LA MECCATRONICA VENETA GUARDA ALLO SPAZIO: CARRETTA SRL ADERISCE ALLA RETE INNOVATIVA REGIONALE AIR

Con l’ingresso nella Rete Innovativa Regionale Aerospace Innovation and Research (RIR AIR), Carretta Srl compie un passo strategico nel proprio percorso di crescita e innovazione tecnologica. Forte di oltre 35 anni di esperienza nell’automazione industriale, l’azienda di Quinto di Treviso entra in un ecosistema che unisce imprese, centri di ricerca e istituzioni per sviluppare tecnologie avanzate nei settori aerospaziale e industriale. Il CEO, Renato Pavanetto: “Un’adesione che rafforza il dialogo tra ricerca applicata e industria, valorizzando competenze meccatroniche, robotica e soluzioni ad alta efficienza”

Carretta Srl ha ufficialmente aderito alla Rete Innovativa Regionale Aerospace Innovation and Research (RIR AIR), segnando un passo importante nella strategia di crescita e innovazione tecnologica dell’azienda nel settore dell’automazione industriale e della space economy. RIR AIR è un ecosistema dinamico che connette imprese, centri di ricerca e istituzioni per favorire lo sviluppo di tecnologie avanzate nei settori aerospaziale e industriale. 

Con oltre 35 anni di esperienza nell’automazione industriale, Carretta Srl opera da uno stabilimento di oltre 5.000 metri quadrati a Quinto di Treviso e dispone di competenze tecniche evolute in progettazione, integrazione di sistemi, sviluppo software e ingegneria di processo.  

Alla guida dell’azienda c’è ancora oggi la famiglia Pavanetto: i quattro fratelli Renato, Massimo, Andrea e Giancarlo condividono la titolarità di una realtà che, nata come laboratorio artigianale di quadri elettrici, è diventata nel tempo un punto di riferimento per l’ingegneria meccatronica e l’automazione industriale su misura.

Dalla progettazione meccanica ed elettrica alla programmazione software, Carretta sviluppa macchinari, impianti e sistemi robotizzati ad alta precisione per i principali settori manifatturieri, accompagnando le imprese nel percorso verso la fabbrica intelligente. Un’evoluzione costruita nel tempo anche attraverso progetti di ricerca e innovazione, come la partecipazione al programma europeo ESMERA / Horizon 2020 e lo sviluppo delle Modular Cobot Cell. Ora, i risultati del 2025 confermano un modello di crescita coerente, basato sull’integrazione tra competenze tecniche, visione industriale e attenzione alle persone. Una traiettoria che guarda al futuro dell’industria senza perdere il legame con le proprie radici, dove l’ingegno umano continua a dialogare con la precisione della macchina.

«L’ingresso di Carretta Srl nella Rete AIR rappresenta un passaggio strategico che apre nuove e concrete prospettive di collaborazione», commenta il CEO Renato Pavanetto. «L’azienda potrà mettere a disposizione della Rete il proprio know-how tecnologico, contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo di soluzioni innovative per l’industria aerospaziale e manifatturiera avanzata. In particolare, Carretta Srl porterà competenze consolidate nell’ambito dell’automazione industriale, attraverso l’impiego di tecnologie avanzate come la robotica, la visione artificiale, i sistemi IIoT e processi automatizzati ad alta efficienza, pensati per migliorare produttività, qualità e controllo dei processi. Un altro asse centrale sarà la partecipazione a progetti di Ricerca e Sviluppo collaborativa, con il coinvolgimento in iniziative nazionali ed europee e nella co-progettazione di nuove tecnologie, favorendo un dialogo continuo tra ricerca e impresa. Infine, Carretta Srl contribuirà in modo determinante ai processi di industrializzazione e trasferimento tecnologico, adattando soluzioni nate in ambito aerospaziale a contesti produttivi industriali, con l’obiettivo di generare un impatto competitivo concreto e misurabile. Una sinergia orientata a trasformare la ricerca in applicazioni operative e ad accelerare l’adozione di tecnologie d’avanguardia lungo l’intera filiera».

«Il Veneto – commenta Federico Zoppas, Presidente della RIR AIR – ha scelto di interpretare la new Space Economy non come un tema di ricerca, ma come una vera missione industriale regionale. Con oltre 100 imprese, quattro università e due centri di ricerca riuniti nella RIR AIR, stiamo costruendo un modello che trasforma competenze e tecnologie in valore industriale concreto. L’ingresso di Carretta ne è una prova tangibile: il suo know-how in meccatronica, robotica e automazione avanzata può portare all’interno del network competenze immediatamente spendibili per i progetti aerospaziali. Stiamo costruendo filiere locali integrate nelle grandi catene europee, creando occupazione qualificata e dimostrando che innovazione aerospaziale e manifattura avanzata possono dialogare, contaminarsi e generare crescita sostenibile».

Partecipare alle iniziative della Rete e dell’ecosistema regionale è un modo concreto per creare relazioni, aggiornarsi su trend tecnologici e valutare nuove collaborazioni. Tra gli eventi nei prossimi mesi si segnalano: Space Meetings Veneto 2026 a Venezia, evento internazionale focalizzato sulla space economy e sull’ecosistema dell’aerospazio, organizzato da RIR AIR. Ma anche la partecipazione alla Giornata Nazionale dello Spazio, evento istituzionale dedicato alle tecnologie spaziali e alle opportunità di mercato, con particolare attenzione ai benefici delle attività spaziali per la società e le imprese. Sul fronte delle attività formative, workshop e incontri specialistici la Rete e i partner organizzano occasioni di approfondimento sulla space economy, innovazione tecnologica e trasferimento tecnologico per il territorio (consultare il sito e la pagina LinkedIn della Rete www.rir-air.it). 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – LA STORIA DI CARRETTA

Per Carretta, azienda di Quinto di Treviso oggi sinonimo di ingegneria meccatronica avanzata, tutto comincia nel 1990, in una casa-laboratorio dove mamma Romea (che oggi ha 82 anni) realizzava cablaggi per ferri da stiro. Alla guida di Carretta Srl ci sono i quattro fratelli Renato, Massimo, Andrea e Giancarlo Pavanetto che condividono la titolarità dell’azienda. Renato, amministratore delegato, coordina la direzione generale e la strategia di sviluppo. Massimo e Andrea operano nell’area tecnico-commerciale, a contatto con clienti e partner. Giancarlo, tecnico elettrico esperto, guida le attività di officina e cablaggio.

