CAPPELLA DELLA RICONCILIAZIONE DELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO, SABATO L’INAUGURAZIONE A TREVISO

Sabato 23 dicembre inizia la nuova vita della storica chiesa trevigiana. Il progetto architettonico curato da 593 Studio di Castelfranco Veneto in collaborazione con l’artista e scultore Flavio Senoner. Nuovo spazio per le confessioni e recupero di una delle più belle volte del Cinquecento. L’architetto Michele Sbrissa: “Abbiamo cercato un dialogo tra architettura ed il nuovo spirito con cui la Chiesa interpreta il sacramento della Riconciliazione”

 

Il progetto era stato presentato un anno fa. Si trattava di recuperare alcuni affreschi storici, tra i più rari e preziosi della Marca Trevigiana. Ma anche di ridare vita alla Penitenzieria, il luogo delle confessioni, per trasformarla nella nuova Cappella della Riconciliazione. 

Sabato 23 dicembre alle ore 10 sarà il convegno “La riconciliazione, la bellezza della misericordia” presso la sala Frate Sole della Chiesa di San Francesco, a Treviso, a caratterizzare la giornata di inaugurazione della Cappella della Riconciliazione. Tra i relatori, Fra Oliviero Svanera, Fra Andrea Massarin, Damiana Lucia Paternò, funzionario architetto della Soprintendenza. Sarà la prima apertura pubblica dello spazio restaurato grazie al progetto architettonico curato dall’architetto Michele Sbrissa di 593 Studio di Castelfranco Veneto, un progetto realizzato in collaborazione con l’artista e scultore Flavio Senoner, realizzato dalla ditta La Nova arredi sacri di Badoere. La giornata inaugurale proseguirà alle ore 17.30 la Santa Messa, con la benedizione presieduta dal Vescovo di Treviso Michele Tomasi; seguirà alle 20.45 il concerto natalizio del Coro Stella Alpina.

Il restauro ha visto protagonista la storica chiesa trevigiana, completata nel 1270. L’edificio, che ospita i Frati Minori Conventuali, di proprietà del Comune di Treviso, è stato sottoposto ad un intervento unitario, che ha previsto anche il restauro dei paramenti murari delle cappelle adibite a penitenzieria e la ricollocazione di un frammento di affresco raffigurante la Madonna col bambino. La prima parte delle opere, quelle collegate agli affreschi, è stata realizzata tra la primavera e il mese di luglio. Subito dopo, al via i lavori per la Cappella della Riconciliazione che sono terminati a metà dicembre. L’intervento, progettato dall’architetto Michele Sbrissa di 593 Studio, è stato sostenuto da un investimento da parte del Comune di Treviso e della BCC Pordenonese e Monsile.

 

“La realizzazione del progetto ha accolto e concretizzato in architettura lo spirito nuovo assunto dalla Chiesa nei riguardi della Riconciliazione, concepita ormai non più come momento di penitenza, ma come occasione di accostamento fraterno alla condivisione e al perdono, esperienza di rinascita per lo Spirito e la vita di coloro che vi si avvicinano”, spiega Michele Sbrissa, fondatore dello studio 593 di Castelfranco Veneto che recentemente ha anche realizzato la Peregrinatio Corporis di Pio X, il primo viaggio a tappe dell’urna di un pontefice, che si è spostato da Roma a Riese Pio X, per poi transitare per Padova e Venezia prima di tornare a San Pietro.

«Quest’opera è frutto di un grande lavoro di squadra, che ha dato la possibilità di implementare l’accessibilità e la fruibilità di un luogo a cui tutti noi siamo legati per il suo valore storico, architettonico e spirituale», afferma il sindaco di Treviso Mario Conte. «Importanti sono stati anche i lavori di conservazione degli affreschi, che grazie a questo intervento possono tornare agli antichi splendori. Ringrazio Padre Oliviero Svanera per l’attenzione e la sensibilità, ai progettisti di questo intervento, che hanno lavorato in perfetto equilibrio con la straordinaria bellezza del luogo oltre a BCC Pordenonese e Monsile, che ha voluto contribuire a questo intervento che riconosce e valorizza l’immenso valore di questo edificio».

“Treviso per noi è una piazza importante, sia dal punto di vista economico che sociale”, dice Paolo Loris Rambaldini, presidente della BCC Pordenonese e Monsile. “L’impegno della nostra banca, come indicato dallo statuto del credito cooperativo, è focalizzato sul supporto finanziario a privati e imprese, ma anche al sostegno e alla crescita sociale e culturale delle comunità presenti nei territori di competenza. Con questo spirito, affiancando il Comune di Treviso, ci siamo resi disponibili a sostenere il restauro di questa porzione della chiesa di San Francesco, simbolo della città e punto di riferimento per la comunità cristiana trevigiana”.

 

Entrando nel dettaglio delle opere, il luogo della Penitenzieria ha perso i confessionali ed è rinato come spazio di preghiera e silenzio. Il progetto architettonico si configura come un complemento di arredo ligneo, indipendente dalle pareti retrostanti della navata. Il volume risulta incastonato all’interno dei paramenti murari tra le due volte, parzialmente delimitato dall’aula attraverso un piano materico in legno di cirmolo, realizzato secondo un’antica tradizione scultorea, lavorato a sgorbia dall’artista Flavio Senoner. Un’elegante croce di rovere termotrattato, retroilluminata, divide in quattro porzioni questo elemento scultoreo, ricercando una relazione visiva e prospettica con la dimensione monumentale della chiesa e della copertura a carena di nave rovesciata. 

Entrando poi all’interno della navata laterale lo spazio della cappella è definito da una lunga panca laterale, sempre in legno, che accoglie il fedele, e lo prepara al raccoglimento e alla preghiera. Lo spazio è scandito poi da una croce sempre in rovere termotrattato, sospesa tra pavimento e pareti laterali, un limite visivo che disegna la rinnovata parete di fondo. I singoli confessionali predispongono celebrante e penitente al dialogo e alla condivisione.

Centrale nell’intervento è stato infine il recupero degli antichi affreschi, concentrati sulla volta della prima cappella che presenta un apparato decorativo a grottesche di epoca cinquecentesca, una delle rarissime ancora in buone condizioni di conservazione, a testimonianza dell’enorme valore artistico e culturale conservato all’interno delle mura della chiesa di San Francesco.

