3DZ, IL SALONE DELLE MERAVIGLIE DEL 3D A CASTELFRANCO VENETO

Giovedì 14 ottobre l’azienda che ha realizzato il gigantesco David all’Expo di Dubai ospita un evento unico, una full immersion nel mondo della stampa e della scansione 3D. Dai sondini per microchip agli accessori per le auto di alta gamma, le testimonianze di 13 aziende. L’amministratore delegato di 3DZ, Andrea Simeoni: “Incentivi fiscali e vantaggi sui competitor, ecco perché la stampa 3D è il futuro dell’industria 4.0”

 

Giovedì 14 ottobre 3DZ apre le porte del suo headquarter di Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, per ospitare la terza edizione del Salone del 3D. Si tratta di uno show room organizzato come una fiera, saranno messe in mostra le più evolute stampanti del settore che creano componenti industriali e oggetti dalle linee affascinanti. Il tutto accompagnato da tavole rotonde e approfondimenti. 

3DZ, che opera nel settore nella vendita dei più prestigiosi brand mondiali di stampanti e scanner 3D, è nota anche per aver stampato in 3D il David di Michelangelo in dimensioni reali, una scultura di sei metri, che rappresenta l’arte italiana all’Expo di Dubai. L’azienda, per realizzare tale opera maestosa, ha collaborato con un team tutto italiano di ricercatori, guidato dalla professoressa Grazia Tucci del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Firenze, insieme alla Galleria dell’Accademia di Firenze, il Ministero dei Beni Culturali e Turismo e il Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai.

 

“Questo è un momento storico per la stampa 3D, la crescita di interesse sul settore è enorme”, dichiara l’amministratore delegato di 3DZ, Andrea Simeoni. “La virtuosità del 3D nella prototipizzazione è nota da anni, adesso le tecnologie permettono gli utilizzi più innovativi e la produzione di pezzi finali. Senza dimenticare che ci sono interessanti agevolazioni fiscali per l’industria 4.0. Le imprese che investono nelle stampanti 3D sono quelle a maggior tasso di crescita, ne parleremo in uno speech durante la giornata del Salone del 3D per avvicinare gli addetti ai lavori alle ultime innovazioni”. 

Ricco il calendario degli appuntamenti, previsti una dozzina di approfondimenti sull’uso delle stampanti e degli scanner 3D. Interverranno testimonial e partner, nonché i più grandi brand come 3D Systems, Markforged, Formlabs, Nexa3D e Artec3D. L’evento è aperto al pubblico (iscrizione obbligatoria su www.3dz.it, necessario il green pass), ma è principalmente rivolto alle aziende, in particolare a imprenditori,  responsabili tecnici, responsabili di produzione, R&D manager, progettisti tecnici, project manager, specialisti di additive manufacturing, designer e altri operatori aziendali. 

Focus di questa edizione sono le applicazioni delle tecnologie 3D con la testimonianza in prima persona di aziende che le utilizzano per la prototipazione, il reverse engineering, l’attrezzaggio, la ricambistica, il metal replacement e la produzione di parti finali. 

Tra le più interessanti novità proposte, lo speech su “la stampa 3D: una risposta unica alle molteplici sfide del ciclo produttivo” nel quale si racconterà un nuovo processo produttivo: dall’engineering alla produzione di pezzi iconici con l’additive manufacturing. Alberto Gatto e Leonardo Genovese di Novation Tech spiegheranno come la loro azienda utilizza la manifattura additiva per realizzare prototipi, attrezzature meccaniche ma anche produzione di piccole serie customizzate. Novation Tech è specializzata nella produzione di componenti in carbonio, fibra di vetro e altri materiali evoluti prevalentemente destinati al comparto automobilistico di alta gamma, con un innovativo reparto interamente dedicato alla stampa 3D.

Interessante anche l’analisi sull’utilizzo dell’additive manufacturing in pezzi dalle dimensioni minime, sarà raccontata infatti l’esperienza di Telit, azienda di riferimento nella tecnologia di interscambio dati e telecomunicazioni, specializzata nel wireless machine to machine. Marco Stracuzzi spiegherà come grazie alla stampa 3D sia possibile creare le attrezzature per inserire un oggetto minuscolo come un sondino di test per microchip. I tecnici di laboratorio di Telit hanno testato la resistenza delle parti stampate in 3D alle più varie condizioni ambientali di temperature e umidità.

Ci sarà infine un focus sull’importanza della stampa 3D nel R&D e nello sviluppo di un nuovo prodotto con l’esempio di Dab Pumps (progetta e produce sistemi di pompaggio ad uso residenziale, civile, industriale ed agricolo) nella realizzazione di giranti per pompe a immersione: gli ingeneri di Dab Pumps possono eseguire i test di fluidodinamica sui pezzi già dopo poche ore grazie alla prototipazione con stampa 3D nella fase iniziale del processo di sviluppo.  

