NASCE POSTALMARKET CLUB, L’APP PER I FAN

Sempre più utenti chiedono di partecipare attivamente al processo di selezione delle aziende che fanno parte dell’ecosistema di Postalmarket. L’amministratore delegato, Alessio Badia: “Potranno suggerirci i loro produttori preferiti, operiamo nell’accelerazione dei business online”

Postalmarket è nel cuore degli italiani da generazioni. Era l’Amazon tricolore ben prima che Amazon nascesse, il modello della vendita casa per casa avveniva con ordini fatti via telefono e consegne fatte con le poste. Da allora il mondo è cambiato, il nuovo Postalmarket è prima di tutto un ecommerce che seleziona il meglio del Made in Italy. Ma la passione dei fan, sia quelli di vecchia data che i nuovi, è in continuo aumento. 

“Sempre più clienti ci chiamano per chiedere di poter comperare anche dal nostro sito il loro produttore di fiducia, o gli oggetti della bottega artigiana che conoscono”, spiega l’amministratore delegato, Alessio Badia. “Per questo abbiamo lanciato l’app “Postalmarket Club”, uno spazio dove è possibile segnalarci aziende che rispettano i nostri valori ecosostenibili ed inclusivi. Abbiamo anche pensato ad una piccola gratificazione per i nostri clienti, con dei buoni e dei riconoscimenti per le segnalazioni in linea con la nostra policy. Tutte le informazioni su www.postalmarket.it”. 

La rivista oggi è solo la punta dell’iceberg dell’ecosistema Postalmarket, che opera come vero e proprio acceleratore di ecosistemi digitali, fornendo alle pmi la comunicazione e il supporto ecommerce per farsi conoscere in tutta Italia, e in questo senso va anche la decisione di realizzare l’App. 

“In Italia ci sono circa 500 mila piccole e medie aziende, molte delle quali non hanno ancora iniziato a vendere sul web”, dichiara ancora Badia. “Postalmarket è un canale di vendita che accelera il mondo del business on line. Per questo per noi è utile ascoltare i fan di Postalmarket che ci segnalano le aziende di qualità, ma che magari non hanno esperienza ecommerce: potremo dar loro visibilità e risultati in modo più immediato”.

La rivista dialoga oggi in tempo reale con il marketplace in cui ogni giorno vengono caricati nuovi prodotti: sempre più importante è l’uso dell’intelligenza artificiale nella struttura web di Postalmarket. Oggi Postalmarket lavora con circa quattrocento marchi e propone cinquantamila prodotti sul sito. Dalla nuova fondazione dell’azienda, sulla copertina del catalogo sono passati Diletta Leotta, ClioMakeUp, i The Jackal, Fiorello, Benedetta Parodi e la credibilità della nuova vita del marchio è cresciuta.

“Da tempo la nostra realtà è oggetto di interesse da parte di fondi esteri, il comune obiettivo è quello di proporre la bellezza del made in Italy all’estero attraverso l’ecosistema comunicativo e ecommerce di Postalmarket”, conclude Badia. “Vogliamo espanderci presto in Europa, partendo dagli stati confinanti e arrivando, a poco a poco, a creare un gruppo solido di aziende che propongono l’Italia all’estero. La moda, ma non solo: design, prodotti di bellezza e per la casa, giochi e oggettistica di ogni genere. E poi una enorme varietà di prodotti enogastronomici. Ecco, questo è il Postalmarket che vogliamo portare in Europa”.

ASSET TRA E-SSENCE E NAVIA, SVOLTA NEL COMPARTO DELLA NAUTICA ELETTRICA

Barche green che si guidano con o senza patente, elettriche e sbloccabili via App. Partnership tra due start up della blue economy: Navia fornisce le imbarcazioni progettate ed E-ssence le propone ai business e privati con una innovativa formula di share mobility. I due founder: “Mercato in crescita, il settore che in Italia vale 60 milioni di euro”. Il progetto sarà presentato il 6 marzo allo start up day di Bologna

 

Due start up con la stessa anima, green. Giovani imprenditori con l’obiettivo di rivoluzionare la blue economy e il settore del nautico elettrico in Italia. Nasce dalla partnership tra E-ssence, progetto pensato a Bologna e lanciato nel 2023 in Liguria e Lombardia per il noleggio via app di imbarcazioni a motore solamente elettrico, e Navia, cantiere navale sorto a Roma che sta progettando barche sempre più green tech e con pannelli solari integrati. Navia fornirà le proprie imbarcazioni e si impegnerà a installare in tutti i modelli il pacchetto applicativo E-ssence, che a sua volta promuoverà il business della share-mobility su acqua. Il progetto sarà presentato il 6 marzo alla Bologna Business School durante lo start up day, quando le due aziende terranno un panel. 

