IL CAMPUS AI PIEDI DEL GRAPPA AMATO DAGLI AMERICANI, AL VIA L’ANNO SCOLASTICO AI FILIPPIN

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Il 10 settembre prima campanella per oltre mille studenti agli istituti di Pieve del Grappa, metà sono americani. Un modello internazionale, nel corso dell’anno universitari d’oltreoceano passeranno settimane a studiare tra campi sportivi e laboratori d’avanguardia. Il dirigente scolastico, Sileno Rampado: “Didattica innovativa, aule che ruotano ogni giorno, piscine e bar, camere d’albergo, ristorazione: il modello dei campus statunitensi nel Trevigiano” 

Il prossimo 10 settembre, con l’inizio delle lezioni, prende ufficialmente avvio il nuovo anno scolastico al La Salle Campus – Istituti Filippin, realtà internazionale che unisce tradizione educativa e innovazione didattica a Pieve del Grappa, nel Trevigiano. 

Quest’anno saranno 25 le classi attive: 3 di scuola dell’infanzia, 6 di primaria, 6 di secondaria di primo grado e 10 di liceo, per un totale di oltre 500 studenti, seguiti da 46 docenti e supportati da 121 dipendenti in totale tra personale ATA, addetti ai servizi, istruttori sportivi e cucina. A loro si sommeranno altrettanti giovani provenienti dagli Stati Uniti.

Gli spazi didattici e per l’accoglienza, gestiti come campus universitari in stile anglosassone ma con l’anima che ha sempre contraddistinto la struttura, sono enormi. Il “La Salle Campus Filippin” si sviluppa su 30.600 metri quadri e 35 ettari di parco, con 40 aule didattiche, 450 posti letto, spazi polifunzionali per eventi e un centro sportivo tra i più completi della regione. 

Fiore all’occhiello è la forte vocazione internazionale: l’istituto è parte della rete mondiale lasalliana di 928 scuole e 80 università, e ospita il Cimba, centro di alta formazione manageriale e di leadership che, solo lo scorso anno, ha accolto oltre 500 studenti americani provenienti da tutti gli States. Il primo gruppo, composto da 30 ragazzi provenienti dalla rete Cimba dell’Iowa, arriverà lunedì 15 settembre. A gennaio è previsto l’arrivo di oltre 130 studenti, seguito da un terzo gruppo di 330 ragazzi ad aprile. Gli studenti, tutti di età compresa tra i 19 e i 21 anni e iscritti al primo o al secondo anno di università americana.

“Il nostro impegno – sottolinea il dirigente scolastico Sileno Rampado – è rendere la scuola un luogo vivo, dove i ragazzi possano imparare in modo diverso. Siamo gli unici a sperimentare contemporaneamente lezioni non frontali con spazi-aula dinamici, nei quali gli studenti cambiano aula ogni giorno, quasi ad ogni lezione; laboratori professionali all’avanguardia con valutazioni sistematiche e un piano orario innovativo basato su tre materie da due ore al giorno. Una formula che valorizza concentrazione, approfondimento e autonomia”.

La struttura vive tutto l’anno (va precisato che fornisce anche servizi agli esterni, con accoglienza, ristorazione e spazi dedicati agli sport) ed è nata dall’intuizione di Erminio Filippin e Fausto Scudo. Oggi il campus è un villaggio di studi all’avanguardia: la rete internazionale con cui l’istituto opera è formata da 80 università, 928 scuole nel mondo che rappresentano un impegno nella didattica che prosegue da 300 anni e si sviluppa grazie al lavoro di 96.800 docenti. 

Il Centro di Ospitalità dispone di 450 posti letto in camere doppie e singole, tutte dotate di bagno privato in camera e collegamento a Internet. Sono disponibili per gli ospiti un servizio di ristorazione con cucina interna, un servizio bar con colazione a buffet, una reception attiva 24 ore su 24 e un parcheggio interno. La struttura mette a disposizione anche appositi spazi per meeting, conferenze e seminari: un teatro da 300 posti, la sala De Marchi da 140 posti e la sala Montini da 80 posti, tutte dotate di aria condizionata regolabile in modo indipendente, di modernissime tecnologie audiovisive e di collegamento a Internet Wi-Fi.