Fondata nel 1990 come fornitore di quadri elettrici per costruttori locali di presse e cesoie, Carretta si distingue fin da subito per l’approccio ingegneristico e la capacità di leggere i trend emergenti. La prima svolta arriva a metà anni Novanta, con la gestione di assi lineari e motori brushless per applicazioni ad alte prestazioni: una rivoluzione silenziosa che apre la strada a nuovi standard nella movimentazione di materiali nei settori dell’alluminio, del legno e della plastica. Nel 2000 l’azienda introduce equipaggiamenti semi-automatici su specifiche custom, controllati da software PLC: impianti in grado di gestire operazioni complesse di presa, movimentazione e stoccaggio con tempi ridotti. Nel 2005 Carretta si specializza nelle soluzioni per il Material Handling: attrezzature automatizzate per magazzini e linee di carico-scarico progettate per ottimizzare la logistica dei grandi terzisti. 

Un passaggio chiave arriva nel 2009 con l’acquisizione di Meccanica Dima, storico fornitore di automazioni speciali per l’industria del mobile e degli elettrodomestici. L’operazione consente all’azienda di ampliare il know-how meccanico e di avviare la divisione “Plant Engineering Solutions”, che nel 2011 porta alla progettazione di impianti completi, dal concept alla produzione. Nel 2014 nascono le Prototype Machinery, foratrici ad alta tecnologia con 552 mandrini verticali per lavorazioni di precisione su legno e compositi. Nel 2015 è la volta delle Laser Technology Machinery per la foratura laser di top acustici decorativi, e del primo sistema di Mixed Case Palletizing, in grado di comporre pallet misti automatizzati per la grande distribuzione. Dal 2016 al 2018 Carretta accelera nel campo della robotica High Tech: celle di carico con pinze custom, robot delta ad alta velocità e sistemi di visione 3D per il random bin picking. 

Parallelamente, nel 2017, l’azienda avvia una startup innovativa nell’ambito della circular economy premiata a livello europeo per la capacità di trasformare fanghi di depurazione in energia e biomateriali: un passo deciso verso l’open innovation e la collaborazione con il mondo accademico. Con la partecipazione al progetto europeo ESMERA / Horizon 2020 e lo sviluppo delle Modular Cobot Cell nel 2020, Carretta consolida il proprio ruolo di laboratorio d’innovazione applicata. 

Oggi Carretta fattura circa sei milioni di euro. Nei suoi 5.000 metri quadrati di sedi operative tra Quinto di Treviso e Riese Pio X, lavora una cinquantina di tecnici specializzati tra personale assunto e consulenti (progettisti meccanici, elettrici, programmatori PLC e installatori), impegnati nello sviluppo di oltre 700 commesse l’anno. 

US Medoacus e San Domenico Calcio entrano nella famiglia del Calcio Padova

Le società US Medoacus asd e San Domenico Calcio sono liete di annunciare l’adesione al progetto “Affiliate – Grow with Us” del Calcio Padova a partire da settembre 2025. Si tratta di un accordo importante che unisce la tradizione e i valori del calcio delle realtà patronali di Selvazzano – da sempre presenti sul territorio – con la struttura e la visione tecnica di una società professionistica storica come il Calcio Padova. L’obiettivo condiviso è crescere insieme, mettendo al centro l’educazione sportiva, il divertimento dei ragazzi e l’aggregazione delle famiglie, in piena sintonia con l’etica e lo spirito originario dello sport.

Grazie a questa affiliazione, i nostri giovani calciatori della US Medoacus asd e del San Domenico potranno beneficiare di programmi di allenamento e formazione targati Calcio Padova. Allenatori qualificati del settore giovanile biancoscudato collaboreranno con il nostro staff tecnico, organizzando sedute formative sul campo e corsi di aggiornamento. I ragazzi avranno così l’opportunità di migliorare le proprie capacità tecniche in un ambiente stimolante, senza perdere di vista i veri valori del gioco: fair play, rispetto e passione. Particolare attenzione sarà rivolta alle esigenze di bambini, ragazzi e famiglie, affinché ciascun atleta possa crescere in un contesto sano e inclusivo. La partnership mira infatti a recuperare l’autentica dimensione etica e “di patronato” del calcio: quella in cui lo sport è prima di tutto formazione e comunità. Allo stesso tempo, questo accordo creerà un legame più stretto con la società biancoscudata, alimentando un senso di appartenenza e fidelizzazione verso i colori del Padova in tutto il nostro territorio.

«Per la società Medoacus la collaborazione con il San Domenico è un momento di orgoglio e di grande entusiasmo – commenta Elena De Franceschi, presidente della US Medoacus asd  – Da sempre crediamo nei valori educativi dello sport e nel lavoro sul campo con i ragazzi. Entrare a far parte della famiglia del Calcio Padova ci permette di rafforzare questa missione: potremo offrire ai nostri giovani atleti esperienze uniche, mantenendo vivo lo spirito del calcio di oratorio che ci contraddistingue. Vedere i bambini allenarsi con il sorriso, fianco a fianco con i metodi e i colori biancoscudati, sarà la conferma più bella che stiamo crescendo insieme, senza dimenticare le nostre radici».

Soddisfazione e visione condivisa anche da parte del club professionistico patavino. Lorenzo Bedin, responsabile scouting del settore giovanile e responsabile tecnico affiliate del Calcio Padova, sottolinea infatti l’importanza di questo legame: «Siamo felici di accogliere le società US Medoacus asd e San Domenico nel nostro progetto affiliate. Queste società rappresentano una realtà virtuosa, legata ai valori autentici del calcio giovanile e al territorio. Per il Calcio Padova è fondamentale recuperare l’anima etica e popolare dello sport, quella che nasce nei campi parrocchiali e negli oratori, dove i ragazzi crescono divertendosi e imparando. Insieme costruiremo un percorso di crescita tecnica e umana: supporteremo gli allenatori con la nostra esperienza e daremo ai giovani calciatori l’opportunità di sentirsi parte della famiglia biancoscudata. Crediamo che da questa collaborazione possano nascere non solo futuri atleti, ma soprattutto bravi cittadini e tifosi appassionati, rafforzando il legame tra il Padova e la comunità locale».

L’affiliazione verrà presentata ufficialmente lunedì 22 settembre alle ore 18:30 presso il campo sportivo parrocchiale della Chiesa di Selvazzano, in occasione di un evento aperto a tutti i tesserati, alle loro famiglie e alla cittadinanza. Saranno presenti, tra gli altri, la presidente della US Medoacus asd  Elena De Franceschi e il responsabile del progetto affiliate Lorenzo Bedin, che illustreranno i dettagli della partnership e i programmi in serbo per la nuova stagione. Vi aspettiamo numerosi per celebrare insieme questo nuovo capitolo, all’insegna della passione biancoscudata e dei sani valori di sempre.