Il business attorno al noleggio di barche elettriche, peraltro, è in crescita. Stando alle ricerche più recenti (Fonte: report Mordor Intelligence), il mercato a livello mondiale dovrebbe salire del 5% da qui al 2027, arrivando a 20 miliardi, quello europeo a 6,5 miliardi nello stesso periodo. In Italia al momento sono “solo” 60 milioni di euro, attesa una forte crescita nel 2024.

“Fin dall’inizio, abbiamo compreso l’approccio di Navia nei confronti dell’alta qualità delle loro imbarcazioni; non solo in termini di materiali, ma soprattutto per quanto riguarda l’ingegneria e le prestazioni in mare”, dichiara Leonardo Caiazza, founder di E-ssence. “Grazie a questa partnership, potremo offrire alla nostra clientela un prodotto costantemente all’avanguardia. Siamo due startup che hanno fatto il loro ingresso nel settore della nautica sostenibile contemporaneamente, presentando modelli distinti ma perfettamente complementari. Siamo convinti che questa collaborazione rappresenti una vittoria per entrambe le parti”.

“Questa collaborazione rappresenta per noi un momento decisivo”, commenta Guglielmo La Via, founder di Navia, azienda basata a Roma con headquarter a Sabaudia, vicino alla zona di San Felice Circeo. “Grazie ad E-ssence e al loro innovativo servizio di condivisione di barche elettriche siamo fiduciosi di poter rispondere in modo ottimale alle crescenti esigenze del mercato. Ritengo che il loro modello di business scalabile possa promuovere la visibilità del nostro prodotto presso un vasto pubblico di clienti altamente mirato. Ci impegneremo a realizzare imbarcazioni tech e pensate apposta per il mercato di E-ssence”.

Il modello di business è definito, e totalmente innovativo. Con E-ssence è nato in Italia il primo boat sharing elettrico completamente on line, un modello che in Europa esiste solo in Olanda. I founder della start up sono Michele Lauriola, classe 1990, originario di Manfredonia e ora residente a Montebelluna, nel Trevigiano e Leonardo Caiazza, classe 1989, originario di Parma, dove tutt’ora risiede e con un’importante esperienza lavorativa internazionale. Il sistema che propongono è lo stesso che si usa per i monopattini nelle città, è completamente automatizzato. Si sblocca la barca con l’App sul cellulare, si naviga con l’assistenza di un virtual skipper che suggerisce itinerari e punti d’interesse  da visitare, poi si ormeggia e si blocca. Ma non prima di averla messa in carica: questo è l’unico obbligo per l’utente prima di tornare a terra”.

La start up E-ssence, che ha sviluppato  il software per la gestione delle procedure, dal 2023  mette a disposizione dei propri clienti tre barche: una è ormeggiata nel porto di Mirabello a La Spezia in modalità B2C e la seconda è in gestione ad un operatore sul Lago di Garda, in modalità B2B, come la terza, sul Lago di Bracciano. Queste locations sono confermate nella stagione 2024 a cui si aggiungeranno altre destinazioni dal centro al nord Italia passando per le isole. Come primo esito della partnership con Navia, si raggiungerà l’integrazione della App E-ssence con il modello Navia X, gommone altamente performante, e con il nuovo modello di barca elettrica in fase di progettazione, caratterizzato da elevati  standard ecologici, innovativi pannelli solari e performance stupefacenti ideali per utilizzo nelle Aree Marine Protette.