L’ampio Centro Sportivo è pensato tanto per gli sport individuali che di squadra ed è meta di stage e ritiri sportivi in preparazione all’apertura delle stagioni agonistiche. Il palazzetto polifunzionale con 400 posti a sedere ospita competizioni sportive agonistiche di sport indoor. Sono presenti inoltre 2 palestre con sala pesi, una sauna, una piscina a 4 corsie, una piscina specialistica per rieducazione motoria, 2 campi da calcio regolamentari, 2 campi da calcio per allenamenti, una pista di atletica a 4 corsie, pedane per il lancio del peso e del disco, salto in lungo, salto con l’asta e lancio del giavellotto, 4 campi da tennis, 2 campi da basket all’aperto, campo da rugby, campi da calcetto su cemento e su erba e campi di pallavolo.

LA STORIA E LA DIDATTICA DEGLI ISTITUTI FILIPPIN

La storia degli Istituti Filippin inizia nel 1924 quando monsignor Erminio Filippin fa costruire l’Istituto a Paderno del Grappa, oggi Pieve del Grappa, facendolo crescere fino al 1958, quando la guida viene assunta dalla Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Oggi gli Istituti Filippin costituiscono uno dei più importanti complessi educativi d’Italia: vi studiano circa 500 allievi (dalle scuole dell’infanzia e primaria internazionale ai Licei Scientifico, Scientifico Scienze Applicate e Liceo Economico Sociale). Vi lavorano 140 collaboratori tra docenti, Ata, personale di servizio, servizi di cucina e centro sportivo. La presenza di docenti provenienti da diverse regioni ha arricchito l’istituto, contribuendo all’evoluzione del sistema scolastico nazionale. I percorsi di studio sono strutturati in ottica internazionale e prevedono oltre alle certificazioni linguistiche e informatiche anche progetti rilevanti come il doppio diploma italo-statunitense e italo-britannico, l’Year Abroad, global lessons, stage linguistici e boarding school per studenti stranieri. All’interno del Campus è presente il CIMBA, che da oltre vent’anni offre corsi di alta formazione ed un’ampia scelta di corsi post laurea di formazione manageriale e di leadership in inglese e in italiano, accompagnando studenti ed imprenditori italiani e stranieri nella loro crescita professionale. Molti sono gli eventi che si celebrano nel corso dell’anno: l’Open Day, ogni due anni premio Filippin, ogni due anni premio Monte Grappa, Giochi Lasalliani, cicli di incontri tematici aperti al pubblico, accoglienza in struttura di rappresentative sportive FITP, PIP, FIPAV, Raduno ex allievi, Convegno Centro Studi Matematici U. Morin. 

COLUMBIA LANCIA HERITAGE, LA COLLEZIONE CHE RIEVOCA IL PASSATO

Per l’autunno/inverno 2025, Columbia presenta la nuova collezione Heritage, una linea che celebra le radici del brand nell’Oregon, fondendo estetica rétro, spirito outdoor e funzionalità urbana. Ogni capo rievoca l’autenticità dei modelli iconici del passato, ma viene rivisitato con materiali moderni, dettagli tecnici e un design contemporaneo pensato per la vita dinamica di oggi. Heritage è una collezione che racconta una storia di esplorazione e stile, ideale per chi cerca comfort, protezione e identità.
 
GIACCA HIGH CASCADES™ INTERCHANGE

La giacca High Cascades™ Interchange di Columbia è il capo iconico della collezione Heritage. Ispirata ai modelli d’archivio e progettata per adattarsi alle esigenze urbane, questa giacca 3 in 1 unisce funzionalità e versatilità. Il guscio esterno è leggero, dotato di cappuccio regolabile, cerniera bidirezionale e orlo con cordoncino per un fit personalizzato. L’interno reversibile, imbottito e dallo stile bomber, offre calore e stile. Il sistema Interchange consente di combinare gli strati in base al meteo, mentre la possibilità di ripiegare lo shell nella tasca posteriore ne esalta la praticità. Tasche multiple, inclusa una interna e una posteriore, rendono questo capo un alleato ideale per affrontare la città.

