podere dei Conti di Sant’Anna di Susegana. Del gruppo fa parte anche Dolcefreddo Moralberti di Maserada sul Piave.

 

CONSORZIO RISTORANTI DEL RADICCHIO Nasce negli anni Settanta come Gruppo di Ristoratori avente per obiettivo principale quello di promuovere i prodotti del territorio trevigiano, il radicchio su tutti. Da Alfredo el toulà, alle Grazie, Dino Marchi, Righetto, L’incontro, Alla Corte, Le Beccherie, Tamburello, da Marian, Monreal, sono i nomi di chi per un po’ ha percorso un tratto di strada insieme e nel Gruppo condividendone lavoro e successi, poi la svolta: una ventina di anni fa nasce il Consorzio Ristoranti del Radicchio che attualmente è composto dai ristoranti Fior, Pasina, Agostini, Albertini, da Gerry,  San Lorenzo,  San Martino, Antico Podere dei Conti, al Migò, Dolcefreddo Moralberti. Il Consorzio ha attivato da una decina d’anni una collaborazione con la casatella che ha acquisito la denominazione DOP il 2 giugno 2008.

NASCE IL DISTRETTO VENETO DELL’E-COMMERCE, LE PMI SFIDANO I GIGANTI DELLA VENDITA ON LINE

Partnership nel Trevigiano tra Velvet Media, agenzia di marketing di Castelfranco Veneto, e Storeden, sviluppatori di marketplace di Villorba, per realizzare i più avanzati siti di e-commerce in cloud. Il titolare di Velvet Media, Bassel Bakdounes: “La rivoluzione digitale delle vendite parte dal Veneto”

 

Nel 2018 l’e-commerce in Italia ha superato i 27,4 miliardi di euro (+16% rispetto al 2017). La crescita del mercato in valore assoluto, pari a 3,8 miliardi di euro, è la più alta di sempre. Il mercato legato ai prodotti cresce del 25% e raggiunge il 56% dell’e-commerce totale, raggiungendo i 15 miliardi, grazie principalmente ai risultati di informatica ed elettronica (4,6 miliardi, +18%), abbigliamento (2,9 miliardi, +20%), arredamento (1,4 miliardi, +53%) e cibo (1,1 miliardi +34%). Sono questi i dati recentemente presentati dall’osservatorio eCommerce B2c Netcomm-Politecnico.

In questo clima economico di esponenziale crescita delle vendite on line uno dei problemi chiave che affrontano le piccole e medie imprese è quello che i negozi virtuali sono spesso inaccessibili. Il motivo? Costruirsi il proprio e-shop è complicato e costoso; non solo: necessita di continui perfezionamenti anche nelle versioni per gli smartphone. Si tratta di una spesa iniziale che quasi sempre supera i diecimila euro, cui si sommano i vari aggiornamenti. Il risultato è che le pmi sono vittime del mondo on line: perdono clienti per i giganti del web e non sono competitive in quel mercato.

La soluzione arriva a Treviso, dove due realtà note a livello nazionale hanno deciso di fondere i propri know how per rivoluzionare il mondo dei negozi on line. A guidare l’iniziativa Velvet Media, agenzia di marketing e comunicazione web che come missione ha quella di aumentare le vendite delle pmi tramite un utilizzo professionale dei social network. “Da tempo cercavamo il modo attaccare i giganti delle vendite on line, e finalmente lo abbiamo trovato”, spiega Bassel Bakdounes, titolare dell’azienda. “Forniamo un software semplice con un minimo abbonamento mensile”.

La piattaforma per costruire e-commerce è progettata da Storeden, azienda di Villorba, nel Trevigiano, guidata da Francesco D’Avella. Una realtà operativa sul mercato da tempo, ma che ha avuto un’impennata di vendite negli ultimi mesi: ad oggi vanta tremila clienti e, tramite il software in cloud che viene aggiornato quotidianamente, registra picchi fino ad otto ordini al secondo. “Siamo il Veneto che fa tremare la Silicon Valley – dice D’Avella – Velvet e Storeden si sono unite per rilanciare il paese nel digitale”.

