THE WALLÀ 2025, UN MURALES COLLETTIVO PER IL BORGO DELLE MERAVIGLIE

Un grande dipinto corale dedicato all’opera di Lewis Carroll a cui hanno partecipato centinaia di persone mette il sigillo a una stagione di eventi che ha visto crescere la partecipazione dei residenti per lo sviluppo del museo della street art all’aperto a Riese Pio X (TV). Nasce Walladicarta, l’ecommerce con le opere uniche degli artisti. Mauro Berti, il portavoce del Collettivo Bocaverta: “Il bilancio di The Wallà è di successo: i muri parlano, la comunità ascolta, e l’arte diventa strumento di rigenerazione urbana e sociale”

The Wallà chiude la sua stagione con un bilancio che porta il segno di tre grandi nomi dell’arte urbana e di un’opera collettiva capace di coinvolgere centinaia di persone. 

Nel borgo di Vallà di Riese Pio X, nel Trevigiano, negli ultimi mesi le pareti si sono colorate con Dove vagano le bestie selvagge, murale firmato dal celebre artista spagnolo Dulk, con l’intervento di Alicè, tra le più apprezzate street artist italiane, e con il lavoro dei valenciani PichiAvo, noti a livello internazionale per la loro cifra stilistica che fonde graffiti e classicismo. I murales di questo museo a cielo aperto salgono così a quota 26, sono oltre mille metri quadri di arte che sta dando nuovo valore alle abitazioni e creando flussi turistici in un borgo altrimenti dimenticato.

Accanto a queste firme di rilievo, la comunità ha dato vita a un’esperienza condivisa: un grande murale ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, mosaico visivo che ha trasformato una superficie anonima in un tappeto di colori e simboli. L’opera, composta da riquadri variopinti realizzati da centinaia tra adulti, ragazzi e bambini, racconta in chiave grafica e cromatica i personaggi e i mondi fantastici della fiaba di Lewis Carroll. Dal cielo appare come una scacchiera immaginifica: volti, frasi, animali e segni astratti convivono in un insieme armonico, attraversato da frecce rosa che sembrano guidare lo sguardo dentro il sogno.

The Wallà non è più solo un progetto di rigenerazione urbana, ma un’esperienza collettiva che ha saputo coinvolgere l’intero paese. A Vallà i laboratori organizzati durante l’estate hanno visto la partecipazione di bambini, ragazzi, adulti e anziani, tutti chiamati a dare un contributo creativo che è poi confluito nel grande murale collettivo. Centinaia di mani hanno lavorato insieme per costruire un’opera che racconta il senso di comunità e che resterà come segno tangibile di un percorso condiviso. L’arte, qui, diventa linguaggio comune e occasione di incontro. “Il progetto ha dimostrato che la bellezza nasce quando le persone collaborano, senza distinzioni” raccontano i promotori, sottolineando come il cuore dell’iniziativa sia stato proprio il coinvolgimento diretto della cittadinanza.

Accanto ai muri, però, The Wallà guarda avanti anche con Walladicarta, la nuova linea di stampe che raccoglie e rielabora i motivi dei murales, trasformandoli in opere da vivere dentro le case. Entro poche settimane sarà online l’e-commerce dedicato, uno spazio dove acquistare edizioni artistiche e sostenere così la crescita del progetto. Dalle pareti del paese ai fogli di carta, The Wallà continua a diffondere energia creativa, tenendo vivo lo spirito di una comunità che ha scelto l’arte come forma di identità.

«The Wallà è molto più di un festival: è un percorso di rigenerazione urbana che attraverso la street art, la musica e i laboratori creativi sta ridando nuova vita al borgo riesino», commenta Mauro Berti, portavoce del collettivo Bocaverta. «I muri che un tempo erano spogli oggi raccontano storie, immaginari e sogni condivisi, trasformando il borgo in un palcoscenico aperto al mondo. La street art qui non è solo bellezza estetica, ma un linguaggio capace di coinvolgere la comunità, attirare visitatori e stimolare riflessioni sul presente».

La conclusione di questa stagione segna anche un nuovo inizio. Tutte le opere realizzate, comprese quelle appena completate, saranno presto accessibili anche online grazie al tour virtuale interattivo disponibile su www.thewalla.it/vt. Si tratta di uno strumento che permette di esplorare oltre mille metri quadrati di pareti dipinte, scoprendo gli autori, le storie e i processi creativi dietro ogni murales. Un invito a visitare fisicamente il borgo, ma anche un’opportunità per scuole, appassionati, viaggiatori e curiosi di conoscere Vallà da ogni parte del mondo.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – La storia di The Wallà

The Wallà è un progetto di rigenerazione urbana partecipata partito a maggio 2021 su iniziativa dell’associazione di promozione sociale “Collettivo BocaVerta”, in collaborazione con il Comune di Riese Pio X e con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Treviso. Il nome unisce in un gioco di parole il termine inglese wall (muro) e il paese in cui ha luogo l’iniziativa, Vallà (frazione di Riese Pio X, nel Trevigiano). Attraverso il linguaggio della street-art si vuole migliorare aree di degrado urbano e creare opportunità culturali ed economiche per il territorio, valorizzando gli immobili oggetto degli interventi degli artisti. The Wallà si propone di trasformare i muri di edifici pubblici e privati in tele per un museo permanente a cielo aperto. Ad oggi sono state realizzate 23 opere in totale: 18 su pareti private (case, capannoni) e 5 su superfici pubbliche (scuola elementare, campo da basket e da pallavolo) e l’iniziativa è in continua espansione. Ogni opera in media supera i 60 metri quadri, si stima che ad oggi siano stati riqualificati oltre mille metri quadri di pareti. Tra gli altri, hanno partecipato al progetto artisti di fama internazionale come Alicè, Ericailcane, Kraser, Zed1, Zentequerente, Tony Gallo, Vera Bugatti, Alessandra Carloni, Bastardilla, Agostino Iacurci, StenLex, Tellas, Franco Fasoli, Pixel Pancho, Joys e Orion. Il 2024 ha segnato un punto di svolta per The Wallà grazie al successo del Wonderwallà Festival, rassegna di eventi, musica e laboratori organizzato a fine agosto. Momento clou è stata la creazione dell’opera collettiva “Il Piccolo Pixel”, un murale a mosaico ispirato al celebre racconto “Il Piccolo Principe” in occasione degli ottant’anni della sua pubblicazione. Realizzato da centinaia di residenti, artisti e visitatori, il murale è composto da 5.994 tasselli colorati a mano. Nelle edizioni precedenti sono state realizzate due altre opere collettive: nel 2022 la trascrizione integrale delle Avventure di Pinocchio di Collodi su un muro di 50 metri da parte di mille volontari; nel 2023 un murale dedicato a Gianni Rodari con le poesie selezionate dal concorso “Semi DiVersi”, che ha visto la partecipazione di 256 poeti da tutta Italia. L’iniziativa è stata anche oggetto di studio del corso di laurea e del Master di II livello in Design di Prodotto presso la Raffles Milano Istituto Moda e Design, con l’intento di sviluppare progetti per le aziende locali e il paesaggio urbano. 

Contatti e informazioni per conoscere le location delle opere e le biografie dei singoli artisti: www.thewalla.it; Facebook: www.facebook.com/thewalla.bocaverta; Instagram: www.instagram.com/the.walla.

