REMOTE WORKING E DONNE NELL’ERA DIGITAL, IL COVID NON FERMA LA FORMAZIONE DI FÒREMA A PADOVA

Il lavoro nell’epoca della pandemia è al centro di tre incontri formativi. Il 23 ottobre in cattedra i casi di Corvallis, Xylem e Crispy Bacon per spiegare com’è cambiato il modello di azienda veneta in smart working. Il 29 ottobre a relazionare il campione del rugby Mauro Bergamasco. Il 3 novembre si parla del ruolo delle donne nel mondo del lavoro digitale con Paolo Gubitta

 

Le restrizioni del Covid non fermano la formazione di Fòrema a Padova. Nei prossimi giorni sono fissati tre importanti appuntamenti, che alla luce delle recenti normative saranno tutti gestiti come webinar on line per garantire la sicurezza di relatori e ospiti.

Il primo, “Smart working let’s do it”, è programmato per il 23 ottobre. Nel pieno della pandemia di questa primavera, le aziende hanno dovuto accelerare sul fronte dell’introduzione di modalità di lavoro agile. Fòrema ha riflettuto attorno al tema col progetto “Smart organization per donne, senior e talenti in azienda”, realizzato grazie al contributo della Regione Veneto e al finanziamento del Fondo Sociale Europeo.

“Smart working, work-life balance, nuovi modelli organizzativi, lavoro agile, persone flessibili e competenze dinamiche: sono questi i driver che le aziende oggi devono affrontare con dedizione, il ruolo della struttura HR è sempre più importante”, spiega il direttore di Fòrema, Matteo Sinigaglia. “La nostra idea è quella di supportare l’ufficio hr coinvolgendo donne, lavoratori senior e i cosiddetti millennials a sviluppare le competenze necessarie a queste nuove grandi sfide”.

A guidare la giornata e il racconto degli imprenditori ci sarà Luca Giuman, membro del comitato scientifico Digital Meet, presidente del Cda di Datasoil. In particolare, saranno spiegate le esperienze di tre aziende che durante il lockdown hanno reinventato il loro approccio al lavoro: Corvallis col direttore Daniele Melato è riuscita ad organizzare il “remote working” per circa 1.600 dipendenti, dotando i lavoratori di sistemi all’avanguardia per la gestione dei flussi di lavoro in remoto. Ma ci sarà anche Marco Volpe, co-founder di Crispy Bacon, software house che ha trasformato il suo modello organizzativo completamente in modalità smart ed infine Melissa Sanvido, hr business partner per Xylem, che ha avviato il progetto di smart working, prima dell’emergenza Covid intendendolo come driver per un cambiamento culturale per le persone e per il proprio business.

 

Il 29 ottobre sale in cattedra il campione del rugby Mauro Bergamasco, oggi coach e trainer esperienziale, che parlerà ad una cinquantina di persone per accompagnarle in un percorso di rivisitazione delle competenze più richieste nel mondo del lavoro attuale e del prossimo futuro. Le tecnologie digitali oggi pervadono tanto la vita quotidiana che quella professionale e, benché sembri un passaggio semplice, non lo è: impone infatti cambiamenti nella routine lavorativa delle persone. Per questo Bergamasco insieme ai partecipanti trascorrerà una giornata formativa. “L’obiettivo è quello andare alla ricerca del proprio talento e della propria capacità di adattarsi ai cambiamenti, per questo il percorso di formazione ci condurrà ad una maggiore consapevolezza di sé e dei propri punti di forza”, spiega Roberto Baldo, responsabile delle attività finanziate di Fòrema.

 

Infine, il 3 novembre è in agenda un focus sul ruolo della donna nelle aziende che sempre più si stanno convertendo al digitale: la conciliazione dei tempi tra impegni famigliari e aziendali è la nuova frontiera dello smart working. A tenere le redini del workshop di quattro ore dal titolo “Digital skills for hybrid job” sarà Paolo Gubitta, professore di business organisation e family business dell’Università di Padova. “Il nostro obiettivo è favorire le opportunità di inserimento delle donne all’interno del mondo del lavoro attraverso percorsi di ibridazione delle competenze e trasferimento delle digital skills”, conclude Baldo. “Le attività previste dal progetto affrontano sia tematiche inerenti a figure professionali specifiche, quali il digital HR manager, il controller di gestione 4.0 e l’e-commerce manager, sia tematiche relative a competenze informatico-digitali. Inoltre, sarà possibile accedere ad un percorso di coaching di gruppo”.

 

 

FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro Servizi (la nuova holding delle partecipazioni di Assindustria Venetocentro), oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e  metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

TREVISO CREATIVITY WEEK 2020, 50 MILA EURO DI BENEFIT PER LE MIGLIORI STARTUP D’ITALIA

Innovation Future School svela la quarta edizione della Treviso Creativity Week (2-8 novembre 2020) e lancia il “Premio Creativity Startup”. Il founder Gianpaolo Pezzato: “Cerchiamo creativi da tutta Italia con idee innovative per lo sviluppo sostenibile, oltre che per i settori fashion, food e furniture, social innovation, mobilità, turismo e cultura”. Partecipazione gratuita

 

La pausa forzata a causa del Covid-19 non ha spento gli animi più creativi, anzi, li ha stimolati a trovare nuove soluzioni e idee per uscire da questa impasse mondiale più forti e innovativi che mai. Ne è un esempio concreto la trevigiana Innovation Future School, l’associazione promotrice della Treviso Creativity Week, che per la sua quarta edizione in programma dal 2 al 8 novembre, lancia il nuovo bando nazionale “Premio Creativity Startup 2020”. “Dopo il grande successo della scorsa edizione e grazie al sostegno di più di 40 realtà tra imprese ed istituzioni – racconta Il presidente Gianpaolo Pezzato – siamo pronti a rilanciare la TCW con benefit ancora più alti per un valore complessivo di 50 mila euro. Quest’anno cerchiamo anche idee di nuovi prodotti e di soluzioni innovative che possano apportare un valore aggiunto in termini di sviluppo sostenibile”.