“E’ uno dei casi in cui ci sentiamo davvero degli eroi del marketing”, conclude Bakdounes, che da poco ha pubblicato il libro nel quale racconta la crescita esponenziale della propria agenzia di comunicazione grazie ad uno stile rock and roll e ispirandosi alle lezioni dei manga. “Perché con questo servizio permetteremo a tutti i negozianti di avere il loro shop on line, a prezzi ridotti. Poi la differenza sul mercato la farà il posizionamento dei loro prodotti nei marketplace, ma questa è un’altra storia”.

 

VELVET MEDIA IN PILLOLE Marketing management, web marketing e new media: sono questi gli ambiti che pongono Velvet Media, agenzia di comunicazione di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, ai vertici nazionali nel settore. Nata come casa editrice nel 2013, specializzatasi prima in couponing e poi come editore del sito internet Storie di Eccellenza e del magazine Genius, oggi gestisce il marketing in outsourcing di oltre mille aziende del Nord Italia grazie ad un organico di circa 150 persone in continua espansione. In tutto, si stima che l’agenzia abbia generato un indotto di circa cento milioni di euro di investimenti in marketing di vario tipo. Il core business è la gestione della comunicazione aziendale a tutti i livelli: dalla grafica al video maker, dalla fotografia allo sviluppo di siti di e-commerce fino al professionista della lead generation. Attorno alla galassia Velvet sono nate alcune società parallele, che hanno sviluppato specializzazioni dal nel mondo dello Sport (Velvet Sport), nell’hotellerie (Velvet Planet) ma anche nella gestione delle reti wi fi e degli influencer sui social (Velvet Touch). Negli ultimi anni in Italia sono state aperte due filiali: a Jesolo, in via Aquileia, e in Trentino Alto Adige a Levico Terme. Con l’apertura delle agenzie sorelle negli Stati Uniti, a Denver, in Thailandia a Bangkok e negli Emirati Arabi a Dubai Velvet agevola il processo di internazionalizzazione delle pmi. La creatività italiana è vincente all’estero come dimostra l’entrata nel network “Worldwide partners global agency”, rete mondiale composta da 64 società di 40 nazioni diverse nella quale Velvet è l’unica rappresentante per l’Italia. La storia di Velvet Media è raccontata nel libro “Marketing Heroes”, il racconto di come ispirandosi ai manga e al rock and roll si possa creare un’azienda di successo.

MAGIE CULINARIE AL RADICCHIO DI TREVISO ALLA LOCANDA DA GERRY

Da martedì 29 gennaio a domenica 3 febbraio tutti a tavola da Gerry a Monfumo per la rassegna “A tavola nei ristoranti del radicchio”. Venerdì 1 febbraio la serata di  gala con Miss Eleganza 2018 e un ricco menù frutto del gemellaggio con i ristoranti di Carru’ e del Cervo di Senale (BZ)

Continua con successo la rassegna enogastronomica “A tavola nei ristoranti del radicchio”, ideata dal Consorzio ristoranti del radicchio che riunisce le migliori realtà della Marca Trevigiana, con puntate nel Veneziano e nel Bellunese. Da novembre a febbraio, ogni membro ristoratore propone dei menu degustazione che valorizzano la qualità dei radicchi “premiati” con il marchio IGP: il rosso di Treviso e il Variegato di Castelfranco. Dal 2001 il gruppo, presieduto da Egidio Fior, ha anche una madrina d’eccezione, Miss Italia.

Dopo la scorsa tappa di Treviso Al Migò, si sale sulle colline asolane e si raggiunge Monfumo, sede dello storico ristorante Da Gerry, dove mille sfumature del “rosso radicchio” coloreranno e delizieranno le pedemontana del Grappa. Per tutta la settimana, da martedì 29 gennaio a domenica 3 febbraio, si potrà infatti gustare un menù speciale all’insegna delle tradizioni, interpretato dalla chef Gerry Menegon e il suo staff.