 

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO – STORIA 593 STUDIO

593 STUDIO è un’eccellenza nel panorama degli studi di ingegneria e di architettura, impegnato in una missione ambiziosa: costruire il futuro attraverso ricerca, sperimentazione e competenza. Fondata a Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, su valori solidi come l’innovazione, la sostenibilità e la collaborazione, 593 STUDIO opera nei settori chiave dell’abitare (residenziale), conservare (restauro), lavorare (direzionale) e condividere (pubblico). Con oltre 15 anni di esperienza in Italia e all’estero, il team multidisciplinare di 593 STUDIO affronta con dedizione progetti complessi, dall’ideazione alla direzione operativa. Tra le prime Benefit Corporation nel settore dei servizi professionali in Italia, l’azienda si impegna a restituire valore alla comunità e all’ambiente.  I progetti di rilievo nell’ambito della conservazione del patrimonio storico e sacro, includono l’ampliamento del complesso Santuari Antoniani di Padova, il restauro delle volte della chiesa San Francesco a Treviso, il piano di recupero per l’ex Monastero delle Clarisse a Castelfranco Veneto, la selezione per il laboratorio-concorso Cappella nel Bosco a La Verna oltre che servizi di consulenza in varie diocesi per percorsi partecipativi comunitari e piani di valorizzazione immobiliare. 593 STUDIO promuove l’innovazione anche in ambito accademico e, in collaborazione con gli Istituti Lasalliani e lo IUAV, promuove e co-finanzia dottorati di ricerca pioneristici nella gestione e recupero dei beni religiosi. La ricerca in ambito tecnologico ed ingegneristico viene svolta in collaborazione con l’International University of Applied Science in Germania.

 

SCHEDA APPROFONDIMENTO – LA PEREGRINATIO CORPORIS

Le tappe del rientro della salma di Pio X in Veneto sono state coordinate e gestite dal punto di vista logistico da 593 Studio, società di ingegneria di Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, che si è avvalsa del supporto tecnico-organizzativo e del personale sul campo di Castel Monte Onlus. Una sfida epica: trasportare la teca che custodisce il Santo da Roma a Treviso, quindi a Riese Pio X e Padova, per finire sulle acque veneziane. Inoltre, lo studio ha seguito la progettazione e realizzazione di allestimenti liturgici adeguati in cinque chiese diverse, spettacolare il basamento ellittico che ha ospitato l’urna di Pio X nel suo paese natio. Un lavoro che ha comportato un impegno 24 ore su 24 di un team composto da una trentina di professionisti, che hanno accompagnato il Papa per oltre 1500 chilometri, da Roma al Veneto e ritorno, un viaggio durato in tutto 120 ore. Dopo l’evento analogo di Bergamo e il precedente storico del ritorno di Pio X a Venezia, è solo la terza volta nella storia della chiesa che viene organizzata una Peregrinatio Corporis, per la prima volta a tappe.

INVASIONE ANNI NOVANTA, IL GRANDE RITORNO DELL’AMARCORD A MILANO DOPO LA PANDEMIA

Nostalgia canaglia: Jurassic Park e Baywatch, ma anche Spider Man, Mario Bros e i pacchetti delle gommose Morositas il prossimo 23 dicembre ai Magazzini Generali di Milano. Balleranno due generazioni. Sarà un raduno popolare di chi ha amato quegli anni magici, il format è stato battezzato “90 Wonderland Winter Tour”. Gli organizzatori: “Attendevamo questo momento dalla fine del Covid”

È forse l’appuntamento più atteso della quindicesima stagione di 90 Wonderland, il format dedicato agli anni Novanta, che per questo inverno si propone con la sigla di “90 Wonderland – 15th Years Celebration Tour”. Il tour arriva a Milano l’antivigilia di Natale, il prossimo 23 dicembre, nel sito iconico dei Magazzini Generali. “Sarà il nostro grande ritorno a Milano dopo la pandemia, avevamo voglia di festa e di amarcord ed eccoci di nuovo qui, finalmente”, dicono gli organizzatori. “Fino ad oggi abbiamo accolto decine di migliaia di persone ai nostri eventi, l’appuntamento pre-natalizio per noi sarà fondamentale per divertirci assieme sulle note degli anni Novanta come si faceva prima dell’avvento del Covid”. 

La location è una delle più note nel mondo del clubbing a livello nazionale, luogo fondamentale per lo sviluppo eventistico di Milano. Fondato nell’autunno del 1995 in un complesso industriale di inizio ʻ900, al tempo adibito alla connessione ferroviaria. Oggi, Magazzini Generali è un luogo dedicato alla musica di qualità con lo sguardo rivolto alle novità del panorama musicale mondiale. Una location dalle caratteristiche adatte a qualsiasi tipologia di evento, che si vestirà di nostalgici abiti a ridosso di Natale (ingresso 15 euro, infoline 02 5393948, via Pietrasanta 16).

L’atmosfera del prossimo 23 dicembre ai Magazzini Generali sarà invasa dai figuranti di 90 Wonderland, la pista da ballo sarà pervasa da un’iconica celebrazione con il ritmo travolgente dei Green Day e dei Backstreet Boys che farà ballare tutti i presenti. Sul palco, l’incredibile spettacolo vedrà esibirsi Spider-Man e Mario Bros accompagnati da scenografie evocative tratte da Jurassic Park. Non mancheranno le sensazionali ballerine in stile “Baywatch” e l’indimenticabile programma televisivo “Stranamore”, dedicato a chi cerca l’anima gemella. Gli enormi pacchetti di chewing gum Brooklyn saranno protagonisti accanto alle affascinanti Wonder girls.

La data milanese peraltro è molto attesa dal team di lavoro che ha ideato 90 Wonderland, evento che viene portato in circa 150 locali durante l’anno. La direzione è veneta, ed è composta da Willy Bergamin, 43enne direttore artistico di Padova, Francesco Ciconte, 37enne product manager calabrese trapiantato nel Vicentino, e Davide Menegazzo, 40enne manager gestionale di Vicenza. 

Il format “Winter Tour” che sarà proposto ai Magazzini Generali di Milano è un festival itinerante che toccherà decine di locali e discoteche in tutta Italia, attirando circa decine di migliaia di persone desiderose di ballare e divertirsi. L’evento è capace di unire due diverse generazioni che, per una notte, vogliono rievocare una decade storica di grandi successi musicali.