Possono concorrere al “Premio Creativity Startup 2020” progetti di impresa o startup di recente costituzione da tutta Italia. Le categorie di maggior interesse per la giuria sono fashion, food e furniture ovvero le tre “f” del Made in Italy, social innovation, mobilità, turismo e cultura. Tra i numerosi premi in palio ci sono percorsi di design e brand identity, l’utilizzo gratuito della piattaforma Storeden per l’avvio dell’ecommerce o del sito web, la partecipazione gratuita a dei workshop formativi della Creativity Academy, free desk presso uno dei coworking partner e percorsi di consulenza finalizzati alla strutturazione di un financial plan e dell’investor deck.  “Arrivano anche da Roma in cerca di nuovi talenti e creativi – conclude Pezzato – Il primo premio infatti quest’anno sarà un percorso di accelerazione e pitch day nella sede di Roma di Starting Finance Deal, società romana di investimenti e consulenza in startup. Una grande opportunità di crescita per una startup emergente”.  Aldilà del vincitore, tutte le 10 startup selezionate per la finalissima del 6 novembre a Treviso avranno a disposizione un desk riservato nell’Area Expo in cui potranno presentarsi ai partner e agli investitori invitati, oltre alla visibilità su tutti i canali digitali della TCW2020.

Per partecipare al premio Creativity Startup 2020: https://trevisocreativityweek.it/partecipa/. Il termine delle iscrizioni è venerdì 26 settembre 2020 alle ore 24.00.

L’anno scorso a conquistare il podio della migliore Startup è stata Gamindo con un’idea originale che permette alle persone di donare, senza spendere, giocando ai videogiochi; grazie anche a questa vittoria i due giovani startupper hanno stretto nuove e importanti collaborazioni, come quella con il famoso imprenditore digitale Marco Montemagno al quale hanno dedicato anche un videogioco.

DESIGN E TECNOLOGIA, LO SPAZZOLINO DI PIUMA VINCE LA MENZIONE D’ONORE AL COMPASSO D’ORO (E TI DICE QUANDO È ORA DI CAMBIARLO)

L’azienda veneziana premiata per le forme iconiche, i brevetti tecnologici e l’anima green del proprio “Piuma Brush”. L’Ad Michele Longato: “Stabilimento pronto, boom di richieste da Europa e Russia”

Le forme sono iconiche, i materiali sono green. La base trasforma lo spazzolino in un elemento di design e d’arredo, consente l’appoggio su qualsiasi superficie e grazie al calendario integrato ricorda di cambiarlo almeno ogni tre mesi. Sono queste le caratteristiche e i brevetti che hanno permesso a Piuma Care Srl, azienda di Noventa di Piave, nel Veneziano, di vincere la menzione d’onore alla XXVI edizione del Compasso d’Oro, il riconoscimento più ambito per chi opera nel mondo del design, con il proprio spazzolino di punta, il “Piuma Brush”, disegnato insieme ad Hangar Design Group.

È questo l’ultimo riconoscimento per la giovane e innovativa azienda oggi guidata dall’amministratore delegato Michele Longato, che ha in curriculum esperienze decennali nel settore: ha rapporti stabili coi top player del settore dal Giappone agli Stati Uniti e il suo focus è la capacità di industrializzare prodotti di nicchia e di design unico. Non a caso, nella sede veneziana sono stati acquistati macchinari capaci di produrre milioni di pezzi dello spazzolino appena premiato. Un brand dalla vocazione internazionale fin dalla fondazione: l’obiettivo è rivoluzionare il mondo del beauty secondo la logica del «la cura della bellezza inizia dal sorriso»: anche gli spazzolini giocano un ruolo fondamentale nella routine estetica delle persone.

“Il mercato cosmetico è il secondo a livello mondiale per crescita dopo quello del caffè”, spiega Longato. “La nostra visione unisce estetica, funzionalità ed innovazione e ci ha subito proiettato tra i marchi più iconici”. Il successo è stato rapido: nel 2019 Piuma Care ha vinto il Red Dot design Award, poi l’Adi (Associazione design industriale) l’ha inclusa nella sua selezione biennale propedeutica per accedere al Compasso d’oro, prima di premiarla nella cerimonia internazionale. “Piuma Brush vanta una collaborazione con un’importante azienda statunitense con la quale abbiamo sviluppato un materiale completamente nuovo per la base che contiene un datario che ti ricorda quando cambiare lo spazzolino. Tutti i materiali utilizzati vantano la conformità Fda per il mercato Usa, per cui garantiscono un’igiene antibatterica altissima”.

Piuma Care peraltro è attiva anche su altri fronti, uno stile che è stato ribattezzato “Piuma Way”. L’azienda è stata la prima a proporre un dentifricio anticarie da 75 ml in confezione con tecnologia airless, molto più igienico, delicato e sicuro in viaggio che permette di usare il 100% del prodotto all’interno, una formulazione con ingredienti d’eccellenza, tutto fatto in Italia. Da poco ha anche proposto un collutorio in un pack di alluminio innovativo, per sottolineare il costante impegno verso l’ambiente.