Per info e iscrizioni www.3dz.it 

 

SCHEDE

IL PROGRAMMA COMPLETO 

Ore 9.30-10.30 e 14.00-15.00 si parlerà della sfida della produzione conto terzi in tirature medio-basse: come ti aiuta la stampa 3D (testimonianza Fidema); alla stessa fascia d’orario, invece, la scansione 3D per il reverse engineering di sedie e poltrone di design (F.lli Rossetto). Dalle 10 alle 11 si affronterà la stampa 3D per la realizzazione di attrezzature di produzione: l’esempio di Eureka. Dalle 10.00 alle 11.00 e poi dalle 14.30 alle 15.30 “L’industria 4.0: nuovi incentivi fiscali 2022 per l’acquisto di una stampante 3D”. Ore 10.30-11.30 e 15.00-16.00: “L’additive manufacturing per la prototipazione: il caso Asem”; ed anche “I vantaggi della stampa 3D a metallo: DZ Metalcolor”. “La stampa 3D, una risposta unica alle molteplici sfide del ciclo produttivo: l’esempio di Novation Tech” se ne parlerà dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 16.30; agli stessi orari: “Può la stampa 3d essere un’opportunità per gli imprenditori oggi? Come la stampa 3D ti permette di affrontare le sfide nel mercato moderno”. Ore 11.30-12.30 focus sul settore occhialeria con la testimonianza di Pinoptik. Ore 11.30-12.30 e ore 16.00-17.00: “La stampa 3D per le attrezzature di produzione di precisione: il caso Telit”. Ore 12.00-13.00 e ore 16.30-17.30: “L’importanza della stampa 3D nel R&D e nello sviluppo di un nuovo prodotto: il racconto di Dab Pumps”; alla stessa fascia oraria anche il tema: “Dalla polvere alle prestazioni” trattato da Zeiss. E infine, dalle ore 14.30 alle 15.30 si parlerà della produzione di pezzi finali in pochi minuti con la stampante Nexa3D.

 

3DZ COMPANY PROFILE

A Castelfranco Veneto ci sono i leader nella consulenza sull’adozione della stampa 3D nelle imprese e nella vendita dei più prestigiosi brand mondiali di stampanti e scanner 3D: l’azienda è la “3DZ”, fondata nel 2011. Una realtà che ha raggiunto una dimensione globale con l’apertura di 13 filiali tra Italia, Europa e Middle East, capace di servire 2.400 clienti con 1.600 stampanti 3D installate, oltre a scanner e software 3D. Si tratta di prodotti molto tecnici, per questo il gruppo, che oggi si basa su un centinaio di dipendenti, ha come fiore all’occhiello la professionalità dei suoi 33 tecnici specializzati nella gestione di stampanti 3D che operano nel territorio e nei più svariati settori: industriale, meccanico, aerospaziale, automotive, beni culturali, dentale, formazione, gioielleria e medicale. L’headquarter è in via dei Pini 32, due piani dove le ultime tecnologie in ambito di stampanti 3D sono ospitate su 2.500 metri quadri, una sorta di enorme show room dove si possono vedere all’opera le ultime stampanti 3D prodotte nel mondo, da quelle di dimensioni desktop a quelle che hanno quasi le misure di un’automobile; e poi spazi espositivi di pezzi realizzati che rendono lo show room una sorta di expo delle novità su tutti i miracoli della fabbricazione additiva. 

 

TORRE UNIPOLSAI DI MILANO, IL “NIDO VERTICALE” IN ACCIAIO ZINCATO A PORDENONE

Oltre mille tonnellate di acciaio lavorate nella Zincheria B&B di Bordignon Group, che ha sede principale nel Vicentino. L’amministratore delegato, Walter Bordignon: “Orgogliosi di aver partecipato a questo progetto. La zincatura a caldo sempre più al centro delle maxi opere”

 

La Torre UnipolSai è un grattacielo in costruzione nel quartiere di Porta Nuova all’incrocio tra via Melchiorre Gioia e via Fratelli Castiglioni. L’opera è sotto i riflettori da mesi, cambierà per sempre lo skyline di Milano. I lavori sono iniziati nel 2017 con le palificazioni delle fondamenta. La torre comprenderà 23 piani fuori terra e 3 piani interrati, una superficie totale di 33.000 metri quadrati e una altezza complessiva di 126 metri. Il grattacielo avrà una struttura a X, che ricorda un nido; i materiali utilizzati per la costruzione saranno vetro, legno e acciaio. 