La mente degli organizzatori è focalizzata sull’entusiasmare il pubblico durante il tour, che si appresta ad entrare nel nuovo anno. “Veniamo a Milano per farvi divertire senza inibizioni con il ciclo di eventi più fresco e positivo di sempre”, dichiara Francesco Ciconte, product manager dell’evento. “Siete pronti a vivere un’esperienza che vi lascerà senza fiato? Lasciatevi trasportare in un viaggio senza precedenti, dove il divertimento assume una nuova dimensione. Le luci si abbassano, il sipario si alza. Nei corridoi del tempo, quando il passato si fonde con il presente, abbiamo plasmato qualcosa di straordinario per i nostri primi 15 anni. Non sarà solo un semplice tour, ma un viaggio nel tempo attraverso la nostra incredibile storia. Un’opportunità unica per rivivere i momenti più memorabili, le serate indimenticabili ed i ricordi che hanno plasmato 90 Wonderland in quello che è diventato oggi”. 

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

90 WONDERLAND – LA STORIA 90 Wonderland è il più grande party show anni Novanta d’Italia, un format che quest’anno compie 15 anni. La direzione del team di lavoro è curata da Willy Bergamin, 43enne direttore artistico di Padova, Francesco Ciconte, 37enne product manager calabrese trapiantato nel Vicentino, e Davide Menegazzo, 40enne manager gestionale di Vicenza. La loro passione – e la loro comune età – li hanno fatto ideare il format ancora nel 2008. Nel corso degli anni sono riusciti ad organizzare quasi 400 eventi, in media una ventina ad ogni stagione con picchi di una settantina all’anno in tutta Italia prima del periodo del Covid (record che dovrebbe venir migliorato quest’anno). Va precisato che il team organizzativo dei tre propone anche altri due format, uno dedicato agli anni Duemila (il Duemila Wonderland) e l’altro è il fratello minore del decennio precedente, il “It’s 90 Time – Il party anni 90”. Una macchina da divertimento senza pari, capace di gestire circa 150 serate nel corso dell’anno. 

LE HIT CHE SI BALLERANNO Durante il format di “90 Wonderland” si suoneranno le più belle hit pop, rock e dance anni 90 mixate a raffica,  brani indimenticabili da cantare e i singoli che hanno scalato le classifiche dal 1990 al 2000. Eccone alcune: Green Day Basket Case // Corona The Rhythm Of The Night // Snap Rhythm Is A Dancer // Ice Mc Think About The Way //La Bouche Sweet Dreams // Spin Doctors Two Princes // Datura Yerba Del Diablo // Alexia The Summer Is Crazy// Haddaway What Is Love // Eiffel 65 Blue // Gigi D’agostino L’ Amour Toujours // Vengaboys Boom, Boom, Boom, Boom!! // The Soundlovers Surrender // Aqua Barbie Girl // 883 Hanno Ucciso L’uomo Ragno // The Prodigy Firestarter // Lunapop 50 Special // Captain Hollywood More And More // Mabel Bum Bum // Prezioso & Marvin Tell Me Why // Da Blitz Let Me Be // Dr. Alban It’s My Life // Kim Lukas Let It Be The Night // Robert Miles Children // Take That Back For Good // Red Hot Chili Peppers Californication // Britney Spears Crazy // Gun’s N’ Roses Knockin On Heaven’s Door Ace Of Base All That She Wants // Usura Open Your Mind // Spice Girls Wannabe // Backstreet Boys I Want It That Way // Blur Song 2 // R.E.M. Losing My Religion // Neja Restless // The Chemical Brothers Hey Boy Hey Girl // Modo Einszwei Polizei // Nirvana Smells Like Teen Spirit.

IL CONVEGNO A TREVISO. MI ILLUMINO D’INGEGNO. QUALE FUTURO PER L’INGEGNERE DEL XXI SECOLO?

Il 6 dicembre convegno nella sala comunale di Palazzo dei Trecento di Treviso. Saranno presenti Eva Gatto, Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Treviso , Bruno Barel, Paola Carron, Fabrizio Dughiero, Paolo Feltrin, Angelo Domenico Perrini, Andrea Rinaldo, e monsignor Michele Tomasi

 

 A chiusura delle celebrazioni per il centenario d’istituzione dell’Ordine degli Ingegneri, mercoledì 6 dicembre, dalle 15.30 alle 18.00, si svolge il convegno “Mi illumino d’ingegno. Quale futuro per l’ingegnere del XXI secolo?”, nella sala comunale di Palazzo dei Trecento di Treviso.

I saluti istituzionali porteranno la firma dell’ing. Eva Gatto, presidente dell’Ordine. Parteciperanno alla tavola rotonda il prof. avv. Bruno Barel, BM&A Studio Legale Associato, Paola Carron, Vicepresidente Confindustria Veneto Est e Presidente Ance Treviso, il prof. ing. Fabrizio Dughiero, Prodirettore al Trasferimento Tecnologico Università di Padova, il prof. Paolo Feltrin, Politologo, l’ing. Angelo Domenico Perrini, Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri, il prof. ing. Andrea Rinaldo, vincitore del Stockholm Water Prize Premio Nobel dell’acqua 2023, Università di Padova e Sua Eccellenza monsignor Michele Tomasi, Vescovo di Treviso. Modererà l’incontro la giornalista di Rai 3 Maura Bertanzon. Durante l’evento verrà ricordata Giulia Cecchettin.

Nel corso della giornata, il presidente Cni ing. Angelo Domenico Perrini proporrà una “fotografia” del presente parlando di quanti e quali  sono gli ingegneri oggi, di quali sono le tendenze settoriali, affronterà anche il tema dell’estensione dell’obbligo dell’iscrizione e della complessità della progettazione. 

Paola Carron, vicepresidente di Confindustria Veneto Est e presidente di Ance, parlerà di digitalizzazione e sostenibilità come parole chiave trasversali nell’edilizia. Farà focus sulla digitalizzazione nella progettazione quale attività fondamentale proprio per misurare la sostenibilità e porre obiettivi di miglioramento, quale ad esempio il calcolo  dell’anidride carbonica consumata, la scelta dei materiali, il consumo di suolo, il rispetto dell’ambiente, il riuso e la ristrutturazione..

Il prof. ing. Andrea Rinaldo, recentemente insignito del prestigioso riconoscimento Stockholm Water Prize, porrà il focus su quale sarà l’atteggiamento e il ruolo degli ingegneri di oggi e domani per costruire ancora rispetto alle sfide climatiche e ambientali, e al rapporto tra ambiente naturale e ambiente costruito.

