GLIP SI CONFERMA LIGHTING PARTNER DEL BENETTON RUGBY

La luce incontra sposa la palla ovale. L’azienda trevigiana di illuminotecnica annuncia ufficialmente la partnership col club biancoverde per le prossime due stagioni. Il Ceo di Glip, Alessandro Piovesan: “I valori dello sport sono fondamentali”. Il Presidente Amerino Zatta per Benetton Rugby: “Glip: un’azienda che rappresenta al meglio la capacità e l’ingegno del nostro territorio”

Dove c’è passione, arriva la luce. Lo Stadio di Monigo, cuore pulsante del rugby trevigiano, si prepara a risplendere di nuova energia grazie alla partnership tra Glip Srl e Benetton Rugby Treviso. L’azienda di Quinto di Treviso, punto di riferimento nell’illuminotecnica e nel design della luce, diventa Lighting Partner ufficiale del club biancoverde per le stagioni 2025/2026 e 2026/2027. Va precisato che l’impegno di Glip con il Rugby Treviso è iniziato nel 2022/2023, siamo quindi alla quarta stagione di collaborazione. Un incontro tra eccellenze venete, dove tecnologia e sport si fondono in un progetto che illumina non solo gli spazi dello stadio, ma anche i valori condivisi di innovazione, sostenibilità e appartenenza al territorio. 

L’accordo prevede la realizzazione e installazione dell’illuminazione nelle aree hospitality dello Stadio di Monigo, la riqualificazione della Sala del Presidente e della Sala dei Leoni, oltre a una serie di attività di visibilità e promozione del marchio Glip sui principali canali del club. 

L’accordo tra GLIP e Benetton Rugby nasce da una visione condivisa: valorizzare le eccellenze venete e creare sinergie tra imprese e sport. Durante la durata del contratto, la partnership comprenderà anche attività di co-branding, eventi aziendali, convegni e iniziative dedicate ai giovani e alle famiglie, per rafforzare il legame tra impresa e comunità sportiva.

Nel dettaglio, il marchio Glip sarà presente sul led a bordo campo in prima posizione televisiva, sul maxischermo dello stadio, nel sito ufficiale, nelle newsletter e nei materiali di comunicazione del Benetton Rugby. L’accordo prevede inoltre la presenza del logo Glip sulle divise delle squadre giovanili, oltre a momenti di team building e iniziative congiunte dedicate ai dipendenti e ai tifosi. Il logo aziendale sarà apposto sulla divisa ufficiale delle squadre del settore giovanile e proiettato sui Led a bordo campo dello Stadio di Monigo in prima posizione televisiva durante tutte le partite URC, sui canali video di Benetton TV e sui materiali promozionali distribuiti allo stadio e nei locali pubblici. Completano l’accordo la presenza su calendari e media, e la partecipazione al Torneo Mini Rugby “Città di Treviso”.  

«Per noi di GLIP questa partnership non è soltanto una sponsorizzazione, ma un vero incontro di valori», commenta Alessandro Piovesan, CEO dell’azienda. «Il Benetton Rugby rappresenta l’eccellenza sportiva e il legame profondo con il territorio, gli stessi principi che guidano la nostra impresa da sempre. Portare la nostra luce a Monigo significa contribuire a valorizzare gli spazi dove ogni settimana si ritrova la comunità del rugby, dalle aree hospitality alla Sala del Presidente, fino alla Sala dei Leoni che custodisce la storia e le vittorie del club. Abbiamo voluto creare un’illuminazione che non fosse solo funzionale ma anche emozionale, capace di esaltare l’identità e l’atmosfera di un luogo iconico come lo stadio di Monigo. È un progetto che unisce estetica, efficienza e sostenibilità: le nuove soluzioni a LED ad alta resa energetica ridurranno i consumi e miglioreranno la qualità della luce, rendendo ogni ambiente più accogliente e contemporaneo».

Amerino Zatta, presidente del Benetton Rugby, ha commentato: «Siamo lieti di proseguire questo percorso con Glip, un’azienda che rappresenta al meglio la capacità e l’ingegno del nostro territorio. La loro professionalità e sensibilità estetica si sposano perfettamente con la visione del nostro club. Il frutto della collaborazione, non solo migliorerà l’esperienza di tifosi e ospiti, testimonia come il rugby possa essere un punto d’incontro tra sport, impresa e cultura. Insieme vogliamo continuare a far brillare il nostro stadio, simbolo di passione e appartenenza per tutta Treviso».

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

LA STORIA DI GLIP Glip (il nome è l’acrostico di “Global Lighting Partner”) inizia nel 1996. L’attuale CEO, Alessandro Piovesan l’ha fondata quando aveva 17 anni col sostegno del padre Mirto. E così, iniziando dal proprio garage, è stato il pioniere italiano della tecnologia led; oggi l’azienda è specializzata in produzioni sartoriali di illuminotecnica. Glip oggi opera su circa 3.000 metri quadri di spazi produttivi nell’headquarter di Quinto di Treviso, nel Trevigiano con sedi commerciali italiane tra Lombardia (Milano e Bergamo), Roma e Torino. Glip è un unicum nel settore dell’illuminotecnica per la capacità di gestire internamente l’intero iter di produzione delle lampade, persino sul livello di progettazione del chip che serve a far funzionare i sistemi. Glip difende il proprio know con alcuni brevetti specifici e ha anche capacità di piccola carpenteria, con una officina per la lavorazione degli estrusi di alluminio. Nel 2023 il fatturato si era chiuso a 3,1 milioni di euro, il 2024 ha portato l’asticella a 4,4 milioni (+40%). In azienda lavorano una trentina di professionisti. Il 2025 rappresenta un anno di svolta: l’azienda infatti è diventata Srl, nella proprietà è entrato Rohan Sottana come nuovo socio col ruolo project manager senior. Nel corso del 2024 l’azienda ha ottenuto le certificazioni ISO14001 e ISO45001  e che sta lavorando per l’ottenimento della certificazione ISO9001 entro il 2025.

I PROGETTI DI GLIP Oggi in Glip si progettano sistemi di illuminazione a tecnologia Led per interni ed esterni, adatti ad ogni tipo di installazione, da quella residenziale al retail, dal museale all’hospitality. Dall’ideazione del concept alla progettazione tecnica all’avanguardia, legata alla ricerca e selezione delle materie prime, fino alla realizzazione e agli accurati test sui prodotti, il ciclo di produzione è completamente interno. Tra i progetti più interessanti che Glip ha portato a termine ce ne sono in navi di superlusso e nel segmento residenziale luxury; importanti interventi anche nelle sedi di fondazioni e musei, senza dimenticare centri direzionali, intere lottizzazioni che avevano bisogno di un arredo urbano innovativo e tutto il mondo della ristorazione e dell’ospitalità, con interessanti interventi in hotel 5 stelle. Decisivo il ruolo di Glip anche nel donare luce ai negozi del fashion e ad alcune catene di supermercati. Tra i lavori iconici, che hanno reso Glip celebre, c’è stata l’operazione di re-lamping del megastore di Benetton, che fu il primo in Italia ad essere illuminato solamente a led. Era il 2008. Durante il Covid l’azienda era riuscita a progettare una lampada con capacità di sanificazione dell’aria presente nell’ambiente, capace di eliminare i batteri. Un progetto portato a termine in poco tempo, che aveva risposto all’emergenza grazie alle competenze artigianali presenti in azienda e che arrivava ad usare polveri di titanio. Da segnalare anche il premio “Venetian Smart Lighting Award” con il prodotto Diapason.

I SERVIZI DI GLIP Dall’ideazione del concept alla creazione del prototipo, dal singolo pezzo alla produzione in serie, Glip ingegnerizza e realizza svariate tipologie di corpi illuminanti e installazioni luminose in Italia e all’estero. I servizi di Glip vanno dall’ideazione del concept alla creazione del prototipo fino all’assemblaggio, con lo studio di soluzioni illuminotecniche su misura. L’azienda si occupa di supporto tecnico nello studio del concept, calcolo illuminotecnico, moodboard, supporto in gara d’appalto per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, stima dell’investimento e del risparmio energetico. Ma prima ancora fornisce i servizi basilari per la realizzazione del prodotto: lo studio del prototipo 3d, il customer care service e l’assistenza tecnica. 