Parteasy accelera: 500 auto dirette già operative, oltre 30 tour attivi e nuove città al via. L’app che ti riporta a casa dopo una serata decolla in tutta Italia

Dopo il boom in Veneto, Parteasy si prepara a conquistare l’Italia. La tech company fondata dai fratelli Bedin e nata per collegare utenti e Ncc (noleggio con conducente) attraverso un’App semplice, intuitiva e perfettamente allineata alle nuove norme stradali ora è operativa nelle principali città italiane: da Napoli e la Costiera a Palermo e Catania, fino a Milano, Roma e il Veneto. L’app è già scaricabile su tutti gli store digitali e presto le stesse funzionalità saranno disponibili anche nella web app. Intanto, cresce l’adesione dei driver privati: Parteasy è pronta a rivoluzionare l’intero mercato del trasporto su misura.

Vicenza è stata solo l’inizio. Oggi Parteasy, la prima app italiana che collega in tempo reale utenti e driver Ncc anche fuori dai grandi centri urbani, è pronta a conquistare il resto del Paese. A pochi mesi dal suo debutto ufficiale, la piattaforma conta già oltre 500 auto dirette operative e più di 30 tour attivati all’interno della app, in costante aggiornamento. Un’offerta ampia e in rapida espansione che copre ormai tutte le principali città italiane: da Napoli e la Costiera amalfitana, a Palermo e Catania, passando per Roma, Milano e l’intera area del Veneto.
La crescita non si ferma qui. L’azienda sta infatti per rilasciare un importante aggiornamento anche per la web app, che permetterà agli utenti di prenotare un driver come già avviene nella versione mobile. Una spinta ulteriore per favorire l’adozione tra le fasce di pubblico meno avvezze agli store digitali, ma ugualmente interessate a muoversi in sicurezza, senza rinunciare alla libertà di una serata con gli amici. Parteasy è già disponibile su App Store e Google Play, con nuove funzionalità in rollout continuo. Il futuro della mobilità sicura è iniziato.
E parte dalla piattaforma, nata da un’intuizione dei fratelli vicentini Davide e Mattia Bedin, che sta ricevendo forti interessi anche da investitori e operatori del settore. “Il mercato del trasporto privato fuori dalle grandi città era bloccato, e oggi Parteasy offre finalmente una soluzione reale, veloce e conveniente”, spiegano i founder. “Le richieste da tutta Italia dimostrano che la domanda è forte e diffusa. A Vicenza abbiamo dimostrato che il modello funziona: ora tocca al resto del Paese”.
Parteasy non è solo un’App, ma un modello scalabile che punta a digitalizzare il mondo degli Ncc in Italia, un settore che – secondo dati recentemente pubblicati da Wired – conta oltre 127.000 licenze contro poco meno di 29.000 taxi, con una concentrazione impressionante soprattutto in Veneto. La piattaforma consente ai driver di ricevere richieste mirate, aumentare le corse e offrire un servizio su misura, in particolare per locali, eventi, festival e serate a rischio per chi consuma alcolici.
La App è gratuita per l’utente finale, che può selezionare il proprio driver, visionare l’offerta, scegliere un’esperienza o semplicemente prenotare un passaggio per rientrare a casa in sicurezza; molti attivi sono ad esempio i transfer aeroportuali. “Crediamo che guidare dopo aver bevuto debba diventare impensabile – concludono i founder – e Parteasy è la soluzione più moderna e semplice per evitare rischi, multe e tragedie”.
«Parteasy nasce da un bisogno reale e quotidiano: potersi spostare in sicurezza, soprattutto la sera, senza dover rinunciare a una cena, un evento o un’esperienza per paura di non poter rientrare a casa”, spiegano i fratelli Davide e Mattia Bedin, fondatori di Parteasy. “In molte città italiane, specialmente fuori dai grandi centri, il trasporto privato è ancora un privilegio difficile da gestire: i taxi sono pochi, gli Ncc poco accessibili, e la digitalizzazione praticamente inesistente. Noi abbiamo voluto rompere questo schema. Oggi Parteasy collega l’utente direttamente con l’Ncc più vicino, con semplicità, trasparenza e costi chiari. Stiamo digitalizzando un intero settore e dando finalmente ai conducenti una piattaforma seria, che valorizza il loro lavoro, e agli utenti uno strumento che migliora concretamente la vita. La nostra missione è culturale prima ancora che tecnologica: rendere impensabile mettersi alla guida dopo aver bevuto e offrire una soluzione alternativa credibile. Parteasy non è solo un’app, è una rivoluzione del modo di vivere la mobilità».

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

COME FUNZIONA PARTEASY
Si è arrivati al test dopo anni di lavoro. Nel corso dell’ultimo triennio sono state sviluppate la piattaforma web e il business model: l’app è gratuita per gli utenti e ci saranno dei particolari protocolli di adesione per gli Ncc. Per sondare il mercato, sono stati realizzati incontri tra Roma, Genova, Vicenza e Venezia. Non solo, è arrivato anche uno speciale finanziamento da Invitalia dedicato alle imprese che propongono idee innovative sul mercato. Il potenziale è enorme. Esistono delle applicazioni interne al mondo degli Ncc, ma nessuna fino ad oggi lavora su un pubblico mirato e precisamente targettizzato. Di fatto, è un mercato che non è ancora stato digitalizzato e dove altri modelli internazionali non riescono a diventare dominanti, anche perché non garantiscono agli Ncc dei valori minimi per il viaggio. Entrando nel dettaglio, l’utente di Parteasy può navigare nell’App, scegliere il locale dove andare a chiedere ad un Ncc convenzionato di venirlo a prendere e di riportarlo a casa. A prezzi spesso migliori rispetto ai tassisti normali, ma questo dipende dall’offerta del momento. “La nostra generazione è più consapevole di quelle precedenti sui temi della sicurezza stradale: patente, serenità, comodità e comunità vanno di pari passo”, spiegano Davide e Mattia Bedin. “Crediamo anche che serva massima attenzione da parte degli organizzatori di eventi nel fornire un servizio in linea con i tempi, che preveda il trasporto, considerato che esperienze di questo genere già esistono all’estero.È necessario contribuire alla digitalizzazione del settore degli Ncc”.

GLI NCC IN VENETO E IN ITALIA
In una recente indagine, la testata giornalistica Wired è riuscita a collegare svariati database nazionali ed è arrivata alla conclusione che i taxi in Italia sono 28.604 e gli Ncc 127.508, ovvero più del quadruplo delle auto bianche. Incrociando banche dati connesse al registro informatico pubblico nazionale delle imprese titolari di licenza per il servizio taxi e noleggio con conducente (Ncc) si è scoperto che in Veneto le licenze Ncc superano di gran lunga quelle dei taxi: 9.864 contro 827. In pratica, ci sono più di 10 ncc rispetto a ogni tassista. Va precisato che nell’analisi dei dati si ipotizza che sia residuale il numero di tassisti che dopo aver ottenuto una licenza che li vincola ad esercitare in un comune si siano trasferiti fuori provincia. Entrando nel dettaglio delle singole province, a Verona il record dei taxisti (247, contro 1761 ncc), a Venezia ci sono 225 taxisti (1421 ncc), a Padova 183 auto bianche e 1690 autisti privati, a Vicenza 66 taxisti e 1800 ncc, a Treviso 64 taxisti e 2242 ncc; chiudono la classifica Belluno (23 taxi e 497 ncc) e Rovigo (rispettivamente 19 e 453).