Il rivestimento della struttura in acciaio è realizzato dall’azienda trevigiana Maeg costruzioni SpA. Ma per rendere perfetta ed eterna la struttura, si è deciso di zincare l’intera struttura reticolare esterna. Si tratta di 1.100 tonnellate di acciaio che sono state lavorate nello stabilimento di Montereale Valcellina (Pordenone) della Bordignon Group, la Zincheria B&B; i lavori sono stati possibili grazie ad una enorme vasca della lunghezza di 16 metri, larga un metro e mezzo e profonda 3,2 metri dove è stato possibile inserire i singoli pezzi della struttura in acciaio, che poi sono stati montati sul posto.

“Siamo orgogliosi di partecipare alla realizzazione di questa opera che rappresenta una delle strutture più all’avanguardia in Italia e in Europa”, dice Walter Bordignon, amministratore delegato di Bordignon Group. Il Gruppo, che ha sede principale a Rosà, nel Vicentino, fattura 39 milioni di euro e impiega quasi 300 persone capaci di zincare a caldo oltre 100 mila tonnellate all’anno grazie alla vasca di zincatura più grande d’Europa, costruita nel 2014 per megastrutture come ponti autostradali e ferroviari. 

“Noi abbiamo lavorato per realizzare la facciata continua della torre, proteggendo mediante zincatura a caldo l’involucro della costruzione in calcestruzzo, che somiglia come forma ad un nido di uccello: sarà poi la struttura che reggerà le vetrate”, spiega ancora Bordignon. “È una struttura in acciaio zincato a caldo, lavorato a griglia diagonale senza colonne di sostegno, un reticolo di elementi tubolari che sono stati saldati sul posto senza nessun bullone che, una volta concluso, sarà una sorta di pelle per l’edificio”.

Non è peraltro la prima volta che Bordignon Group incide sullo skyline di Milano. La torre Gioia 22, soprannominata «Scheggia di Vetro», è un grattacielo che nella propria anima strutturale avrà acciaio zincato nel Vicentino, un edificio noto per essere orientato al green con oltre seimila metri quadri di pannelli fotovoltaici e una riduzione dell’emissione di anidride carbonica di 2.260 tonnellate rispetto all’edificio precedente.

“E’ la conferma ulteriore che la zincatura a caldo è un sistema perfetto per creare opere eterne”, conclude Bordignon. “Per questo stiamo lavorando da anni per cambiare le norme e permetterne l’utilizzo anche sui ponti stradali e ferroviari, aumentando il loro ciclo di vita e minimizzando i disagi creati dalle interruzioni per lavori di manutenzione. Molto c’è ancora da fare, ma il futuro delle maxi opere è nella zincatura a caldo”.

 

LA STORIA DI BORDIGNON GROUP Fondata nel 1972 a Rosà, la Zincheria Valbrenta, che oggi fa parte del Bordignon Goup, si estende su un’area di 50 mila metri quadri, con una superficie coperta di 12.000. Nel 1993 il gruppo acquisisce la Zincheria Se.Ca di Ala in provincia di Trento (azienda galvanica attiva dal 1980). Nel 2005 viene fondata DMW Logistic Srl, azienda di trasporti funzionale alle attività aziendali che oggi si basa sul lavoro di sette mezzi. Nel 2012 viene fondata la Zincheria SA a Bucarest, in Romania: il nuovo stabilimento occupa un’area di 25 mila metri quadrati, di cui 5.200 dedicati alla linea di produzione. Nel 2020 è stata acquisita in Friuli Venezia Giulia Zincheria B&B, un’azienda nata nel 1983, a Montereale Valcellina, in provincia di Pordenone che si sviluppa in un’area di 150.000 metri quadri, di cui 7.000 completamenti coperti. L’azienda è in possesso di una vasca della lunghezza di 16 metri, larga un metro e mezzo e profonda 3,2 metri. Grazie all’ultima acquisizione, Bordignon Group oggi ha una capacità produttiva, nei quattro impianti, di 20 mila tonnellate al mese di acciaio zincato a caldo. Il gruppo dà lavoro a circa 300 persone e vanta una rete commerciale che copre tutta l’Europa centro-orientale e un fatturato che oggi ha raggiunto i 45 milioni di euro (in crescita del 26% sul 2019).