GIACCA HIGH CASCADES™ SHIRT

La High Cascades™ Shirt di Columbia è una giacca-camicia che fonde estetica heritage e funzionalità moderna. Con un design ispirato al passato, è perfetta come strato intermedio nelle giornate più fresche. Realizzata con una silhouette comoda, è dotata di tasche sul petto e scaldamani con chiusura a pressione, ideali per riporre gli oggetti essenziali. La chiusura centrale con bottoni a pressione aggiunge praticità, mentre la lunghezza a metà fianco consente una vestibilità ideale per l’uso quotidiano. Un capo pratico, essenziale e senza tempo.

FELPA HIGH CASCADES™ CROP FRENCH TERRY

Pensata per il comfort quotidiano, la felpa High Cascades™ Crop French Terry di Columbia unisce un taglio moderno allo stile rilassato degli anni ’90. Il tessuto in spugna leggera assicura morbidezza per tutto il giorno, mentre l’orlo regolabile con coulisse permette di personalizzare la vestibilità. Una piccola tasca sulla manica aggiunge un tocco di praticità, e i dettagli a coste conferiscono struttura al capo.

PANTALONI HIGH CASCADES™ WIDE LEG SOFTSHELL

Con il loro taglio a gamba larga e lo stile disinvolto, i pantaloni High Cascades™ Wide Leg Softshell rivisitano in chiave urbana un classico degli anni ’80. Realizzati con tecnologia idrorepellente Omni-Shield™, offrono protezione da pioggia leggera e macchie. L’elastico in vita con cintura integrata e l’orlo regolabile con coulisse assicurano una vestibilità dinamica. Le tasche scaldamani con chiusura a pressione e l’anello a D aggiungono praticità e funzionalità. Ideali per chi cerca uno stile casual ma attento ai dettagli tecnici.
 
T-SHIRT CSC™ HERITAGE GRAPHIC

Con la sua grafica tradizionale, questa t-shirt firmata Columbia è un capo essenziale per ogni guardaroba. Il logo classico e i dettagli grafici richiamano l’estetica outdoor rétro, mentre la vestibilità confortevole la rende perfetta per l’uso quotidiano. Realizzata in morbido cotone, unisce lo stile heritage al comfort contemporaneo.

BERRETTO PROVISIONS™ CUFFED BEANIE

Il Provisions™ Cuffed Beanie è un classico berretto a coste con risvolto, pensato per offrire calore e stile in ogni occasione. Il design essenziale ma curato, impreziosito dal logo Columbia, si abbina perfettamente ai look della collezione Heritage. Comodo, pratico e ideale per la vita urbana quotidiana.

SCARPONCINI NEWTON ALPINE PT

Perfetti per la città o i sentieri, gli scarponcini Newton Alpine™ PT di Columbia combinano estetica outdoor e prestazioni moderne. La costruzione impermeabile e traspirante Omni-Tech™ mantiene i piedi asciutti, mentre la tomaia in pelle scamosciata offre protezione e durabilità. L’intersuola TECHLITE™, con tecnologia Omni-Max™, garantisce stabilità e comfort prolungato. La suola Omni-Grip™ assicura un’aderenza ottimale su ogni superficie. Ideali per chi cerca uno stile deciso e prestazioni affidabili ogni giorno.
 