Imperdibile la cena di gala il primo di febbraio con l’ospite d’eccezione Giulia Auer, la diciottenne bolzanina nominata Miss Eleganza 2018. La serata proporrà piacevoli sorprese, come il rinnovato gemellaggio con i ristoranti di Carru’ (Osteria del borgo, Vascello d’oro, Al Bue Grasso e il Moderno) e col ristorante Cervo di Senale di Bolzano, quest’ultimo frutto della collaborazione tra l’associazione turistica Alta Val di Non e l’associazione dei cuochi del Radicchio. Tra le portate del ricco menù, la tartare, il bollito e il capocollo di bue grasso brasato della macelleria Manzo di Rocca de Baldi, radicchio fritto in tempura, scaramella bollita, “muset” con cren, cappelletti ripieni di tarassaco su spuma di patate blu e burro aromatizzato all’abete rosso, pepe alla galanga e Trentingrana, radicchio tardivo vestito di dolce trevisano e fantasia.

E dopo questa tappa, la rassegna dà appuntamento dal 4 al 10 febbraio all’Antico Podere dei Conti di Sant’Anna di Susegana.

CONSORZIO RISTORANTI DEL RADICCHIO Nasce negli anni Settanta come Gruppo di Ristoratori avente per obiettivo principale quello di promuovere i prodotti del territorio trevigiano, il radicchio su tutti. Da Alfredo el toulà, alle Grazie, Dino Marchi, Righetto, L’incontro, Alla Corte, Le Beccherie, Tamburello, da Marian, Monreal, sono i nomi di chi per un po’ ha percorso un tratto di strada insieme e nel Gruppo condividendone lavoro e successi, poi la svolta: una ventina di anni fa nasce il Consorzio Ristoranti del Radicchio che attualmente è composto dai ristoranti Fior, Pasina, Agostini, Albertini, da Gerry,  San Lorenzo,  San Martino, Antico Podere dei Conti, al Migò, Dolcefreddo Moralberti. Il Consorzio ha attivato da una decina d’anni una collaborazione con la casatella che ha acquisito la denominazione DOP il 2 giugno 2008.

 

“RISTORANTI DEL RADICCHIO” AL MIGO’ DI TREVISO CON LO CHEF MIGOTTO

Dal 21 al 27 gennaio quinta tappa della rassegna enogastronomica itinerante all’insegna del radicchio igp al ristorante del giovane chef Mirco Migotto. Nel menù rosa di tonno e musetto al fiore di Treviso.  E domenica la cena di galà

Da lunedì 21 gennaio a domenica 27 appuntamento al ristorante Al Migò di Treviso per la nuova tappa di “A tavola nei ristoranti del radicchio”, la rassegna enogastronomica itinerante ideata dal Consorzio ristoranti del radicchio che riunisce le migliori realtà della Marca Trevigiana, con puntate nel Veneziano e nel Bellunese. Da novembre a febbraio, ogni membro ristoratore propone dei menu degustazione che valorizzano la qualità dei radicchi “premiati” con il marchio IGP: il rosso di Treviso e il Variegato di Castelfranco. Dal 2001 il gruppo, presieduto da Egidio Fior, ha anche una madrina d’eccezione, Miss Italia.

Il giovane chef Mirco Migotto è il patron del ristorante Al Migò, a pochi metri dalle mura di Treviso. La sua cucina  miscela tradizione veneta e innovazione, con predilezione per le prelibatezze del mare, cotte e crude. Per la settimana del radicchio, il bel fiore della Marca Gioiosa, Mirco propone un viaggio tra i sapori di terra e di mare. Dopo l’aperitivo di benevenuto, a stupire gli ospiti una delicata rosa di tonno con la “rosa di Castelfranco igp”, un gustoso musetto al radicchio Treviso igp con spuma di patate, sgombro all’olio e nuvola di rafano. Immancabile poi il risotto al radicchio come portata madre impreziosito con tartare di scampi di Sicilia, a cui segue il petto d’anatra rosato con radicchio e salame. Conclude in dolcezza il menù dedicato al prezioso fiore veneto il tiramisù rivisitato dallo chef “Tiramigò”. Domenica 27 appuntamento finale alle ore 20 con la cena di gala.