“Dal 2021 tutti i nostri packaging secondari saranno plastic free”, annuncia Longato, soddisfatto anche degli esiti commerciali della propria attività. “Stiamo riprendendo ora la distribuzione in Italia dopo un anno molto particolare per tutti, sia nel canale farmacia, parafarmacia, profumeria come nelle catene di negozi specializzati oltre alle piattaforme online. Ma abbiamo già trattative in corso con importanti player in Europa ed in particolare in Russia, dove saremmo presenti fisicamente entro il prossimo semestre con un importante operatore locale. Sul fronte del travel retail il primo corner è stato attivato all’aeroporto di Orio al Serio”.

 

SCHEDA “PIUMA BRUSH”

MADE IN ITALY ECO-FRIENDLY Piuma Brush è 100% prodotto, controllato e confezionato in Italia negli stabilimenti di Piuma Care. Il processo di produzione è sorvegliato attraverso certificati di qualità e controlli periodici, in rispetto degli standard Gmp (Good manufacturing practice) e Iso. Confezionato in atmosfera controllata per garantire i massimi livelli di igiene, l’intera produzione dello spazzolino avviene nel rispetto dell’ambiente ed impiega tecnologie green. SPAZZOLATE BREVETTATE Le micro-setole premium in Tynex® arrotondate (0,1mm) progettate per non irritare le gengive e garantire la massima pulizia sono disponibili in due versioni: medie, morbide, con il caratteristico taglio a V che ottimizza la pulizia dentale. MANICO E TESTINA Il manico ergonomico, più lungo degli spazzolini tradizionali, è estremamente flessibile e consente allo spazzolino di essere più delicato a livello gengivale. Con la presa a 360°, si presta ad una impugnatura ideale ed è composto da materiali completamente riciclabili ed antibatterici che ne preservano la durata e impediscono la formazione di muffe. La testina affusolata permette di raggiungere tutti gli angoli della bocca COSTO Il prezzo consigliato è 6,9 euro. Il kit completo che include la base col “timer” costa 19 euro. INFORMAZIONI E CONTATTI Sito: www.piumacare.com Instagram: @piumacare Facebook: @Piuma_Care

PADOVA, ARRIVANO I PRIMI TAMPONI RAPIDI A DOMICILIO

Paramedica propone gli innovativi tamponi “Nadal”: in soli 10 minuti l’esito direttamente a casa (o in azienda), con tanto di certificato. L’amministratore delegato, Cristian Borella: “Siamo tra i primi a proporre questa tipologia di lotta al Covid, sarà fondamentale per bloccare i focolai”

Si chiamano “Nadal” e sono la frontiera dei tamponi ultrarapidi. Dal test all’esito passano al massimo dieci minuti e danno garanzia sulla correttezza dell’analisi nel 95% dei casi. Di fatto, possono istantaneamente bloccare un focolaio sul nascere: se in un’azienda o in un’associazione sportiva un dipendente o un atleta si ammalano, il responsabile può nel giro di pochissimo tempo testare tutti le persone che potrebbero essere state contagiate ed immediatamente isolare quelli che hanno contratto l’infezione. I tamponi “Nadal”, prodotti in Germania, sono in commercio in Italia da pochi giorni e da lunedì 14 settembre saranno a disposizione anche a domicilio grazie a Paramedica, azienda padovana specializzata nel settore dell’assistenza.
È questa la novità con la quale ci si appresta a combattere contro i potenziali focolai di Covid che dovessero nascere questo autunno. “Sempre più aziende ed enti di vario genere ci contattano per aiutarli a gestire situazioni di emergenza”, spiega l’ad di Paramedica, Cristian Borella. “Per questo abbiamo deciso di organizzare dei servizi a domicilio di test sierologici rapidi (quelli noti per essere i “pungidito”) e di tamponi rapidi (quelli del “cotton fioc nel naso”). Fino a poco tempo fa mandavamo l’infermiere in azienda e fornivamo i risultati in 48 ore. Adesso basta attendere dieci minuti per capire se si è contratto o meno il virus e se l’infezione è in corso. Stiamo combattendo una battaglia decisiva contro la pandemia, siamo orgogliosi di essere in prima linea e per questo studiamo ogni giorno le novità del mercato per fornire tamponi e test sempre più rapidi ed efficaci”.
Paramedica, che già durante il lockdown si era distinta per la velocità dei propri test sierologici, opera nel settore dell’assistenza da quasi un ventennio: la nascita dell’azienda a Padova risale al 2001. Per i primi anni, la specializzazione era fornire personale infermieristico alle strutture convenzionate, adesso sta sempre più aumentando l’operatività sulla cura domiciliare. Ad aprile dello scorso anno il trasferimento dell’azienda a nella nuova sede di Ponte San Nicolò, sempre nel Padovano: da qui sono coordinati una sessantina di professionisti che si muovono tra Padova, Vicenza e Venezia per portare nelle case migliaia di prestazioni sanitarie all’anno.
In concreto, basta contattare il numero 049 761655 (operativo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17) per chiedere che un infermiere venga al proprio domicilio, faccia i prelievi necessari e quindi comunichi il risultato. Tale risultato sarà formalizzato in un documento scritto, che attesta la positività o meno del soggetto, che a quel punto potrà tornare alle proprie normali incombenze o porsi in quarantena, il tutto garantendo la privacy nelle operazioni. Il prezzo del servizio a domicilio del “pungidito” è di 39 euro, il tampone rapido costa invece 59 euro (spese entrambe detraibili), cifre che scendono se l’infermiere potrà fare più prelievi contemporaneamente, come ad esempio nelle aziende o presso gruppi e associazioni sportive.