 

SCHEDA E-SSENCE

I founders della start up E-ssence sono Michele Lauriola, classe 1990 e Leonardo Caiazza, classe 1989. Sono due giovani imprenditori che hanno elaborato la loro idea all’interno della Bologna Business School dove, nel 2023, hanno conseguito un MBA in Green Energy e Sustainable Businesses. La loro iniziativa è stata oggetto di due programmi di incubazione: il BigBo di Pixel e Banca Sella e il Nowtilus curato da Wylab, il sea innovation hub ligure. Il loro modello di business è quello del noleggio a breve termine di barche elettriche, come nelle città avviene per biciclette o monopattini. Basta il cellulare. Si cerca nella mappa dell’app la barca più vicina. Ci si avvicina, si sblocca il timone con un click. E poi si naviga, liberamente, senza patente nautica. La prenotazione può essere fatta anche a distanza di giorni per programmare la vacanza in tempo. Si progetta anche di offrire in sharing l’attrezzatura per fare snorkelling, pacchetti con l’indicazione di itinerari e punti di attrazione subacquea. In più è offerto un servizio meteo e SOS bottom in caso di emergenza. Attraverso l’app il cliente può geolocalizzare le imbarcazioni, prenotare e sbloccare i natanti. È prevista anche l’estensione all’intermodalità, coordinata con aziende che affittano biciclette e auto elettriche. I mezzi che E-ssence mette a disposizione sono navigabili con e senza patente nautica. Nel primo anno di attività molte richieste stanno arrivando dalle 22 aree marine protette italiane, ecosistemi fragili da salvaguardare dove muoversi con barche a scoppio danneggia gli equilibri naturali. Un modello che ben funziona in Austria, in particolare in Carinzia, che è del tutto innovativo in Italia. A livello europeo, ad Amsterdam ci sono dei sistemi simili che uniscono alta tecnologia e una scelta di trasporto totalmente green. E-ssence punta ad essere il riferimento del noleggio elettrico su acqua per questo lavora nella direzione di differenziare la flotta per rispondere alle diverse domande del mercato.

 

SCHEDA NAVIA 

Navia, azienda all’avanguardia nel settore delle imbarcazioni sostenibili, si dedica alla progettazione e produzione di imbarcazioni elettriche avanzate per noleggio e vendita diretta. Navia mira a accelerare l’adozione delle imbarcazioni elettriche nel diporto, offrendo soluzioni performanti e sostenibili; l’azienda è pioniere nell’industria delle imbarcazioni elettriche, con un team orientato verso un futuro sostenibile e tecnologicamente avanzato.

Il team di Navia, guidato da Guglielmo la Via, classe 1990, esperto del mondo nautico e appassionato innovatore, è affiancato da tre soci competenti nel campo dell’energia: Daniele Dell’Ariccia (classe 1991), Giuseppe Mancini (classe 1979) e Leonardo Castelli (classe 1980). Questa diversità di competenze forma un team dinamico pronto a guidare Navia nel futuro della navigazione sostenibile.

Navia si distingue per la sua attenzione scrupolosa ad ogni fase, dalla progettazione alla messa in mare, con un focus su partnership strategiche e rapporti solidi con i clienti. Nel mercato in evoluzione, Navia si afferma come punto di riferimento per la ricerca di tecnologie di ultima generazione, unendo design italiano e innovazione.

Le  barche elettriche Navia risultano essere perfette per la navigazione in aree marine protette, dove l’uso di motori a combustione è interdetto. Questa caratteristica le rende non solo ecologiche ma anche ideali per chi desidera godere delle bellezze delle zone marine più sensibili. L’uso dell’intelligenza artificiale nelle imbarcazioni rende la navigazione di Navia non solo sostenibile ma anche sicura, offrendo un’esperienza marittima immersiva.

CAMPIONATO DEL MONDO DEL MUSETO, VINCE MION DELLA LOCANDA “ALLA SPERANZA”

“Il museto ga da petar”. Nel giorno di Sant’Antonio Abate, protettore dei norcini, eletto a Riese il miglior museto. In gara c’erano 48 norcini da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino. Sul podio due veneziani. Tra i presenti Sammy Basso, l’assessore regionale Federico Caner, il sindaco di Treviso Mario Conte e il presidente di Coldiretti Giorgio Polegato

 

È cresciuto coi maiali nell’osteria di famiglia, aperta nel 1966 a ridosso delle mura di Castelfranco Veneto. Per oltre trent’anni ha imparato i segreti del museto, istruito prima dal nonno e poi dal padre. Lui rispetta l’ortodossia: una selezione di cotenna e spolpo di testa che non prevede altri tagli; solo sale e pepe e nessun’altra spezia. E poi la passione e qualche segreto nella lavorazione che non rivelerà mai. 