CAMPUS FILIPPIN: UNA CITTÀ PER LO STUDIO. PROGETTI DELL’ARCHITETTO FAUSTO SCUDO

Una mostra inedita agli Istituti Filippin di Paderno celebra l’opera di Fausto Scudo, l’architetto che ha plasmato il “Villaggio degli Studi” tra il 1924 e il 1958, attraverso disegni originali e documenti storici. Inaugurazione il 22 maggio

Gli Istituti Filippin annunciano l’inaugurazione della mostra “Campus Filippin: una città per lo studio. Progetti dell’architetto Fausto Scudo”, che si terrà il 22 maggio presso il padiglione Pio XII a Paderno di Pieve del Grappa. La mostra, realizzata in occasione del centenario degli Istituti Filippin, espone documenti originali e riproduzioni fotografiche che illustrano il contesto storico, i principi ideativi e compositivi, e l’evoluzione dei lavori per i “villaggi degli studi” progettati dall’architetto Fausto Scudo su incarico di Monsignor Erminio Filippin tra il 1924 e il 1958.  

Nato a Crespano del Grappa il 15 febbraio 1898, Fausto Scudo si formò inizialmente nella bottega di ebanista del padre Fermo. Dopo aver frequentato l’Accademia di Venezia ed essersi laureato in Architettura a Roma nel 1927, tornò a Crespano e iniziò una prolifica carriera, segnata da opere significative come l’Istituto Scalabrini a Bassano del Grappa e il “campus” del Collegio Filippin.  

Il progetto del “Villaggio degli Studi” degli Istituti Filippin, iniziato nel 1924, rappresenta una delle opere più importanti di Scudo. Monsignor Filippin immaginava un moderno “Campus” dove i giovani potessero studiare, risiedere e dedicarsi alle attività del tempo libero. L’incontro con Scudo permise di trasformare questa visione in un vero e proprio disegno urbanistico, caratterizzato da viali alberati, spazi verdi e edifici in stile razionalista. La mostra documenta le diverse fasi di questo progetto, dalla costruzione del primo padiglione “Eroi del Grappa” nel 1928, fino alla realizzazione del Padiglione Pio XII e della Chiesa del Cristo Re negli anni ’50.  

Oltre ai progetti per gli Istituti Filippin, la mostra presenta anche altri lavori di Scudo nel territorio di Pieve del Grappa, tra cui restauri di chiese, progetti di edifici pubblici e privati, e interventi paesaggistici. Un’attenzione particolare è dedicata al rapporto di Scudo con il paesaggio, evidenziato attraverso disegni, dipinti e fotografie che testimoniano la sua capacità di integrare le architetture nel contesto naturale.  

“Questa mostra è un’occasione unica per riscoprire il talento di un architetto che ha lasciato un segno indelebile nel nostro territorio,” afferma Sileno Rampado, dirigente scolastico degli Istituti Filippin. “Le sue opere, oltre ad essere testimonianza di un’epoca, rappresentano ancora oggi un esempio di come l’architettura possa integrarsi armoniosamente con il paesaggio e rispondere alle esigenze della comunità. Siamo orgogliosi di poter condividere con il pubblico questo patrimonio culturale.”

La mostra “Campus Filippin: una città per lo studio. Progetti dell’architetto Fausto Scudo” è curata da Anna Manea, Claudio Mistura, Sileno Rampado e Gianni Scudo, con la collaborazione di Daniele Ferrazza e 593 studio.  

L’inaugurazione si terrà giovedì 22 maggio alle ore 17:00 presso il padiglione Pio XII, Paderno di Pieve del Grappa. L’evento è patrocinato dal Comune di Pieve del Grappa e dall’ Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori di Treviso, ai presenti iscritti all’ordine saranno riconosciuti crediti formativi professionali (cfp). La mostra resterà aperta fino all’autunno, tutti i giorni, in orario di apertura del plesso scolastico.

Approfondimento – Gli Istituti Filippin: storia, didattica e strutture

Gli Istituti Filippin di Pieve del Grappa affondano le radici nel 1924, quando monsignor Erminio Filippin fondò l’Istituto, poi affidato nel 1958 alla guida della Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Oggi, sotto la direzione scolastica del professor Sileno Rampado, rappresentano uno dei poli educativi più prestigiosi d’Italia, con circa 500 studenti, dalla scuola dell’infanzia ai licei scientifico, scientifico scienze applicate ed economico sociale, e 140 collaboratori tra docenti e personale di servizio.

L’offerta formativa è fortemente orientata all’internazionalizzazione, con certificazioni linguistiche e informatiche, percorsi di doppio diploma italo-statunitense e italo-britannico, Year Abroad, global lessons e stage linguistici. Il campus ospita anche il CIMBA, centro di alta formazione manageriale e di leadership riconosciuto a livello internazionale.

La struttura, oggi denominata La Salle Campus, si estende su 30.600 metri quadri immersi in un parco di 35 ettari. Dispone di 40 aule didattiche, 450 posti letto in camere moderne e attrezzate, e spazi polifunzionali per eventi e conferenze, tra cui un teatro da 300 posti.

Il Centro Sportivo, uno dei più completi a livello regionale, conta oltre 20 impianti tra cui un palazzetto con 400 posti a sedere, due palestre con sala pesi, una sauna, una piscina a quattro corsie, una piscina specialistica per rieducazione motoria, due campi da calcio regolamentari, due campi da calcio per allenamenti, una pista di atletica a quattro corsie con pedane per il lancio del peso, del disco e del giavellotto, quattro campi da tennis, due campi da basket all’aperto, un campo da rugby, campi di calcetto su cemento e su erba, e campi di pallavolo.

Gli Istituti Filippin, collegati a una rete internazionale di 928 scuole lasalliane nel mondo, continuano a formare generazioni di studenti con una proposta educativa che unisce eccellenza accademica, valori cristiani e apertura globale.

LE LUCI NELLA NOTTE, IL BLU E CENTO OSPITI ALLA GALLERY IN: IL RACCONTO MOSTRA DI DIANA MIGLIORATO

Si è celebrata lo scorso 31 marzo l’inaugurazione della mostra “BLU”,  disegni e dipinti di Diana Migliorato presso Gallery IN in Via Umberto 1 n° 78 a Padova. La mostra prosegue fino al prossimo 13 aprile. 

Verso il tramonto i primi ospiti dalle ore 19.00 sono stati invitati ad accendere delle torce messe a disposizione dall’artista per illuminare e gustare al buio, con una personale piccola luce, i particolari delle opere esposte. Un’esperienza vissuta entusiasticamente, tutti si sono potuti concentrare nel visitare i piccoli spazi dei disegni e delle pitture esposte cogliendo le variazioni di colore e di effetti pittorici. Piccole gocce, segni opachi e lucidi si alternano nei quadri di Diana Migliorato, come in spazi del micro e macrocosmo.

Al termine dell’esperienza sensoriale-emozionale al buio Caterina Santinello, grafica, fotografa e danzatrice, ha offerto ai presenti una spiegazione della creatività della pittrice, raccontando la storia del colore Blu protagonista e filo conduttore delle opere esposte. 

A seguire Roberto Serafini attore ha incuriosito gli ospiti con racconti nei quali il BLU diventa soggetto e personaggio. Ha iniziato con alcune letture tratte da “Lo spirituale nell’arte” di Wassily Kandinsky, testo chiarissimo e ancora attuale del 1910, sino a raccontarci con una recitazione teatrale dei brani di “Barbablù” più recente romanzo di Amélie Nothomb.