LA RICERCA La zincatura a caldo non ha ancora applicazioni in Italia nel campo dei ponti stradali e ferroviari. Il motivo è la mancanza di studi specifici sul comportamento a fatica di dettagli strutturali zincati a caldo per immersione. Per questo motivo Bordignon Group ha incaricato un team di studiosi di portare avanti campagne di indagini sperimentali per analizzare il comportamento sotto carichi ciclici dei particolari strutturali più comuni nei ponti di acciaio. Iniziati prima con l’Università di Trento e poi proseguiti con quella di Padova, gli studi proseguono da dieci anni e sono stati portati avanti da due vicentini, ex docenti dell’Università di Padova, l’ingegner Francesco Mutignani e dal collega Filippo Berto, che oggi insegna al dipartimento di ingegneria meccanica e industriale dell’università di scienza e tecnologia Ntnu, in Norvegia. Si aprono quindi scenari interessanti per gli addetti ai lavori, ma anche per gli enti pubblici. Recentemente è stato fatto il primo passo: all’interno della normativa EN1090, che regola progettazione e costruzione delle strutture metalliche, sono stati introdotti in modo chiaro i coefficienti di attrito per i giunti zincati a caldo, permettendo a progettisti ed ingegneri l’utilizzo di questa soluzione. L’impiego della zincatura a caldo sulle strutture metalliche può garantire valori di protezione alla corrosione sensibilmente superiori a quelli della maggior parte dei cicli di verniciatura.

 

AL VIA IL CONCORSO CREATIVITY START UP DELL’ANNO, PREMI PER OLTRE 50 MILA EURO

Aperte le candidature per il premio dedicato a tutti i creativi d’Italia lanciato da Treviso Creativity Week 2021. Il founder Gianpaolo Pezzato: “Cerchiamo idee innovative per lo sviluppo del territorio in una logica di circular economy.” La finalissima venerdì 5 novembre nella sede della Provincia di Treviso

 

Dopo il successo di adesioni della scorsa edizione, Innovation Future School, promotrice della Treviso Creativity Week (dal 2 al 7 novembre 2021), rilancia il “Premio Creativity Start Up dell’anno” per trovare le migliori idee e soluzioni innovative che possano apportare un beneficio significativo e che sia riconducibile ad uno o più dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Grazie ad una autorevole rete di partnership nel settore dell’innovazione, quest’anno i premi ammontano ad oltre 50 mila euro. Il founder Gianpaolo Pezzato: “Il Premio rivolto alle start up è uno dei cavalli di battaglia della Treviso Creativity Week perché porta alla luce le idee e le visioni dei migliori talenti del nostro Paese capaci di dare un vero valore aggiunto alla nostra economia territoriale. La creatività è targata Italia”. 

 

Le categorie a cui candidarsi sono le tre F del Made in Italy (Fashion, Food and Forniture), Social Innovation, Mobilità, Turismo & Cultura. Al concorso possono partecipare le neoimprese di tutta Italia avviate al massimo entro 6 mesi dalla data di pubblicazione del bando, i progetti d’impresa i cui promotori intendono collocare una sede operativa in territorio nazionale e quelli in cui almeno uno dei promotori vi è nato o domiciliato. Per la candidatura gli aspiranti startupper devono inviare il file di presentazione a: startup@trevisocreativityweek.it. Le candidature devono pervenire entro le ore 24.00 di 22 ottobre 2021. Entro venerdì 29 ottobre una giuria tecnica selezionerà le dieci startup finaliste del premio che saranno chiamate ad esporre i propri servizi e prodotti nella finalissima della mattina del 5 novembre dalle ore 9.00 alle 11.00 presso l’auditorium della Provincia di Treviso. 

 

Il primo classificato conquista il premio IMPACTHUB, un percorso di mentorship personalizzata presso la sede di Impact Hub Milano. Grazie al coinvolgimento di un team dedicato, il vincitore sarà supportato nella fase di lancio della startup, con un particolare focus sul tema dell’accelerazione d’impresa e dei Business Angel. Tra i premi speciali, c’è “A4W – Angels For Women” alla startup con team al femminile o a forte impatto sulla questione di genere, il “premio” LABOMAR , alla startup che avrà proposto una soluzione/idea particolarmente interessante ed innovativa nel miglioramento del Benessere delle persone, il premio “YARIX”, alla startup che proporrà una soluzione particolarmente innovativa nell’ambito del settore della ciber security ed il premio “Sellalab” alla startup che proporrà una soluzione particolarmente innovativa nell’ambito del settore digital. Come ad ogni edizione della Treviso Creativity Week non manca la partecipazione attiva del pubblico che potrà votare i dieci progetti finalisti sulle pagine Social del festival e proclamare così il vincitore “popolare”.

POLÌ PRESENTA L’ALGORITMO PER LA CREMA PERFETTA

La ricercatrice bresciana Barbara Poli annuncia la nascita della crema realizzata scientificamente in base al film idrolipidico della pelle di ognuno. “L’ho chiamata OH!, è la rivoluzione democratica del beauty. Ogni donna a casa potrà crearsi il trattamento personale dopo essersi fatta da sola il test”. L’idea sarà presentata alla Experience Lab di Esxence, la fiera dei profumieri artistici

 

Tutto sta nel trovare la crema perfetta per il film idrolipidico della pelle. Detta in altri modi: tutti dovremmo sapere esattamente conoscere la nostra pelle, così da utilizzare una crema da pelle secca, mista o grassa. Per la beauty routine è fondamentale, ma spesso si va ad intuito.