Il prof. Paolo Feltrin, politologo, partendo dal dato che l’Italia è il paese con il più basso numero di laureati in Europa, analizzerà anche gli effetti derivanti dalla crisi demografica, discuterà del fatto che la libera professione non è più attrattiva e degli effetti della digitalizzazione sugli studi professionali. 

Il Vescovo di Treviso, Monsignor Michele Tomasi, tratterà dell’etica nella professione e del ruolo sociale degli ingegneri che operano per realizzare strutture  e servizi che poi servono alla collettività.

Quindi il prof. avv. Bruno Barel, che ragionerà attorno alla progettazione come sistema complesso, a quali saranno i  nuovi ruoli (non solo per gli ingegneri) nel mondo che cambia, alla necessità di essere interdisciplinari in un mondo che chiede la iper-specializzazione.

Infine il prof. ing. Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico Unipd, proporrà un’analisi sui trend tecnologici presenti, sulla necessità di coniugare competenze specialistiche con creatività e di avere trans-disciplinarietà tra ambito scientifico-tecnologico e umanistico.

A ricordo dell’intera manifestazione, il giorno del convegno verrà consegnato una raccolta degli eventi dedicati al centenario. La partecipazione è gratuita. Per aderire all’evento si prega di scrivere a: segreteria@ingegneritreviso.it. Per maggiori informazioni si prega di contattare la segreteria dell’Ordine. Tel. 0422 583665.

 

NASCE UNEXPECTED ITALY, IL PORTALE CHE RACCONTA L’ITALIA “INASPETTATA”

Una “Lonely Planet” di itinerari inaspettati per chi vuole vivere l’Italia come fosse un residente. La Ceo della start up, Elisabetta Faggiana. “Viaggeremo l’Italia per cinque anni per scegliere le eccellenze più autentiche del nostro territorio: non vogliamo masse di turisti, solo quelli che sposano il nostro manifesto”. Le strutture incasseranno il 100% dagli ospiti, ecco le prime scelte

Immaginate una coppia nella vita, che ha fatto del viaggiare la più importante bussola esistenziale. Si sono conosciuti a Londra, dove hanno fatto partire un progetto di turismo responsabile, Unexpected London. Poi sono arrivate la Brexit e il Covid e hanno deciso di tornare in Italia. Nasce così “Unexpected Italy”, un progetto traveltech che ha come obiettivo offrire un’esperienza turistica che impatti positivamente sul territorio e le comunità locali, facendo sentire “locali” i viaggiatori.

La founder è Elisabetta Faggiana. Classe 1982, originaria di Arzignano, nel Vicentino; mamma inglese. Prima di lanciare una startup per scoprire la Londra non turistica, lavora per importanti tour operator come Hotelplan, per poi passare  al mondo dei musical a Dubai al Broadway Entertainment Group e poi nella musica a Londra. A Londra Faggiana incontra Savio Losito, classe 1987, originario di Barletta, un mappatore seriale, oggi suo marito e co-fondatore di Unexpected Italy. Con lui nasce“Unexpected London”, esperienze urbane per piccoli gruppi alla scoperta della Londra più vera. La start up diventa celebre in mezza Europa, riceve premi e riconoscimenti sulla stampa internazionale, le richieste erano in perenne crescita. Poi arrivarono Brexit e Covid e Londra si fermò.

Ma non si è fermato lo spirito della coppia che usa il lockdown per pianificare la loro grande sfida: ampliare all’Italia il loro modo di fare turismo. A Bari hanno fondato la start up di tech-travel che si impegna a sviluppare il loro ecosistema di viaggio, che parte dalla promozione del territorio e dalla ricerca delle realtà indipendenti e autentiche. Per spiegare il quadro di valori dove operano, hanno scritto un manifesto, reperibile su www.unexpected-italy.com.

Il modello di business è molto lontano da Booking, Airbnb e da tutti i portali, che “risucchiano” fatturati agli operatori del turismo chiedendo percentuali enormi sulle camere vendute o sulle esperienze. Elisabetta e Savio sono i paladini della disintermediazione: la struttura, se scelta, deve solo pagare un fisso per essere presente sul portale e incassa il 100% della prenotazione. Ma per rimanerci deve garantire alti standard di autenticità, qualità e attenzione al cliente.

Alla fine, ne nascerà una sorta di “Lonely Planet” 3.0 geolocalizzata e altamente targetizzata, dove il viaggiatore in base alle proprie passioni, interessi e personalità avrà accesso ad itinerari digitali che permettono di organizzarsi il proprio viaggio personalizzato in pochi clic entrando in contatto diretto con posti unici e locali, impossibili da trovare sui classici canali turistici, Lonely Planet e Google inclusi. Sull’app presto saranno disponibili guide digitali di Roma, Matera, Palermo, Vicenza e buona parte della Puglia. Un’app alimentata dal sapere popolare, unico vero garante di qualità e autenticità, grazie ad una crescente rete di curatori locali appassionati e verificati, che permettono di mantenere l’app sempre aggiornata. Più i curatori contribuiscono più hanno accesso a benefit e voucher da usufruire nella rete Unexpected, tra hotel, ristoranti, botteghe artigiane e produttori locali.

“L’Italia inaspettata è tutta una questione di persone”, spiega Faggiana. “Crediamo in un turismo che rispetti l’ambiente, viaggi in piccoli gruppi e favorisca connessioni autentiche tra ospitanti e ospiti. Vogliamo mostrare le incredibili storie e i talenti degli artigiani, dei produttori e degli esperti locali che rendono l’Italia così unica ed inimitabile”.

Lei e Savio adesso sono dei nomadi digitali, si muovono facendo scouting del territorio tra boutique hotel e produttori locali, tra agricoltori e artigiani, ma anche attrattori culturali e ristoranti. Passano tre o quattro mesi in ogni regione italiana, le prossime mete dopo il Veneto saranno la Toscana e la Puglia. Il loro obiettivo è valutare nei prossimi 24 mesi circa duemila strutture in Italia, scegliendo solo quelle che rappresentano l’animo più autentico del nostro paese. Ma il progetto imporrà loro il nomadismo per almeno cinque anni, finché non avranno mappato tutta l’Italia. Fino ad oggi, sono state “timbrate” una cinquantina di strutture, l’obiettivo è arrivare a circa 500 nel prossimo anno. Qualche esempio? Hotel De Ricci a Roma, il primo urban boutique wine hotel al mondo. La scuola vicentina trasformata in bed and breakfast o ancora l’artigiano pugliese che trasforma gli scarti di lana in preziosi oggetti di moda e arredamento. 