“Tra le 19.00 e le 21.00 sono entrati in Gallery IN circa un centinaio di ospiti”, commenta l’artista, Diana Migliorato ottima padrona di casa e maestra di cerimonie. “Sono state stappate una dozzina di ottimo Prosecco, si è parlato e discusso di arte e pittura, ma è stato anche un tempo dedicato al ritrovarsi e allo stare insieme nel bello e nel buono. Gallery IN si riconferma ancora una volta un luogo dove INcontrarsi e stare iNsieme”. 

Per l’artista, un evento molto importante, che suggella un ottimo momento della sua carriera. Diana Migliorato, nata nel 1970 a Padova, si diploma in Discipline Pittoriche all’Istituto d’Arte Pietro Selvatico. Prosegue gli studi in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto l’influenza della scuola di Emilio Vedova. Frequenta i corsi estivi di Vittorio Basaglia. Approfondisce tecniche di illustrazione e pittura murale alla Scuola Internazionale di Sarmede sotto la guida di Stephan Zavrel. Attualmente docente di discipline grafiche e pittoriche al Liceo Artistico Valle a Padova. Nel 2022 apre uno studio a Venezia e gestisce per 6 mesi uno Spazio Condiviso con altri artisti nello Storico Palazzo Manuzio a San Polo. A dicembre 2023 apre a Padova Gallery “IN” nel più bel palazzo della Via lo storico feudale Capodilista in Via Umberto 1 n°78 a due passi dal Prato della Valle. Una nuova realtà rivolta all’arte e al design, uno studio d’artista disponibile anche alla presentazione di nuove situazioni e aperto a tutte le forme d’arte. Infatti, “IN” sta per essere In, Interior, Inside, International, Inarrestabile e Inclusione.

LA MOSTRA “Blu” di Diana Migliorato. Venerdì dalle ore 19.00 alle ore 21.00. Gallery IN Via Umberto 1° n.78 a Padova. DATE: 31 marzo / 13 aprile 2023. ORARI: dal lunedì alla domenica dalle ore 15.30 alle ore 19.30. CONTATTI: galleryinpd@gmail.com

 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

ROBERTO SERAFINI AUTORE E ATTORE. Ha lavorato come attore/autore alla trasmissione CONTAINER CIRILLI andato in onda sul canale SKY COMEDY CENTRAL  e per tre stagioni alla trasmissione comica RACCOLTA DIFFERENZIATA andata in onda su TELECHIARA. Alcune delle sue battute sono inserite nella raccolte ANCHE LE FORMICHE NEL LORO PICCOLO SI INCAZZANO (2000) , LE FORMICHE E LE CICALE (2002) e nelle AGENDE COMIX (2006 e 2012). È autore attore del monologo di stand up comedy PERDENTE DI SUCCESSO. Legge e recita dal 1988.

 

Caterina Santinello, fotografa e artista visiva, svolge attività di divulgazione in ambito artistico principalmente a Padova e in Veneto. Nel 2019 con la mostra “Il viaggio” partecipa alla sezione off del festival Photo Openup di Padova. Realizza progetti formativi sulla fotografia e l’arte-terapia. Le sue più recenti proposte coinvolgono i partecipanti in stages multidisciplinari dove il movimento e l’espressione corporea si integrano con l’esercizio visivo e la pratica artistica.

 

L FANTASMA DELLA FORMA La scultura contemporanea 01 APRILE – 30 LUGLIO 2023 MUSEO CIVICO DELLA LAGUNA SUD CAMPO G. MARCONI 1 – CHIOGGIA (VE)

Artisti:

Guido Airoldi, Alessandra Aita, Angelo Alessandrini, Arman, Manuela Bedeschi, Beppe Borella, Mario Ceroli, Giorgio Dalla Costa, Enrico Ferrarini, Piero Gilardi, Pamela Grigiante, Mahatma Marchi, Andrea Meneghetti, Aldo Mondino, Elena Pizzato Ketra, Mario Schifano, Dario Tironi, Marcello Tommasi, Emanuel Zoncato

 

Aprirà il prossimo 1 aprile 2023 la mostra “Il fantasma della forma: la scultura contemporanea” presso il Museo Civico della Laguna Sud di Chioggia (Ve), organizzata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Chioggia (Ve) in collaborazione con MV Eventi di Vicenza. La mostra resterà aperta fino al 30 luglio.

Un viaggio all’interno del mondo della scultura dal Novecento e fino ai giorni nostri in un continuo dialogo tra cultura materiale e linguaggi contemporanei.

 

Tra gli artisti in mostra, anche i grandi maestri: Piero Gilardi (recentemente scomparso) e Mario Ceroli, uno dei maestri dell’arte povera, il camaleontico Aldo Mondino e il re della pop italiana Mario Schifano.  

 

La mostra, che sarà allestita in un serrato dialogo con gli spazi espositivi del Museo, vuole porre l’attenzione sul rinnovamento stilistico di una scultura che, oggi, si confronta con nuovi materiali e nuove soluzioni indice di una contaminazione di linguaggi che si fondano sia sul mondo naturale, ma anche sul progresso tecnologico e scientifico di una società in continua evoluzione.

“Una mostra” commenta l’Assessore alla Cultura Elena Zennaro “per provocare chi ha paura della forma e non tanto dei fantasmi. Una mostra per stimolare il dibattito su temi di attualità come l’affermazione di sé in una società per certi versi effimera, per altri granitica. Non a caso il percorso espositivo di Vanzan si trova all’interno dello storico percorso del nostro Museo Civico in una continua ricerca di equilibrio.”

Gli artisti selezionati dal curatore Matteo Vanzan hanno saputo confrontarsi con la scultura in maniera innovativa leggendo i cambiamenti sociali attraverso l’uso di materiali non convenzionali e non propri alla tradizione scultorea del passato. Il Fantasma della forma racconta la vicenda dello stato primordiale di una materia che tende a celare, anziché rivelare.

Lo stato di rivelazione apparente consente di condurre l’ombra impalpabile e misteriosa del tessuto materico nella presa di coscienza di una concretezza e tangibilità grazie all’approccio visionario di uomini che sanno andare oltre il dato oggettuale per trasformarlo in una fenomenologia dello sguardo. 

Artisti in grado di tradurre la propria urgenza espressiva affondando le mani nella materia pulsante di un mondo naturale ed artificiale alla continua ricerca di significati con l’obiettivo di rivelarci, in ultima istanza, ciò che fino ad un attimo prima era solo un suggerimento vicino alla premonizione. Da fantasma la forma diventa la presenza della sua percezione trasversale proprio grazie al passaggio dal mondo dell’indistinto a quello dell’essere: si rivela al mondo in un concetto esistenzialistico fatto di contorni plastici, definiti e poderosi connotati da un peso specifico simbolico.

Dall’eidos platonico a quello aristotelico la forma, finalmente, trova il coraggio di mostrarsi grazie a colui secondo il quale il linguaggio espressivo evolve attraverso un intelletto che dà valore non tanto alla cosa in sé, ma alla sua costruzione rappresentativa.  

Scopo ultimo è lo scoprire la molteplicità di percorsi che nessun linguaggio sa illuminare completamente, riuscendo a valicare la linea dell’orizzonte per spingersi oltre il mistero che separa l’Io dal mondo.

Lo scultore trasforma lo sguardo in un respiro volto a mantenere in perfetto equilibrio mondi classici e ricerche anticlassiche provocando ritmi, sonorità e cadenze oscillanti che assottigliano il limite estremo tra segno e significato.