A LEGNARO NASCE CASA DI GIO’, LA PRIMA COMUNITÀ EDUCATIVA DIURNA PER MINORI ED ADOLESCENTI DELL’ATS VEN_24

Germoglio inaugura il 15 novembre nel Padovano la prima Comunità Diurna per minori e adolescenti della Saccisica, un progetto condiviso con Fondazione F.Focherini e le amministrazioni comunali dell’ATS Ven_24, è la prima dell’area. Un “cantiere aperto” di relazioni, educazione e partecipazione, aperto alle donazioni e alle collaborazioni del territorio. Marta Martin, presidente di Germoglio: «Un segno concreto di un welfare generativo»

Sabato 15 novembre alle ore 10.30, in via 2 Giugno 94 a Legnaro (Padova), la cooperativa sociale Germoglio inaugurerà ufficialmente Casa di Gio’, la prima Comunità Diurna per minori e adolescenti del territorio. Un luogo educativo, accogliente e inclusivo, che nasce all’interno della storica struttura della Casa del Buon Samaritano, grazie al comodato d’uso gratuito della Fondazione Focherini e alla collaborazione con le amministrazioni comunali dell’ATS  Ven 24  “Pratiarcati – Saccisica”.

Casa di Gio’ rappresenta un doppio traguardo per Germoglio: l’avvio di un servizio accreditato rivolto a minori in situazioni di fragilità familiare, inviati dai Servizi Sociali dei Comuni, e contemporaneamente l’apertura di un “cantiere aperto” – un percorso di progettazione condivisa, pensato per evolversi nel tempo insieme alle istituzioni, alle scuole, agli enti del terzo settore, alle fondazioni, al mondo del profit e alla comunità locale.

La Comunità Diurna è accreditata per dieci posti, ma accoglierà nel corso dell’anno un numero maggiore di bambini e bambine ed adolescenti, offrendo supporto educativo, relazionale e sociale in un contesto sereno, sicuro e stimolante.

«Non inauguriamo una struttura finita – sottolinea Federica Calzavara, coordinatrice dell’area – ma un progetto in divenire. Casa di Gio’ è un laboratorio di idee, un luogo dove costruire insieme, giorno dopo giorno, nuove opportunità di crescita per i nostri giovani. È un invito alla corresponsabilità, alla co-progettazione e alla partecipazione».

«Per noi Casa di Gio’ è molto più di un servizio – spiega Marta Martin, presidente di Germoglio –. È un segno concreto di un welfare generativo, capace di nascere  e di crescere insieme alle persone, alle istituzioni e ai territori. Abbiamo voluto dare vita a un luogo vivo, dove educazione, prevenzione,  accoglienza e partecipazione si incontrano per rispondere ai bisogni reali delle nuove generazioni».

Contestualmente all’apertura, Germoglio avvierà una raccolta fondi per la realizzazione del giardino sensoriale esterno, primo stralcio del più ampio intervento di rinnovo e allestimento degli spazi interni. L’obiettivo è costruire, passo dopo passo, un luogo più bello, funzionale e accogliente, aperto alle partnership e alle donazioni di chi crede nel valore della comunità educante.

Con l’inaugurazione di Casa di Gio’, Germoglio compie un passo pionieristico: è infatti la prima esperienza di Comunità Educativa Diurna per minori ed adolescenti nel territorio dell’Ats Ven_24, dove l’attenzione alle fragilità dei giovani incontra una rete solidale di istituzioni e cittadini. 

Va detto che nel nome Casa di Gio’ si nasconde un intreccio di memoria e futuro, un gesto di gratitudine che diventa progetto. Il nome è infatti una dedica a Giovanni Zambon, presidente della cooperativa Germoglio dal 2015 al 2020, che con il suo impegno, la sua attenzione e la sua visione ha contribuito a far crescere una comunità capace di prendersi cura dei più piccoli. Ma “Gio’” è anche “giovani”, è il diminutivo affettuoso che racchiude le nuove generazioni — i ragazzi e le ragazze che animeranno questo luogo. Una casa aperta, accogliente, nata per loro e con loro, dove crescere, imparare e condividere. Un luogo che guarda avanti, ma con radici profonde in una storia fatta di persone e di cura.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – LA COOPERATIVA GERMOGLIO

La cooperativa sociale Germoglio, nata ad Arzergrande nel 1989, è oggi una delle realtà più solide e innovative della provincia di Padova. Fondata per rispondere ai bisogni delle persone con disabilità della Saccisica, Germoglio è cresciuta fino a diventare una cooperativa sociale plurima (A+B), attiva su più fronti: dai servizi socio-educativi e abitativi per minori e adulti con disabilità, ai progetti di inserimento lavorativo per persone svantaggiate. Oggi conta 62 soci e 71 dipendenti, di cui dieci appartenenti a categorie protette, e nel corso del 2024 ha coinvolto 33 persone con svantaggio, tra assunzioni e tirocini formativi.

Germoglio è oggi una realtà radicata in più sedi del territorio. Ad Arzergrande, in via Bassa, si trovano la sede storica e il Centro Diurno per persone adulte con disabilità, il Centro Lavoro Guidato e il Centro Cottura Senape, dove ogni giorno si concretizza l’inclusione attraverso il lavoro. A Piove di Sacco, in via Castello, è attiva la bottega solidale “Tam Tam – La Bottega del Germoglio”, dedicata al commercio equo e alla produzione artigianale di bomboniere e articoli di cartotecnica. A Codevigo, il progetto “Vivo Fuori” offre un appartamento per percorsi di autonomia abitativa. A Legnaro, la Casa del Buon Samaritano, concessa in comodato gratuito dalla Fondazione Focherini, ospita Casa di Gio’ e l’unità abitativa “Primo Piano” per persone con disabilità.

Germoglio si distingue per il  progetto “Senape – Sapori di inclusione”, una linea di ristorazione che ogni giorno prepara oltre 3.000 pasti per scuole, aziende, strutture sanitarie e persone fragili. Un modello di impresa sociale che unisce qualità, efficienza e inclusione, offrendo posti di lavoro a persone con disabilità o fragilità. Attraverso l’Articolo 14 del decreto legislativo 276/2003, Germoglio consente alle aziende partner di assolvere agli obblighi della Legge 68/1999 sull’inserimento lavorativo delle persone disabili, affidando commesse alla cooperativa e trasformando così l’obbligo normativo in opportunità di collaborazione sociale.

Nel tempo Germoglio ha esteso il proprio raggio d’azione oltre la disabilità, diventando un punto di riferimento per i minori e le famiglie. Dal 2012 gestisce l’area educativa Zerodiciotto, che comprende doposcuola, percorsi personalizzati e interventi per adolescenti. Il 2025 segna l’avvio di un nuovo capitolo con l’apertura a Legnaro della Comunità Diurna Casa di Gio’, primo servizio del genere nella Saccisica, realizzato grazie alla collaborazione con la Fondazione Focherini e alle amministrazioni dell’ATS 24. Parallelamente, Germoglio continua a investire nei progetti abitativi per l’autonomia delle persone con disabilità, come “C.R.E.O.”, “Vivo Fuori” e “Vita Indipendente”, avviati grazie ai bandi regionali “Dopo di Noi” e ai fondi PNRR.

Accanto ai servizi socio-educativi, la cooperativa gestisce un’importante area produttiva di tipo B, attiva nel montaggio, assemblaggio e confezionamento per aziende del territorio. Da oltre vent’anni offre servizi di outsourcing industriale che coniugano efficienza e valore sociale, dimostrando che l’impresa cooperativa può essere competitiva anche nei settori più tecnici. Nel tempo ha sviluppato anche una linea di prodotti solidali: le ceste natalizie e i dolci artigianali “La Pasqualotta” e “L’Essenziale”, che uniscono qualità e sostegno concreto ai progetti di inserimento lavorativo.

JESOLO CAPITALE MONDIALE DEL KARATE: AL VIA LA VENICE CUP E LA YOUTH LEAGUE

Dopo il record di oltre 4.000 atleti e otto milioni di euro di indotto registrato lo scorso anno, Jesolo è pronta a riaffermarsi come capitale mondiale del karate. Dal 3 al 7 dicembre, il Pala Turismo tornerà a ospitare la  Venice Cup, la Parakarate Cup e la Karate1 Youth League Venice, l’ultima tappa del circuito giovanile internazionale.