Ed ecco le prossime tappe della rassegna dei Ristoranti del Radicchio: dal 28 gennaio al 3 febbraio al ristorante da Gerry a Monfumo (la serata di gala è programmata per il primo di febbraio) e dal 4 al 10 febbraio all’Antico Podere dei Conti di Sant’Anna di Susegana. Del gruppo fanno parte anche Agostini Ricevimenti e Dolcefreddo Moralberti di Maserada sul Piave.

CONSORZIO RISTORANTI DEL RADICCHIO Nasce negli anni Settanta come Gruppo di Ristoratori avente per obiettivo principale quello di promuovere i prodotti del territorio trevigiano, il radicchio su tutti. Da Alfredo el toulà, alle Grazie, Dino Marchi, Righetto, L’incontro, Alla Corte, Le Beccherie, Tamburello, da Marian, Monreal, sono i nomi di chi per un po’ ha percorso un tratto di strada insieme e nel Gruppo condividendone lavoro e successi, poi la svolta: una ventina di anni fa nasce il Consorzio Ristoranti del Radicchio che attualmente è composto dai ristoranti Fior, Pasina, Agostini, Albertini, da Gerry,  San Lorenzo,  San Martino, Antico Podere dei Conti, al Migò, Dolcefreddo Moralberti. Il Consorzio ha attivato da una decina d’anni una collaborazione con la casatella che ha acquisito la denominazione DOP il 2 giugno 2008.

TREVISO CREATIVITY WEEK 2019, ANTEPRIMA A LAS VEGAS

Dopo il successo della prima edizione, la delegazione di TCW vola oltreoceano al Ces, la fiera mondiale dell’elettronica e dell’innovazione dall’8 all’11 gennaio per presentare il nuovo programma.  Gianpaolo Pezzato: “Un’importante occasione per far conoscere il nostro progetto agli addetti ai lavori internazionali e creare rete”. Parte così la “road to Treviso Creativity”

 

Treviso Creativity Week è il progetto ideato da Gianpaolo Pezzato e Innovation Future School che unisce creatività, giovani e imprese, finalizzato a concretizzare le idee più innovative nelle categorie Hi-tech&digital, Fashion, food e Forniture (le tre F del made in Italy) e Innovazione sociale e cultura. La prima edizione che si è svolta nel 2018 è stato un successo di partecipazione, che tradotto in numeri significa: 1.500 partecipanti, 60 relatori, 13 eventi tra la Marca Trevigiana e il Veneziano, 80 startup candidate al premio creativity startup e 50 candidature al premio Donna dell’anno. A questi si devono aggiungere le migliaia di persone che hanno seguito la TCW2018 da tutta Italia tramite i social.

Anno nuovo, edizione nuova. Treviso Creativity Week riparte con un programma ancora più strutturato e importante, con un calendario ricco di eventi. La prima novità è l’esordio oltreoceano, infatti la delegazione di TCW debutta al Ces (Consumer Electronics Show), la fiera mondiale dell’elettronica e dell’innovazione che si svolge dall’8 all’11 gennaio a Las Vegas. Con oltre 4.500 espositori, 180 mila addetti ai lavori provenienti da 155 nazioni è una delle più importanti e autorevoli fiere del settore, trampolino di lancio per le start up: qui ogni anno vengono presentati ventimila nuovi prodotti raccontati da 6.500 giornalisti accreditati.

Ed è in questo scenario, precisamente al Padiglione Italia dell’area Europark che sarà presente il progetto TCW con workshop, presentazioni e un diario di bordo che racconta day by day l’esperienza americana. Gianpaolo Pezzato: “Assieme a Nicola Santin, Paolo Ganis e Fabrizio Rovatti presenteremo la nuova edizione della Treviso Creativity Week, il premio dedicato alle start up, la road to, ossia le tappe di avvicinamento alla settimana della creatività e altre novità, tra cui “Penso Futuro” il concorso per le scuole superiori. Essere ospiti di questa fiera internazionale è una grande opportunità per far conoscere il progetto “made in Italy” agli addetti ai lavori e creare rete in un contesto così autorevole e di fama mondiale”.