“Il nostro focus è sul turismo responsabile e relazionale”, conclude Losito. “Il nostro obiettivo è creare esperienze che migliorino i luoghi che visitiamo senza distruggerli. Collaborando con aziende indipendenti e con le istituzioni locali, possiamo promuovere i valori dell’artigianato, della cucina stagionale e delle tradizioni locali, sconosciuti alla gran parte dei turisti che visitano il nostro paese”.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – IL MANIFESTO DI UNEXPECTED ITALY

0 Abbiamo una speranza incrollabile Che è possibile trasformare il turismo in una forza positiva, non solo per l’economia ma per l’ambiente, per le comunità locali e per la conservazione del nostro patrimonio culturale. Dipende da noi, come viaggiatori e operatori. Dobbiamo cambiare il modo in cui viaggiamo, quando viaggiamo e cosa facciamo quando viaggiamo per combattere l’overtourism e incoraggiare un turismo che sia positivo per la gente del posto, per l’ambiente e per i viaggiatori.

1 Ci crediamo davvero Per raggiungere questo obiettivo è necessario aumentare la consapevolezza sui danni creati dal turismo di massa e mettere in atto un sistema che aiuti i turisti a viaggiare in modo più responsabile, a interagire maggiormente con la gente del posto per esperienze più significative e personali.

2 In un modello sociale Che si basa sul contributo economico, sociale e ambientale alla vita locale, riteniamo che sia necessario costruire un nuovo modello turistico basato sulla stagionalità estesa, sul rispetto dell’ambiente e sul sostegno delle imprese di proprietà locale. Un modello che si basa su standard chiari sia per gli host che per i viaggiatori, affinché ci sia rispetto reciproco e desiderio di diventare una forza positiva per il pianeta.

3 Dalla parte delle imprese locali Sostenere l’agricoltura locale, la produzione artigianale e le tradizioni locali è fondamentale in ciò che facciamo. Lo facciamo raccontando le loro storie in modi significativo e personale e offrendo ai viaggiatori l’opportunità di provarle in prima persona attraverso esperienze uniche. La promozione della filiera corta ha un impatto significativo sulla riduzione delle emissioni di CO2 (e di altri gas) nell’atmosfera, riducendo così l’effetto serra.

4 Aiutiamo le piccole imprese Con politiche sostenibili, evidenziando le scelte sostenibili che hanno già fatto (dall’uso di prodotti locali, al personale locale, al riciclaggio) e dando loro obiettivi annuali per incoraggiare la sostenibilità economica, ambientale e sociale.

5 Incoraggiamo il turismo lento Lentezza come modo di esplorare, sia in termini di mobilità che in termini di sperimentare le cose dall’interno e prendersi il tempo per comprenderle veramente. Andare in bicicletta, camminare, utilizzare veicoli non motorizzati ed ecologici sono le migliori opzioni per esplorare a livello locale; i treni e altri mezzi di trasporto pubblico a basse emissioni sono ideali per le distanze più lunghe.

6 Sosteniamo le cause locali Ogni viaggiatore dovrebbe essere considerato un “locale temporaneo”, con tutti i diritti e i doveri che ne derivano. La distribuzione dei profitti derivanti dal turismo dovrebbe contribuire in modo significativo al miglioramento delle condizioni di vita dell’intera popolazione locale. Per questo destiniamo parte dei nostri ricavi ad enti e associazioni locali che sostengono attivamente le piccole imprese, l’ambiente e aiutano a preservare le tradizioni e il patrimonio culturale locale (sia materiale che immateriale).

7 Incoraggiamo la collaborazione e il networking Siamo fermamente convinti che solo insieme possiamo cambiare lo status quo. Siamo qui per aiutare le imprese indipendenti di tutta Italia a collaborare tra loro e ad unirsi per creare progetti significativi che possano posizionare l’Italia come leader nel turismo responsabile.

8 Siamo sostenitori dei viaggi accessibili Ci sono ancora troppe barriere per viaggiare. Siamo forti sostenitori del diritto alla mobilità per tutti, garantendo così l’accessibilità a persone con bisogni specifici e aiutando le imprese locali ad essere accessibili sotto tutti i punti di vista.

9 Abbiamo a cuore le scelte che facciamo in termini energetici L’Italia è ricca di acqua corrente, vento che soffia e sole caldo. Queste sono le fonti su cui ci concentriamo, ma siamo sempre alla ricerca di un’innovazione tecnologica che vada nella direzione della sostenibilità ambientale. Lavoriamo con esperti nei settori che manterranno sempre noi e i nostri membri aggiornati sul modo più innovativo per essere sostenibili. Il nostro obiettivo è: energia da fonti pulite e rinnovabili in ogni ristorante, in ogni laboratorio, in ogni fabbrica, in ogni hotel… in ogni attività ricettiva coinvolta con Unexpected Italy.

10 Crediamo nella tecnologia e nel suo potere di cambiare i comportamenti dei consumatori Utilizziamoa la tecnologia e l’intelligenza artificiale per consentire agli host di rivolgersi ad un pubblico specifico durante tutto l’anno e incoraggiarli a sostenere attivamente le piccole imprese locali. Ciò aiuta a combattere l’overtourism e ad alleviare l’impatto del turismo sulle comunità locali, incoraggiando un rapporto più armonico e vantaggioso tra turisti e gente del posto.

FLOWER VIBES AL DECÓ: UNA NOTTE DI EMOZIONI TRA LIBERTÀ, PACE, AMORE E MUSICA

BASSANO DEL GRAPPA

SABATO 2 DICEMBRE, LO STORICO LOCALE DECÓ, COMPLETAMENTE RINNOVATO, SARÀ IL PALCOSCENICO DI UN EVENTO STRAORDINARIO:

FLOWER VIBES, UN VIAGGIO EMOZIONANTE NEL CUORE DEGLI ANNI ’60, ’70 E ’80.

 

DECÓ, CELEBRE PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA NIGHTLIFE, SI TRASFORMA PER UNA NOTTE IN UN TRIBUTO AGLI ANNI D’ORO DELLA MUSICA.