Informazioni su Columbia
Columbia, marchio di punta della Columbia Sportswear Company di Portland, Oregon, crea abbigliamento, calzature, accessori e attrezzature innovative per gli appassionati di outdoor dal 1938. Columbia è diventato un marchio leader a livello mondiale incanalando la passione per la vita all’aria aperta e lo spirito innovativo in tecnologie e prodotti performanti che mantengono le persone calde, asciutte, fresche e protette tutto l’anno.
Per saperne di più, visitare il sito web dell’azienda all’indirizzo: www.columbiasportswear.it

IL NECESSARIO PER LE TUE AVVENTURE ESTIVE: COMFORT AI PIEDI E PROTEZIONE TOTALE CON COLUMBIA

Columbia presenta le calzature con tecnologia Omni-Max™ e l’abbigliamento Skien Valley™ con Insect Shield® per affrontare ogni avventura con il massimo del comfort e della protezione. Quando l’estate chiama, l’avventura risponde. Ma per godersi davvero ogni escursione, camminata o uscita nella natura, servono due alleati fondamentali: scarpe comode e abbigliamento tecnico pensato per proteggere dalle insidie della stagione. Per l’estate 2025, Columbia risponde a entrambe le esigenze con una collezione completa che unisce innovazione, performance e funzionalità outdoor.

Ogni passo conta. Per questo Columbia ha ampliato la gamma di calzature dotate di tecnologia Omni-Max™, progettata per offrire ammortizzazione adattiva, supporto ottimale e trazione su qualsiasi tipo di terreno, anche in condizioni variabili. Il sistema, leggero e flessibile, assicura un’esperienza confortevole a ogni camminata, escursione o avventura di fast hiking.

Tra i modelli più performanti:

  • ESCAPE THRIVE™ TITANIUM™ MID OUTDRY™: pensata per l’hiking veloce, impermeabile e altamente traspirante, combina suola Adapt Trax™, intersuola Techlite+™ e la tecnologia Omni-Max™ per un grip eccellente e prestazioni elevate
  • KONOS™ TRS OUTDRY™: un best-seller collaudato disponibile in versione impermeabile o non, che offre stabilità e reattività grazie al sistema Navic Fit™, Techlite+™ e alla suola Adapt Trax™

Le giornate calde portano con sé anche la presenza di insetti fastidiosi. Columbia introduce la tecnologia Insect Shield®, un trattamento invisibile, inodore e duraturo che respinge zanzare, zecche e altri insetti, integrato direttamente nei capi di abbigliamento. Senza bisogno di spray o lozioni, questa innovazione permette di muoversi liberamente e in sicurezza.

Nella nuova collezione Skien Valley™, la protezione incontra lo stile outdoor:

  • Skien Valley™ Hoodie: leggero, traspirante, con tecnologia Omni-FREEZE™ e protezione solare UPF 50, è lo strato essenziale per chi cerca freschezza e protezione a ogni ora del giorno. Completato da Insect Shield® per tenere lontani gli insetti
  • Cappello Unisex Skien Valley™ Cachalot: ideale per escursioni sotto il sole, protegge testa e collo con una vestibilità regolabile e trattamento Insect Shield®

Informazioni su Columbia
Columbia, marchio di punta della Columbia Sportswear Company di Portland, Oregon, crea abbigliamento, calzature, accessori e attrezzature innovative per gli appassionati di outdoor dal 1938. Columbia è diventato un marchio leader a livello mondiale incanalando la passione per la vita all’aria aperta e lo spirito innovativo in tecnologie e prodotti performanti che mantengono le persone calde, asciutte, fresche e protette tutto l’anno.
Per saperne di più, visitare il sito web dell’azienda all’indirizzo: www.columbiasportswear.it

COLORI E MUSICA A MONTEGROTTO, ARRIVA L’HOLI

Domenica 31 agosto il Parco Mostar di Montegrotto Terme si trasforma in un arcobaleno di musica, polveri colorate ed energia: torna l’Holi, il Festival dei Colori con DJ set, performance live, countdown collettivi e un’anima solidale, per un evento gratuito che unisce divertimento e beneficenza. 

Domenica 31 agosto il tour estivo dell’Holi, Il Festival dei Colori, intitolato “Be The Color!”, farà tappa per la terza volta a Montegrotto Terme, perla dei Colli Euganei e tra i più rinomati centri termali d’Europa. L’appuntamento è al Parco Mostar, all’interno del Montegrotto Summer Festival, rassegna musicale ideata con entusiasmo e passione dai giovani dell’Associazione FIOI.