È Davide Mion della storica locanda “Alla Speranza” di Castelfranco Veneto il Campione del mondo del Museto, edizione 2024. Ed essendo trevigiano, ha vinto pure il premio riservato al miglior Museto di Marca. “Sono commosso, dedico questo premio a mia mamma che ora non c’è più e che era l’anima della nostra trattoria”, ha dichiarato mentre il Gran Norcino della Confraternita del Museto, Matteo Guidolin, lo insigniva del premio con la spada realizzata ad hoc per la Confranternita, e ribattezzata “Il Confratello”. “Il Museto è una nostra passione da sempre”, dice ancora Mion, noto sotto le mura per la casetta natalizia nella quale serviva il “Museto da asporto” accompagnato da ombre di vino. “Lo servo sempre come antipasto anche in trattoria, anche se non lo chiedono: e nessuno me lo rimanda mai indietro”.

 

Alla sesta edizione del campionato del mondo si erano iscritti 48 norcini, provenienti da 5 province venete (Treviso 30, Padova 6, Venezia 6, Vicenza 3, Verona 1), in gara anche due aziende da Pordenone. In gara anche l’Antica Osteria Morelli da Pergine Valsugana in rappresentanza del Trentino Alto Adige e dell’azienda Mario Lizzi da Fagagna in rappresentanza del Friuli Venezia Giulia. 

Al secondo posto si è classificato Alessio Marangon, di Cavallino Treporti, in provincia di Venezia e al terzo Manuel Veronese, di Eraclea, che a 15 anni è anche il norcino più giovane che abbia mai partecipato alla competizione. In giuria, sindaco di Treviso Mario Conte, ma anche Cesare De Stefani, Osteria senz’oste e Paolo Manzan di Nonno Andrea. Presenti alla serata anche l’assessore regionale Federico Caner, il presidente di Coldiretti Giorgio Polegato e Sammy Basso. 

Mion entra nell’albo d’oro, dunque, subentrando a Luigi Fabian di Salvarosa di Castelfranco Veneto, che aveva vinto lo scorso anno. Nell’albo d’oro, il Re della Cotica, Pierluigi De Meneghi, rimane in vetta dopo aver vinto due volte (nel 2022 e nel 2020), subentrando al primo vincitore a Luciano Ceccato di Riese Pio X (2018) e ai The Kings of Matcha di Montebelluna (2019). 

 

“Il Museto ga da petar”. Ci sono poche certezze nella vita, ma questa è fondamentale per l’Ingorda Confraternita del Museto che anche per questo evento aveva posto il proprio monito. «Pregasi astenersi se vegetariani, se magri, se tristi». Un sodalizio goliardico nato presso l’azienda vinicola Caneva dei Biasio, trattoria e azienda vinicola di Riese Pio X, e che negli anni ha creato un ecosistema culturale che valorizza l’enogastronomia locale, al museto infatti va abbinato il Raboso frizzante, prodotto autoctono. 

 

Il campionato del mondo di Museto è inserito all’interno delle iniziative di Porcomondo, il festival suin generis. La programmazione degli eventi collaterali prosegue il 19 gennaio alle ore 10 presso l’Istituto Agrario Domenico Sartor, con un convegno dal titolo “Il maiale: un organismo gen-eticamente trasformato”. Il 21 gennaio, a Fagagna, in provincia di Udine, Sant Antoni Fieste dal Purcitar: alle 10.30 appuntamento in sala Asquini al museo della vita contadina. Altro evento il 26 gennaio, alle 20, all’Albergo alla Speranza, a Castelfranco Veneto, con la “disfida del salame”. Sabato 27 gennaio alle ore 20, all’Agriturismo La Penisola, a Campo San Martino (nel Padovano) ecco la trentesima edizione della “Magna Porcatio”. Venerdì 9 febbraio al via il corso per la preparazione della vera focaccia veneta, presso il frantoio Callegari di Maser. Venerdì 16 febbraio allo stesso orario presso Ferrowine (Castelfranco Veneto), Muset & Champagne con la consegna del terzo premio Suin Generis ad Arrigo Cipriani (lo scorso anno fu premiato Pierluigi Pardo, noto giornalista sportivo). Infine, giovedì 17 febbraio a Maser la degustazione con la condotta Slow Food Alto Muson e Brenta.