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

COSA SONO I TEST SIEROLOGICI? I test sierologici rapidi, grazie ad una sola goccia di sangue, stabiliscono se la persona ha prodotto anticorpi e quindi è entrata in contatto con il virus. Quelli quantitativi, dove serve un prelievo, dosano in maniera specifica le quantità di anticorpi prodotti. In entrambi i casi si cercano le immunoglobuline IgM e IgG. Le IgM vengono prodotte per prime in caso di infezione, dopo qualche tempo il loro livello cala per lasciare spazio alle IgG. Quando nel sangue vengono rilevate queste ultime, le IgG, significa che la persona tendenzialmente è immune al virus. Il test deve essere eseguito da personale sanitario formato e protetto da mascherina, guanti, occhiali e camice monouso.

COSA SONO I TAMPONI RAPIDI? Il tampone serve a diagnosticare la presenza del virus nell’organismo e quindi a scoprire se c’è un’infezione in corso. Il tampone faringeo o naso-faringeo si esegue in pochi secondi tramite un bastoncino con una sorta di cotton fioc alla sua estremità. Il bastoncino viene inserito nella bocca (tampone faringeo) o nel naso (tampone naso-faringeo) del paziente. Il tampone viene poi analizzato immediatamente tramite l’utilizzo di appositi reagenti e dà risposte in pochi minuti, sancendo la “positività” o “negatività” al Covid-19 del paziente. Il tampone deve essere eseguito da personale sanitario formato e protetto da mascherina, guanti, occhiali e camice monouso.

BEPPE GIOVINCO, L’ADDIO AL RAVENNA DOPO UNA DELLE MIGLIORI STAGIONI DI SEMPRE

Sei gol, poi l’assenza nelle due partite decisive. Contratto scaduto, ora lo cercano team di serie C e B

 

La sensazione che rimane in bocca è amara. È quella di una grande stagione, probabilmente la migliore di sempre, che poteva portarlo al record di gol. Ma la cavalcata si è fermata, coi pochi minuti giocati nelle ultime due partite decisive. Non ha aiutato neppure il Covid, che ha interrotto tutte le competizioni e mandato “fuori fase” chi era al top della condizione. Ma alla fine il bilancio è molto positivo: in questa stagione ha segnato sei reti, ha mandato in gol mezza dozzina di volte i compagni con assist millimetrici e complessivamente è risultato essere uno dei giocatori più incisivi del Ravenna.

Il protagonista di questa parabola è Giuseppe Giovinco, che sulla soglia dei 30 anni (li compirà il prossimo 26 settembre) è chiamato all’ennesima sfida professionale. Col contratto scaduto al 30 giugno inizia la nuova sfida: trovare una squadra che abbia un progetto vincente, per rimanere tra i professionisti e, perché no, puntare alla serie B. Sempre con la sua forza scattante, la sua velocità e quelle intuizioni da vero trequartista, uno degli ultimi della serie C italiana, un numero 10 all’antica, di quelli che con una giocata ti risolvono la partita e che, quando devono, sanno segnare il gol decisivo con giocate di rara bellezza. In campo, è sempre un leone: un po’ come quel tatuaggio sulla schiena che si è fatto in onore del figlio Leonardo, che a due anni è già un patito del pallone. Come probamente sarà anche il secondogenito, Riccardo, appena nato.

Come sempre, sarà dura. Il peso del cognome (il fratello Sebastian è una leggenda, i due avevano iniziato a giocare assieme nelle giovanili della Juventus prima che le loro strade si dividessero) avrà ancora una volta la sua parte. In molti credono che i più piccoli errori non gli vengano perdonati, perché tutti lo guardano con la lente d’ingrandimento del cognome. A lui invece non piace star al centro dell’attenzione, a lui piace solo far gol, o ancor meglio: mandare in rete i compagni. Meglio se lontano dall’ombra ingombrante del fratello. Una strada che sta percorrendo con l’amico procuratore Paolo Tricoli e l’agenzia internazionale Keyscout football. Realtà nuove, nella sua vita: ha lasciato il vecchio procuratore, che al tempo rappresentava anche il fratello.

E adesso è l’ora di iniziare un nuovo progetto, un progetto vincente. In carriera, di sfide importanti ne ha vinte. Con la Juventus, aveva vinto due tornei Viareggio giocando nelle giovanili. Poi è arrivata la Carrarese, prima esperienza tra i professionisti in un club appena comperato da Buffon che vinse il campionato. Quindi l’anno a Viareggio, quando finalmente trova il suo posto in campo, in attacco, dopo aver a lungo giocato da esterno: finale di Coppa Italia raggiunta (anche) con una sua doppietta al Pisa. Un anno memorabile, pari a quello con il Catanzaro, quello del record di gol e probabilmente una delle sue stagioni migliori. Poi è arrivato il Matera, coi problemi connessi al mancato pagamento degli stipendi. Infine l’Imolese e nell’ultima stagione il Ravenna.

Di gol, in carriera, ne ha fatti tanti. Ma lui ne sceglie tre: quello di quest’anno da trenta metri in Ravenna-Vis Pesaro, quello su punizione in Pisa-Viareggio che gli diede la finale di Coppa Italia e la rete in Catanzaro-Matera, quando giocava in giallorosso.

Il più importante però sarà il prossimo, quello che lo porterà a cavalcare un nuovo progetto vincente. Meglio se in serie B, a pochi passi dal paradiso della A.