Mercoledì 3 dicembre si aprirà con la Venice Cup e la prestigiosa competizione “Parakarate Cup”, dove atleti con disabilità visiva, motoria e sindrome di Down gareggeranno insieme agli agonisti senior della XXXI edizione della Venice Cup. L’ingresso sarà gratuito: un messaggio potente di inclusione sportiva, simbolo di come atleti e paratleti possano condividere lo stesso tatami e la stessa passione.

Da giovedì 4 a domenica 7 dicembre toccherà ai giovani: la Karate1 Youth League Venice, evento più atteso dell’anno, richiamerà a Jesolo migliaia di atleti under 21 provenienti da tutto il mondo. Dopo l’edizione record del 2024 – con 4.108 atleti, 908 coach e 122 arbitri internazionali – l’obiettivo è confermare Jesolo come centro nevralgico del karate mondiale.

Confermato infatti  lo stile ecosostenibile della manifestazione. Il Pala Turismo sarà dotato di erogatori d’acqua, sei isole ecologiche e quindici colonnine per il riciclo dei mozziconi di sigaretta realizzate in collaborazione con Human Maple, partner della campagna “Riccicami”. Un’iniziativa che conferma come sport e ambiente possano condividere la stessa filosofia: rispetto, cura e senso di comunità.

Accanto alla competizione sportiva, l’evento di karate apre una nuova dimensione partecipativa e digitale. Gli atleti saranno protagonisti anche fuori dal tatami, raccontando attraverso brevi video sui propri canali social cosa rappresenta per loro il karate: disciplina, rispetto, energia, equilibrio. Un racconto corale che supera il gesto tecnico per trasformarsi in esperienza condivisa, capace di ispirare e avvicinare il pubblico – soprattutto i più giovani – ai valori autentici di questa arte marziale.

L’organizzazione è curata da Multisport Veneto, con il supporto della Fijlkam, La federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali  e dell’Asi, ente di promozione sportiva più grande d’Italia. Sotto la guida del Maestro Vladi Vardiero, Jesolo si è imposta negli anni come punto di riferimento mondiale per il karate giovanile, grazie a una macchina organizzativa che coniuga professionalità, visione e passione.

«Il valore più grande di questo evento – spiega Vladi Vardiero, presidente del Comitato Regionale Veneto FIJLKAM – è la sua capacità di unire in un unico spazio atleti normodotati e paratleti, dando forma concreta all’idea che il karate è prima di tutto una scuola di rispetto e inclusione. La Parakarate Cup e la Venice Cup condividono il tatami e questo, per noi, è un segnale potentissimo: significa che lo sport può davvero abbattere barriere e creare comunità. Allo stesso tempo abbiamo scelto di rendere la manifestazione green e sostenibile, con azioni concrete per ridurre l’impatto ambientale e sensibilizzare giovani e famiglie al rispetto per il pianeta. Jesolo, grazie alla Youth League, si conferma la capitale mondiale del karate giovanile, un punto di riferimento non solo tecnico ma anche umano, dove sport, inclusione e sostenibilità diventano un unico linguaggio condiviso da migliaia di atleti provenienti da tutto il mondo».

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

LA FIJLKAM La FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) fu fondata a Milano oltre un secolo fa dal marchese Luigi Monticelli Obizzi, con lo scopo di disciplinare gli sport della lotta greco-romana e del sollevamento pesi ed è costituita dalle Società, dalle Associazioni e dagli Organismi affiliati, che svolgono – senza scopo di lucro – le attività sportive e promozionali del Judo, della Lotta, del Karate, del Ju Jitsu, dell’Aikido e del Sumo; sono anche riconosciute le lotte tradizionali S’Istrumpa e Capoeira. Si tratta di sport praticati a livello dilettantistico, in armonia con le direttive e gli indirizzi delle rispettive Federazioni Internazionali, del CIO (Comitato Internazionale Olimpico) e del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano). La FIJLKAM ha, quindi, il compito istituzionale di promuovere, organizzare, disciplinare e diffondere gli sport controllati dalla International Judo Federation (IJF), dalla Fédération Internationale des Luttes Associèes (FILA), dalla World Karate Federation (WKF) e dalla International Sumo Federation (ISF), alle quali è affiliata e dalle quali è riconosciuta come unica rappresentante in Italia. La FIJLKAM è la sola federazione riconosciuta ed autorizzata dal CONI a disciplinare e gestire in Italia l’attività sportiva e promozionale (nelle discipline che abbiamo prima indicate) ed a rappresentarla all’estero.

LA WKF La Federazione Mondiale di Karate, sigla WKF (dall’inglese World Karate Federation), è una federazione sportiva fondata nel 1990 dai membri della WUKO (World Union of Karate-do Organizations, cioè Unione mondiale delle organizzazioni di karate). È l’unica organizzazione riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale. La Federazione si occupa di organizzare i campionati mondiali seniores (atleti dai 21 anni in su) ogni due anni sin dalla sua fondazione, mentre organizza i campionati mondiali Under 21 (dai 18 ai 21 anni) e junior (dai 16 ai 18 anni) dal 1999. Dal 2009 infine anche quelli Cadetti (dai 14 ai 16 anni). Ha sede a Madrid. Nel 2020 a Tokyo il Karate, sotto l’egida della WKF, ha partecipato per la prima volta nella storia ai giochi olimpici anche se ormai sono tanti anni che è già definito Sport Olimpico grazie all’inclusione nel programma dei Giochi Del Mediterraneo, dei Giochi Europei, dei Giochi Olimpici Giovanili e dei Beach Games.

L’ASI L’ente di promozione sportiva Asi, Associazioni Sportive Sociali Italiane, riconosciuto dal CONI, è una delle più rappresentative realtà multisportive del panorama nazionale, ed è il principale partner di questo progetto. Guidata a livello nazionale dal senatore Claudio Barbaro, Asi è sempre stata al fianco di Asi Karate Veneto la quale, adottandone anche la denominazione, si è posta da oltre 20 anni come società di riferimento della disciplina all’interno di questa organizzazione. In Asi, con il supporto del Comitato Provinciale di Venezia e del settore Karate Nazionale, si sono sviluppati numerosi progetti e come in un laboratorio sportivo molti di questi hanno trovato la loro realizzazione. Per molti anni si sono sperimentati programmi tecnici innovativi per il settore preagonistico, facendoli diventare ora patrimonio anche della Federazione, nello spirito di una fattiva collaborazione che vede legate queste due importanti organizzazioni sportive nell’intento di promuovere tra i giovani le discipline di combattimento della Lotta, del Judo e del Karate. 

MULTISPORT VENETO SRL Multisport Veneto Srl SD è una società nata nel 2016 come braccio operativo di Asi Karate Veneto Centro Karate Noale, associazione fondata nel 1974, tutt’ora affiliata alla Fijlkam, per far fronte a tutti gli aspetti organizzativi di eventi sportivi in generale e della Youth League in particolare. Asi Karate Veneto, fondata dal compianto Prof. Lino Vardiero ed ora presieduta dal figlio, il Maestro Vladi Vardiero, è una delle associazioni più titolate a livello nazionale per i numerosi risultati agonistici ottenuti dai propri atleti in quasi mezzo secolo di attività. Il Comitato Olimpico gli ha riconosciuto prima la medaglia di bronzo e successivamente quell’argento per i Meriti Sportivi conseguiti. La Federazione l’ha insignita della Medaglia d’Onore federale, massima onorificenza riconosciuta dalla Fijlkam. Multisport Veneto Srl SD quale Generl Contractor ha in capo la progettazione, pianificazione e organizzazione degli Eventi Internazionali della World Karate Federation che si svolgono in Italia dal 2018. Inoltre ha curato le edizioni della VeniceCup Karate dal 2016 ad oggi. Ha al suo attivo una decina di Eventi con un totale di presenze di oltre 12.000 Atleti in 4 anni.

SOREL REINVENTA I SUOI ICONICI BOOTS FW25

Per la stagione FW25, SOREL celebra la propria eredità reinterpretando i boots che hanno segnato la sua storia. Nata nel 1963, il brand americano unisce tradizione e innovazione in una collezione che combina materiali pregiati, tecnologie performanti e un design contemporaneo. Dalle piste innevate alle strade di città, i nuovi modelli incarnano lo spirito audace di SOREL: funzionalità e carattere in ogni dettaglio, per affrontare l’inverno con protezione e stile sicuro.