Da oltre undici anni l’Holi fa ballare e divertire centinaia di migliaia di persone in tutta Italia, trasformandosi in un vero fenomeno. Con oltre 900.000 partecipanti, sold out a ripetizione e perfino un’apparizione al cinema nel film “Forever Young” di Fausto Brizzi, questo format ideato dall’event manager trevigiano Fabio Lazzari è ormai un’icona pop capace di portare gioia, spensieratezza e solodarietà.

Ed ecco che domenica 31 agosto la magia colorata si ripeterà a Montegrotto: dalle 18 alle 22, ogni ora, i celebri lanci collettivi di colore scanditi dal countdown dal palco trasformeranno il parco in un arcobaleno vivente. A rendere l’atmosfera ancora più travolgente ci saranno DJ set, performance live, area food & beverage e l’energia del media partner Radio Piterpan. Ingresso gratuito. Info su www.holitour.it. 

Fabio Lazzari, ideatore del festival commenta: «Holi non è solo una festa di colori, ma un ponte che unisce persone e culture. Portarlo a Montegrotto Terme per la terza volta è per noi un onore: qui la magia dell’arte e della musica incontra la tradizione di una città termale internazionale. L’Holi è gioia, libertà e solidarietà: il nostro obiettivo è far vivere a tutti un’esperienza indimenticabile e, allo stesso tempo, sostenere chi ne ha più bisogno».

Oltre a essere un concentrato di musica e divertimento, infatti il format porta con sé un forte valore solidale. Fin dalla prima edizione, parte dei proventi viene destinata alla Fondazione Fratelli Dimenticati per sostenere la Ferrando School in India, offrendo istruzione e accoglienza ai bambini audiolesi. Tra loro c’è anche Jagat, oggi studente brillante e pieno di sogni, che grazie al progetto ha potuto imparare a comunicare, coltivare amicizie e scoprire i propri talenti.

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

HOLI IN TOUR, VERSO UN MILIONE DI PRESENZE

Holi – Il Festival dei colori nasce alcuni anni fa dalla mente dell’event manager trevigiano Fabio Lazzari, il primo a portare in Italia il format. L’Holi on tour si ispira alla tradizionale festa indiana e lo mixa con dj set dall’elettronica al rap. Degli esordi di Padova e Vicenza se n’è parlato molto sul web, con le foto del bacio diventate virali su Facebook e su Instagram.  Poi il format è diventato nazionale. Da Macerata a Bologna, passando per Firenze e Roma fino a Venezia e Trieste, ha toccato tutta Italia, dalle spiagge alle città. Il Festival è stato anche protagonista delle riprese del film “Forever Young” del regista Fausto Brizzi ed il fenomeno del selfie colorato è stato oggetto di studio sociologico. Una vera e propria moda che ha spopolato ovunque e che tappa dopo tappa ha registrato numeri da capogiro: in dieci edizioni ha totalizzato oltre 900 mila partecipanti di tutte le età e culture. Il format consiste nel lanciare in aria polverine colorate e profumate alla fine dei countdown che i vocalist o i dj ritmano dal palco, di solito sono cadenzati uno ogni ora. E si balla e ci si “colora” tutti insieme. Si consiglia di indossare capi di cotone bianchi, le polverine sono naturali e atossiche, sono composte da talco e amido di mais, non contengono nessun metallo pesante, sono 100% eco friendly e si acquistano all’interno dell’area del festival, negli stand ufficiali “Holi”, garanzia della genuinità del prodotto. Non ci sono limiti di età per partecipare all’Holi il festival dei colori, è aperto a tutti, grandi e piccini. Unica “regola”: aver voglia di divertirsi tutti insieme pacificamente come vuole lo spirito della festa indiana. Informazioni e contatti: www.holitour.it