La risposta scientifica al dilemma arriva dal Bresciano, precisamente da Barbara Poli. Scienziata, manager, profonda conoscitrice della chimica e visionaria delle beauty experience, ha fondato la Polí – Scientific Beauty a Muscoline. È lei a presentare l’algoritmo che ha elaborato in sette anni di studi, un calcolo matematico che parte da una strumentazione scientifica che analizza la pelle e finisce con un composto di sostanze personalizzato che si adatta perfettamente ad ogni persona.  Un test che non si basa sullo stress ossidativo, spesso fallace perché collegato all’invecchiamento della pelle, bensì sull’analisi dell’idratazione oggettiva. 

“Abbiamo definito l’esistenza di cinque skin type differenti, in base alla tipologia di pelle”, spiega Poli. “Dopo, abbiamo progettato un algoritmo che definisce gli elementi che servono alla pelle in base alla sua percentuale di lipidi e di sostanze idratanti. Una volta definito il valore esatto, consegniamo due boccettine di “siero crema” dai quali prendere quattro gocce per trasformarli nel prodotto personalizzato. La crema così creata può essere usata di mattino e di sera, ma il suo utilizzo può essere esteso a tutta la beauty routine, perché può fungere anche da siero, contorno occhi, maschera e scrub”.

L’innovazione che propone Polí – Scientific Beauty si chiama “OH!” ed è stata selezionata per la Experience Lab, fiera dedicata alle creme all’interno di Esxence, la fiera dei profumieri artistici alla quale parteciperanno, nella prossima edizione del marzo 2022, solo 40 aziende selezionate da una severa giuria. Due creme da miscelare a gocce e lo strumento per realizzare lo skintest, il futuro della beauty routine passa da qui, usando due boccettine (che Poli ha ribattezzato di “siero crema”) dalle quali prendere quattro gocce che, unite, diventano la tua crema personalizzata. 

È questo l’ultimo risultato di una vita, quella di Poli, spesa a formulare la miglior crema secondo quattro principi. Perché dopo i sette anni spesi ad elaborare l’algoritmo, ce ne sono voluti altri 13 di test per portarlo alla sua perfezione. “Innanzitutto garantisco la concentrazione efficace d’uso”, dice. “Investo per garantire in ogni prodotto la presenza di principio attivo nella quantità che assicura la massima efficacia, il principio attivo è fondamentale. Poi utilizzo solo materie sebosimili, ossia con sostanze già presenti nella pelle: ciò garantisce assorbimento perfetto e il fatto che già durante un normale ciclo di crescita cellulare di 28 giorni si possano vedere i primi risultati. I profumi sono poi tutti senza allergeni. Infine, la sicurezza è totale: ho la qualifica di valutatrice della sicurezza nella cosmetica. Scelgo io le materie prime, so che non posso mettere a rischio la salute dei miei clienti”. 

Va infine evidenziata l’anima green di Polí – Scientific Beauty, che da sempre ama l’essenza, investe in qualità e combatte gli sprechi: per questo non investe in packaging costosi. Questa scelta permette a Polí di presentare prodotti di alta cosmesi a prezzi accessibili e di sposare una politica di eco-sostenibilità, evitando perciò lo spreco di materiali per la realizzazione di astucci o confezioni non necessarie. “Il mio fine ultimo è democratizzare la cosmetica”, conclude Poli. 

SCHEDA ALGORITMO Il tutto è basato sullo studio accurato del film idrolipidico, quello strato sottilissimo composto di acqua e sostanze oleose che riveste la pelle e la protegge naturalmente dalle aggressioni esterne. Quando si perde l’equilibrio fra queste sostanze, per ripristinarlo si deve per prima cosa scoprire quale tipo di sostanza dobbiamo reintegrare e in quale percentuale. L’apparente semplicità di questo metodo è frutto di uno studio iniziato da Barbara Poli, titolare di  Polí – Scientific Beauty, nel 2000, che è stato poi sviluppato e perfezionato grazie alla collaborazione di oltre 100 fra spa, beauty center, farmacie, profumerie, centri di medicina e chirurgia estetica. I prodotti delle linee Polí FEEL e TOUCH sono divisi in SKIN TYPE (0-1-2-3-4) cioè in cinque tipologie, ognuna delle quali è caratterizzata da determinate sostanze in concentrazioni adeguate. Informazioni su www.policosmesi.it

SCHEDA BARBARA POLI Dopo aver conseguito la laurea in chimica nel 1996, Barbara Poli decide di trasferirsi in Spagna dove, in qualità di ricercatrice presso l’Università Autonoma di Madrid, matura esperienza nella sintesi delle molecole organiche. Tornata in Italia, nel 2000 consegue la specializzazione in Scienza e Tecnologia Cosmetiche ed è chiamata a svolgere l’attività di valutatore della sicurezza dei prodotti di bellezza per conto di importanti industrie cosmetiche. Dopo un’importante esperienza come direttrice tecnica di un’azienda farmaceutica, matura l’idea di creare un’azienda innovativa, ispirata ai valori che da sempre le stanno a cuore. Per questo motivo, nel 2007, dopo aver frequentato un master in Gestione della Piccola e Media Impresa, decide di dar vita nel Bresciano a Polí – Scientific Beauty.