Tutto appartiene alla sfera dell’intelligibile senza intromissione di mediazioni nella comprensione della materia: la scultura è una vitalità primaria che si svolge attorno alle colonne cosmiche del sentire: pone in diretta connessione l’energia silenziosa, ma sempre presente, dell’uomo con il suo vissuto.

 

“Una mostra” spiega il curatore Matteo Vanzan “fatta di maestri storici e artisti contemporanei che vuole riflettere sulla dimensione di una scultura che, oggi, si confronta con nuovi materiali e nuove soluzioni in una continua contaminazione di linguaggi che si fondano sia sul mondo naturale che sul progresso tecnologico e scientifico di una società in continua evoluzione. Il percorso del linguaggio scultoreo contemporaneo lo possiamo leggere attraverso forme complesse e multicolori, essenziali e monocromatiche, traslucide oppure opache; opere in cui la materia si incurva, si sprigiona e utilizza i più disparati materiali come legno, pietra, terracotta, poliuretano, plastica, bronzo, vetro, pane, neon creando un incessante dialogo con elementi più sottili, talvolta sussurrati, in sintonia con le opere di matrice intimista. Un percorso, quello di oggi, fatto di nuovi protagonisti che riflettono sullo stato dell’esistenza, del mondo e della società e che sono stati in grado, con le proprie personalissime ricerche estetiche, di donarci nuove visioni di un’arte che, come affermava Jorge Luis Borges, “vuol sempre irrealtà visibili. Quali sono oggi i nuovi canoni espressivi di una disciplina artistica che trova le sue radici nel nostro più remoto passato?”

 

La mostra, che terminerà domenica 30 luglio 2023, sarà aperta dal martedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00; sabato e domenica dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 (Aperture soggette a variazioni da giugno – per l’orario estivo aggiornato consultare il sito: https://museo.chioggia.org 

 

MAGGIORI INFORMAZIONI

 

BIGLIETTI

Intero: 4 euro / Ridotto: 3 euro (gruppi superiori a 15 persone) 

Gratuito: gruppi scolastici ed i loro accompagnatori, under 18, studenti universitari, guide turistiche, giornalisti, insegnanti del MIUR ed equiparati, persone in situazione di handicap  e loro accompagnatori

 

CONTATTI E PRENOTAZIONI

T: 041-5500911 M: info.prenotazionimuseo@chioggia.org

FACEBOOK.COM/MUSEOCIVICO.CHIOGGIA

OMBRE CABIATESI, IL MURO DI CINTA DELL’AZIENDA DIVENTA OPERA D’ARTE

Installazione lunga sessanta metri, ritratti i residenti. Protagonisti cittadini ed associazioni Cabiatesi, partecipi in prima persona, col proprio corpo e configurazione libera. L’artista Cazzaniga: “L’arte unisce, questo il nostro omaggio al territorio”

 

La cinta in cemento della Italtex S.p.A. è stata interamente ricoperta da una guaina bituminosa ardesiata, una specie di micro-asfalto: una sorta di strada, ma in verticale. Su questa superficie materica e scura sono state impresse ombre di un gruppo selezionato di persone: donne e uomini di tutte le età che rappresentano diverse professioni, ruoli, passioni di tutti i settori: sportivo, culturale, sociale e politico. Ognuno lascia la propria ombra a testimonianza di un passaggio terreno, in un progetto collettivo e partecipativo.

Questa è l’installazione artistica collocata presso la sede dell’azienda Italtex S.p.A. di Cabiate (Como), specializzata nella produzione di tessuti tecnici per la moda, realizzata da Enrico Cazzaniga, artista noto per i suoi progetti di arte pubblica site-specific; è la sua opera più grande: lunga oltre sessanta metri, alta due, lungo via Piave. L’opera è stata patrocinata dal Comune di Cabiate. 

Per realizzarla, è stato dato il via a un’operazione durata mesi, che ha coinvolto direttamente e indirettamente un centinaio di persone. Dopo la copertura col “micro asfalto”, sulla superficie materica e scura, con l’ausilio di un faretto, ha creato le ombre proiettate sulla superficie verticale definendole con un gessetto. Sono state impresse ombre di un gruppo eterogeneo di persone, donne e uomini di tutte le età in rappresentanza dei residenti. Ci sono l’alpino e il ginnasta, l’artigiano e la bimba col palloncino a forma di cuore in omaggio a Banksy, ma anche l’intagliatore e la donna incinta. Il tutto racchiuso da due fasce azzurre e bianche, colori del gonfalone di Cabiate oltre che quelli legati alla patrona Santa Maria Nascente. L’unica parte che non è stata dipinta sono le ombre che risaltano per il contrasto dei colori. Sono stati utilizzati smalti stradali attinenti le stesse ombre che sono, oltre che scure, materiche: il materiale usato simboleggia il tema del percorso, della strada e del viaggio.

L’artista, Enrico Cazzaniga, è orgoglioso del progetto portato a termine. “Ci sono voluti mesi dalla fase iniziale di riflessione attorno alla possibilità di realizzare l’opera d’arte fino al suo compimento”, dice. “Abbiamo coinvolto l’amministrazione comunale e i nostri concittadini, tutti hanno risposto con entusiasmo e partecipazione attiva. Un progetto di riqualificazione di un’area urbana periferica. Arte e Impresa”. 

Dopo mesi di lavoro e di perfezionamenti, adesso l’opera è fruibile per chiunque voglia vederla lungo la cinta di una azienda, la Italtex S.p.A., da sempre presente e attiva sul territorio dal 1946. 

Domenica 26 marzo, alle ore 11, l’artista Enrico Cazzaniga sarà presente presso l’opera per completarla aggiungendo il colore rosso al palloncino a forma di cuore e per poter avere l’opportunità di presentare l’opera a chi volesse maggiori informazioni. 

Un ulteriore supporto informativo è presente sulla pagina web creata ad hoc e fruibile attraverso l’indirizzo www.ombrecabiatesi.italtex.it dove, oltre alla spiegazione del concept dell’opera e i dettagli sull’artista, sono presenti anche una foto panoramica dell’opera con i nomi e ruolo dei partecipanti e un video per mostrare il backstage. 

 

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

 

L’AZIENDA ITALTEX Italtex S.p.A. nasce nel 1946 come azienda produttrice di tessuti in seta per abbigliamento femminile. Negli anni, sotto la guida del fondatore Sandro Pedretti e successivamente grazie alle intuizioni e al grande impegno del figlio Adriano, si espande e si rinnova per seguire le evoluzioni della tecnica e del mercato. Nel 2003 vi è stato l’ingresso in azienda della nuova generazione. Oggi la produzione viene realizzata interamente in Italia nei diecimila metri quadri dello stabilimento di Cabiate, in provincia di Como, dotato di un’ampia capacità produttiva, con telai di ultima generazione a pinze negative e positive, sia a licci che jacquard. Oggi Italtex occupa cinquanta persone e produce circa due milioni di metri di tessuto all’anno. Italtex è leader nel segmento dei tessuti tecnici per la moda ed è attiva nella produzione ecosostenibile come, ad esempio, la realizzazione di tessuti da nylon rigenerati provenienti dalle reti da pesca oceaniche. Contatti e informazioni: www.italtex.it

 