Elvia98 salva-pedoni, l’appello dell’inventore Marangoni al ministro Salvini

Oggi primo Novembre 2024, in questa triste e mesta ricorrenza il mio pensiero è rivolto alle tante e troppe vittime della strada.

In particolare modo la mia attenzione è rivolta ai pedoni, in particolar modo ai più piccoli – bambini che attraversano la strada per entrare e uscire da scuola – ed agli anziani – i soggetti più deboli anche perché lenti nei movimenti e nei riflessi -, che si trovano in balia del traffico delle nostre città e delle manovre spesso spericolate delle nostre autovetture.

La soluzione è ormai tragica: solo nel nostro Paese si registra il decesso di un pedone ogni 14 ore.

E queste continue morti comportano un elevatissimo costo: circa 17,6 miliardi di euro all’anno.

Ho sempre creduto che una delle più grandi cause di questi incidenti, spesso mortali, consista nel vuoto normativo e tecnologico nelle regole della strada: oggi noi abbiamo le strisce pedonali e i pedoni sono chiamati a mettersi in strada pensando di avere il diritto di passare o, comunque, ad utilizzare il buon senso, dovendo così nei fatti interpretare le intenzioni degli autisti dei veicoli che stanno sopraggiungendo in prossimità delle strisce: l’autista si fermerà? Rispetterà la segnaletica orizzontale? Lo sguardo dell’autista è vigile e attento o assente e distratto? E non sempre il pedone, che non può essere un veggente, coglie correttamente le intenzioni dell’autista, e ciò con le nefaste conseguenze di cui sopra!

Continua la conclusione della lettera all’ Ecc.mo Presidente Sergio Mattarella.

E allegate più volte Raccomandate R/R alle Autorità competenti per la sicurezza, al Ministero dello Sviluppo Economico.

Vorrei quindi Sig. Matteo Salvini portare ora ELVIA98 alla Sua cortese Attenzione per poter condividere la mia idea con tutti, per il bene della collettività e non certo per il mio tornaconto.

Con questa mia lettera le chiedo quindi di far vagliare al nostro apparato ministeriale la bontà della mia scoperta e porre in essere quello che sarà l’uso migliore della stessa, anche adeguando la normativa del Codice della Strada e rimuovendo così il vuoto normativo in essere.

Io sono sempre pronto e disponibile a condividere ELVIA98 con la collettività e a studiare con chiunque mi voglia ascoltare le migliori applicazioni del detto SEGNALE INDISPENSABILE SALVAVITA PEDONI per incrementare e prevenire una reale sicurezza intesa visibile e credibile senza ombre di dubbio pericolo.

La saluto cordialmente

Inventore Angiolino Marangoni.  

 

Elvia98 salva-pedoni, l’appello dell’inventore Marangoni al Presidente Mattarella

Ecc.mo Presidente della Repubblica,

Sono Angiolino Marangoni un inventore con 33 brevetti nel mio carnet.

La mia passione è per quello che non esiste, per quello che va creato e che soprattutto possa essere non una soluzione utile, ma possibilmente indispensabile a tutela della vita.

Da anni il mio pensiero è rivolto alle tante e troppe vittime della strada.

In particolare la mia attenzione è rivolta ai pedoni, in particolar modo ai più piccoli — bambini che attraversano la strada per entrare e uscire da scuola — ed agli anziani — i soggetti più deboli anche perché lenti nei movimenti e nei riflessi -, che si trovano in balia del traffico delle nostre città e delle manovre spesso spericolate delle nostre autovetture.

La soluzione è ormai tragica: solo nel nostro Paese si registra il decesso di un pedone ogni quattordici ore.

E queste continue morti comportano anche un elevatissimo costo: circa 17,6 miliardi di euro all’anno. Ho sempre creduto che una delle più grandi cause di questi incidenti, spesso mortali, consista nel vuoto normativo e tecnologico nelle regole della strada: oggi noi abbiamo le strisce pedonali e i pedoni sono chiamati a mettersi in strada pensando di avere il diritto di passare o, comunque, ad utilizzare il buon senso, dovendo così nei fatti interpretare le intenzioni deli autisti dei veicoli che stanno sopraggiungendo in prossimità delle strisce: l’autista si fermerà? Rispetterà la segnaletica orizzontale? Lo sguardo deII’autista è vigile e attento o assente e distratto?

E non sempre il pedone, che non può essere un veggente, coglie correttamente le intenzioni deII’autista, e ciò con le nefaste conseguenze di cui sopra!

Tuttavia gli incidenti sono molto meno frequenti in presenza di segnaletica semaforica, ovvero al cospetto di un sistema di luci che non lascia spazio all’interpretazione della volontà altrui: il verde vale per tutti come segnale di passaggio ed il rosso come segnale di arresto!

Sulla base di questo ragionamento mi sono chiesto se fosse possibile dotare i veicoli stessi di un segnale chiaro che potesse indicare senza tema di smentita quello che sarebbe stato il comportamento deIl’autista in prossimità degli attraversamenti pedonali; in altre parole, mi sono chiesto se come esiste un segnale luminoso che indica la direzione che un autoveicolo intende intraprendere (la cd. Freccia) non possa anche esistere un segnale luminoso che potesse indicare ‘scientificamente’ ai pedoni la certa volontà deII’autista di fermarsi o meno agli attraversamenti pedonali? Ed ancora: un siffatto segnale può essere esteso anche ad indicare alle autovetture che seguono l’intenzione delI’autista di fermarsi in prossimità delle strisce pedonali alla presenza di pedoni in attraversamento, così da evitare gli infausti sorpassi delle macchine ferme sulle strisce? Da questi miei continui pensieri sin dall‘anno “2013” ho inventato #ELVIA98, acronimo di ’Efficace, Luminoso, Verde, Indispensabile e Automatico che riporta alla mia mente il nome di Mia Mamma Elvia, venuta a mancare all’età di 98 anni nel “2014” .