 

Decó, celebre punto di riferimento per la musica e la nightlife, sarà il fulcro di un’esperienza unica che rende omaggio agli anni d’oro del rock, del pop e della disco. Il locale, recentemente sottoposto a un completo restyling, vanta un impianto audio di ultima generazione, un sistema di luci all’avanguardia e un ledwall che garantisce un’esperienza visiva straordinaria.

 

La serata inizia con una cena spettacolo a partire dalle ore 20:00, disponibile solo su prenotazione. Dalle 22:30, ingresso gratuito per coloro che desiderano vivere l’entusiasmante club experience.

 

Flower Vibes, il grandissimo show a tema Flower Power, promette un’esperienza indimenticabile con tre momenti chiave:

 

  1. Cena (dalle 20:00): Un’occasione unica per godere delle prelibatezze culinarie dello staff di “La Casa dei Gelsi” e “Tenuta Villa Peggy’s”.
  2. Show e performance (dalle 22:00): Un coinvolgente viaggio musicale attraverso i successi intramontabili degli anni ’60, ’70 e ’80.
  3. Club Experience (ingresso gratuito dalle 22:30): Una selezione musicale per rivivere i ritmi pop, rock e soul che hanno fatto ballare generazioni di appassionati.

 

Flower Vibes presterà particolare attenzione alla scenografia, al servizio bar e agli spettacoli, creando un’atmosfera unica che trasporterà gli ospiti indietro nel tempo.

 

Non si tratta solo di una selezione musicale, ma di un autentico evento a tema. Si consiglia vivamente di adottare un dress code da “figli dei fiori” per immergersi completamente nell’atmosfera suggestiva della serata.

 

Decó apre le sue porte a chi desidera rivivere i momenti nostalgici della propria adolescenza e giovinezza, ma anche ai giovani curiosi di scoprire un modo nuovo, seppur radicato nel passato, di vivere il club e di apprezzare le leggende musicali come Beatles, Janis Joplin, Rolling Stones, Bee Gees, Jefferson Airplane, e molti altri.

 

Per partecipare a Flower Vibes, è sufficiente prenotare il servizio cena dalle 20:00 o approfittare dell’ingresso libero e gratuito dalle ore 22:30.

 

 

Info:

DECÓ, Contrà Gaggion Basso 11, Bassano del Grappa, Italy, 36061

www.decoclub.it

info@decoclub.it
https://www.facebook.com/DecoBassano/

https://www.instagram.com/deco_bassano/

 

IN SETTECENTO PER IL TEATRO DI IMPRESA, FÒREMA SPEGNE 40 CANDELINE

Sold out l’evento al teatro Verdi, l’ente di formazione del sistema confindustriale festeggia il suo compleanno con un musical anni Cinquanta. Il direttore generale, Matteo Sinigaglia. “Evento emozionante, le aziende dovrebbero provare il teatro d’impresa per raccontare il proprio valore, serve anche per il team building”

 

Il Teatro Verdi di Padova completamente sold out, circa settecento persone assiepate tra loggioni e platea. Fra i presenti molti gli imprenditori e manager, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico e del volontariato, alla serata hanno partecipato anche i dipendenti ed i familiari di Fòrema. L’occasione è stata il grande evento per festeggiare i 40 anni dell’ente di formazione del sistema confindustriale.

Un progetto di teatro d’impresa condotto in collaborazione con la Compagnia Barabao Teatro di Piove di Sacco, nel Padovano, che ha impiegato decine di persone in un lavoro durato sei mesi e culminato nella serata al Teatro Verdi. Barabao è una compagnia di teatro di movimento e creazione ispirata alla pedagogia di Jacques Lecoq (metodo del Teatro di Movimento) che privilegia una modalità di lavoro corale, nella quale tutti sono attori e autori. Per questo, nel musical messo in scena i protagonisti sono i dipendenti di Fòrema, che si sono messi in discussione con questo particolare progetto di narrazione aziendale. 

Lo spettacolo “Fòrema et voilà – 40 anni di esperienza nel mondo della formazione e del lavoro” è stato pensato come una commedia musicale romantica che strizza l’occhio al mondo del musical anni ’50. Il percorso ha avuto l’obiettivo principale di raccontare non solo la storia di una società che si è evoluta nel corso dei suoi primi 40 anni ma anche e soprattutto l’impatto della stessa sull’ecosistema circostante e la sua mission. Le scenografie sono state realizzate ad hoc dall’artista Stefano Reolon, le musiche sono originali a cura di Ivan Di Noia. In scena non solo i tre componenti della Compagnia (Ivan Di Noia, Cristina Ranzato e Romina Ranzato) ma anche 20 collaboratori della squadra Fòrema in veste di attori e attrici. 

“La prima fase del percorso ha visto interviste e approfondimenti condotti dalla Compagnia stessa con alcuni “campioni” rappresentativi della società, seguita poi da una seconda, di conoscenza con la squadra che si è offerta di mettersi alla prova sul palco”, spiega Cristina Maffia, che ha curato il progetto per Fòrema. “I partecipanti hanno seguito diverse sessioni laboratoriali mettendosi in gioco con esercizi teatrali di gruppo, spazio scenico e improvvisazione. Dall’unione di queste due fasi (raccolta materiale e conoscenza delle persone e delle situazioni tipo) è nato un primo canovaccio, poi diventato una sceneggiatura vera e propria grazie non solo al processo di co-creazione con tutti i partecipanti ma anche alla guida della compagnia”.

L’occasione dell’evento teatrale è stata anche utile per fare un primo bilancio dell’anno. Per Fòrema il 2023 si appresta a chiudersi con un fatturato attorno ai sette milioni e mezzo di euro. Enormi i numeri delle ore di consulenza erogate, si stima siano circa 40 mila, mentre le persone formate superano le 27 mila fra aula e formazione online. Tra le professioni più richieste molte afferiscono all’ambito digital, da segnalare che nel corso dell’anno sono stati attivati corsi su chat gpt, sul cloud developer e per la formazione degli energy manager in azienda. Molti dei corsi si sono tenuti nella sede padovana di Fòrema, negli spazi di proprietà dove l’ente oggi eroga i propri servizi: 1.700 metri quadri nel centro direzionale “La Cittadella”, sull’asse dove si stanno localizzando le aziende più innovative del Padovano. Lo spazio è stato acquisito da poco, un investimento da 2,5 milioni di euro che garantirà all’azienda di acquisire valore e di ridare forma agli spazi operativi. 