ROCKOL AWARDS 2023, DANIELA PES VINCE IL PREMIO SPECIALE TICKETSMS

Notte magica per gli appassionati della musica, sono stati assegnati gli Awards di Rockol ai migliori artisti dell’anno. Tra i partner della serata anche TicketSms, tech company del ticketing paperless. Il ceo, Andrea Vitali: “Orgogliosi di innovare l’industria degli eventi musicali”

 

Notte magica alla Santeria Social Club di Milano. Si sono appena conclusi i Rockol Awards, riconoscimenti che a gennaio, da sette anni, offrono agli appassionati di musica l’opportunità di votare e sostenere i loro artisti preferiti, per realizzare le classifiche sui migliori dell’anno precedente. La premiazione si divide in due settori: “Miglior Album Italiano” e “Miglior Live Italiano”, per ogni categoria gareggiano cinquanta artisti selezionati da Rockol, in base ai successi ottenuti nel corso del 2023.

TicketSms, start up innovativa specializzata del ticketing digitale, ha deciso di sposare i Rockol Awards in questa edizione 2023. Oltre alla presenza durante l’evento, è stato deciso realizzare un premio speciale, il Premio Speciale TicketSms, che è andato a Daniela Pes, fenomeno musicale del momento con il suo stile che evoca una techno cosmica dai profumi mistici, già premiata con la Targa Tenco 2023 per il miglior album d’esordio e vincitrice del premio speciale Rockol 2023 quale miglior artista emergente. 

“TicketSms è un’azienda giovane e innovativa, e vediamo questi stessi valori rispecchiati nell’arte di Daniela Pes”, dice Andrea Vitali. “La sua musica, che combina generi tradizionali come il jazz e il folk con elementi di musica elettronica, rappresenta perfettamente una fusione tra passato e presente. Con la sua musica Daniela non solo ha creato un ponte tra diverse epoche musicali, ma ha anche dimostrato come le tradizioni possano essere reinterpretate attraverso l’innovazione e la modernità. La sua capacità di promuovere la cultura locale, con una forte connessione con le radici e l’uso del dialetto nelle sue canzoni, si allinea strettamente con il nostro impegno in TicketSms di sostenere la cultura attraverso la tecnologia. Daniela rende la musica di qualità accessibile a un vasto pubblico, un principio che condividiamo pienamente, dato che in TicketSms ci concentriamo sulla creazione di soluzioni semplici ed efficienti per l’accesso alla cultura e all’intrattenimento”.

“Per noi è un motivo di grande orgoglio aver siglato questa partnership”, dice ancora Vitali. “Questa collaborazione con Rockol non solo rafforza la nostra posizione nel mercato, ma ci permette anche di contribuire in modo significativo all’innovazione dell’industria musicale. Crediamo fermamente nell’importanza di reinventare continuamente il modo in cui i fan vivono la musica e gli eventi. Siamo certi che, anche grazie ad iniziative di questo genere, riusciremo sempre più a innovare il sistema dell’industria musicale. Il nostro sogno, quello di un mondo del ticketing completamente paperless, capace di essere green lungo tutta la filiera, si sta, poco alla volta, realizzando. Anche per questo ci siamo presi l’impegno di piantare un albero ogni diecimila biglietti che vendiamo, stiamo già facendo crescere una piccola foresta”.

TicketSms è nata a Bologna nel 2018, da allora alla guida ci sono i due founder, Andrea Vitali (originario di Fermo) e Omar Riahi (di Catania). Oggi TicketSms ha una quarantina di dipendenti. Oltre all’headquarter in un palazzo storico del centro di Bologna, ha anche aperto nel 2022 una sede di rappresentanza commerciale a Milano e lo scorso anno in Puglia. 