E queste sono le caratteristiche della mia invenzione:

*EFFICACE: come testato su strada i pedoni attraversano sicuri e consapevoli del comportamento deII’autovettura in prossimità delle strisce, così come le autovetture che seguono alla vista del segnale luminoso si fermano nella consapevolezza dell’arresto del veicolo che precede per consentire l’attraversamento pedonale;

*LUMINOSO: la scoperta consiste in un sistema di luci verdi anteriore (con la scritta a led “SALVAVITA PEDONI”) e posteriore (con la scritta a led “OSTACOLI PERICOLO”);

*VERDE: il colore verde è stato scelto per contraddistinguere il segnale dagli altri indicatori luminosi presenti sulla strada, dai lampeggianti delle forze dell’ordine, dai segnali di frenata, dagli indicatori di direzione, ecc.; il verde sarebbe il colore “SOLO” del segnale di arresto degli autoveicoli in prossimità delle strisce;

“INDISPENSABILE: non c’è più tempo da attèndere, anzi siamo già in ritardo per tutte le morti che si sono già verificate per la mancanza nella nostra tecnologia e nella nostra legislazione al riguardo ed è indispensabile agire con °ELVIA98;

*AUTOMATICO: il segnale luminoso è collegato al sistema frenante dell’autoveicolo e si accende in via automatica e sincronizzata all’atto di frenare: non si può scegliere e decidere, e quindi se del caso dimenticarsi: se freno e mi fermo in prossimità delle strisce il segnale luminoso si accende automaticamente e il pedone sa con certezza di poter attraversare (in senso opposto: se il pedone non vede il segnale luminoso sa con certezza di NON poter attraversare!).

/fELVlA98 peraltro nella sua semplicità ed immediatezza potrebbe essere anche facilmente insegnata ai bambini sin daIl’asiIo; sarebbe facile infondere l’educazione stradale ai primi pedoni della nostra società, nonché ai soggetti più deboli che affollano le nostre strade. I bambini capirebbero immediatamente l’intuitivo ‘ordine’ sotteso a #ELVIA98: con la Iuce verde che proviene dalI’autovettura davanti a me attraverso, senza Iuce verde rimango fermo, come ai semafori!

Sin dal lontano “2013” ho brevettato la mia scoperta e più volte con la pubblicità e con la corrispondenza ho provato a portare la mia idea all’attenzione della cittadinanza, delle forze dell’ordine, dei politici e delle amministrazioni locali, ma tanto più #ELVIA98 veniva apprezzata da tutti gli individui tanto meno veniva ascoltata dalle istituzioni!

Vorrei quindi Signor Presidente portare ora #ELVIA98 alla Sua cortese Attenzione per poter condividere la mia idea con tutti, per il bene della collettività e non certo per il mio tornaconto: io sono pronto a mettere a disposizione °ELVIA98 (avendo già pagato l’undicesima tassa del brevetto in scadenza il 30-11-2023;) di chiunque voglia aiutarmi ad aiutare la Società ad evitare di dover registrare un decesso ogni quattordici ore!

Con questa mia Iettera Le chiedo quindi di far vagliare al nostro apparato ministeriale la bontà della mia scoperta e porre in essere quello che sarà l’uso migliore della stessa, anche adeguando la normativa del Codice della Strada e rimuovendo così il vuoto normativo in essere.

Io sono sempre pronto e disponibile a condividere #ELVIA98 con la collettività e a studiare con chiunque mi voglia ascoltare le migliori applicazioni del detto macchinario per incrementare e prevenire la sicurezza stradale.

La ringrazio per I’attenzione che ha dedicato alle mie poche righe, certo che Lei si adopererà come sempre valorosamente fatto in questi anni al bene della nostra Società.

TREKKING PRIMAVERILI CON DOLOMITI CALU DI MASTERS

Gli escursionisti esperti sanno che la scelta dell’equipaggiamento può fare la differenza durante i trekking, le passeggiate in montagna, sia in bassa che in alta quota. Ed è proprio in questo scenario che masters presenta il bastone da trekking DOLOMITI CALU®. Concepito per gli avventurosi e chi ama sfidare i confini della natura, questo bastone incarna l’eccellenza e la versatilità. La sua struttura, composta da tre sezioni di alluminio di prima qualità rivestite con la fibra di carbonio, garantisce una leggerezza impareggiabile, una resistenza che sfida i venti e una flessibilità che si adatta ad ogni terreno. Ma non è solo una questione di materiali di alta gamma: è anche una questione di design intelligente e attenzione ai dettagli. Il bastone DOLOMITI CALU® è dotato della manopola Palmo, accompagnata da un passamano leggero e confortevole al tatto. La fibbia consente una regolazione precisa e personalizzata per ogni escursionista. L’innovativo sistema di chiusura Wing Lock è la chiave per un’esperienza senza intoppi: facile da utilizzare, garantisce una regolazione rapida e sicura del bastone, permettendo di concentrarsi solo sul cammino. E se mai dovesse servire un piccolo aggiustamento, il sistema Tip-Top del supporto in tungsteno è pronto a rispondere con efficienza e affidabilità.

Con dimensioni pensate per la praticità e il comfort, il bastone si piega a ogni esigenza: chiuso misura 66 centimetri, mentre la sua massima estensione raggiunge i 135 centimetri. E nonostante la sua straordinaria leggerezza, il bastone DOLOMITI CALU® è pronto a sostenere ogni passo con soli 213 grammi di peso. Ma non finisce qui: perché quando si tratta di affrontare i sentieri più impegnativi, ogni dettaglio conta. Ecco perché il bastone DOLOMITI CALU® arriva completo di un paio di rotelle dal diametro di 85 millimetri, pronte a guidare l’escursionista attraverso ogni avventura con stabilità e sicurezza. Il bastone DOLOMITI CALU® è pronto a farti vivere un’esperienza senza precedenti, passo dopo passo.

Prezzo: 118,95 euro



A proposito di Masters:

Nel 1977 a Bassano del Grappa Renato Zaltron dà vita ad un’azienda che produce per conto terzi componenti e accessori per bastoncini da sci, per crescere in produttività fino a diventare una delle realtà più importanti nel settore outdoor e dello sci, con presenza in oltre 40 paesi e la produzione di oltre un milione di bastoncini all’anno, ai quali si aggiungono le produzioni personalizzate per importanti brand mondiali. Un’azienda simbolo del Made in Italy, che coniuga ricerca, innovazione e una forte responsabilità sociale d’impresa, oltre all’attenzione per l’ambiente.



FRESCHI E PROTETTI CON COLUMBIA

Columbia Sportswear lancia la collezione “Cool and Protected”, per mantenere il corpo fresco e protetto durante le attività estive.

A causa dei mesi estivi che diventano sempre più caldi e dei raggi UVA e UVB nocivi per la nostra pelle, è necessario adottare misure adeguate nel proteggersi, senza rinunciare alle attività outdoor, essenziali per il nostro benessere fisico e mentale. Bisogna bere molta acqua, scegliere gli orari meno caldi della giornata per uscire e utilizzare abbigliamento dotato di tecnologie specifiche per rimanere freschi e protetti dal sole.