L’ARTISTA ENRICO CAZZANIGA Enrico Cazzaniga è un artista comasco che ha indagato la città e più approfonditamente la strada, quale luogo di vita, di incontro, di commercio, di passaggio dell’uomo. I suoi lavori hanno dapprima utilizzato il catrame e l’asfalto veri e propri, poi si sono concentrati su altri temi e mezzi, portandolo agli ultimi cicli a ragionare attorno alla tematica del “togliere”. Questo è un approccio metodologico che Cazzaniga utilizza dal 1997, dal momento in cui ha scelto il fustagno nero e la candeggina come elementi elaborativi. Nato a Mariano Comense (Como) nel 1966. Vive e lavora in Brianza e Wiltshire (England)

1989/90 Corso Superiore di disegno alla Fondazione Antonio Ratti, Como (premiato)

1996 Premio San Carlo Borromeo, Museo della Permanente Milano (premiato)  –

Dal 2000 personali sulla tematica del “Togliere”  e su temi come la “strada” a Milano nel 2002 Galleria Antonio Battaglia, la “memoria civile” nella ex chiesa San Pietro in Atrio in Como nel 2004, sul “sonno” a Brescia nel 2005.   Tra le collettive “Giovanni Testori, un ritratto”, a Legnano nel 2003,  “Allarmi2” a Como nel 2006, e invitato a premi come il ” XXXVII di Vasto”, “Premio Morlotti” Imbersago e “Premio La Fenice” Venezia  (1°premio).

Nel 2007 “From Rauschenberg to Cazzaniga” omaggio a Robert Rauschenberg, installazione e performance a Rauschenberg, Germania. 2008 – progetti di arte pubblica “Seek Refuge” a Venezia e “BAU A.U.S.“ work in progress itinerante nei canili  2009 – “FuoriStrada” opera scultorea per spazio pubblico, “WallStreet” installazione per il XX° anniversario della caduta del muro di Berlino, Piazza Fontana Milano. 2011 è invitato alla 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia – Milano e Torino  a cura di Vittorio Sgarbi. “Street Games” progetto/laboratorio di arte pubblica, Scuola primaria ‘O.Marelli’ Cantù.  2013“(Ri) tratti stradali, personale a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani,  Galleria Romberg   Latina – “Boston-Como” collettiva a cura di Carolina Lio e James Hull + “Take a-way”  azione performativa  centro storico di Como

2015  “White Horse Larius” a cura di Elena Isella – Gallery Sweet Gallery Outdoor, Brughiera Briantea Como 2016 “ LXVII edizione del “Premio Michetti” : “ Oltre, nel cosmo, nell’incognito degli universi e dello spaziotempo della contemporaneità” a cura del prof. Luciano Caramel, MuMi Francavilla al Mare (CH)

2021 – “Le memorie del comandante. Plinio il Vecchio da Como a Miseno” Villa Cerillo – Bacoli (NA)

“Terzo Paradiso” “Specchio d’acqua” omaggio a Michelangelo Pistoletto, Parco di Villa Plinia, Solzago (CO) in collaborazione con Fondazione Rosa dei Venti onlus e Cittadellarte Fondazione Pistoletto. 

Alcune delle sue opere fanno parte della collezione del Porsche Museum di Stoccarda in Germania. Contatti e informazioni: www.enricocazzaniga.it

L’opera “Ombre Cabiatesi” ha ottenuto la sponsorizzazione di FIV FONTANA INDUSTRIE VERNICI (www.fontanavernici.it) e di FHL GROUP (www.fhlgroup.com). 

 

APPROPRIATION miti, icone e simboli nell’arte contemporanea

A CURA DI MATTEO VANZAN

 

 

13 AGOSTO – 13 NOVEMBRE 2022

MUSEO CIVICO DELLA LAGUNA SUD

CHIOGGIA (VE)

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

Cosa c’entrano le favole di Hans Christian Andersen con Andy Warhol? La Nike di Samotracia con Arman? Claude Monet con Mario Schifano?

 

Questa la domanda a cui si cercherà di rispondere nella mostra “Appropriation: miti, icone e simboli nell’arte contemporanea” organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Chioggia (Ve), in collaborazione con l’agenzia MV Eventi di Vicenza, dopo il successo di pubblico registrato  con la mostra dedicata a Salvador Dalì. Dal 13 agosto al 13 novembre 2022 le opere di Jeff Koons, Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Banksy, Obey, Mario Schifano, Mimmo Rotella e Arman saranno  pretesto per l’indagine sullo stretto rapporto tra i nuovi linguaggi dell’arte del Novecento con le espressioni del passato.

“Nuova mostra, nuova sfida” evidenzia l’Assessore alla Cultura avv. Elena Zennaro. “Stiamo rendendo Chioggia un luogo di incontro, di riflessione, di intrattenimento. La Cultura è al centro della transizione. Tutti ne saranno piacevolmente coinvolti e ne beneficeranno. Ringrazio il curatore della mostra Matteo Vanzan per aver saputo cogliere le sfumature degli obiettivi fissati.”

“L’esposizione”, racconta il curatore Matteo Vanzan, “è pensata come un ricco percorso fatto di riferimenti e allusioni per comprendere come l’ispirazione artistica possa spesso provenire da un bagaglio culturale precedente. L’immaginario collettivo diventa pretesto per la riappropriazione di immagini conosciute non solo dagli addetti del panorama culturale, ma soprattutto dal pubblico più vasto: chi non conosce L’ultima Cena di Leonardo o il Giudizio Universale di Michelangelo? Queste opere sono state riprese e contemporaneizzate dagli artisti del Novecento, Andy Warhol e Tano Festa in testa, trasformandosi in nuove icone ed iconografie che appartengono alla nostra società. Il titolo della mostra dev’essere intenso proprio in questo senso: il momento in cui la sfera culturale passa ad una conoscenza condivisa anche grazie alla promozione fatta da giornali, da internet ma anche dai grandi Musei e dalle più rinomate istituzioni culturali internazionali.”

 

Una sorta di “citazionismo” sarà dunque fil rouge di Appropriation con le opere dei protagonisti in mostra affiancate alle riproduzioni digitali delle originali: i Gigli d’acqua di Mario Schifano a riferimento delle Ninfee di Monet, Hans Christian Andersen e Andy Warhol, Il Giudizio Universale di Michelangelo e quello di Tano Festa; e ancora la celebre Venere di Arman ripresa dalla statuaria greca, Giosetta Fioroni che riprende Tiziano, Franca Pisani e Sandro Botticelli fino a Banksy che cita Andy Warhol e Roy Lichtenstein che crea un riferimento con l’evoluzione dell’Albero Rosso di Piet Mondrian. 

 

“In mostra” continua Matteo Vanzan “parte fondamentale sarà l’esposizione degli artisti a noi più contemporanei come Guido Airoldi, Angelo Alessandrini, Beppe Borella, Manuela Luzi, Mahatma Marchi, Daniele Nalin, Franca Pisani, Elena Prosdocimo, Maurizio Taioli, Dario Tironi, Giuseppe Veneziano, Mr. Wany già protagonisti di Biennali di Venezia ed esposizioni in importanti luoghi della cultura come il Palazzo delle Esposizioni e il Macro di Roma, Palazzo dei Diamanti di Ferrara, gli Uffizi di Firenze, Palazzo Ducale di Mantova, la Galleria d’Arte Moderna di Torino. Questo lungo percorso darà anche modo al visitatore di comprendere come si è evoluto il linguaggio dell’arte giungendo sino ai giorni nostri. A completamento dell’esposizione una ricca colonna sonora anch’essa contestualizzata nell’appropriazione di canzoni del passato in alcuni casi divenute famose forse più per merito dei nuovi interpreti: Talking Heads, Nirvana, Bjork, Faith no More, Korn, The Clash, Muse, Lacuna Coil, Pearl Jam e molti altri ancora”.