Laureato a Torino il più giovane ingegnere del Politecnico, soli 21 anni.

Si è laureato il 20 luglio scorso il più giovane ingegnere del Politecnico di Torino. 21 anni Roberto Nicola Sollazzo si è laureato in Ingegneria gestionale con tutti gli esami passati al primo appello. Una grande soddisfazione per il giovane appassionato di musica conosciuto nel web come produttore e cantautore con il nome di Soldy (link in fondo pagina)

 

(24-09-2021) Roberto Nicola Sollazzo ex allievo dell’Istituto scientifico Avogrado di Torino, a 21 anni si è laureato in Ingeneria con una tesi dal titolo: “Tecnologia e innovazione: I treni a levitazione magnetica”, relatore la Prof.ssa Rossella Arrigo.

Nella tesi vengono illustrati i materiali usati per la costruzione e la manutenzione dei treni a levitazione magnetica, uno dei mezzi di trasporto più efficienti, innovativi e affascinanti dal punto di vista ingegneristico. Particolare approfondimento viene fatto su Hyperloop, il progetto ideato da Elon Musk e poi ceduto all’italiano Bibop G. Gresta che vanta una sofisticata tecnologia per il trasporto ad altissima velocità (600 Km orari) di merci e passeggeri all’interno di tubi a bassa pressione in cui le varie capsule sono spinte da motori lineari a induzione e compressori d’aria.

Il giovanissimo Roberto, vincitore di borsa di studio in tutti gli anni di frequenza, ha ricevuto oltre 250 proposte di lavoro arrivatogli nelle prime ore subito dopo la pubblicazione dell’avvenuta laurea da parte del portale del Politecnico. Ad oggi Roberto ha scelto di proseguire gli studi per la laurea magistrale e di accettare la proposta di Accenture Spa per uno stage impegnativo e renumerato. (Accenture Spa è l’unica società al mondo in grado di integrare end to end strategia, innovazione e tecnologia, ed è una delle maggiori aziende al mondo che opera nel settore della consulenza direzionale e dei servizi tecnologici. Il gruppo, le cui origini risalgono agli anni ’50, è attivo in oltre 120 Paesi)
Roberto, come nel suo carattere è pronto per questa nuova sfida, lavorare e studiare per raggiungere il prossimo obiettivo nel minor tempo possibile.

https://www.youtube.com/watch?v=Nr6id5-g-8A&ab_channel=Soldy
https://www.youtube.com/watch?v=yse26XmvDS0&ab_channel=Soldy

L’azienda milanese Zenyth lancia il “GP-Check”, il primo sistema automatico di lettura Green Pass (QR) senza operatore

ll sistema studiato da Zenyth (GP-CHECK) permette agli esercenti di semplificare tutte le procedure all’ingresso di ristoranti, alberghi, negozi, palestre, esercizi commerciali di ogni tipo.

(05-08-2021) L’azienda milanese Zenyth S.r.l., specializzata in tecnologia e sviluppo nuove soluzioni audio-video professionali tra cui totem, video-wall e display touch, ha prodotto il primo dispositivo automatico in Italia per la lettura del certificato Green Pass senza operatore. Si tratta di “GP-Check”, un dispositivo da banco molto simile ad un Tablet dotato di una base di supporto con sistema di lettura integrato che evidenzia con un “OK welcome” la corretta lettura del Green Pass.

Il prodotto è già commercializzato e fioccano le prime prenotazioni per far fronte all’estensione del green pass. Il device studiato dall’azienda possiede anche un blocco “anti-furbetto” per evitare che il green pass possa essere scambiato tra componenti dello stesso gruppo e funziona automaticamente, senza quindi bisogno di un operatore che (come oggi accade utilizzando l’app per la scansione del Qr Code) deve attivare e verificare la lettura del pass.

“Sulla app del ministero compaiono inoltre nome, cognome e data di nascita della persona – ha spiegato il Ceo di Zenyth S.r.l. Andrea Porcina – noi abbiamo eliminato questi elementi in modo che sia garantita la privacy degli utenti. Crediamo molto in questo prodotto visti gli enormi vantaggi per un ente o un’azienda. La lettura del QR code in automatico, e senza l’impegno di una risorsa dedicata alla postazione di controllo significa per un’attività, un ente o un locale pubblico risparmio di denaro e personale e drastica riduzione dei tempi di attesa per l’acceso a locali, cinema, ristoranti ed in generale nei luoghi dove questo certificato sarà richiesto”.