L’esordio a Las Vegas rappresenta la prima tappa della “Road to Treviso Creativity”, il ciclo di incontri e visit studio che da gennaio a luglio coinvolgerà aziende, scuole e start up del territorio in Italia e all’estero con l’obiettivo di diffondere il verbo della Creativity Week. Anticipiamo che anche la seconda tappa è stata già fissata, e sarà a Londra il 27 febbraio presso l’incubatore partner TechnItalia Lab. Sarà poi il turno di Firenze il 29 marzo e di Ferrara il 12 aprile.

Punta di diamante dell’iniziativa è il Premio Creativity Start up 2019 che premia i progetti più innovativi (iscrizione entro il 15 settembre), tra tutti i progetti presentati ne saranno selezionatri 10 che accederanno alla finalissima del 25 ottobre). E poi, la new entry “Penso Futuro”, il concorso di idee dedicato ai ragazzi delle scuole superiori di tutta Italia, in palio una Summer Week per perfezionare la loro idea e prepararsi allo speech finale (www.pensofuturo.it).

 

“RISTORANTI DEL RADICCHIO” A SCORZE’ CON LO CHEF STELLATO RAFFAELE ROS

Dal 7 al 13 gennaio quarto appuntamento della rassegna enogastronomica itinerante dedicata al fiore di Treviso al ristorante San Martino di Scorzè, nel Veneziano. Nel menù oca in salmì e Erborinato blu ’61

Lunedì 7 gennaio riparte la rassegna enogastronomica itinerante “A tavola nei ristoranti del radicchio”, ideata dal Consorzio ristoranti del radicchio che riunisce le migliori realtà della Marca Trevigiana, con puntate nel Veneziano e nel Bellunese. Da novembre a febbraio, ogni membro ristoratore propone dei menu degustazione che valorizzano la qualità dei radicchi “premiati” con il marchio IGP: il rosso di Treviso e il Variegato di Castelfranco. Dal 2001 il gruppo, presieduto da Egidio Fior, ha anche una madrina d’eccezione, Miss Italia.

Dopo la recente tappa alle dolomiti nella Locanda San Lorenzo, la nuova tappa targata 2019 ci porta nel Veneziano, precisamente a Rio San Martino Scorzè, nel ristorante stellato San Martino condotto dallo chef Raffaele Ros e la moglie sommelier Michela Berto. Cinque generazioni che tramandano una storia familiare fortemente legata al territorio e alla tradizione, intessuta di dedizione al lavoro e una passione tali da portarli a conquistare nel 2014 l’ambita stella Michelin. E prima ancora, il primo  premio dell’A.I.S. Veneto per la miglior “Carta dei Vini della Ristorazione del Veneto 2013” vinto da Michela. Dal fronte food, Raffaele fa della ricerca di equilibrio nei piatti la sua cifra stilistica, con il suo gusto per l’armonia degli elementi e la sua capacità di esaltare esteticamente le composizioni creando abbinamenti ideali che deliziano tutti i sensi.

Veniamo allora al menù dedicato alla settimana del radicchio. Ad accogliere gli ospiti è una terrina di bollito con verdure e radicchio in agrodolce e crema di cavolfiore, e un tortellino ripieno di oca e radicchio in brodo di oca; immancabile il riso con radicchio IGP, arricchito con pera salata e la chicca del formaggio “Erborinato blu ‘61”, a cui seguono gli gnocchi di patate del Piave al ragù di quinto quarto e radicchio affumicato, come seconda portata, oca in salmì accompagnata a radicchio in forno. A chiudere in dolcezza questo viaggio tra i sapori, il tiramisù rivisitato battezzato “Pausa Caffè”. Ad ogni pietanza la sommelier sarà a disposizione dei commensali per proporre la sua selezione di vini.