Scarponcini impermeabili OUT N ABOUT™ IV Chillz da donna

Il boot urbano per l’inverno: caldo e avvolgente grazie all’imbottitura e al bordo in pelliccia sintetica con fodera in micropile. La tomaia in pelle pieno fiore e lo scafo in gomma vulcanizzata proteggono dall’umidità, mentre la pratica allacciatura assicura una calzata confortevole. Con imbottitura da 100 g, sottopiede e intersuola SteadySole™ per sostegno prolungato, e suola Evertread™ che offre grip su pavé e ghiaccio, è l’alleato ideale per vivere la città con stile anche nei giorni più freddi.

Colori disponibili: Canyon Gold, Honey White/ Honey White, Tawny Buff/ Black, Chalk/ Taffy, Black/ Omega Taupe, Black

Scarponcini impermeabili OUT N ABOUT™ IV Splashy da donna

Questa edizione celebra oltre dieci anni di design iconico con una tomaia in gomma impermeabile che resiste a pioggia e spruzzi. Collarino e linguetta in tessuto traspirante, fodera ventilata e costruzione waterproof garantiscono protezione quotidiana, mentre gli occhielli bicolore e il rinforzo sul tallone aggiungono un tocco di carattere. Il sottopiede e l’intersuola SteadySole™ assicurano stabilità, completati dalla suola Evertread™ per un grip affidabile anche su superfici bagnate.

Colori disponibili: Black, Sea Salt/Coral Blossom, Sea Salt/Gold Leaf,

Scarponcini CARIBOU HORIZON™ GTX da donna – uomo

Rilettura moderna dell’iconico Caribou™, questi scarponcini Caribou Horizon GTX uomo e donna sono pensati per chi cerca prestazioni elevate senza rinunciare allo stile. La costruzione Gore-Tex™ impermeabile e l’imbottitura da 200 g assicurano calore e protezione anche nei giorni più rigidi. Disponibile con collo in shearling o feltro, sono realizzati in pelle pieno fiore per una combinazione raffinata e robusta. Dettagli metallici personalizzati e scafo in gomma ne potenziano la resistenza, mentre il sottopiede in EVA rivestito in feltro garantisce comfort e sostegno. La suola Vibram™ XS Trek Evo offre trazione affidabile su neve e superfici scivolose.

Colori disponibili donna: Canyon Gold, Honey White/ Black, Honey White/ Honey White, Honey White Colori disponibili uomo: Black, Utility Green

Scarponcini da neve CARIBOU™ da uomo – donna

Il modello leggendario che ha fatto la storia di SOREL: un equilibrio perfetto tra prestazioni e tradizione. La tomaia in pelle nabuk impermeabile si abbina a una scarpetta in feltro riciclato da 9 mm, estraibile e lavabile, rifinita da un risvolto antineve in pile Sherpa. L’intersuola in feltro da 2,5 mm assicura ammortizzazione, mentre lo scafo in gomma vulcanizzata con suola Aero-Trac distribuisce la pressione in modo uniforme. Un’icona pensata per affrontare l’inverno con resistenza, protezione e stile senza tempo.

Colori disponibili uomo: Buff/ Black, Quarry/ Black, Dark Ston/ Bruno Colori disponibili donna: Buff/Shale, Stone/Black, Stone

Scarponcini impermeabili MADSON™ II Moc Toe da uomo

Un boot che unisce il carattere urbano alla resistenza outdoor. La punta mocassino, abbinata alla costruzione waterproof, dona un look sobrio e funzionale. Disponibile in pelle nabuk o pieno fiore impermeabile, presenta collarino e linguetta in pelle scamosciata con cuciture termosaldate per la massima protezione. Il sottopiede estraibile in EVA e l’intersuola a tutta lunghezza garantiscono ammortizzazione e stabilità, mentre la suola sagomata in gomma assicura grip su diversi terreni.

Colori disponibili: Velvet Tan, Tobacco/ Coal/ Tobacco

Scarponi DAYSTORM HORIZON™ GTX da uomo

Un modello che unisce lo spirito outdoor degli scarponi Sorel all’eleganza di una sneaker contemporanea. La tomaia in Gore-Tex™, proposta in pelle pieno fiore, feltro o nylon balistico, offre protezione e personalità. Occhielli ispirati all’hiking e lacci tecnici completano un design distintivo. Il sottopiede Ortholite™ assicura comfort duraturo, mentre la suola Vibram™ XS Trek Evo garantisce aderenza e stabilità su ogni terreno. La scelta ideale per chi vive tra città e natura con stile sicuro.

Colori disponibili: Utility Green, Black/ Black, Black/ Caribou Buff, Black

A PROPOSITO DI SOREL

SOREL è il brand di calzature nato nel 1962 in Canada, che unisce funzionalità e stile in ogni sua creazione. Conosciuto per i suoi iconici stivali invernali, oggi SOREL propone collezioni versatili e contemporanee, pensate per affrontare ogni stagione con grinta e carattere. Design audace, comfort e materiali premium sono al centro del suo DNA.

OMSTRIP: il nuovo alleato per favorire performance sportiva, recupero e comfort

OMSTRIP è il brand innovativo che sta rivoluzionando il mondo dello sport, offrendo soluzioni tecnologiche all’avanguardia per la performance e il recupero fisico.

Pensato per rispondere alle esigenze di atleti, professionisti e appassionati, OMSTRIP è il primo cerotto terapeutico, bio-compatibile e facile da usare, progettato per ottimizzare il benessere e migliorare le prestazioni sportive, giorno dopo giorno.

L’applicazione di due cerotti OMSTRIP supporta il recupero muscolare, la gestione della fatica e il miglioramento della performance grazie a tecnologie avanzate come:

  • Biohacking System: si attiva a contatto con il corpo, interagendo in modo naturale con la rete di impulsi bioelettrici che regolano le funzioni fisiologiche.
  • Tecnologia   FIR  (Far  Infrared  Rays):                 un    ottimizzatore energetico ispirato agli infrarossi lunghi, con effetti immediati sul sistema neuromuscolare.

Tecnologia al servizio della performance

OMSTRIP è frutto di anni di ricerca, test sul campo e collaborazioni con esperti in fisiologia sportiva e medicina del recupero. Inoltre, a dimostrarne la sua efficacia, l’adozione di OMSTRIP da parte di numerosi atleti, federazioni sportive

e team professionistici che lo hanno scelto come alleato durante allenamenti o in fase di recupero.

La sua base scientifica affonda le radici negli studi del Prof. Paul Nogier e del neurofisiologo René J. Bourdiol, che negli anni ’70 dimostrarono come i tessuti del corpo umano rispondano a frequenze luminose specifiche.

Sulla base di queste scoperte, l’equipe scientifica Omstrip ha sviluppato la Tecnologia, da cui derivano dispositivi brevettati come

il primo cerotto terapeutico energetico: OMSTRIP BODY OPTIMIZER.

Lanciato nel 2021, OMSTRIP è oggi un alleato semplice da usare e altamente efficace, in grado di facilitare le funzioni corporee, in particolare quelle muscolo-scheletriche.

Le applicazioni

Due linee, un solo obiettivo: farti rendere al meglio

OMSTRIP si declina in due linee principali, pensate per offrire soluzioni personalizzate:

OMSTRIP SPORT PERFORMANCE

Ideale per allenamenti e competizioni, ottimizza lo sforzo e riduce i sovraccarichi, migliorando la fase di recupero e stimolando la rigenerazione cellulare.

Funziona in una vasta gamma di discipline: corsa, ciclismo, sci, trekking, motociclismo, calcio, palestra, volley, golf, rugby e molte altre.

La guida, consultabile al link https://www.omstrip.com/ applicazioni/, suggerisce in maniera chiara le modalità di collocazione dei cerotti sulla base dell’attività.

OMSTRIP THERAPY WELLNESS

Dedicata al benessere quotidiano, aiuta a contrastare dolori articolari, muscolari e nevralgici.

Basta applicare una coppia di cerotti nella zona interessata per 48 ore per ottenere un effetto terapeutico duraturo.

Tutte le istruzioni specifiche sono consultabili online alla pagina: www.omstrip.com/applicazioni

In un mondo dove ogni dettaglio conta, OMSTRIP si propone come la scelta intelligente per chi vuole dare il massimo, proteggere il proprio corpo e allenarsi in modo più consapevole.