 

 

 

ECOMM FASHION 2020: A RISCHIO CHIUSURA 17.000 NEGOZI

È in corso su e-comm.events la prima digital convention nazionale interamente dedicata al mondo della moda italiana dove si è da poco conclusa l’Assemblea Plenaria con la partecipazione dei Presidenti di Assocalzaturifici e Federpreziosi oltre al Segretario Generale di Federazione Moda Italiana. Tre negozi su quattro stanno registrando fatturati in calo.

Si è aperta stamattina la digital convention ECOMM FASHION, gli “Stati Generali” della moda italiana, che radunerà nel corso dell’intera giornata molti top player del settore per fare il punto della situazione in un momento di grandi cambiamenti. “È cambiato tutto dopo il COVID, e oggi assistiamo ad uno smarrimento senza precedenti per il nostro settore. Riteniamo quindi che proprio in questo momento ci sia bisogno di unione, e che ci sia bisogno anche di traghettare un cambiamento. Una vera e propria rivoluzione. E la rivoluzione passa attraverso tecnologie, passa attraverso informazioni ma passa soprattutto attraverso un cambio di mentalità”, apre così l’Assemblea Plenaria Bassel Bakdounes, Ceo di Velvet Media, holding veneta organizzatrice dell’evento digitale.

Durante l’Assemblea Plenaria appena conclusa, ove sono intervenuti i principali esponenti delle associazioni di settore, Massimo Torti, Segretario Generale della Federazione Moda Italia, ha segnalato nuovi dati elaborati dal proprio centro-studi inerenti il segmento moda. Dei 115.000 punti vendita in Italia, pari ad una forza lavoro di circa 313.000 addetti, dopo il 18 maggio, data di fine lockdown, hanno riaperto il 94% di cui il 76% hanno fatto registrare forti cali di fatturato, soprattutto nelle grandi città e nei centri storici privi di turismo. Da qui le stime, che prevedono perdite di circa 15 miliardi di consumi con il rischio di chiusura di 17.000 punti vendita e di conseguenza perdita di 35.000 posti di lavoro. Altrettanto significativa la percentuale di digitalizzazione dei punti vendita, a chiusura del 2019 solo il 36,2% dei punti vendita aveva già un sito web mentre il 67,1% utilizzava almeno i social network. “I confini tra fisico e virtuale si attenuano. Il negozio fisico non è destinato a tramontare ma ad evolversi. Evoluzione è il concetto chiave.” sottolinea Torti.

Un quadro altrettanto complesso quello presentato in anteprima da Siro Badon, Presidente di Assocalzaturifici. Dall’indagine condotta dal Centro Studi di Confindustria Moda e presentata in anteprima ad Ecomm emerge un quadro difficile. Nel primo trimestre del 2020 le imprese del comparto calzaturiero hanno accusato una flessione media del fatturato pari al -38,4%, con una perdita complessiva stimata in 1,7 miliardi di euro. Nel dettaglio il 60% delle aziende calzaturiere a campione ha registrato, nei primi tre mesi 2020, un calo del fatturato compreso tra il -20% e il -50% rispetto all’analogo periodo 2019; un ulteriore 20% degli interpellati ha rilevato una contrazione superiore al -50%.  Se guardiamo alla raccolta ordini le prospettive non sono migliori: il 46% delle aziende intervistate ha indicato un calo tendenziale nel primo trimestre compreso tra il -20% e il -50%; il 37% ha subìto un arretramento superiore al -50% con un decremento medio degli ordinativi pari al -46,2%. Spiega Badon: “Ci troviamo chiaramente di fronte a sfide impegnative e definitive nella loro capacità di plasmare l’industria e il mercato. I fattori del cambiamento che ciascuno di noi stava affrontando negli ultimi anni – l’esplosione dei canali digitali di vendita, accelerazione e disintermediazione nei processi di acquisto e progressiva selezione della distribuzione tradizionale multimarca – sono diventati in pochi mesi la condizione normale in cui operano gli imprenditori.”

Infine Steven Tranquilli, Direttore di Federpreziosi, conferma che anche un settore tendenzialmente conservatore come quello dei preziosi sta avviando l’integrazione tra canali tradizionali di vendita e mondo digitale. Sebbene con un po’ più di ritardo nella trasformazione, i dati segnalano che il 48,1% delle gioiellerie ha sia un sito web che un profilo sui social network, di cui il 22,6% ha soltanto profilo social mentre il 29,3% non ha alcuna strategia di comunicazione.

ECOMM FASHION 2020 7 LUGLIO 2020 – GLI “STATI GENERALI” DELLA MODA ITALIANA

Il futuro del retail, la rivoluzione digitale e l’evoluzione della sostenibilità sono i principali temi affrontati da Ecomm Fashion 2020, prima digital convention organizzata da Velvet Media che riunirà, in un luogo d’incontro virtuale, molti dei principali player del settore per segnare un punto di svolta nella ricostruzione del sistema moda Italia partendo dal dibattito e dal confronto sugli epocali cambiamenti in atto.

 

L’industria della moda italiana è stata tra le più colpite dalla pandemia ed il lungo lockdown dovuto a Covid 19 ha generato fortissimi disagi a tutta la filiera. Dallo stop alle fabbriche, al crollo delle vendite dei canali retail fisici passando per il blocco alle esportazioni oltre i confini. Il risultato di questa crisi globale ha fatto registrare nel mercato moda Italia rilevanti segni negativi a chiusura del primo trimestre 2020. Tuttavia, un incoraggiante segnale positivo è stato registrato dai canali retail digitali, a testimonianza della necessaria accelerazione nella trasformazione digitale delle aziende che porterà a nuovi target di riferimento ed a nuovi stili di vita. Di assoluto rilievo il riferimento alla Generazione Z, tra i principali fruitori dei canali digitali come e-commerce e social media, che manifesta sempre con più convinzione la necessità di stili di vita che diano più importanza a scelte sostenibili, moderate e consapevoli.