Ed ecco le prossime tappe della rassegna dei Ristoranti del Radicchio: dal 21 al 27 gennaio Al Migò di Treviso; dal 28 gennaio al 3 febbraio al ristorante da Gerry a Monfumo (la serata di gala è programmata per il primo di febbraio); infine dal 4 al 10 febbraio all’Antico Podere dei Conti di Sant’Anna di Susegana. Del gruppo fanno parte anche Agostini Ricevimenti e Dolcefreddo Moralberti di Maserada sul Piave.

CONSORZIO RISTORANTI DEL RADICCHIO Nasce negli anni Settanta come Gruppo di Ristoratori avente per obiettivo principale quello di promuovere i prodotti del territorio trevigiano, il radicchio su tutti. Da Alfredo el toulà, alle Grazie, Dino Marchi, Righetto, L’incontro, Alla Corte, Le Beccherie, Tamburello, da Marian, Monreal, sono i nomi di chi per un po’ ha percorso un tratto di strada insieme e nel Gruppo condividendone lavoro e successi, poi la svolta: una ventina di anni fa nasce il Consorzio Ristoranti del Radicchio che attualmente è composto dai ristoranti Fior, Pasina, Agostini, Albertini, da Gerry,  San Lorenzo,  San Martino, Antico Podere dei Conti, al Migò, Dolcefreddo Moralberti. Il Consorzio ha attivato da una decina d’anni una collaborazione con la casatella che ha acquisito la denominazione DOP il 2 giugno 2008.

SETTE LIBRI IN OTTO MESI, I ROMANZI D’IMPRESA DI ZALTRON DIVENTANO UN CASO NAZIONALE

Finale d’anno scoppiettante per lo scrittore bassanese, ai vertici in Italia nella narrazione d’impresa. L’ultima opera è “Il signor Pool Pharma” pubblicato da Cairo. Zaltron: “Dal vino agli abiti da sposa, ecco come racconto il tessuto economico del Nordest”

 

In 25 anni di scrittura professionale, Alessandro Zaltron ha pubblicato quattro romanzi, sei saggi, alcune guide letterarie e una ventina di romanzi d’impresa. Solo nell’ultimo anno ha mandato in libreria sette libri, pubblicati da Piemme, Rizzoli, Salani, Cairo, FrancoAngeli: un vero record fatto di migliaia di pagine e di rapporti consolidati con gli imprenditori che si fidano della sua penna per raccontare le loro vite professionali e i loro sogni personali.

Questo per lui è un momento fondamentale dell’anno. Dopo il romanzo di successo Non ho paura di morire (Salani), scritto a quattro mani con Diego Dalla Palma, e Vino. Il romanzo segreto cofirmato con Roberto Cipresso (Piemme), è appena uscito Il signor Pool Pharma (Cairo), la vita romanzata del pioniere degli integratori in Italia ed è già disponibile on-line (in libreria dal 9 gennaio) un nuovo romanzo d’impresa per FrancoAngeli, Una vita di… Favole, dove Zaltron narra la storia avventurosa di Lucia Daniotti, titolare di uno dei più importanti atelier-laboratorio di abiti da sposa in Italia. Non basta. A giorni sarà in libreria una nuova opera per mano sua dal titolo Dalla pelle al cuore, edita da Rizzoli, dove racconta la storia del Gruppo Mastrotto, la più grande conceria d’Europa.

Pubblicazioni che confermano la leadership di Zaltron a livello nazionale nel segmento della narrativa d’azienda. È l’unico autore così versatile, capace di cambiare tema e personaggi con la velocità geniale di chi sa adattare l’utilizzo della parola ai contesti più diversi. “Ho dedicato la mia intera vita a tessere parole e a raccontare storie”, dice l’autore. “Nelle storie degli imprenditori che ho incrociato vedo l’energia di chi vuole cambiare il mondo. Vedo la forza dei sogni che si realizzano e la potenza di un popolo capace di guardare al futuro con ottimismo”.