In pochi anni è diventata il punto di riferimento per organizzatori e clienti nel mondo degli eventi musicali: più di mille locali e discoteche convenzionate, quasi quarantamila gli operatori del mondo delle pubbliche relazioni e i promoter registrati. Sono oltre 15 mila gli eventi promossi negli anni dalla piattaforma, utilizzata nel corso del tempo da milioni di persone. 

TicketSms ha reinventato il modo di organizzare gli eventi eliminando la carta e innovando con prodotti di alta tecnologia, garantendo l’ingresso a concerti, club, discoteche, mostre, eventi culturali in modo veloce e semplice. Il biglietto è smart, digital e paperless e consiste in un semplice QR Code inviato sul cellulare attraverso sms certificati, utilizzabili anche in assenza di rete. TicketSms è stato il primo operatore italiano ad aver recepito la normativa sul secondary ticketing in modo totalmente favorevole per gli utenti: chi decide di vendere il biglietto perché non può più assistere all’happening può farlo sulla stessa piattaforma dove l’ha acquistato.

IL VALORE DEL CAPITALE UMANO NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, PUBBLICATO IL LIBRO DI FÒREMA

L’ente di formazione del sistema confindustriale dà alle stampe per il proprio quarantesimo compleanno la più completa analisi del mondo del lavoro in un momento di storico cambiamento. Dagli operai agli imprenditori, l’era digitale si può dominare solo con la formazione continua. Gli autori, Matteo Sinigaglia e Roberto Baldo: “Scuole e aziende devono integrare i propri processi formativi”

 

Correva il 1983 e la formazione, per le aziende, era qualcosa di totalmente innovativo. Fu in quel contesto pionieristico che venne fondata Fòrema. Da allora sono passati quarant’anni e in occasione del proprio compleanno l’azienda del sistema confindustriale veneto ha dato alle stampe un libro, a firma di Matteo Sinigaglia, direttore generale dell’ente, e Roberto Baldo, responsabile della progettazione e attività finanziate, intitolato “Il valore del capitale umano – 40 anni di Fòrema nella formazione e nel lavoro” (stampa Grafica Veneta, edizioni Fòrema, 219 pagine, 14,9 euro, www.forema.it), che ha come obiettivo analizzare l’attuale momento storico del mondo del lavoro alle prese con un cambiamento epocale tra intelligenza artificiale e nuove competenze digitali: percentuali imponenti di lavoratori saranno costretti a cambiare il loro approccio. 

“Il ruolo della formazione e della cultura nelle aziende sarà sempre più importante e si trasformerà”, spiegano Sinigaglia e Baldo. “Le aziende investiranno in formazione auto-organizzata e faciliteranno l’auto apprendimento trasmettendo la capacità e la mentalità per trasformare le competenze dei team. Le persone apprenderanno di volta in volta nuove competenze in base ai progetti da affrontare. Sarà sempre più importante avere un metodo per potersi muovere nella cultura aziendale e farla evolvere, intraprendendo in autonomia percorsi di crescita su misura. Ma non basta. Verrà a costituirsi un ecosistema virtuoso di organizzazioni in cui le persone trasformano i propri talenti calandosi in contesti diversi e diffondendo cultura del cambiamento. La scuola avrà l’obbligo di reinventare se stessa con nuove metodologie e con l’uso di nuove tecnologie”.

I temi trattati nel libro sono otto, articolati in altrettanti capitoli. Si inizia con la visione del capitale umano: l’evoluzione del lavoro e dell’organizzazione, dalla diffusione di nuovi valori nell’impresa al ruolo delle persone nell’era digitale fino alla nascita del “learning ecosystem”. C’è poi un focus sulla preparazione scolastica in Italia per il mondo del lavoro.