Per l’estate 2024 Columbia Sportswear lancia la collezione “Cool and Protected”, progettata per garantire una difesa completa dal calore. Le tecnologie brevettate più importanti presenti in questa collezione sono: Omni- Freeze™ Zero Ice e l’innovativa Omni-Shade™ Broad Spectrum Air Flow, per una schermatura solare che dura tutto il giorno.

PROTECTED

OMNI-SHADE™ BROAD SPECTRUM: Proteggersi dal sole è fondamentale. La tecnologia Omni-Shade™ Broad Spectrum di Columbia, lanciata lo scorso anno, offre uno scudo avanzato contro i raggi UV nocivi. Questa tecnologia non solo blocca i raggi UVA e UVB, ma fa da scudo anche per i raggi infrarossi, riducendo così il rischio di danni alla pelle. I prodotti che hanno questa tecnologia combinano una costruzione a trama fitta, filati assorbenti UV e materiali riflettenti per una schermatura solare superiore.

OMNI-SHADE™ BROAD SPECTRUM AIR FLOW: Omni-Shade Broad Spectrum Air Flow è la tecnologia realizzata per una maggiore ventilazione e protezione solare. Con una costruzione specifica del tessuto, permette una migliore circolazione dell’aria, allontanando l’umidità e il calore.

Summit Valley™ Technical Hoodie

La felpa con cappuccio Summit Valley™ Technical Hoodie della collezione “Cool and Protected” è lo strato ideale per le avventure estive. Dotata di UPF50 e con proprietà anti-sudore, offre un’ottima protezione solare, mentre il tessuto antiodore mantiene il corpo fresco durante le attività. Oltre alla tecnologia Omni-Shade™ Broad Spectrum Air Flow, la Summit Valley Technical Hoodie presenta la tecnologia traspirante Omni-Wick™, che allontana l’umidità dalla pelle e la disperde sulla superficie del tessuto, per una rapida evaporazione. Un must-have tecnico, pratico e versatile da portare sempre con te.

Prezzo: 70,00 euro

Disponibilità colori: W: Sage Leaf Popflorid, White, Juicy M: Spicy, Sage Leaf, Skyler

COOL

OMNI-FREEZE™ ZERO ICE: Columbia presenta Omni-Freeze Zero Ice, una tecnologia progettata per garantire freschezza a chi la indossa tutto il giorno.

Il tessuto in questo caso si attiva al tocco con la pelle per combattere il calore, mentre il suo design efficace, ne migliora la gestione dell’umidità, per una freschezza duratura.

Cirque River™ Technical T-Shirt

La t-shirt Cirque River™ Technical della collezione “Cool and Protected” rappresenta quel capo essenziale da avere nell’armadio per le proprie avventure estive. Questa t-shirt è caratterizzata dalla tecnologia Omni- Freeze Zero Ice, progettata per garantire freschezza a chi la indossa tutto il giorno. Inoltre, grazie alla presenza della tecnologia Omni-Wick™ questa intrappola e neutralizza gli odori, allontanando l’umidità dalla pelle e disperdendola sulla superficie del tessuto per una rapida evaporazione.

Una t-shirt pratica e versatile, per rimanere fresco e protetto tutto il giorno senza rinunciare mai all’attività.

Prezzo: 60,00 euro

Disponibilità colori: W: Sage Leaf, Eve, Black M: Dark Mountain Skyler, Spicy, Black

Il cappello protettivo Bora Bora™ II Booney completa l’outfit della collezione “Cool and Protected” di Columbia. Ispirato alla fondatrice di Columbia, Gert Boyle, questo cappello è il compagno perfetto per escursioni e backpacking.

Grazie alla tecnologia Omni-Shade™ UPF 50 e il suo bordo da 3 pollici, il cappello offre una schermatura solare completa, mentre la tecnologia Omni-Wick™ garantisce freschezza e gestione dell’umidità.

Prezzo: 32,00 euro

Disponibilità colori: Black, Spice, Sage, Grill, Collegiate Navy, Fossil, Whyte, Flint Grey, Spray, City Grey, Light Camel, Canteen, Canteen, Safari

Informazioni su Columbia

Columbia, marchio di punta della Columbia Sportswear Company di Portland, Oregon, crea abbigliamento, calzature, accessori e attrezzature innovative per gli appassionati di outdoor dal 1938. Columbia è diventato un marchio leader a livello mondiale incanalando la passione per la vita all’aria aperta e lo spirito innovativo in tecnologie e prodotti performanti che mantengono le persone calde, asciutte, fresche e protette tutto l’anno.

Per saperne di più, visitare il sito web dell’azienda all’indirizzo: www.columbiasportswear.it


SCOPRI LA COLLEZIONE S24 ICONS DI COLUMBIA



Per ogni nuova stagione, Columbia Sportswear presenta una collezione chiamata Icons che richiama i luoghi iconici del Pacifico, dove il brand ha origine. Per la primavera/estate ’24, la collezione si ispira al Silver Falls State Park, celebrando le sue magiche cascate e i suoi boschi. Con sentieri incredibili come il famoso Ten Falls Hike, questo parco è riconosciuto come un vero paradiso per gli amanti delle escursioni.

La collezione trae ispirazione principalmente dai colori blu e verde, con tocchi di bianco e rosa e grafiche che rappresentano il bosco e le cascate. I prodotti di punta della collezione Icons sono il pile sherpa Helvetia e le giacche a vento, come la Riptide™ Windbreaker.

Giacca Anorak Riptide™

La giacca Anorak Riptide™ della collezione Icons di Columbia, disponibile sia per uomo che donna, è realizzata in nylon ripstop ed è perfetta per affrontare un meteo variabile e a tratti instabile. Grazie al suo tessuto leggero si può ripiegare all’interno della tasca e riporre comodamente nello zaino. Inoltre, questa giacca è caratterizzata dalla tecnologia Omni-Shield™ che respinge acqua e sporco, ha una chiusura centrale con cerniera a metà lunghezza, tasche scaldamani con cerniera, polsini elasticizzati e orlo inferiore regolabile con cordoncino. Ideale per le escursioni e per un uso casual, questa giacca è un must-have per questa estate.

Prezzo: 100,00 euro

Pantaloni Riptide™

I pantaloni Riptide™ della collezione Icons di Columbia, disponibili sia per uomo che donna, sono realizzati in nylon ripstop e, grazie alla tecnologia brevettata Omni- Shield™, permettono di affrontare il meteo senza preoccupazioni, garantendo idrorepellenza e resistenza alle macchie. Perfetti per escursioni giornaliere e dal look casual, offrono praticità e protezione. Inoltre, si possono comodamente ripiegare in una tasca, per portarli sempre nello zaino. La vita elasticizzata, il girovita regolabile con coulisse e le tasche scaldamani con cerniera, rendono i pantaloni Riptide™ ideali per chi vuole un pantalone estivo dal design versatile che garantisca comfort e funzionalità.