Il funzionamento è molto semplice, ha proseguito Porcina: “Abbiamo creato un dispositivo automatico che potesse fornire un aiuto concreto a tutti i titolari di attività, di qualunque settore, semplificando e velocizzando il processo di accesso ai locali. Il sistema studiato da Zenyth (GP-CHECK) permette di semplificare tutte le procedure all’ingresso di ristoranti, alberghi, negozi, palestre, esercizi commerciali di ogni tipo”.

Per qualsiasi informazione è possibile contattare:
commerciale@zenyth.net

La “Magistro Institute” di Catanzaro lancia il primo ed unico corso in Italia di alta formazione professionale dedicato a “leadership e sostenibilità”

La “Magistro Institute”, sotto l’attenta guida della fondatrice e direttrice Irene Magistro, ha dato vita a “LEADERship For CHANGE”, un programma di alta formazione internazionale intensiva sullo sviluppo della leadership sostenibile. Un corso, dedicato a tutti gli over 24, English Speakers e con un sogno imprenditoriale sulla sostenibilità nella loro azienda o nella loro unità operativa

Al via in Italia il primo ed unico corso internazionale di alta formazione professionale rivolto ai manager, over 24, con un sogno nel cassetto imprenditoriale o sociale, dedicato alla leadership e alla sostenibilità.  “LEADERship For Change” e’ a numero chiuso: i posti disponibili, ad oggi, sono ancora 15.

“LEADERship For CHANGE” e’ un progetto rivolto agli over 24, con una buona conoscenza della lingua inglese ed inoltre e si rivolge a managers/dirigenti che vogliono implementare un’idea di sostenibilità nella loro azienda o anche solo nella loro unità operativa;  nuova generazione nel family business che voglia apportare la linfa della sostenibilità in azienda per agevolare il change management; startuppers con idee innovative nel sociale, ambientale o nel settore dell’economia “sostenibile”; neo-laureati o persone che, dopo il master o laurea specialistica, vogliono esprimere il loro potenziale nel mondo della leadership e della sostenibilità;  

Accedere è semplice: bisogna innanzitutto avere un sogno imprenditoriale legato alla sostenibilità, che crei un impatto nella propria impresa, associazione o comunità. Un sogno a cui mettere una scadenza: a dream with a deadline. Basta poi compilare l’application online https://leadershipforchange.it/application-form/

LEADERship For CHANGE” si terràdal 19/09/21 al 01/10/21 a Soveria Mannelli (Calabria). Nove giorni in presenza di intensa formazione tecnico pratica sul management raccontato da imprenditori sul design thinking, attraverso “case studies” pratici e vissuti insieme all’imprenditore selezionato per l’occasione. Una occasione per disegnare il proprio personale business model dell’idea con cui si è fatta application, oltre a specifica formazione sulla leadership con il trasferimento di queste competenze specifiche come sustainability mindsetsystem thinkingrelationship building.

Successivamente saranno messi a disposizione 6 mesi di “mentoring”, questa volta online, per implementare l’idea, sempre assistiti da professionisti e imprenditori.

Ad ideare il progetto è Irene Magistro, fondatrice e direttrice del Magistro Institute srl.

Fly Free Airways acquista il 100% di Romavia, la compagnia romana di private Jet Charter

La startup innovativa torinese, fondata da Francesco D’Alessandro, specializzata in Business Travel Management e Turismo Esperienziale, rileva il 100% di Romavia, con l’Officina di manutenzione e tre Business Jet. Obiettivo? Puntare su un nuovo modello di business di Jet Sharing guardando al mercato mondiale.

La torinese Fly Free Airways, startup innovativa e già tour operator, completa l’acquisizione di Romavia, vettore romano, con la quale aveva avviato una partnership con base all’aeroporto dell’Urbe. Ora che la compagnia romana è entrata a far parte del gruppo Fly Free Airways, il gruppo torinese punta ad aumentare la flotta coprendo anche il medio lungo raggio presentando un’offerta diretta e completa al proprio target di imprenditori, professionisti e millenials ed a completare lo sviluppo della propria piattaforma digitale innovativa per il booking dei viaggi e la condivisione delle tratte. Il perfezionamento dell’operazione non è condizionato all’approvazione da parte di alcuna competente autorità o ad altre clausole sospensive. L’accordo è stato raggiunto con la famiglia del Comandante Giulio La Starza, fondatore e CEO della società.