 

In programma collaterale all’esposizione sarà possibile, previa prenotazione, partecipare agli incontri con il curatore e, sempre su prenotazione, ai cinque incontri di approfondimento nel corso di Arte contemporanea Liberi tutti: in viaggio verso l’arte contemporanea”, a cura di Matteo Vanzan.

 

La mostra sarà aperta al pubblico dal 13 al 31 agosto 2022 dal martedì alla domenica: 10:00 – 13:00 e venerdì, sabato e domenica: 10:00 – 13:00 e 18:00 – 22:00 e  dal 01 settembre al 13 novembre 2022 dal martedì alla domenica: 10:00 – 13:00 e venerdì, sabato e domenica: 10:00 – 13:00 e 15:00 – 19:00.

 

 

MAGGIORI INFORMAZIONI

 

MUSEO CIVICO DELLA LAGUNA SUD – Campo Guglielmo Marconi, 1

Tel: 041-5500911 / Web: https://museo.chioggia.org

 

BIGLIETTI

Intero: 10 € / Ridotto: 8,50 € (gruppi di almeno 10 persone, ragazzi e giovani tra i 15 e i 25 anni, apposite convenzioni in atto con il Museo)  Residenti: 7,00 € / Gruppi scolastici: 4 € a studente

Gratuito per i minori di 14 anni accompagnati da adulto pagante

 

PRENOTAZIONI E VISITE GUIDATE

Visita guidata su prenotazione al costo di 5 euro a persona (gruppo minimo di 20 persone)

Email: info.prenotazionimuseo@chioggia.org 

 

MV EVENTI

www.mveventi.com

“BANKSY È CHI BANKSY FA!”, RECORD DI VISITATORI SUL LAGO DI GARDA

Primi bilanci ad oltre un mese dall’apertura. Migliaia di spettatori, i curatori moltiplicano le visite guidate per star dietro alle richieste del pubblico. Prossimo appuntamento l’11 giugno

 

Le opere di Banksy sono sbarcate sul Lago di Garda domenica 10 aprile con l’inaugurazione della mostra “Banksy è chi Banksy Fa! An unconventional Street Art Exhibition”, ospitata al Castello di Desenzano del Garda (nel Bresciano) e curata da Michele Ciolino e Matteo Vanzan. 

 

Ebbene, è tempo per i primi bilanci di un evento senza precedenti, che ha già portato oltre cinquemila persone a visitare la mostra, un record per gli spazi espositivi che si affacciano sulla cittadina: e manca ancora un mese e mezzo alla chiusura. Non solo, sono andati sold out anche gli incontri previsti coi curatori. Per questo, è stato deciso di aprire una nuova finestra per la visita guidata, il prossimo 11 giugno alle ore 11.30. 

 

In programma collaterale all’esposizione sarà possibile, infatti, previa prenotazione e al costo di 3 euro a persona per gruppi di minimo 20 persone, partecipare alle visite guidate e agli incontri con il curatore. La mostra “Banksy è chi Banksy fa! An unconventional Street Art Exhibition”, visitabile fino al 17 luglio 2022, sarà aperta al pubblico, con biglietto d’ingresso intero di 10 euro, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.30.

 

Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Desenzano del Garda e prodotta dall’agenzia MV Eventi di Vicenza e sostenuta dal media partner Arte In, la mostra non presenterà solamente il celebre artista di Bristol, ma anche alcuni dei principali protagonisti della scena Street Art internazionale come Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Obey, Space Invader, Ron English, Anthony Lister, Mason Storm, Mark Dean Veca, Martin Whatson, Donald Baechler, Paul Kostabi, D*Face, KayOne, MR. Wany, Sandra Chevrier, Icy and sot, Hama Woods, Vhils, Ben Eine, Solomostry, Thetan One, Slog 175, Skaione, Cizerocentodieci, Evyrein. 

 

Circa 50 opere, tra cui alcune esposte alla Biennale di Venezia, provenienti da collezioni private italiane e dagli stessi artisti in un’alternanza di lavori su tela, legno, carta, scultura, serigrafie firmate, poster e memorabilia selezionati dopo oltre due anni di ricerca.

 

“La mostra” spiega Matteo Vanzan di MV Eventi “è strutturata per essere una riflessione sul fenomeno Banksy, più che essere una mostra di Banksy. Vogliamo porre al visitatore una serie di interrogativi non solo attraverso le opere esposte, ma soprattutto lungo un percorso didattico ed emozionale fatto di filmati, gigantografie e testi critici. La Street Art è indomabile, affascinante, misteriosa e per molti versi ancora avvolta nel mistero. È arte senza confini ed estesa in ogni angolo del pianeta per raccogliere le voci di un’umanità in continua emergenza espressiva.” 

 

Con contenuti sempre nuovi, forme in mutazione continua, la Street Art è affascinate e sexy, alternativa e allo stesso tempo mainstream diventando, dagli anni Ottanta, linguaggio istituzionalizzato proprio grazie ad un sistema dell’arte che tutto fagocita. Le più rinomate gallerie newyorkesi iniziarono ad interessarsi a quelli che, ancora, non erano considerati artisti, ma che ben presto e grazie ai sistemi di promozione culturale, divennero a tutti gli effetti delle vere e proprie star, in primis Keith Haring e Jean-Michel Basquiat. L’artista di Bristol rappresenta la punta di un iceberg le cui origini iniziano nelle metropolitane degli Stati Uniti verso la prima metà degli anni Sessanta per espandersi sempre di più nei pieni Settanta. Fu grazie alle contestazioni studentesche e sociali del ’68 che si sancì la nascita di quella controcultura sintomo del rinnovamento di stili, linguaggi e forme espressive dal Post-Minimalismo alla Street Art. 

 

Quello scolpito sui muri è un messaggio necessario per esprimere il proprio dissenso, per riappropriarsi di quegli spazi, definiti non-luoghi, la cui genuinità non deve sopportare i vincoli dei circuiti ufficiali. Ecco nascere, in tutto il mondo, un coro generazionale che, parlando direttamente al pubblico, riporta l’arte ad una nuova dimensione di significato: lo crea senza mai subirlo. Quello rappresentato in questa esposizione è un luogo del mistero e dell’invisibilità, consapevoli che non c’è più tempo per definizioni o accademismi ma che la Street Art è oggi linguaggio universale della nostra società.

 

“Questa mostra vuole chiedersi, oggi, cosa sia la Street Art: dove nasca, chi ne siano i principali protagonisti giunti alla ribalta internazionale e quale sia oggi la potenza del muro” conclude Matteo Vanzan “un supporto concreto e tangibile su cui gli artisti di tutto il pianeta tessono messaggi sociali che giungono con forza inaudita sino a noi. Il tempo del mondo metropolitano tanto caro a Taki 183 sembra essere finito, ma non quello del mondo underground e dei circuiti alternativi. Come la pittura a buon fresco, anche i lavori su muro oggi assumono un significato allegorico che va contestualizzato con la società contemporanea senza dimenticarsi mai che, come Banksy ci ricorda, “l’invisibilità è un superpotere.”