Prezzo: 90,00 euro

Pile Riptide™

Tra i prodotti di punta della collezione Icons per la primavera 2024, il pile Riptide™ è realizzato con tre diversi tessuti differenti, per assicurare un comfort ottimale e un look pratico e dallo stile vintage. Tra le caratteristiche tecniche, il fondo regolabile con cordoncino e bordatura stretch offre una vestibilità flessibile e adattabile, mentre le pratiche tasche con cerniera assicurano lo spazio necessario per riporre piccoli oggetti essenziali.

Prezzo: 90,00 euro

Trek™ 18L

Lo zaino Trek 18L di Columbia è uno zaino unisex e versatile, ideale per un utilizzo casual tutti i giorni. Compatto e spazioso, è caratterizzato da una parte posteriore imbottita in schiuma che assicura comfort e sostegno, mentre la tasca porta borraccia e la tasca esterna con cerniera offrono praticità e accesso facilitato agli oggetti essenziali. Questo zaino è la scelta perfetta per chi cerca versatilità e comodità in un formato compatto, da utilizzare sia in città sia per le avventure outdoor.

Prezzo: 50,00

La collezione Icons si completa con una linea di abbigliamento e accessori con la stessa palette di colori e stampe, come la giacca a vento Challenger™, il pile Helvetia™ Half Snap e il guscio IBEX™ II disponibile in versione uomo. In aggiunta una serie di cappelli da abbinare, come il tradizionale Bora Bora™ Retro Booney (35,00 euro) e diverse attrezzature, disponibili in versioni a blocchi di colore e stampa.

Giacca a vento Challanger (70,00 euro) – Helvetia™ Half Snap (65,00 euro) – Bora Bora™ Retro Booney (35,00 euro)

Informazioni su Columbia

Columbia, marchio di punta della Columbia Sportswear Company di Portland, Oregon, crea abbigliamento, calzature, accessori e attrezzature innovative per gli appassionati di outdoor dal 1938. Columbia è diventato un marchio leader a livello mondiale incanalando la passione per la vita all’aria aperta e lo spirito innovativo in tecnologie e prodotti performanti che mantengono le persone calde, asciutte, fresche e protette tutto l’anno.

Per saperne di più, visitare il sito web dell’azienda all’indirizzo: www.columbiasportswear.it



VENTI MILIONI DI ITALIANI A RISCHIO CALVIZIE, CAPELLI FOR YOU LANCIA LE NUOVE PROTESI CAPILLARI

Una rete di 440 parrucchieri in tutta Italia, summit a Roma il prossimo 24 giugno per studiare le tecniche contro calvizie e alopecia. Protesi capillari che non si vedono, il settore è in crescita: fatturato a 5 milioni per l’azienda di Arezzo. I fondatori, Simone Fratini e David Prozzo: “Aiutiamo chi è ammalato e chi semplicemente vuole piacersi di più”

Tra i 15 e i 20 milioni di italiani perdono i capelli per patologie del cuoio capelluto, malattie o per fattori ereditari. Per il sesso maschile, a 30 anni la caduta riguarda mediamente il 30% della popolazione, a 50 anni il 50%, a 70 anni l’80%.  L’alopecia, cioè la progressiva perdita dei capelli, non colpisce solo gli uomini. Oggi, infatti, sono circa 4 milioni le donne italiane che convivono con questo problema, circa il 13% della popolazione femminile. Si tratta principalmente dell’alopecia androgenetica, più comunemente diffusa tra gli uomini: ne soffre complessivamente il 39% della popolazione maschile e all’età di 50 anni interessa almeno la metà degli uomini ed il 30% delle donne.

Tra chi soffriva di questi problemi, nel 2010, c’era anche Simone Fratini, un fiorentino che oggi ha 53 anni. Era stato nelle cliniche di Cesare Ragazzi, ma non aveva amato la sensazione di “curarsi” come se fosse in ospedale. Per questo motivo ha deciso di fondare assieme al socio David Prozzo, 50enne originario di Arezzo, “Capelli For You”. A sostenerli fin dall’inizio la moglie di Simone, l’attrice romana Barbara De Rossi, che oggi è testimonial per l’azienda. 

La loro idea è partita dall’abolizione delle parrucche e dal fatto che era giusto accogliere le persone in un ambiente non “ospedaliero”, ma collegato alla bellezza, come quello dei saloni di parrucchieri. Hanno quindi ideato e progetto la loro linea di protesi capillari “quinta dimensione”, che propongono oggi in varie tipologie di capelli; le protesi sono anallergiche e traspiranti. 

“Noi creiamo benessere psicologico e fisico nelle persone, permettendo loro di avere una capigliatura sana e forte, fatta di capelli veri”, spiega Fratini. “Si tratta di protesi che vengono fatte aderire sul cuoio capelluto in modo assolutamente invisibile. Il cliente sceglie i propri capelli dal proprio affiliato di fiducia, che valuterà tutti i parametri necessari per creare una protesi su misura dopo una consulenza molto profonda e personalizzata. Poi la vita prosegue normalmente: si può nuotare in mare o lavarsi i capelli come se nulla fosse, serve solo un controllo mensile”.

Il feedback dei clienti è stato ottimo, sono migliaia le persone all’anno che si avvicinano all’azienda, in tutto hanno potuto riavere i capelli circa ventimila persone. L’azienda è in forte crescita: lo scorso anno il fatturato è stato di 4 milioni di euro, quest’anno si avvia ai 5 milioni. I dipendenti sono una ventina e il business ha una media di sviluppo del 30% all’anno. La sede è in uno spazio da 1.600 metri quadri in provincia di Arezzo, precisamente a Terranuova Bracciolini.

Va detto che l’azienda, oggi, è tra le pochissime ad avere la certificazione come dispositivo medico di Classe 1, firmata dal Ministero della Salute; infatti, per mezzo di un certificato medico ASL, si ha la possibilità di acquistare la protesi con l’IVA al 4% e di portarla in detrazione al 19% come spesa medica. Inoltre, in caso di chemioterapia, è possibile usufruire anche di alcuni contributi regionali. 

I servizi di Capelli For You vengono distribuiti da una rete di 440 parrucchieri in tutta Italia, che sono dei consulenti formati per gestire le protesi capillari che in media costano da meno di mille euro (uomini) a circa millecinquecento (donne) e vanno sostituite dopo una decina di mesi. 

Il prossimo 24 giugno a Roma è previsto un summit nazionale della rete di franchising di Capelli for You, nel quale vengono premiati i migliori affiliati. Non solo: sarà presentata anche un’importante novità legata al mondo delle protesi.