Prende spunto da questo scenario l’esigenza di convocare una sorta di “Stati Generali” della moda italiana in un evento digitale come Ecomm Fashion 2020 programmato per il prossimo 7 luglio e organizzato da Velvet Media, holding veneta del marketing e della vendita online.

Bassel Bakdounes, ceo di Velvet Media e promotore della convention digitale, spiega: “La digitalizzazione nel settore della moda ha subito una accelerazione di dieci anni in poche settimane. Per rispondere a questo cambiamento radicale, le aziende oggi devono evolvere il proprio modo di fare business. Attraverso questi “Stati Generali” vogliamo fornire alle realtà del fashion le informazioni, le competenze e gli strumenti più innovativi per affrontare il contesto attuale e mettere fine all’apocalisse del retail”.

Federazione Moda Italia, Assocalzaturifici, Federpreziosi, Polimoda, Università Bocconi di Milano, Facebook, Alibaba, Digital Media Research, Bain & Company Italia, Launchmetrics, sono solo alcuni dei protagonisti che, insieme ad oltre 70 speaker, si alterneranno in 2 assemblee plenarie, 48 workshop e 6 talks nella giornata del 7 luglio 2020 dalle 9.30 alle 19 sulla piattaforma https://e-comm.events .

Un dialogo diretto e mirato tra Imprenditori, Manager, Istituzioni e Opinion Leader per presentare numeri, iniziative, progetti e strumenti per comprendere, affrontare e gestire al meglio i nuovi scenari che caratterizzeranno il sistema moda italiano e internazionale in diverse “stanze virtuali” tra cui una virtual room plenaria, 8 meeting room dedicate a workshop tematici, 3 sale talk ed un Expo con oltre 50 stand virtuali in cui programmare video incontri B2B.

Addetti ai lavori, stampa e tutti gli utenti interessati potranno liberamente registrarsi al link https://ecomm.events per partecipare al dibattito su novità, considerazioni e strategie inerenti il panorama moda Italia con la possibilità di intervenire e porre domande nelle stanze appositamente adibite.

LA SVOLTA GREEN DI BASPED, CONSEGNE IN BICI E COL TRENINO ELETTRICO

La divisione di Bracchi Group dedicata all’express delivery lancia la propria rivoluzione ambientalista. Ottocentomila spedizioni all’anno, le sfide delle consegne con le bici in Nord Europa e col treno elettrico sulle Alpi, ma anche attività di waste recovery in Germania e Francia. Lamberto Facchinelli, sales manager: “La fase di lockdown ha spinto Bracchi Group a fare nuovi passi avanti su digitalizzazione e innovazione tecnologica”

La crisi del Covid ha accelerato le innovazioni nel settore della logistica e dei trasporti. I trend sono chiari: trasporti sempre più green e veloci grazie alla digitalizzazione dei processi. Ma anche una nuova sensibilità per raggiungere con mezzi alternativi le città o i luoghi più isolati. Basped, la divisione di Bracchi Group dedicata all’express delivery, durante il lockdown ha sviluppato dei nuovi servizi, destinati a cambiare il modello con cui gli artigiani del made in Italy (ma non solo) spediranno i propri prodotti. Qualche esempio? Le consegne in bicicletta nelle boutique delle capitali scandinave o i trasporti con treni elettrici nelle località alpine, che arrivano dopo le consegne invernali di oggetti di valore negli chalet con il gatto delle nevi e le motoslitte.

Basped ha sposato sempre più la filosofia green, anche grazie a nuove sfide, come quella proposta da un importante brand internazionale, che aveva bisogno di consegne in centri storici interdetti al traffico. Sposando la dottrina ambientalista ben radicata in paesi come Svezia, Danimarca e Norvegia, Basped ha deciso di avvalersi di un network di biker per distribuire capillarmente nei centri cittadini di Oslo, Stoccolma e Copenaghen.  “La componente tecnologica e digitale, l’elevata flessibilità operativa nel soddisfare i clienti, la qualità delle persone – commenta Cristiano Pellizzari, customer service and network manager – rappresentano elementi indispensabili per essere competitivi e vincenti sul mercato”

Peraltro, va detto che tra gli oltre 800.000 pacchi movimentati ogni anno da Basped non mancano consegne che sono vere e proprie sfide. Ad esempio, per rifornire i negozi di Zermatt, nelle Alpi svizzere, i colli viaggiano su mezzi elettrici, a partire da un futuristico trenino. Ma le iniziative green non si limitano all’utilizzo di bici e mezzi elettrici per il trasporto urbano o al privilegiare il trasporto su rotaia quando possibile. Si va dalla flotta di mezzi di proprietà ad alta classificazione Euro 5 o 6 per i trasporti su strada, all’utilizzo di software e tecnologie che ottimizzano tutta la catena di supply chain e riducono gli sprechi. E ancora, razionalizzazione del packaging e riduzione dell’impatto ambientale dei magazzini. Molto importanti anche le iniziative di waste recovery, ovvero il recupero dei materiali di imballo, un servizio effettuato in modo efficace anche in Germania e nell’area metropolitana di Parigi.

Bracchi Group inoltre lavora in ottica green anche dal punto di vista energetico: i magazzini di Fara Gera d’Adda, nel Bergamasco, sono dotati di impianti fotovoltaici e le luci dei magazzini sono tutte al led con un risparmio medio del 65%: nel 2019 il consumo è passato da quasi settantamila Kw mensili a poco più di ventimila Kw. Poi ci sono carrelli elevatori e transpallet dotati di una nuova tecnologia di batterie che usano le ricariche a gas (quindi atossici), scelta adottata ad esempio nella struttura di Bassano del Grappa, nel Vicentino.