Scopri di più su OMSTRIP:

www.omstrip.com –  Instagram: @omstrip

L’arte del pane e l’anima di Napoli: Ciro Di Maio omaggia la Giornata Mondiale del Pane

Il 16 ottobre si celebra la giornata mondiale del pane e Ciro Di Maio, pizzaiolo napoletano e anima del ristorante San Ciro a Brescia, da sempre regala il pane fatto da lui ai suoi clienti, un gesto di amicizia e gratitudine. “Per me il pane è un abbraccio: ogni volta che lo offro a qualcuno, è come dire ‘sei di casa’” 

Il 16 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale del Pane, Ciro rinnova il suo legame con l’impasto più antico del mondo attraverso i suoi iconici panuozzi napoletani, simbolo di tradizione e passione.  “Il pane è la mia Napoli a Brescia – racconta Ciro –. Ogni volta che lo preparo, mi ricorda da dove vengo e perché amo così tanto questo mestiere.”

Ma dietro la sua arte c’è anche un gesto che racconta tutta la sua umanità: Ciro celebra il pane ogni giorno. Infatti da sempre regala il pane cotto nel forno a legna fatto da lui ai suoi clienti, un segno di riconoscenza e stima perché per lui i clienti sono prima di tutto amici. “A Napoli si dice: ‘pane e acqua non si negano a nessuno’, e io cerco di portare avanti questa tradizione. Il pane è condivisione, è un abbraccio che profuma di casa.”

Il suo “Pane Cafone” – così lo chiamano affettuosamente – è diventato un piccolo culto anche fuori Brescia: tantissime persone lo prenotano, attratte dal suo sapore autentico e dalla storia che porta con sé. Per Ciro Di Maio, il pane è molto più di una ricorrenza sul calendario: è una presenza quotidiana nella sua vita, nella sua arte e nelle sue radici.“Il pane è la prima cosa che ho impastato da raigazzino – racconta Ciro –. È la base di tutto: dell’accoglienza, del sacrificio, dell’amore. Quando metto le mani in pasta, sento ancora l’odore del forno di Napoli e della mia infanzia.”

Nato nel 1990 a Frattamaggiore, nella provincia di Napoli, Ciro ha imparato presto che il pane non è soltanto cibo ma simbolo di rinascita. Da quell’impasto semplice, fatto di acqua, farina, lievito e tempo, nasce anche uno dei suoi orgogli più grandi: il panuozzo napoletano, che nel suo locale diventa un racconto di artigianalità e legame con la tradizione.

Cotti nel forno a legna, i panuozzi di San Ciro profumano di casa e di legna ardente. In menu spiccano proposte che uniscono gusto e memoria: il “Partenopeo” con prosciutto di Parma DOP e mozzarella di bufala campana DOP, “l’Ariccia IGP” con porchetta e parmigiana di melanzane, il “SanCiro”, tributo alla Campania, con salsiccia a punta di coltello, friarielli freschi e provola.
“Ogni panuozzo ha un’anima diversa – spiega Ciro –. È il mio modo di far rivivere la tradizione napoletana, fatta di forno acceso, mani sporche di farina e gente che si siede insieme a condividere.”

Per Ciro, il pane è anche una metafora di riscatto. Negli anni ha portato la sua esperienza nelle carceri italiane, insegnando il mestiere ai detenuti, e nelle scuole del Rione Sanità di Napoli, dove tiene corsi online per i ragazzi che sognano un futuro nel mondo della ristorazione.
“Il pane nasce dalla trasformazione – dice –. Anche noi possiamo rinascere, se mettiamo pazienza, calore e fiducia in ciò che facciamo. È la stessa magia che vedo ogni giorno in un impasto che cresce.”

SAN CIRO 

Ciro Di Maio nasce a Frattamaggiore, un comune del Napoletano, nel 1990. Mamma casalinga, papà dal passato burrascoso. Le sue prime esperienze nel lavoro sono a 14 anni, poi si iscrive all’Alberghiero, ma a 18 anni lascia gli studi e inizia a lavorare.  Nel 2015, la svolta: trova un lavoro da pizzaiolo per una grossa catena in Lombardia, poi riesce a rilevare quella pizzeria assieme a sei soci, infine diventa titolare unico. È così che è iniziata l’avventura “San Ciro”, il suo locale a Brescia (vicino al multisala Oz, in via Sorbanella) che oggi impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina. Un locale amato perché rappresenta la tradizione napoletana, a partire dagli ingredienti: olio dop, mozzarella di bufala campana dop, pomodorino del Piennolo, ricotta di bufala omogeneizzata e porchetta di Ariccia Igp. Fondamentale è la pasta: ogni giorno viene scelto il livello esatto di idratazione, in base all’umidità di giornata. In menù ha la pizza verace, ma anche il battilocchio, la pizza fatta da un impasto fritto nell’olio bollente e subito servito avvolto in carta paglia. Le pizze sono tutte diverse, sono fatte artigianalmente. Ciro lo ripete spesso. “Mi piace tirare le orecchie alle pizze, ognuna ha il suo carattere e deve mostrarlo, odio le pizze perfettamente rotonde e se c’è più pomodoro da una parte rispetto ad un’altra è perché usiamo pomodori veri”. Molti i vip che lo amano, le pareti del suo ristorante sono piene di fotografie. Tra le altre anche Eva Henger, che è stata a cucinare pizze una sera da lui. Senza dimenticare i giocatori del Brescia Calcio e del Germani Brescia, che quando possono, anche dopo le partite, lo passano a salutare. Ciro ama le iniziative benefiche. Oltre al lavoro in carcere per formare i detenuti a diventar pizzaioli, Ciro si è dedicato anche alla formazione nel Rione Sanità di Napoli, un quartiere che gli ricorda la strada in cui è cresciuto, via Rossini a Frattamaggiore. L’istituto che ha accolto il suo progetto è stato l’Istituto alberghiero D’Este Caracciolo, ha portato a termine delle lezioni online a dei ragazzi che seguono l’indirizzo enogastronomico e l’indirizzo sala e accoglienza.

THE WALLÀ 2025, UN MURALES COLLETTIVO PER IL BORGO DELLE MERAVIGLIE

Un grande dipinto corale dedicato all’opera di Lewis Carroll a cui hanno partecipato centinaia di persone mette il sigillo a una stagione di eventi che ha visto crescere la partecipazione dei residenti per lo sviluppo del museo della street art all’aperto a Riese Pio X (TV). Nasce Walladicarta, l’ecommerce con le opere uniche degli artisti. Mauro Berti, il portavoce del Collettivo Bocaverta: “Il bilancio di The Wallà è di successo: i muri parlano, la comunità ascolta, e l’arte diventa strumento di rigenerazione urbana e sociale”

The Wallà chiude la sua stagione con un bilancio che porta il segno di tre grandi nomi dell’arte urbana e di un’opera collettiva capace di coinvolgere centinaia di persone. 

Nel borgo di Vallà di Riese Pio X, nel Trevigiano, negli ultimi mesi le pareti si sono colorate con Dove vagano le bestie selvagge, murale firmato dal celebre artista spagnolo Dulk, con l’intervento di Alicè, tra le più apprezzate street artist italiane, e con il lavoro dei valenciani PichiAvo, noti a livello internazionale per la loro cifra stilistica che fonde graffiti e classicismo. I murales di questo museo a cielo aperto salgono così a quota 26, sono oltre mille metri quadri di arte che sta dando nuovo valore alle abitazioni e creando flussi turistici in un borgo altrimenti dimenticato.

Accanto a queste firme di rilievo, la comunità ha dato vita a un’esperienza condivisa: un grande murale ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, mosaico visivo che ha trasformato una superficie anonima in un tappeto di colori e simboli. L’opera, composta da riquadri variopinti realizzati da centinaia tra adulti, ragazzi e bambini, racconta in chiave grafica e cromatica i personaggi e i mondi fantastici della fiaba di Lewis Carroll. Dal cielo appare come una scacchiera immaginifica: volti, frasi, animali e segni astratti convivono in un insieme armonico, attraversato da frecce rosa che sembrano guidare lo sguardo dentro il sogno.