 

Dal 4 giugno al 03 luglio 2022, inoltre, presso la Galleria Civica Gian Battista Bosio sarà presentata “Alethéia: la ricerca della verità attraverso la conoscenza”, esposizione trasversale che presenterà le opere di sette artisti contemporanei: Guido Airoldi, Angelo Alessandrini, Giorgio Dalla Costa, Daniele Nalin, Manlio Onorato, Donatella Pasin e Maurizio Taioli. Le opere di questi artisti rappresentano uno spaccato della pittura italiana che, dall’estasi dell’espressionismo astratto fino ai silenzi dell’introspezione psichica, ci conducono a riflettere sul significato più profondo dell’essere artista oggi. Le opere degli artisti selezionati sono state esposte in Musei italiani e stranieri di rinomata importanza culturale come il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, la Galleria d’arte moderna di Torino e, nell’appuntamento di Desenzano del Garda, presenteranno opere di pittura e scultura.

 

MAGGIORI INFORMAZIONI

Castello di Desenzano del Garda (Bs) – Via Castello, 63

 

ORARI DI APERTURA

Dal martedì alla domenica 10.00 – 18.30. Chiuso lunedì

 

BIGLIETTI

Intero 10 euro / Ridotto 8 euro / Gratuito minori di 10 anni

 

VISITE GUIDATE

Visita guidata al costo di 3 euro a persona (gruppo minimo di 20 persone)

 

CONTATTI E PRENOTAZIONI

Ufficio Cultura: 030/9994161 / Castello: 335/6960209

Mail: cultura@comune.desenzano.brescia.it  /  desenzanocastello@gmail.com 

 

MV EVENTI

www.mveventi.com  /  info@mveventi.com

SIDE ACADEMY ANNUNCIA A JOB&ORIENTA LA COLLABORAZIONE PER IL DANTE DI PUPI AVATI

Verona chiama Dante, oggi come nel Medioevo. Secondario che, nell’occasione, uno studio di edizione digitale chiamato Side Digital si sostituisca all’inchiostro in cui intingere le famose “terzine” della Divina Commedia. 

Infatti, quanto succedeva agli inizi del XIV secolo, all’epoca in cui la famiglia Della Scala apriva le porte di Verona all’esule Alighieri, si ripete nel 2021, quando i riflettori della trentesima fiera della formazione “Job & Orienta” per tre giorni hanno puntato fasci di luce importanti sullo spettacolare stand di Side Academy, traboccante di schermi accesi su spezzoni di film che elargiscono massicce dosi di fantasy, supereroi, universi paralleli. In questa scuola post-diploma superiore si formano ricercati professionisti della computer-grafica, tanto nella sede di Verona che in quella appena aperta a Peschiera del Garda per lo svolgimento di master intensivi, al cui termine i diplomati possono trovare lavoro in settori in costante espansione come i videogame, il cinema di animazione, la grafica tridimensionale.

All’interno di questo stand, il racconto di Side Academy spetta alla docente “supervisor” Sarah Arduini, trentacinquenne romana, premio Oscar nel 2017 per gli effetti speciali del kolossal Disney “Il libro della giungla”. Intervistata dallo scrittore Stefano Ferrio, a sua volta docente di storytelling nell’”academy”, è Sarah a svelare a nutrite platee radunatesi in presenza e in streaming come in questi mesi il corpo docente di Side Academy, supportato da alcuni studenti del terzo anno, sia impegnato nell’editing digitale di un nuovo film sulla vita di Dante Alighieri. A presentarlo nel corso del 2022 sarà un grande maestro del cinema italiano come il bolognese Pupi Avati,  capace a 83 anni di affidarsi al “meglio che avanza” in fatto di nuove tecnologie 3D.

Nella numerosa equipe al lavoro sul Dante secondo Avati campeggiano veronesi come Francesco Latini, docente di animazione, e l’allieva Sarah Maranga, che affianca questo prezioso lavoro di editing al proprio saggio di diploma. “Qui in Side Academy si procede oggi come nelle botteghe del Rinascimento che hanno reso unica al mondo l’arte figurativa italiana” spiega Sarah Arduini. Oltre al Dante di Pupi Avati, esperienza che porterà al debutto di Side Academy direttamente nel grande cinema d’autore, stanno a dimostrarlo i tanti progetti di animazione ed editing in cui è impegnata l’accademia veronese.

Uno su tutti il corto di animazione “Willy”, atteso per la Biennale Cinema veneziana del prossimo anno, toccante opera contro il bullismo ispirata all’eroica morte di Willy Monteiro, ventenne cuoco di Capoverde massacrato da un branco di bulli alle porte di Roma, nel settembre del 2020. “Willy ha dato la vita per correre in aiuto di un amico aggredito da questi bruti – ricorda Sarah Arduini. – Ecco perché salvarne la memoria tramite un film è un onore inestimabile”.         

UN TERMOARREDO CON L’IMMAGINE DEL “FERO” DI UNA GONDOLA VENEZIANA

A realizzarlo è l’impresa specializzata Maarmo, sul modello di un vero “fero da próva” risalente a 100 anni fa. Sabato 9 ottobre alle 11.00 l’inaugurazione della nuova sede aziendale a Villotta di Chions (PN)

 

VILLOTTA DI CHIONS (PN) – VITTORIO VENETO (TV)

Sabato 9 ottobre alle 11.00 ci sarà l’inaugurazione della nuova sede di Maarmo,  azienda che realizza termoarredi e scaldasalviette con processi produttivi improntati a riciclo e sostenibilità. Il nuovo stabilimento, 2 mila mq di spazio totale, al suo interno avrà anche uno spazio adibito a showroom. Si trova a Villotta di Chions (PN), in via Cadore, n. 20 

Con l’occasione sarà ufficialmente presentata al pubblico anche la grande novità della collezione di Maarmo. Il nuovo termoarredo di altissimo design denominato VENEZIAA. Un pannello radiante con il simbolo di una gondola veneziana, il ferro da prua (“fero da próva” in veneziano), realizzato grazie all’utilizzo di uno pezzo storico originale. 

L’idea è nata dall’incontro con Arzanà, associazione non-profit veneziana che ha come fine statutario lo studio, il restauro e la conservazione delle imbarcazioni tradizionali della laguna di Venezia (arzana.org). C’era l’idea di realizzare un termoarredo ispirato a Venezia e l’associazione ha dato concretezza a quest’idea fornendo l’oggetto a cui ispirarsi. Un “fero da próva” originale di 100 anni fa messo a disposizione da uno degli associati di Arzanà. Si tratta di Gianfranco Munerotto, storico ed artista, da trent’anni impegnato nello studio delle imbarcazioni tradizionali ed autore di diversi volumi, saggi e articoli sul tema. Il prezioso oggetto è stato utilizzato come modello da riprodurre realizzando una stampa da applicare su questo nuovissimo termoarredo. Anche i colori in cui viene realizzato si ispirano a Venezia: il nero di “Gondola” (nero color pece tipico dell’imbarcazione veneziana), l’azzurro di “Laguna” e il marroncino di “Lido” (il colore della sabbia del lido). Le finiture saranno realizzate invece in corten, materiale ferroso molto elegante. Il modello di termoarredo VENEZIAA è realizzato cona la stessa filosofia cui si ispira tutta l’attività di Maarmo, azienda che punta tutto sulla sostenibilità. “E’ prodotto infatti con il solo utilizzo di polvere di marmo riciclata – fanno sapere dall’azienda – senza necessità di cottura e verniciato a mano solo con colori ad acqua. Un oggetto testimone di quella che è la “più antica città del futuro”. Infine, in abbinamento al termoarredo, i clienti di Maarmo potranno acquistare anche il volume “La Gondola nei Secoli. Storia di una continua trasformazione tra architettura navale e arte” scritto dallo stesso Gianfranco Munerotto. Si tratta insomma di un vero e proprio tributo a Venezia e alla sua gondola.