“Le parole chiave per la ripartenza sono due: green e digitale”, spiega Lamberto Facchinelli, sales manager di Basped: “La fase di lockdown ha spinto Bracchi Group a fare nuovi passi avanti in termini di digitalizzazione e innovazione tecnologica. Da sempre investiamo molto nell’ambito IT e questo garantisce al nostro customer service visibilità, tracciabilità, tempestività e disponibilità di informazione per i nostri clienti”.

Infatti, proprio in ambito digital la gestione dei servizi per l’ecommerce ha registrato durante l’emergenza una impennata. Basped ha quindi ampliato e diversificato il proprio pacchetto di servizi offerti per l’ecommerce. Questo grazie anche a una sempre maggiore sinergia con Truckpooling, lo strumento di Bracchi Group pensato per supportare le aziende nella creazione, tracciamento e gestione delle spedizioni scegliendo la migliore soluzione in termini di costo-servizio.

LA STORIA DI BRACCHI GROUP Bracchi viene fondata nel 1928 come azienda di trasporto locale. Dopo esser stata acquisita nel 1968 da Tranquillo Annoni, l’azienda ha ampliato la sua presenza affermandosi come realtà di rilievo prima a livello nazionale e poi nei Paesi dell’Est Europa. Alla fine degli anni Ottanta Bracchi inizia ad investire nella sua flotta mezzi per imporsi nel settore dei macchinari agricoli. Negli anni Novanta sono stati avviati i primi progetti di logistica integrata e di outsourcing per clienti strategici. Nel 1994 Bracchi stabilisce i suoi headquarters a Fara Gera d’Adda (in provincia di Bergamo). In seguito, l’azienda investirà nella costruzione di nuovi magazzini in tutta Europa per espandere il proprio network e nel trasporto internazionale, introducendo servizi di trasporto marittimo e aereo. Nel 1997 viene fondata a Lublin, in Polonia, la prima filiale estera di Bracchi, B.P. Transports, destinata a seguire il traffico da e per l’Est Europa. Nel 2009 la struttura logistica della sede di Fara Gera d’Adda viene potenziata con un nuovo magazzino di 20.000 metri quadri e un nuovo allestimento dedicati ad un cliente che ha scelto Bracchi come partner logistico da oltre 30 anni. Nel 2010 e nel 2012 vengono inaugurati i due poli logistici di Levice e Dunajska Streda in Slovacchia, dedicati alla logistica e alla distribuzione di ascensori e consumer goods nell’Est Europa. Nel 2015 nasce ad Ettenheim Bracchi Deutschland, la filiale tedesca di Bracchi: un polo logistico di 44.000 metri quadri di superficie coperta, dotato delle tecnologie più avanzate e in una posizione strategica per la gestione del traffico europeo. Nel 2017 parte il progetto per un nuovo polo logistico hi-tech nel parco industriale di Kostolné Kračany, ancora in Slovacchia. Grazie ad una superficie di 65.000 metri quadri, offre servizi di logistica standard e integrata a diversi clienti. Il 2018 segna un nuovo importante traguardo: l’acquisizione di Bas Group, realtà storica di Bassano del Grappa (nel Vicentino) formata da quattro aziende di trasporti e logistica specializzate nei più vari settori, dal food al beverage, dal fashion all’e-commerce. Logistic Net, Il Corriere, Basped e Bas Express condividono con Bracchi un approccio orientato al cliente e una forte attitudine all’innovazione. Grazie a questa acquisizione il Gruppo Bracchi consolida la sua leadership ampliando la propria offerta a nuovi business strategici e a nuove aree geografiche.

CALCIATORI ALLEATI PER BENEFICENZA, NASCE LA START UP ALL STARS FOR GOOD

È online la piattaforma che permette ai campioni dello sport di donare ai fan le maglie-cimelio della carriera. I fondi raccolti sono destinati a progetti solidali. Boom di attività durante il Coronavirus, gli sportivi hanno dedicato il loro tempo per la beneficenza: picchi di richieste per le maglie di Iori, Pascali e Alfonso. I founder: “Partecipano fan persino da Irlanda e Lussemburgo”

 

Lo sport si è fermato per colpa del Coronavirus, ma in compenso ha accelerato l’attività di All Stars For Good (www.allstarsforgood.com), start up benefica fondata in Veneto. La piattaforma ospita calciatori, pallavolisti e campioni sportivi di ogni disciplina mettendoli in relazione coi loro fan grazie alla solidarietà. Il meccanismo è semplice: il campione mette a disposizione un’esperienza o una maglia. A quel punto scatta il countdown tra gli appassionati per aggiudicarsi la maglietta autografata, alcune sono cimeli di anni fa. Il ricavato viene devoluto in beneficienza ad un’associazione scelta o dal campione stesso oppure dall’utente che si aggiudica la maglia. Tra le altre realtà a cui sono destinate i fondi, gli ospedali di Cittadella, nel Padovano, di Vicenza, di Cosenza e di Brescia, ma anche fondazioni, come quella per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica.