The Wallà non è più solo un progetto di rigenerazione urbana, ma un’esperienza collettiva che ha saputo coinvolgere l’intero paese. A Vallà i laboratori organizzati durante l’estate hanno visto la partecipazione di bambini, ragazzi, adulti e anziani, tutti chiamati a dare un contributo creativo che è poi confluito nel grande murale collettivo. Centinaia di mani hanno lavorato insieme per costruire un’opera che racconta il senso di comunità e che resterà come segno tangibile di un percorso condiviso. L’arte, qui, diventa linguaggio comune e occasione di incontro. “Il progetto ha dimostrato che la bellezza nasce quando le persone collaborano, senza distinzioni” raccontano i promotori, sottolineando come il cuore dell’iniziativa sia stato proprio il coinvolgimento diretto della cittadinanza.

Accanto ai muri, però, The Wallà guarda avanti anche con Walladicarta, la nuova linea di stampe che raccoglie e rielabora i motivi dei murales, trasformandoli in opere da vivere dentro le case. Entro poche settimane sarà online l’e-commerce dedicato, uno spazio dove acquistare edizioni artistiche e sostenere così la crescita del progetto. Dalle pareti del paese ai fogli di carta, The Wallà continua a diffondere energia creativa, tenendo vivo lo spirito di una comunità che ha scelto l’arte come forma di identità.

«The Wallà è molto più di un festival: è un percorso di rigenerazione urbana che attraverso la street art, la musica e i laboratori creativi sta ridando nuova vita al borgo riesino», commenta Mauro Berti, portavoce del collettivo Bocaverta. «I muri che un tempo erano spogli oggi raccontano storie, immaginari e sogni condivisi, trasformando il borgo in un palcoscenico aperto al mondo. La street art qui non è solo bellezza estetica, ma un linguaggio capace di coinvolgere la comunità, attirare visitatori e stimolare riflessioni sul presente».

La conclusione di questa stagione segna anche un nuovo inizio. Tutte le opere realizzate, comprese quelle appena completate, saranno presto accessibili anche online grazie al tour virtuale interattivo disponibile su www.thewalla.it/vt. Si tratta di uno strumento che permette di esplorare oltre mille metri quadrati di pareti dipinte, scoprendo gli autori, le storie e i processi creativi dietro ogni murales. Un invito a visitare fisicamente il borgo, ma anche un’opportunità per scuole, appassionati, viaggiatori e curiosi di conoscere Vallà da ogni parte del mondo.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – La storia di The Wallà

The Wallà è un progetto di rigenerazione urbana partecipata partito a maggio 2021 su iniziativa dell’associazione di promozione sociale “Collettivo BocaVerta”, in collaborazione con il Comune di Riese Pio X e con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Treviso. Il nome unisce in un gioco di parole il termine inglese wall (muro) e il paese in cui ha luogo l’iniziativa, Vallà (frazione di Riese Pio X, nel Trevigiano). Attraverso il linguaggio della street-art si vuole migliorare aree di degrado urbano e creare opportunità culturali ed economiche per il territorio, valorizzando gli immobili oggetto degli interventi degli artisti. The Wallà si propone di trasformare i muri di edifici pubblici e privati in tele per un museo permanente a cielo aperto. Ad oggi sono state realizzate 23 opere in totale: 18 su pareti private (case, capannoni) e 5 su superfici pubbliche (scuola elementare, campo da basket e da pallavolo) e l’iniziativa è in continua espansione. Ogni opera in media supera i 60 metri quadri, si stima che ad oggi siano stati riqualificati oltre mille metri quadri di pareti. Tra gli altri, hanno partecipato al progetto artisti di fama internazionale come Alicè, Ericailcane, Kraser, Zed1, Zentequerente, Tony Gallo, Vera Bugatti, Alessandra Carloni, Bastardilla, Agostino Iacurci, StenLex, Tellas, Franco Fasoli, Pixel Pancho, Joys e Orion. Il 2024 ha segnato un punto di svolta per The Wallà grazie al successo del Wonderwallà Festival, rassegna di eventi, musica e laboratori organizzato a fine agosto. Momento clou è stata la creazione dell’opera collettiva “Il Piccolo Pixel”, un murale a mosaico ispirato al celebre racconto “Il Piccolo Principe” in occasione degli ottant’anni della sua pubblicazione. Realizzato da centinaia di residenti, artisti e visitatori, il murale è composto da 5.994 tasselli colorati a mano. Nelle edizioni precedenti sono state realizzate due altre opere collettive: nel 2022 la trascrizione integrale delle Avventure di Pinocchio di Collodi su un muro di 50 metri da parte di mille volontari; nel 2023 un murale dedicato a Gianni Rodari con le poesie selezionate dal concorso “Semi DiVersi”, che ha visto la partecipazione di 256 poeti da tutta Italia. L’iniziativa è stata anche oggetto di studio del corso di laurea e del Master di II livello in Design di Prodotto presso la Raffles Milano Istituto Moda e Design, con l’intento di sviluppare progetti per le aziende locali e il paesaggio urbano. 

Contatti e informazioni per conoscere le location delle opere e le biografie dei singoli artisti: www.thewalla.it; Facebook: www.facebook.com/thewalla.bocaverta; Instagram: www.instagram.com/the.walla.

MOGLIANO RIPROGETTA DECINE DI SPAZI COLLETTIVI, COINVOLTE OTTO PARROCCHIE

Immobili parrocchiali su cui ragionare, un’intera comunità coinvolta: la Collaborazione Pastorale di  Mogliano Veneto, con il coordinamento di 593 Studio, avvia un processo di co-progettazione che mette al centro comunità parrocchiali, cittadini e associazioni, l’iniziativa è sostenuta dall’amministrazione comunale. Il metodo è totalmente innovativo, l’11 ottobre il primo appuntamento aperto alla città

Inizia a Mogliano Veneto, nel Trevigiano, un percorso partecipativo promosso dalla Collaborazione Pastorale, l’istituzione che riunisce le otto parrocchie del territorio comunale appartenenti alla Diocesi di Treviso. Con il supporto di 593 studio di architettura e ingegneria di Castelfranco Veneto, parroci e consigli pastorali hanno avviato un lavoro di analisi sugli immobili parrocchiali esistenti – decine tra chiese, impianti sportivi, oratori e spazi all’aperto, strutture educative e spazi residenziali – per comprenderne il valore e immaginare funzioni nuove, a partire dai bisogni espressi dalle comunità locali. Il progetto ha trovato nell’amministrazione comunale di Mogliano Veneto un alleato, con l’obiettivo comune di costruire sinergie tra città e parrocchie: un’unica comunità capace di dialogare oltre le distinzioni formali.

Il primo passo condiviso sarà l’evento pubblico “Fatti spazio! Creiamo luoghi! Mogliano in progetto: un’occasione per immaginare insieme”, in programma l’11 ottobre 2025. A partire dalle ore 15.00, al Cinema Busan di via Don Bosco, verranno presentati i risultati della prima fase del percorso, iniziato a dicembre dello scorso anno con le prime riunioni informali finalizzate a creare il metodo di lavoro, e proiettati i video realizzati dal Gruppo Animatori, dal Consiglio Comunale dei Ragazzi e dai partecipanti al progetto “Scatti diversamente unici” promosso dall’amministrazione comunale. 

Seguiranno laboratori di co-progettazione a numero chiuso, aperti a cittadini e cittadine, per sviluppare idee concrete sugli spazi parrocchiali. Si entrerà così nella fase operativa, quella che come obiettivo si dà l’idea di dare nuova vita e linfa vitale alle associazioni tramite una razionalizzazione nell’uso degli spazi pubblici e parrocchiali. Il gruppo di lavoro sarà composto a vario titolo da decine di associazioni e stakeholder del territorio, portatori di interesse di vario genere e gruppi civili e religiosi.

Parallelamente, all’Abbazia di Santa Maria Assunta sarà allestita un’esposizione dei materiali prodotti, visitabile da chi non parteciperà ai laboratori, con la possibilità di lasciare opinioni e proposte. L’evento si concluderà con la restituzione dei lavori e un aperitivo offerto dalla Collaborazione Pastorale. Per partecipare ai laboratori è necessario iscriversi tramite il form disponibile sui canali ufficiali della Collaborazione Pastorale e del Comune di Mogliano Veneto.