Romavia, con sede a Roma e fondata nel 1998, rappresenta oggi una delle realtà più note e dinamiche del settore aeronautico, con elevati standard qualitativi e reddituali. L’operazione permetterà, inoltre, di rafforzare ulteriormente la notorietà e la visibilità del Gruppo su questo importante mercato. “L’operazione conclusa ha una rilevanza strategica per Fly Free Airways – ha affermato Francesco D’Alessandro, CEO di Fly Free Airways – in quanto ci permette di rafforzare la nostra presenza sui mercati internazionali, ed in particolare in tutta l’Europa”.

Con l’attuale acquisizione Fly Free Airways acquisisce anche l’Officina di manutenzione (L.145) con sede negli hangar di Roma Urbe, il CAMO e la richiesta in corso del COA e rafforza il focus sulla fascia alta e di lusso del mercato.

 

Le sostanze chimiche tossiche producono un effetto femminilizzante nel nostro organismo

Le sostanze chimiche tossiche nella nostra alimentazione e nell’ambiente si accumulano nel corpo e agiscono come ormoni femminili. L’Institut Marquès presenta al 37° Congresso della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE) uno studio che confronta gli effetti dei tossici sulla fertilità maschile e femminile. L’uomo è molto più esposto della donna a soffrire di infertilità a causa degli inquinanti

(01-07-2021) Barcellona (Spagna) – “Le sostanze chimiche tossiche che alterano il sistema endocrino influenzano lo sviluppo del sistema riproduttivo maschile ma non sembrano influenzare quello femminile” è il titolo dello studio scientifico presentato questa settimana dall’Institut Marquès al 37° Congresso della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE).

Secondo questo studio, le sostanze tossiche che si trovano nel nostro habitat, nell’ambiente e nel nostro cibo alterano il sistema endocrino e agiscono come ormoni femminili. Si depositano nel grasso di animali e persone in modo tale che, durante la gravidanza, possono causare malformazioni nei genitali della prole maschile e influenzare la qualità del loro sperma in futuro. D’altra parte, non influenzerebbe la gestazione di una bambina, né la qualità degli ovuli. In conclusione, lo studio dell’Institut Marquès dimostra che “l’inquinamento ambientale con sostanze chimiche tossiche è la causa principale della cattiva qualità dello sperma. Ora, abbiamo dimostrato che il maschio è molto più esposto della femmina a soffrire di infertilità per l’azione delle sostanze inquinanti, dato che non alterano la riserva ovarica” spiega la Dottoressa Marisa López-Teijón, direttrice di questo centro internazionale di Riproduzione Assistita.

Gli interferenti endocrini sono una lunga lista di sostanze chimiche create dall’uomo negli ultimi decenni. Sono comunemente usate nell’industria, nell’agricoltura e in casa: pesticidi, plastiche, pitture, vernici, tappeti, detergenti, coloranti, diossine rilasciate dagli inceneritori di rifiuti, ecc. Sono molto resistenti alla biodegradazione, la natura non sa come metabolizzarli o degradarli. L’obiettivo dello studio che l’Institut Marquès ha presentato al congresso ESHRE è quello di analizzare le variazioni geografiche nella contaminazione da perturbatori estrogenici e valutare se influenzano allo stesso modo lo sviluppo embrionale e fetale nei due sessi. I risultati dimostrano che non influiscono sulla riserva ovarica.

 

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WomenX Impact, l’evento internazionale più atteso dell’anno dedicato all’empowerment femminile arriva in Italia: annunciato il programma e le date

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“Ho deciso di creare un evento nuovo, diverso dal solito, di respiro internazionale – spiega Eleonora Rocca, Founder & Managing Director di WomenX Impact – che potesse proporre dei role model di riferimento, che raccogliesse storie di donne diverse tra loro ma accomunate dalla passione per il proprio lavoro, le doti di leadership, la capacità di credere nei propri sogni e la voglia di avere un impatto positivo sul futuro. Hanno risposto alla chiamata diverse professioniste e aziende da tutto il mondo per puntare i riflettori sul tema della leadership femminile, ispirando altre donne a credere in loro stesse e a condividere con aziende progetti e campagne inclusive e di successo, al fine di poter immaginare una società sempre più ricca di donne in posizioni di leadership. Un posto che purtroppo, troppo spesso, è ancora negato”. 

“Riceviamo centinaia di messaggi ogni giorno da parte di donne più o meno giovani – continua Eleonora – che ci dicono di aver finalmente trovato una community che può davvero fare la differenza, esser loro di supporto e apportare un cambiamento importante nello scenario femminile professionale e sociale. Amo definire la nostra una vera e propria rete in cui ci si può sostenere per crescere insieme e creare modelli di business innovativi che possano dare vita a un domani in cui ci sia più consapevolezza del valore della donna”.

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