Il modello di termoarredo VENEZIAA sarà presente in un apposito spazio all’inaugurazione di sabato 9 ottobre. All’evento parteciperanno anche i 10 artisti autori delle stampe con cui è possibile decorare la linea di termoarredo liscio di Maarmo. E’ la Temporary Collection “MioByMaarmo”, una selezione di tutte le proposte creative arrivate da giovani artisti internazionali, tra cui francesi, inglesi e giapponesi. Si tratta di Anna Marmolada, Nicolas Sterin, Giorgia Ricci, Cristiano Coppe, Donatella Ottolini, Elisa Rossetto, Greta Bernini, Jason Mitchell, Marie Astrid, Makiko Asada.

L’inaugurazione è aperta al pubblico. Per accedere è necessario essere muniti di Green Pass.

 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: MAARMO

Maarmo come materia prima riutilizza e ricicla gli scarti della lavorazione del marmo, recuperati grazie ad un certosino lavoro di selezione nelle cave dell’area veronese. La formula, sviluppata e perfezionata con pazienza nel reparto di Ricerca e Sviluppo di Vittorio Veneto, nel Trevigiano, ha permesso di generare una linea di termoarredi di design, che non necessita di una fase di cottura, ma di una dolce fase di stagionatura, che dura dalle quarantotto alle settantadue ore. Si passa poi alla verniciatura, realizzata esclusivamente con vernici a base d’acqua, e all’imballaggio, composto di materiali provenienti da cartone riciclato e certificato. L’azienda inaugura ora la propria sede centrale in via Cadore, 20 a Villotta di Chions, in Provincia di Pordenone. “Tutti i nostri prodotti, sia la versione elettrica che idronica, a fine vita, una volta tolti gli elementi strutturali riscaldanti (ad esempio il rame o le resistenze elettriche) possono essere rimacinati per rientrare nel ciclo produttivo”, spiegano dall’azienda. “In questo senso Maarmo agisce creando flussi circolari di materia, capaci così di rigenerarsi. Inoltre, essendo tutti i processi produttivi eseguiti a basse temperature, le quantità di energia usate sono minime. Per chiudere il ciclo green, per ogni radiatore venduto piantiamo un albero grazie alla partnership con la piattaforma Treedom. Così la terra può respirare meglio grazie a noi”. Un modello produttivo unico nel suo genere, che adesso si sta imponendo all’attenzione dei mercati. Dopo una fase iniziale di studio, il 2021 ha visto il rafforzamento della compagine societaria, con l’ingresso di nuovi imprenditori sia dell’area pordenonese (Alain Bottos, Stefano Mascarin e Andrea Del Ben), che dell’area trevigiana (Marco Caliandro e Gianpaolo Pezzato), per sostenere il progetto di crescita e sviluppo in Italia e nei mercati esteri. Per maggior informazioni www.maarmo.com

Mostra del cinema, domenica la consegna dei draghi d’oro di Side Academy

Gala di premiazione dei migliori studenti dell’accademia veronese del 3D, sul palco il premio Oscar Sarah Arduini. Il prestigioso evento cade in un anno di continua crescita, destinato a culminare con l’apertura del nuovo campus di Peschiera del Garda

 

La Biennale Cinema 2021 segnerà il debutto, sfavillante e spettacolare, dei Draghi d’Oro attribuiti dalla Side Academy di Verona ai suoi migliori studenti. Per sapere chi li ha vinti, appuntamento a domenica 5 settembre, ore 11, nello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo, la sala Tropicana 1 dell’hotel Excelsior, al lido di Venezia.

Simpaticamente “focosi”, ma anche evocativi di fascinosi universi fantasy, i Draghi d’Oro non sono ovviamente premi che pretendono di fare la concorrenza ai prestigiosi Leoni d’Oro destinati ai vincitori del 78° Festival del cinema, in programma dall’1 all’11 settembre, ma rappresentano piuttosto l’ennesima testimonianza di come la manifestazione veneziana fondi i suoi valori su una costante attenzione al Nuovo, ai segnali culturali e tecnologici in arrivo dal pianeta Terra.

In particolare, i Draghi d’Oro di questo gala veneziano costituiscono una tappa importante nella storia di Side Academy, nata a Verona per formare professionisti della computer.-grafica pronti a immettersi in un mercato globale dove lavorare in ambiti in continua espansione come il cinema di animazione, i videogame, la grafica 3D delle agenzie di comunicazione. E’ stata un’idea baciata da un tale successo che, con l’inizio del nuovo anno accademico, a partire dal prossimo novembre, Side Academy “raddoppia”. Lo fa avviando un campus, all’interno del Golf Club di Peschiera del Garda, anch’esso realizzato per formare e diplomare 3D Artist, come vengono chiamati questi creativi d’eccellenza. Sono tutti giovani destinati a seguire le orme di quanti sono già usciti dall’academy veronese per trovare posto, in Italia e all’estero, in set cinematografici, aziende produttrici di videogame, studi pubblicitari, aziende di eccellenza globale.

Si tratta di processi didattici implementati in modo significativo da progetti che stanno sviluppandosi all’interno della stessa academy veronese, come il videogame “Juliet Untold”, dedicato in modo inedito al mito scespiriano di Giulietta e Romeo, o il film di animazione “Willy”, ispirato dalla tragica storia di Willy Monteiro, il giovane originario di Capoverde massacrato da un “branco” di bulli alla periferia di Roma.

Sono anche questi risultati concreti ad avere permesso a Side Academy di avviare una prestigiosa partnership con Banca Intesa Sanpaolo che, a partire da questo anno accademico, mette a disposizione degli iscritti i finanziamenti, senza garanzia e a tassi agevolati, del proprio finanziamento Per Merito.

Ecco definirsi l’importanza, ma anche l’assoluta originalità, di questi primi Draghi d’Oro che, su una ribalta di straordinario prestigio come quella offerta dalla Biennale Cinema, consentono a Side Academy di premiare studenti distintisi nell’elaborazione di favolose creature, mostri e supereroi da inserire all’interno di “saghe” sempre più richieste da milioni di spettatori del terzo millennio. A consegnare i riconoscimenti sarà non a caso Sarah Arduini, romana trentacinquenne supervisor di effetti speciali insignita del premio Oscar per “Il libro della giungla”, prodotto nel 2016 dalla Disney, e rivelatosi fra i campioni di incasso di quella stagione cinematografica. Sarah Arduini è una dei docenti di Side Academy, e condivide questo ruolo con altri grandi artisti dello spettacolo cinematografico della levatura di Kevin Mannens, designer di effetti speciali per kolossal legati ai cicli di Transformer e Capitan America.

Alla premiazone degli studenti parteciperanno sul palco dell’Excelsior anche la sindaca di Peschiera del Garda, Orietta Gaiulli, e lo scrittore Stefano Ferrio, vicedirettore di Side Academy, oltre naturalmente al Ceo-Founder dell’accademia, Stefano Siganakis.

Il gala dei Draghi d’Oro è inserito nel programma di eventi organizzato in occasione della Biennale Cinema 2021 da Fondazione Ente dello Spettacolo e Rivista del Cinematografo.