LE DICHIARAZIONI

«Con questo percorso stiamo dimostrando che la vera innovazione nasce dall’ascolto reciproco e dalla capacità di fare comunità», commenta Michele Sbrissa, CEO di 593 Studio. «A Mogliano Veneto parrocchie, associazioni, gruppi informali e amministrazione comunale hanno scelto di lavorare insieme, superando confini e appartenenze. Il risultato non è solo la valorizzazione di spazi parrocchiali, ma la costruzione di un modello in cui i luoghi diventano espressione dei bisogni e dei desideri delle persone. Credo che sia un’opportunità straordinaria per rafforzare l’identità della città e lasciare un’eredità positiva alle generazioni future».

«Come comunità cristiana crediamo che i luoghi non siano semplici spazi, ma segni concreti della nostra fede e della nostra fraternità», dichiara don Samuele Facci, arciprete di Mogliano. «Chiese, oratori, campi sportivi e sale parrocchiali nascono per accogliere, educare e generare relazioni. Questo percorso ci invita a rileggere i nostri beni non come proprietà da custodire, ma come doni da condividere, mettendoli al servizio delle persone e dei loro bisogni. L’incontro dell’11 ottobre sarà un’occasione di discernimento comunitario: desideriamo che la Chiesa continui ad abitare il cuore della città, non per sé stessa, ma per costruire comunione e futuro insieme».

«Il rapporto tra Amministrazione comunale e parrocchie è un patrimonio prezioso per Mogliano», dichiara il sindaco di Mogliano, Davide Bortolato. «La cooperazione ci permette di riflettere insieme su come restituire alla città spazi oggi poco utilizzati, trasformandoli in luoghi vivi, capaci di generare nuove opportunità sociali e culturali. È un impegno che va oltre la semplice gestione del patrimonio immobiliare: significa rafforzare il senso di comunità, custodire le nostre radici e allo stesso tempo aprirci al futuro, mettendo al centro le persone e i loro bisogni».

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: 593STUDIO

593STUDIO è un’eccellenza nel panorama degli studi di ingegneria e di architettura, impegnato in una missione ambiziosa: costruire il futuro attraverso ricerca, sperimentazione e competenza. Fondata a Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, su valori solidi come l’innovazione, la sostenibilità e la collaborazione, 593 STUDIO opera nei settori chiave dell’abitare (residenziale), conservare (restauro), lavorare (direzionale) e condividere (pubblico). Con oltre 15 anni di esperienza in Italia e all’estero, il team multidisciplinare di 593 STUDIO affronta con dedizione progetti complessi, dall’ideazione alla direzione operativa. Tra le prime Benefit Corporation nel settore dei servizi professionali in Italia, l’azienda si impegna a restituire valore alla comunità e all’ambiente.  I progetti di rilievo nell’ambito della conservazione del patrimonio storico e sacro includono l’ampliamento del complesso Santuari Antoniani di Padova, il restauro delle volte della chiesa San Francesco a Treviso, il piano di recupero per l’ex Monastero delle Clarisse a Castelfranco Veneto, la selezione per il laboratorio-concorso Cappella nel Bosco a La Verna oltre che servizi di consulenza in varie diocesi per percorsi partecipativi comunitari e piani di valorizzazione immobiliare. 593 STUDIO promuove l’innovazione anche in ambito accademico e, in collaborazione con gli Istituti Lasalliani e lo IUAV, promuove e co-finanzia dottorati di ricerca pioneristici nella gestione e recupero dei beni religiosi. La ricerca in ambito tecnologico ed ingegneristico viene svolta in collaborazione con l’International University of Applied Science in Germania.

VILLA FIETTA RINASCE COME CITTADELLA DEL TERZO SETTORE

Al via il progetto visionario promosso dagli Istituti Filippin: nasce il nuovo polo sociale per la Pedemontana, accanto anche un bed and breakfast e l’asilo. Dopo oltre un decennio di abbandono, la storica villa di Pieve del Grappa si prepara a diventare un simbolo di innovazione sociale grazie a Castel Monte Onlus, Cooperativa Vita e Lavoro e Kikirù Onlus

Si inaugura la Scuola dell’Infanzia di Villa Fietta a Pieve del Grappa, ospiterà una trentina di bambini e tre insegnanti. Il progetto sarà presentato domenica 28 settembre, quando l’Istituto Filippin aprirà ufficialmente le porte al pubblico con una giornata dedicata alla comunità e alla creatività, alla presenza del Superiore Generale Fratel Armin Altamirano Luistro. L’evento segna l’inizio di un nuovo capitolo per la storica struttura, che si trasformerà anche in “Officina Villa Fietta”, spazio dedicato a incontri, laboratori e iniziative culturali aperte a famiglie e cittadini.

La mattinata inizierà alle 10.30 con l’accoglienza dei partecipanti e le attività ludiche per i più piccoli, organizzate dal Movimento Giovanile Lavoratori e dal Volontariato Filippin nel cortile della villa. Alle 11.00 è previsto il momento ufficiale: la presentazione del progetto Officina Villa Fietta, il saluto del Superiore Generale e il taglio del nastro della Scuola dell’Infanzia, simbolo di un rinnovamento educativo e sociale. La festa proseguirà alle 11.30 con un aperitivo conviviale, per condividere gioia e entusiasmo con tutta la comunità.

Villa Fietta negli anni è stata luogo d’arte e di storia, è sopravvissuta ad un terremoto ed è stata ristrutturata dal Massari. Ha visto generazioni alternarsi, contadini e nobili, epidemie e guerre, fino a diventare sede degli Arditi che da qui partivano per i loro assalti sul Monte Grappa. E ora, dopo oltre un decennio di chiusura, Villa Fietta torna a parlare. E lo fa attraverso un linguaggio nuovo, fatto di cooperazione, solidarietà e visione. L’antica dimora di Pieve del Grappa, di proprietà degli Istituti Filippin, si trasformerà infatti in un autentico polo sociale multifunzionale dove fragilità e potenzialità, aree sportive e naturalistiche, spazi culturali e servizi alle famiglie potranno incontrarsi. Ma non solo: prevista la realizzazione anche di un bed and breakfast.

Un progetto ambizioso, ribattezzato “Officina Villa Fietta” che nasce dalla volontà degli Istituti Paritari Filippin, che ne sono promotori e attori primari. Al loro fianco, un partenariato coeso e dinamico composto da Castel Monte Onlus, Cooperativa Vita e Lavoro e Kikirù Onlus. Il progetto prevede spazi per comunità residenziale diurna minori, spazi per la disabilità e spazi di accoglienza etica e formazione. La regia progettuale sarà di 593 Studio, società di ingegneria e architettura di Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, esperta in rigenerazione urbana e progettazione sociale.

L’intervento prevede la riqualificazione degli ambienti interni ed esterni della villa non ancora in uso: spazi abitativi per le comunità residenziali, laboratori terapeutici, aule formative, spazi per eventi e aree verdi per attività inclusive. Già nei prossimi mesi si lavorerà alla messa in esercizio del B&B etico e alla valorizzazione degli spazi esterni incluse le aree sportive.

A regime, si stima che vi lavoreranno oltre trenta persone a tempo pieno, in una sistema di servizi rivolti a giovani, adulti, famiglie, ed infanzia, mentre l’ostello potrà gestire centinaia di notti all’anno, un reale indotto per il territorio anche in chiave turistica.

La nuova vocazione della villa sarà caratterizzata dell’inclusione sociale prevedendo la realizzazione di una comunità residenziale per giovani con disturbi dello spettro autistico, una comunità educativa diurna e residenziale per minori in situazione di disagio, e un servizio diurno per la disabilità adulta. Tutte queste realtà saranno gestite dalle cooperative coinvolte nel progetto all’interno dei Piani di Zona dell’Usl. Ma non solo. Officina Villa Fietta sarà anche un luogo aperto al territorio grazie agli spazi dedicati ai consulenti sociali (previsti uffici per psicoterapeuti e psicologi in convenzione per i residenti).

“Villa Fietta non sarà più un bene dormiente, ma un luogo vivo, inclusivo e generativo – afferma Sileno Rampado, direttore generale degli Istituti Filippin –. Vogliamo creare una cittadella capace di rispondere ai bisogni del territorio, dove le fragilità non siano più un limite, ma una risorsa attorno a cui costruire comunità, formazione e opportunità. L’iter dei lavori è stabilito. Il primo step, già portato a termine riguarda il ritorno dell’asilo dalla sede del complesso Filippin alla Villa storica. Seguirà un percorso di progettazione condivisa e realizzazione di questo grande sogno che contiamo di portare a termine entro i primi mesi del 2027, quando la nuova vita della struttura entrerà a regime”. 