“Negli ultimi anni abbiamo notato un aumento delle richieste da parte delle donne, forse anche a causa di qualche cambiamento ambientale”, conclude Fratini. “Nelle donne la perdita di capelli comporta ripercussioni psicologiche ben più gravi, legate alla percezione di un danno considerevole alla propria immagine. Chi ne soffre prova un profondo disagio con ripercussioni negative psicologiche e sociali. Affrontiamo spesso situazioni di disagio personale molto grave, come nel caso dei malati oncologici. La nostra sfida è quella di rendere più belle le persone, ma soprattutto più serene nell’accettarsi”. 


GIORNATA MONDIALE DEL POMODORO, CHEF CIRO LANCIA LA PIZZA AI TRE POMODORI

Lo chef napoletano che lavora a Brescia onora l’ingrediente principe della pizza con una sua personale creazione: la pizza divisa in tre parti coi pomodori simbolo dell’integrazione tra Nord, Centro e Sud Italia. Lo chef Di Maio: “Amo il pomodoro è l’anima della pizza, rosso come il cuore”. I tre pomodori scelti sono quelli classici della tradizione: il San Marzano dell’agro sarnese-nocerino, il datterino siciliano e il pomodorino giallo campano del Piennolo. Ecco perchè il pomodoro fa bene

Il 15 giugno è la giornata mondiale del pomodoro. Un frutto (sì, è un frutto e non una verdura come alcuni credono: contiene semi al suo interno e cresce dal fiore della pianta) che è al centro di moltissime preparazioni culinarie, tra queste la pizza. 

I pomodori sono un’eccellente fonte di luteina, vitamina C e licopene (che si attiva con la cottura), i quali sono potenti antiossidanti, che proteggono contro la formazione di radicali liberi e quindi contro malattie degenerative come lo sviluppo delle cataratte e la degenerazione maculare. Il pomodoro è considerato utile nella prevenzione del cancro del colon per il suo alto contenuto di beta carotene; e del cancro alla prostata. Non solo. Le fibre, il potassio, la vitamina C e la colina contenuti nei pomodori, sono riconosciuti alleati della salute cardiovascolare. Ancora, l’acido folico previene la formazione di un eccesso di omocisteina nel corpo umano, che interferisce con la produzione di serotonina, dopamina e noradrenalina, che sono gli ormoni responsabili del senso di benessere e che regolano l’umore, il sonno e l’appetito.

Probabilmente nessuno ci pensa, quando mangia un pomodoro, ma i suoi effetti sulla salute sono davvero importanti. Per questo, in occasione della giornata mondiale del pomodoro, chef Ciro di Maio ha deciso di proporre una pizza particolare, divisa in tre parti, con sopra tre pomodori che rappresentano l’unione e l’inclusione tra gli stili culinari. I tre pomodori scelti sono quelli classici della tradizione: il San Marzano dell’agro sarnese-nocerino, il datterino siciliano per la sua sapidità e il pomodorino giallo campano del Piennolo per la sua dolcezza.

“Amo il pomodoro, lo considero uno dei pilastri fondamentali della mia dieta e per questo lo propongo, in svariati modi, in quasi tutte le mie ricette”, spiega Di Maio. “Il pomodoro è rosso come il cuore, è il simbolo stesso della pizza, assieme ovviamente alla mozzarella con cui si sposa. Per questo ho deciso di fermarmi un attimo e di pensare ad una creazione che potesse onorarlo. Da qui nasce l’idea della pizza coi tre pomodori, che poi è anche un tentativo di unione e pace in un momento storico di forte divisione, anche in Italia”.

Ricordiamo che Ciro Di Maio nasce a Frattamaggiore, un comune del Napoletano, nel 1990. Mamma casalinga, papà dal passato burrascoso. Nel 2015, la svolta: trova un lavoro da pizzaiolo per una grossa catena in Lombardia, poi riesce a rilevare quella pizzeria assieme a sei soci, infine diventa titolare unico. È così che è iniziata l’avventura “San Ciro”, il suo locale che oggi impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina.

Per chi volesse assaggiare la ricetta di Ciro, il suo locale, “San Ciro” si trova a Brescia (vicino al multisala Oz, in via Sorbanella) che oggi è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina. Un locale amato perché rappresenta la tradizione napoletana, a partire dagli ingredienti: olio dop, mozzarella di bufala campana dop, pomodorino del Piennolo, ricotta di bufala omogeneizzata e porchetta di Ariccia Igp. 

SCHEDA SAN CIRO Ciro Di Maio nasce a Frattamaggiore, un comune del Napoletano, nel 1990. Mamma casalinga, papà dal passato burrascoso. Le sue prime esperienze nel lavoro sono a 14 anni, poi si iscrive all’Alberghiero, ma a 18 anni lascia gli studi e inizia a lavorare.  Nel 2015, la svolta: trova un lavoro da pizzaiolo per una grossa catena in Lombardia, poi riesce a rilevare quella pizzeria assieme a sei soci, infine diventa titolare unico. È così che è iniziata l’avventura “San Ciro”, il suo locale a Brescia (vicino al multisala Oz, in via Sorbanella) che oggi impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina. Un locale amato perché rappresenta la tradizione napoletana, a partire dagli ingredienti: olio dop, mozzarella di bufala campana dop, pomodorino del Piennolo, ricotta di bufala omogeneizzata e porchetta di Ariccia Igp. Fondamentale è la pasta: ogni giorno viene scelto il livello esatto di idratazione, in base all’umidità di giornata. In menù ha la pizza verace, ma anche il battilocchio, la pizza fatta da un impasto fritto nell’olio bollente e subito servito avvolto in carta paglia. Le pizze sono tutte diverse, sono fatte artigianalmente. Ciro lo ripete spesso. “Mi piace tirare le orecchie alle pizze, ognuna ha il suo carattere e deve mostrarlo, odio le pizze perfettamente rotonde e se c’è più pomodoro da una parte rispetto ad un’altra è perché usiamo pomodori veri”. Molti i vip che lo amano, le pareti del suo ristorante sono piene di fotografie. Tra le altre anche Eva Henger, che è stata a cucinare pizze una sera da lui. Senza dimenticare i giocatori del Brescia Calcio e del Germani Brescia, che quando possono, anche dopo le partite, lo passano a salutare. Ciro ama le iniziative benefiche. Oltre al lavoro in carcere per formare i detenuti a diventar pizzaioli, Ciro si è dedicato anche alla formazione nel Rione Sanità di Napoli, un quartiere che gli ricorda la strada in cui è cresciuto, via Rossini a Frattamaggiore. L’istituto che ha accolto il suo progetto è stato l’Istituto alberghiero D’Este Caracciolo, ha portato a termine delle lezioni online a dei ragazzi che seguono l’indirizzo enogastronomico e l’indirizzo sala e accoglienza.