E tra le varie offerte formative che Fòrema cercherà di valorizzare nel corso del prossimo anno ci sarà anche quella del teatro d’impresa. “Il risultato di quello che abbiamo fatto è stata un’esperienza inedita che attraverso il fil rouge della storia romantica fa incontrare a teatro le due grandi anime di Fòrema: il mondo delle aziende e quello delle persone in cerca di una nuova opportunità”, conclude il direttore generale, Matteo Sinigaglia. “Sempre più spesso, specie in occasioni speciali da ricordare, i nostri clienti ci chiedono interventi di questo tipo. Da giornate di public speaking con il linguaggio teatrale a veri  e propri progetti di Teatro d’Impresa finalizzati a celebrare traguardi e a raccontare alla collettività i valori di un’organizzazione, citiamo il caso di Rasotto Flotte ha compiuto 60 anni quest’anno e il 7 ottobre sono andati in scena con uno spettacolo dedicato. Siamo certi che il teatro di impresa possa rappresentare un ottimo metodo per raccontarsi e per creare team all’interno dell’azienda”.

 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – IL TEATRO DI IMPRESA

Il Teatro d’Impresa nasce in Canada negli anni ’90: qui in Italia è ancora scarsamente utilizzato e forse, anche per questo motivo, è ricco di potenzialità ancora da scoprire e approfondire . La metodologia mette insieme due linguaggi apparentemente agli antipodi: quello artistico del Teatro e quello concreto del mondo del business. Il connubio si presta a una serie di finalità: da quella puramente formativa a quella celebrativa (come in questo caso). La trasposizione teatrale e le dinamiche tipiche della messa in scena aiutano inoltre i partecipanti dell’organizzazione a vedere da un’altra angolazione le dinamiche vissute nel quotidiano e, spesso, anche a trovare risoluzioni o modalità di comunicazione differenti.

 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – LA STORIA DI FOREMA

Dopo la fondazione nel 1983 e le prime esperienze di servizi destinati al mondo degli industriali, la storia di Fòrema ha avuto un’accelerata negli anni Duemila con la presidenza di Giovanni Griggio. Era l’epoca dei fondi sociali europei. Allora, Griggio dovette affrontare una delle prime e importanti crisi del sistema formativo confindustriale: il passaggio al mondo del privato dopo anni di puro sostentamento pubblico, era il 2007 e gli imprenditori chiedevano ancora manager specializzati in delocalizzazione nell’est Europa e verso la Cina. A causa di un ritardo nel rifinanziamento dei fondi sociali europei, l’ente per la prima volta dovette affrontare un buco di bilancio, la rivoluzione fu entrare, tra i primi a livello nazionale, nel settore privato. Furono assunti dei commerciali, fu anche il periodo in cui nacque Fondimpresa. 

Subito dopo, al timone di Fòrema fu nominato Marino Malvestio, imprenditore nel settore degli arredamenti per strutture ospedaliere. Sei anni di presidenza, dal 2010 al 2016, ricordati per la scelta di nominare un direttore generale, Cristina Ghiringhello, capace di traghettare l’azienda verso i primi bilanci in utile, a vantaggio di Confindustria Padova. Ma anche l’avventura di Niuko e la nascita de IlCuboRosso. Per la prima volta Fòrema è riuscita in quegli anni a produrre un utile, di qualche centinaio di migliaio di euro. Tra le attività che hanno avuto più eco, va citata l’esperienza de IlCuboRosso, “spazio fisico” di 600 metri quadri per simulare, sperimentare, rielaborare nuovo know how tecnico e manageriale da trasferire al sistema delle Pmi. Due anni dopo, l’altra scelta strategica, quella di far nascere il «super-polo» confindustriale per la formazione d’impresa, primo in Italia per dimensioni, dall’unione tra Padova e Vicenza.

Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e  metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia. 

Nel corso del 2022 sono state 26.368 (+9% sul 2021) le persone che hanno seguito corsi di formazione (nel 2021 furono 24.314; +14% sul 2020). In tutto, sono state erogate 41.641 ore in corsi di vario genere, con una crescita del 7,5% sul 2021. Grazie a questi numeri, per Fòrema il 2022 si era chiuso con un fatturato a 7,7 milioni di euro, con un balzo in avanti del 10% rispetto all’anno precedente (quando si era già registrato un +12% sui 6,3 milioni del 2020).  Fòrema, che ha sede negli uffici di proprietà collocati nel centro direzionale “La Cittadella” di Padova, occupa una sessantina persone e collabora con decine di professionisti. Il consiglio direttivo è guidato dal direttore generale Matteo Sinigaglia, ed è composto da Roberto Baldo, responsabile attività finanziate, Anna Cracco, responsabile commerciale e Andrea Sanguin, responsabile amministrazione, finanza e controllo. Presidente è Enrico Del Sole.

 

Grafì festeggia 46 anni di storia con il passaggio dell’azienda alla seconda generazione

Lo storico studio di comunicazione e marketing di Resana (TV) ha formalizzato qualche giorno fa il passaggio generazionale. Felice Campagnaro passa il testimone ai figli Anita e Dario. “Pronti a nuove sfide, all’insegna del valore dell’unicità”.

RESANA (TV). Ha festeggiato 46 anni di storia con un restyling della sede aziendale. E la formalizzazione del passaggio generazionale. Si tratta dello storico studio Grafì Comunicazione, fondato da Felice Campagnaro con la moglie Gabriella Liviero nel 1977. Agenzia di marketing, digital marketing, comunicazione e casa editrice con una quindicina di lavoratori. I figli Anita e Dario Campagnaro hanno ora preso le redini dell’azienda creata quasi mezzo secolo fa dal padre. Una storia d’impresa che è anche la storia di un intero settore economico, quello della comunicazione e dell’editoria, che in questi 46 anni è cambiato radicalmente grazie alla digitalizzazione e alle nuove tecnologie.

In 46 anni di storia Grafì ha assistito oltre 4 mila aziende clienti, fornendo servizi di marketing strategico, web marketing, formazione, editoria, foto e video making, comunicazione online e offline. 3 anni fa è iniziato il percorso finalizzato al passaggio generazionale. Un percorso di ricerca, approfondimento e restyling aziendale, atto a rinnovare l’azienda. Qualche settimana fa il passaggio è stato ufficializzato: Felice e Gabriella hanno passato il testimone ai figli Anita e Dario.