“L’invecchiamento demografico e le implicazioni nel sistema educativo convivono in un mondo dove è necessaria la formazione continua in ottica digital”, spiegano gli autori. Interessante poi il capitolo dedicato al “lavoro del futuro”, dove si cita anche Adriano Olivetti per parlare di rischi ed opportunità nella transizione digitale e sostenibile. “Il tema del digitale e di come le competenze stiano cambiando nell’era dell’intelligenza artificiale sarà prioritario per i prossimi anni – incalzano Baldo e Sinigaglia – perchè l’intelligenza artificiale è destinata a cambiare i paradigmi del mondo dell’occupazione a lungo”.

Le competenze, d’altro canto, cambiano e la scuola torna al centro dell’interesse degli autori. Nel testo si parla di nativi digitali che convivono con il digital gap sia tra i banchi che nel modello di formazione continua. Da queste premesse il quinto capitolo, dedicato al collegamento tra il sistema educativo e le imprese: si parla di orientamento, formazione secondaria e terziaria in rapporto alle Università e agli Its. Segue il focus sulla formazione per gli imprenditori, ma anche sui fondi interprofessionali del sistema Confindustria: Fondimpresa e Fondirigenti sono analizzati come motori della formazione continua. Infine, negli ultimi due capitoli si ipotizza lo scenario dell’impresa come “learning organization” nell’era degli hybrid jobs che dovranno generare un nuovo patto sociale. 

 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – LA STORIA DI FOREMA

Dopo la fondazione nel 1983 e le prime esperienze di servizi destinati al mondo degli industriali, la storia di Fòrema ha avuto un’accelerata negli anni Duemila con la presidenza di Giovanni Griggio. Era l’epoca dei fondi sociali europei. Allora, Griggio dovette affrontare una delle prime e importanti crisi del sistema formativo confindustriale: il passaggio al mondo del privato dopo anni di puro sostentamento pubblico, era il 2007 e gli imprenditori chiedevano ancora manager specializzati in delocalizzazione nell’est Europa e verso la Cina. A causa di un ritardo nel rifinanziamento dei fondi sociali europei, l’ente per la prima volta dovette affrontare un buco di bilancio, la rivoluzione fu entrare, tra i primi a livello nazionale, nel settore privato. Furono assunti dei commerciali, fu anche il periodo in cui nacque Fondimpresa. 

Subito dopo, al timone di Fòrema fu nominato Marino Malvestio, imprenditore nel settore degli arredamenti per strutture ospedaliere. Sei anni di presidenza, dal 2010 al 2016, ricordati per la scelta di nominare un direttore generale, Cristina Ghiringhello, capace di traghettare l’azienda verso i primi bilanci in utile, a vantaggio di Confindustria Padova. Ma anche l’avventura di Niuko e la nascita de IlCuboRosso. Per la prima volta Fòrema è riuscita in quegli anni a produrre un utile, di qualche centinaio di migliaio di euro. Tra le attività che hanno avuto più eco, va citata l’esperienza de IlCuboRosso, “spazio fisico” di 600 metri quadri per simulare, sperimentare, rielaborare nuovo know how tecnico e manageriale da trasferire al sistema delle Pmi. Due anni dopo, l’altra scelta strategica, quella di far nascere il «super-polo» confindustriale per la formazione d’impresa, primo in Italia per dimensioni, dall’unione tra Padova e Vicenza.

Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e  metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia. 

Nel corso del 2022 sono state 26.368 (+9% sul 2021) le persone che hanno seguito corsi di formazione (nel 2021 furono 24.314; +14% sul 2020). In tutto, sono state erogate 41.641 ore in corsi di vario genere, con una crescita del 7,5% sul 2021. Grazie a questi numeri, per Fòrema il 2022 si era chiuso con un fatturato a 7,7 milioni di euro, con un balzo in avanti del 10% rispetto all’anno precedente (quando si era già registrato un +12% sui 6,3 milioni del 2020).  Fòrema, che ha sede negli uffici di proprietà collocati nel centro direzionale “La Cittadella” di Padova, occupa una sessantina persone e collabora con decine di professionisti. Il consiglio direttivo è guidato dal direttore generale Matteo Sinigaglia, ed è composto da Roberto Baldo, responsabile attività finanziate, Anna Cracco, responsabile commerciale e Andrea Sanguin, responsabile amministrazione, finanza e controllo. Presidente è Enrico Del Sole.