In poche settimane, sono già state consegnate decine di maglie, anche grazie alla maggiore disponibilità degli sportivi che in questo periodo sono lontani dalle competizioni. “Il tutto in totale trasparenza”, spiegano i due giovani founder della start up Omar Rossetto e Irene Berno. “Durante il Coronavirus, abbiamo deciso di devolvere il 100% del ricavato in beneficenza, quasi tutti i fondi sono stati destinati alla lotta contro il Covid-19: in questo periodo ci è sembrato ancora più importante dare il nostro contributo a sostegno delle cause benefiche selezionate. Nei prossimi mesi attiveremo altre donazioni, mantenendo saldo il principio della massima trasparenza. Tutti i soggetti coinvolti (benefattore, sportivo o social media celebrity e beneficiario) saranno sempre a conoscenza del reale importo che verrà devoluto a sostegno della causa prescelta e quale sarà la fee che invece tratterremo”.

Il progetto ha raggiunto in questi mesi una dimensione internazionale: dalla maglia numero 10 di Federico Dionisi del Frosinone, consegnata in Irlanda, alla maglia di Alessandro Ballan, indossata nel podio delle Fiandre per l’incoronazione a campione del mondo, recapitata in Lussemburgo.  Dalla serie A è arrivata la solidarietà del portiere del Brescia, Enrico Alfonso, che ha proposto ai propri tifosi le magliette indossate durante due importanti match contro Milan e Juve. Manuel Iori, capitano del Cittadella, e Manuel Pascali, ex Cittadella, hanno donato maglie emblematiche per la storia della loro carriera, passata da Cesena a Torino, fino a Cosenza e Cittadella. Ma ci sono molte altre opportunità per i fan, gli aggiornamenti sono registrati su allstarsforgood.com.

A sostenere la promozione della start up c’è Velvet Sport, spin off della holding veneta della comunicazione Velvet Media. Velvet Sport, guidata dal professionista nelle pubbliche relazioni Fabio Volpato, è realtà leader nel Triveneto nel marketing sportivo. Partner delle più blasonate squadre di Serie A, tra cui il Brescia Calcio, Bologna e Udinese, Velvet Sport si basa su un database di oltre 300 atleti, offrendo la possibilità di entrare in contatto con i grandi campioni del presente e del passato, rendendoli portavoce dei propri valori aziendali.

EURO&PROMOS , IL FUTURO DELLE SANIFICAZIONI AMBIENTALI ANTI-COVID-19

Migliaia di persone al lavoro, centinaia di cantieri aperti e adesso gli studi innovativi del dipartimento Ricerca e Sviluppo. L’ad Alberto Tavano Colussi: “Le aziende devono uscire dal lockdown, ma prima è prioritario ripristinare la salubrità degli ambienti di lavoro”. Le agevolazioni fiscali e il vademecum per riaprire durante Fase 2 dell’emergenza

 

La sanificazione degli ambienti è uno dei punti fermi del Protocollo per la sicurezza dei luoghi di lavoro. Lo ha ribadito più volte il premier Giuseppe Conte. Le direttive del governo, contenute nella circolare del 22 febbraio del Ministero della Salute, sono chiare: è consigliato alle aziende, prima di riaprire, la sanificazione ambientale. La prima fase è quella della detersione. A seguire, per la decontaminazione serve l’uso di ipoclorito di sodio diluito allo 0,1%; in alternativa viene suggerito l’utilizzo di etanolo (alcool etilico) al 70%. Per incentivare tali operazioni, il decreto “Cura Italia” prevede un bonus sotto forma di credito d’imposta pari alla metà della spesa per un massimo di 20 mila euro nel corso dell’anno.

Ma per sconfiggere la pandemia queste misure forse non saranno sufficienti. Per questo Euro&Promos, azienda di Udine leader nazionale nel facility management con settemila dipendenti e un fatturato di oltre 140 milioni di euro, dall’inizio dell’emergenza ha messo al lavoro il team di ricercatori della propria divisione Ricerca e Sviluppo. In collaborazione con Università e aziende innovative sul fronte delle sanificazioni, ha al vaglio due strategie rivoluzionarie. La prima è l’uso dell’irradiazione germicida ultravioletta, metodo di sterilizzazione che usa la luce ultravioletta (UV) alla lunghezza d’onda UV-C, che modifica il DNA o l’RNA del Covid-19 (ma anche di altri germi e batteri) e quindi gli impedisce di riprodursi. La seconda è relativa al perfezionamento di uno strumento già in uso, quello dell’ozono, che, saturando e ossidando l’ambiente, permette una sanificazione totale. Entrambi i progetti si sposano con l’economia circolare e l’approccio green al mondo delle pulizie.

È difficile che determinate attrezzature siano a disposizione di un comune cittadino, in quanto molto costose e altamente specializzate. Il knowhow del professionista della sanificazione rappresenta una sicurezza nelle modalità, tecniche e nelle attrezzature utilizzate.

Alberto Tavano Colussi, amministratore delegato di Euro&Promos F.M. S.p.A.: “La sanificazione adotta metodi professionali, strutturati e più incisivi di pulizia degli spazi, con protocolli stabiliti e comprovati per ogni esigenza specifica: spazi interni ed esterni, arredi, superfici di varia natura. Euro&Promos, per esempio, è in grado di intervenire in ogni ambiente: sedi aziendali, uffici, luoghi pubblici, strutture sanitarie, retail, stabilimenti industriali, Ho.re.ca.

Normalmente viene svolto un sopralluogo da parte del nostro tecnico responsabile al fine valutare lo stato dell’area interessata, le caratteristiche di ogni ambiente, stabilendo la corretta organizzazione dell’intervento, sia in termini di tempi che di risorse da impiegare. Gli interventi di igienizzazione, disinfezione e sanificazione vengono effettuati dal personale specializzato che utilizza attrezzature all’avanguardia e prodotti che non danneggiano la salubrità dell’area trattata.”