Non è stato facile arrivare a questo punto, far dialogare enti pubblici e privati spesso è complicato e 593 Studio ha giocato un ruolo determinante in tal senso. Alla base del progetto c’è un percorso partecipativo iniziato nel dicembre 2023, che ha coinvolto cooperative sociali, enti pubblici e cittadini in una serie di workshop. Dall’ascolto dei bisogni e delle aspirazioni del territorio è emersa con forza una realtà: mancavano spazi e servizi per i minori in difficoltà, per le persone con disabilità, oltre che un punto di aggregazione per famiglie e ragazzi.

“Officina Villa Fietta nasce come modello replicabile, capace di ispirare altre esperienze di rigenerazione e co-progettazione”, commenta il ceo di 593 Studio, Michele Sbrissa. “La vera innovazione non sta solo nell’architettura o nel design sociale ma nella capacità di far dialogare mondi diversi attorno a un progetto condiviso. Villa Fietta sarà uno spazio dove ciascuno potrà sentirsi accolto, valorizzato e parte di una comunità che non lascia indietro nessuno. Il tutto con un obiettivo preciso: promuovere l’inclusione attraverso il lavoro, l’educazione e la partecipazione attiva”. 

Il progetto si inserisce pienamente nel solco della tradizione educativa e sociale della Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane, proprietaria della villa. “Dopo oltre tre secoli di impegno nel campo dell’istruzione e della cura dei più fragili, i Fratelli vedono in Villa Fietta una nuova opportunità di missione concreta”, conclude Sileno Rampado, direttore generale degli Istituti Filippin. “Trasformare un bene storico in uno spazio contemporaneo di solidarietà e rigenerazione comunitaria. L’identità del luogo sarà profondamente legata ai valori lasalliani: educazione, prossimità, fraternità. Non costruiremo solo muri o spazi funzionali, ma un progetto di senso, un laboratorio di coesione e futuro per tutto il territorio”.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – VILLA FIETTA | Storia ed evoluzione architettonica

Le origini di Villa Fietta risalgono all’inizio del XV secolo, attribuite alla famiglia Fietta. Una significativa fase di danni e ricostruzioni fu determinata dal devastante terremoto del 25 febbraio 1695: l’edificio rimase gravemente compromesso e fu successivamente restaurato su commissione del conte Bartolomio Fietta. Nel 1719, Giorgio Massari, noto architetto, fu incaricato di ristrutturare la casa padronale. I lavori iniziarono nel 1721, allargando e valorizzando l’assetto classicheggiante dell’edificio. 

Il complesso si trova in posizione dominante su una piccola altura, in località Fietta di Pieve del Grappa ed è articolato su un corpo principale centrale – la casa padronale – affiancato da due ali laterali più basse. La villa presenta una finta serliana al piano nobile, nella cui chiave di volta si inserisce una voluta in pietra a coronamento dell’arco centrale. L’interno conserva un salone passante su asse centrale, scale con doppia rampa e ricchi stucchi, alcuni attribuiti a Giovanni Savono, altri disegnati dallo stesso Massari e dal Bitante. 

A metà Ottocento il conte Lorenzo Fietta aggiunse anche un oratorio in stile neogotico. Nello stesso periodo sorsero ali laterali su progettazione di Antonio Zardo, che ampliarono la pianta della villa. Il giardino, organizzato secondo concezioni scenografiche, fu arricchito agli inizi dell’Ottocento con la sistemazione definitiva del parco boschivo e di viali prospettici che incorniciano una statua di Ercole. 

Nel Novecento, la proprietà passò al Seminario Minore del Patriarcato di Venezia e successivamente agli Istituti Filippin. Celebre il momento della Seconda Guerra Mondiale, quando divenne sede del comando degli Arditi, che da qui partivano per gli assalti sul Monte Grappa.

FUCKUP NIGHTS VENEZIA, SUL PALCO I FALLIMENTI CHE ISPIRANO

Il format proposto in 300 città a livello mondiale arriva il prossimo 25 settembre al Candiani di Mestre. Davide Cassani (ciclismo), Stella Manna (food blogger e tennista) e Alessandro Tommasi (Future Proof Society) racconteranno i loro fallimenti. Il Ceo di Wow Solution, Andrea Pilotto: «Quando impariamo dai nostri fallimenti diventiamo più forti»

Giovedì 25 settembre 2025, dalle 18:00 alle 20:00, l’Auditorium del Centro Culturale Candiani ospiterà la terza edizione veneziana della FuckUp Nights, il movimento internazionale nato in Messico e oggi presente in oltre 300 città del mondo. Dopo il grande entusiasmo delle prime due edizioni, l’appuntamento torna a Mestre con una nuova serata fatta di racconti veri e coraggiosi, dove le cadute professionali e personali diventano materia viva di riflessione collettiva.

Sul palco si alterneranno tre speaker di spicco del mondo dello sport, della comunicazione e dell’imprenditoria, pronti a raccontare senza filtri i momenti in cui tutto è andato storto. 

Tra loro l’ex ciclista professionista e già commissario tecnico della Nazionale italiana Davide Cassani: la sua storia sportiva dimostra che la resilienza può valere più di una vittoria. Ci sarà poi anche la food blogger e conduttrice televisiva Stella Menna, ex tennista capace di reinventarsi dopo le difficoltà: la conduttrice televisiva di “Una stella in Cucina”, racconterà come una crisi possa diventare una ripartenza. Infine, Alessandro Tommasi, manager e imprenditore, fondatore di Will Media e di The Future Proof Society, che parlerà del coraggio necessario per rimettere in discussione percorsi già tracciati.

«FuckUp Nights non è un evento motivazionale patinato, ma una conversazione vera su ciò che di solito nascondiamo: gli errori», sottolinea Andrea Pilotto, CEO di Wow Solution, agenzia di marketing e comunicazione che organizza l’evento. «È proprio quando raccontiamo i nostri fallimenti che diventiamo più forti come individui e come comunità. A Venezia vogliamo ribadire che dietro ogni successo c’è sempre una serie di cadute e ripartenze».

La partnership con il Centro Culturale Candiani conferma il legame tra il movimento e la vita culturale della città. «Abbiamo bisogno di luoghi e momenti in cui smettere di fingere che tutto vada sempre bene», aggiunge Pilotto. «Il pubblico scoprirà che ridere dei propri errori, riflettere su ciò che non ha funzionato e condividere queste esperienze è il primo passo per costruire nuove possibilità».

Ricordiamo che le FuckUp Nights nascono in Messico nel 2012 con l’obiettivo di trasformare il fallimento in strumento di apprendimento. La formula è semplice: professionisti e imprenditori condividono i propri errori davanti a un pubblico, mostrando come rialzarsi dai momenti difficili possa portare a nuove opportunità. A differenza degli eventi TEDx, qui al centro non ci sono i successi, ma le sconfitte interpretate in modo costruttivo: l’iniziativa ha l’obiettivo di cambiare la percezione del fallimento, trasformandolo in un’occasione di crescita individuale e organizzativa. 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – WOW SOLUTION

Fondata nel 2017, Wow Solution ha sede a Spinea, nel Veneziano. Ad oggi, l’azienda ha circa una settantina di progetti di comunicazione aperti, grazie al lavoro di 14 dipendenti coordinati dal ceo, Andrea Pilotto. Fino ad oggi, Wow Solution ha sviluppato la propria attività in 5 nazioni, con una crescita del fatturato nell’ultimo triennio del 433%. Wow Solution opera a livello di gruppo, composto da più società. La divisione Progetti Speciali dell’agenzia si dedica all’incubazione e all’accelerazione di iniziative di digital business proprietarie, utilizzando le competenze interne per creare nuove esperienze verticali e anticipare le tendenze del mercato. L’offerta complessiva comprende branding, visual design, web e user experience design, gestione dei social media e performance marketing. L’approccio strategico è centrale: dalla consulenza direzionale per la redazione di piani marketing alla definizione di strategie digitali. La produzione di contenuti multimediali è uno dei punti di forza di Wow Solution, che tratta video, fotografie, rendering 3D, illustrazioni e grafiche. L’attenzione alla distribuzione permette di integrare con fluidità canali online e offline, passando da siti web sviluppati su misura ai social media, dalle edizioni cartacee di pregio a progetti esperienziali in store.