“Il futuro del nostro settore è imprevedibile, ma allo stesso tempo molto sfidante – raccontano Anita e Dario Campagnaro – abbiamo voluto fare un sondaggio tra i nostri clienti per capire quali sono le loro esigenze. Il risultato che più ci ha colpito è stato che l’85% delle imprese intervistate è preoccupata dall’enorme concorrenza presente nel mercato. In un mondo così grande ed aperto come quello attuale è comprensibile. Tuttavia questo ci ha fatto riflettere sull’importanza del valore dell’unicità. Ogni azienda, ogni storia imprenditoriale è qualcosa di unico ed è questa la vera forza di un’impresa. Per questo abbiamo deciso di porre l’unicità al centro del nostro lavoro. Valorizzare l’impresa nella sua unicità, realizzare un lavoro unico per ciascuna azienda, evitando i servizi standardizzati. Come un sarto realizza un abito su misura, vogliamo fare la stessa cosa per soddisfare le esigenze dei nostri clienti. Questa è la nostra mission aziendale con cui siamo pronti ad affrontare le nuove sfide che il futuro ci riserva”.

LA STORIA DI GRAFI’

L’avventura inizia nel 1977 quando Felice apre Fotolipress, studio di progettazione per la grafica, avendo alle spalle 13 anni di esperienza in diversi studi di progettazione grafica di Padova. Decide di portarsi il lavoro a casa, come fecero molti artigiani in quel tempo. La sede aziendale è a casa sua, a Castelfranco Veneto zona borgo Padova. La moglie Gabriella Liviero lo aiuta nel lavoro. Gli strumenti su cui realizzare gli allestimenti per la stampa, i modelli grafici di libri, volantini, pieghevoli da predisporre ed inviare alle tipografie, sono realizzati su alcuni lunghi tavoloni luminescenti, su cui ci si piega per lavorare. Le immagini sono sviluppate in una camera oscura e poi incollate sui lenzuoli di progettazione in plastica trasparente necessari per ottenere la lastra di stampa. Il tutto avviene tra le mura di casa, in alcune stanze adibite ad area lavoro tra cui il salotto e il garage. È un lavoro manuale svolto con l’ausilio di alcune particolarissime apparecchiature. L’ingranditore, dispositivo ottico che consente di ingrandire un’immagine. La reprocamera, che consente di ottenere copie fotografiche di dimensione diversa rispetto all’originale, da posizionare all’interno del modello grafico in allestimento. Il bromografo, strumento utilizzato per la fotoincisione in pellicola. Si fa progettazione grafica di collane di libri, cataloghi, volumi, riviste, volantini, brochure. Nel 1980 il trasloco a Resana. La nuova casa diventa anche nuovo laboratorio e il lavoro prosegue ancora tra le mura domestiche.

È il 1989 quando Felice e Gabriella decidono di fare il grande salto. Viene realizzato l’edificio che diventerà la sede di Grafì, in via Castellana a Resana, il luogo dove ha sede ancora oggi l’azienda. Un ambiente ampio dove si può lavorare più agevolmente. L’azienda nel frattempo cresce, i collaboratori sono divenuti ormai una decina. Sono questi gli anni in cui ha inizio la rivoluzione digitaleI primi anni 90 vedono l’avvento dei primi computer Mac, macchine futuristiche che promettevano di risolvere qualsiasi problema. Ma che al momento creano qualche difficoltà, a tutti gli operatori del settore. “È stata una sfida – raccontano Felice e Gabriella – ci siamo resi conto di essere ad una svolta epocale. Molte aziende del settore hanno chiuso, perché per restare al passo coi tempi si doveva fare un salto di qualità, fare investimenti consistenti, acquistare macchinari che potessero interagire con i nuovi computer. Non ci siamo persi d’animo, gli investimenti li abbiamo fatti e abbiamo affrontato le nuove sfide con il massimo impegno”.

Arrivano le prime unità di fotoincisione digitale, il lavoro inizia a cambiare davvero. Grafì fino ai primi anni ’90 realizza la grafica della gran parte dei volantini e flyer delle discoteche del Veneto. Successivamente a metà anni 90 la voglia di esplorare nuove opportunità cresce sempre di più. Lo studio inizia a curare l’immagine di diverse imprese locali artigiane. Grafì dà un grosso impulso alla creazione del Consorzio Il Terrazzo alla Veneziana, un brand in cui confluiscono gli artigiani dei pavimenti alla veneziana. “Un settore artistico meraviglioso fatto di persone che lavorano piegate a terra e realizzano pavimenti artistici incredibili” raccontano dall’azienda. Viene realizzato ed editato il noto volume “Il Terrazzo alla Veneziana” ed il successo è tale che viene tradotto anche in lingua inglese e spedito in tutto il mondo.

Altro settore che Grafì approccia e conosce da vicino è quello della grande distribuzione organizzata (GDO) alimentare. Si progettano e realizzano campagne di comunicazione in tutto il Veneto per alcune importanti realtà del settore, compresi tutti gli accessori per i punti vendita, i pannelli espositori per i supermercati e manifesti, locandine e cartellini segnaprezzo per gli scaffali.

Grafì nel 1996 diventa casa editrice con il nome di Grafì Edizioni. Pubblica libri, di fotografia, di storia locale. Il figlio di Felice, Dario, dopo anni di esperienza su importanti agenzie di Treviso, nel 2006 entra in azienda, occupandosi degli aspetti commerciali, della vendita. Il salto di qualità avviene superando gli intermediari, andando a trovare clienti diretti cui dare il proprio supporto. Gli anni 2000 sono segnati anche da un’altra rivoluzione. L’avvento del web, e di tutto ciò che vi sta attorno. “Abbiamo compreso che quest’area sarebbe diventata la più importante – racconta Dario – ed abbiamo iniziato subito a formarci e studiare per sviluppare nuovi servizi”. Nel 2009 a questi settori si aggiunge anche l’editoria istituzionale. Viene creata È Edizioni, testata dedicata ai giornali comunali, e inizia il lavoro di redazione di notiziari per i comuni del Veneto. In 15 anni sono 550 i numeri pubblicati, con oltre 4,2 milioni di copie distribuite, e 83 i comuni con cui l’agenzia collabora.

Anita Campagnaro entra in azienda nel 2008 e negli anni successivi passa in quasi tutti i reparti dell’azienda dalla presa degli appuntamenti, alla gestione e organizzazione del reparto editoria per poi arrivare alla supervisione della stessa con la gestione completa di Grafì.