Ha perciò ideato Romanzi d’impresa™, nuovo genere letterario che raccoglie le vite di imprenditori e professionisti audaci, orgogliosi, visionari. Il racconto della loro storia scorre come un romanzo, con stile vivace, esalta l’umanità dei protagonisti e valorizza gli aspetti intangibili del loro successo – cioè non misurabili in metri quadri di capannoni, euro di bilanci, numero di pezzi prodotti – ma altrettanto significativi nel tratteggiare l’identità dell’impresa e nell’accrescere la reputazione aziendale.

“La cultura d’impresa è una manifestazione del pensiero e dell’ingegno umano al pari di altre branche del sapere. Per questo da scrittore rendo onore agli imprenditori facendo della loro storia un’opera d’arte. Siamo di fronte a una nuova era per l’imprenditoria a Nordest”, conclude Zaltron. “Dopo le fasi rocambolesche della crescita e la successiva caduta del modello economico, adesso è giunta l’ora di cristallizzare le esperienze in racconti che possano servire a conservare la memoria di quanto accaduto, ma anche essere di esempio per chi volesse intraprendere le stesse strade”.

 

UFFICIO STAMPA VELVET MEDIA / press@velvetmedia.it

 

LA SCHEDA Alessandro Zaltron scrive di professione da oltre 25 anni. Ha pubblicato i romanzi Riceviamo e volentieri (2007), ¡Viva maria! (2012), Guru per caso (2013); i saggi semiseri Crociera e delizia (2012), Manuale per i(n)felici amanti (2013), Le parole sono importanti (2015), Cronache sentimentali (2015), Abbecedario delle sciocchezze da non scriversi (2017); le guide letterarie Di Bassano in Bassano (2003), Piccole memorie dalla Grande guerra (2008), Treviso 101 (2010 e 2013). Le sue opere più recenti sono il romanzo Non ho paura di morire (2018, Salani), scritto assieme a Diego Dalla Palma e Vino, il romanzo segreto (2018, Piemme) firmato con il winemaker Roberto Cipresso. Ha ideato i romanzi d’impresa™, nuovo genere letterario che racconta in maniera avvincente storie di aziende di successo e di valori; alcuni dei 20 volumi editi sono confluiti nell’omonima collana di FrancoAngeli da lui diretta.

 

SETTE LIBRI IN OTTO MESI Il 2018 di Zaltron è stato estremamente proficuo. In aprile esce per Salani Non ho paura di morire, il primo romanzo del famoso image maker Diego Dalla Palma scritto a quattro mani con lui. Il 21 settembre è la volta di Uno di noi, dove è autore del romanzo d’impresa edito da FrancoAngeli che racconta la storia dell’imprenditore padovano Mario Bustreo che ha contribuito, tra l’altro, a realizzare i lampadari del film “Cento sfumature di grigio”. Il 2 ottobre Piemme pubblica Vino. Il romanzo segreto, dieci storie dal passato e dal futuro del vino, più un’impietosa analisi sul mondo attuale del vino scritte da Zaltron, coautore con Roberto Cipresso. Il 22 novembre, un nuovo romanzo d’impresa, questa volta con Giorgio Pizzoni, Il signor Pool Pharma, pubblicato da Cairo, a cui segue un altro quasi subito, l’8 dicembre sotto forma di ghostwriting, Marketing Heroes dell’imprenditore Bassel Bakdounes, la storia mirabolante di Velvet Media, azienda di web marketing passata da 0 a 140 dipendenti in tre anni con ritmo rock’n’roll e l’aiuto della filosofia manga. Ora esce un nuovo romanzo d’impresa per FrancoAngeli, Una vita di… Favole, dove lo scrittore narra la storia avventurosa di Lucia Daniotti, titolare di uno dei più importanti atelier-laboratorio di abiti da sposa in Italia e infine a gennaio sarà in distribuzione l’opera dal titolo Dalla pelle al cuore, edita da Rizzoli, dove racconta la storia del Gruppo Mastrotto, la più grande conceria d’Europa.