LA STORIA DELL’HOLI IN INDIA 

Holi è tra le più antiche celebrazioni indù della stagione primaverile e coinvolge migliaia di persone dall’India, Bangladesh, Nepal e Pakistan. Conosciuta come la festa dei colori, della gioia, dell’amore e del divertimento, durante i festeggiamenti che durano due giorni, interi villaggi cantano e ballano, lanciandosi polvere colorata e acqua. La festa simboleggia la vittoria del bene sul male, l’arrivo della primavera e l’addio all’inverno. Ma è anche un momento di incontro e di puro divertimento. È la giornata in cui si dimenticano i dolori e si perdona. In questa occasione vengono meno anche le rigide strutture sociali: ricchi e poveri, vecchi e giovani, uomini e donne festeggiano e scherzano insieme.

Parteasy accelera: 500 auto dirette già operative, oltre 30 tour attivi e nuove città al via. L’app che ti riporta a casa dopo una serata decolla in tutta Italia

Dopo il boom in Veneto, Parteasy si prepara a conquistare l’Italia. La tech company fondata dai fratelli Bedin e nata per collegare utenti e Ncc (noleggio con conducente) attraverso un’App semplice, intuitiva e perfettamente allineata alle nuove norme stradali ora è operativa nelle principali città italiane: da Napoli e la Costiera a Palermo e Catania, fino a Milano, Roma e il Veneto. L’app è già scaricabile su tutti gli store digitali e presto le stesse funzionalità saranno disponibili anche nella web app. Intanto, cresce l’adesione dei driver privati: Parteasy è pronta a rivoluzionare l’intero mercato del trasporto su misura.

Vicenza è stata solo l’inizio. Oggi Parteasy, la prima app italiana che collega in tempo reale utenti e driver Ncc anche fuori dai grandi centri urbani, è pronta a conquistare il resto del Paese. A pochi mesi dal suo debutto ufficiale, la piattaforma conta già oltre 500 auto dirette operative e più di 30 tour attivati all’interno della app, in costante aggiornamento. Un’offerta ampia e in rapida espansione che copre ormai tutte le principali città italiane: da Napoli e la Costiera amalfitana, a Palermo e Catania, passando per Roma, Milano e l’intera area del Veneto.
La crescita non si ferma qui. L’azienda sta infatti per rilasciare un importante aggiornamento anche per la web app, che permetterà agli utenti di prenotare un driver come già avviene nella versione mobile. Una spinta ulteriore per favorire l’adozione tra le fasce di pubblico meno avvezze agli store digitali, ma ugualmente interessate a muoversi in sicurezza, senza rinunciare alla libertà di una serata con gli amici. Parteasy è già disponibile su App Store e Google Play, con nuove funzionalità in rollout continuo. Il futuro della mobilità sicura è iniziato.
E parte dalla piattaforma, nata da un’intuizione dei fratelli vicentini Davide e Mattia Bedin, che sta ricevendo forti interessi anche da investitori e operatori del settore. “Il mercato del trasporto privato fuori dalle grandi città era bloccato, e oggi Parteasy offre finalmente una soluzione reale, veloce e conveniente”, spiegano i founder. “Le richieste da tutta Italia dimostrano che la domanda è forte e diffusa. A Vicenza abbiamo dimostrato che il modello funziona: ora tocca al resto del Paese”.
Parteasy non è solo un’App, ma un modello scalabile che punta a digitalizzare il mondo degli Ncc in Italia, un settore che – secondo dati recentemente pubblicati da Wired – conta oltre 127.000 licenze contro poco meno di 29.000 taxi, con una concentrazione impressionante soprattutto in Veneto. La piattaforma consente ai driver di ricevere richieste mirate, aumentare le corse e offrire un servizio su misura, in particolare per locali, eventi, festival e serate a rischio per chi consuma alcolici.
La App è gratuita per l’utente finale, che può selezionare il proprio driver, visionare l’offerta, scegliere un’esperienza o semplicemente prenotare un passaggio per rientrare a casa in sicurezza; molti attivi sono ad esempio i transfer aeroportuali. “Crediamo che guidare dopo aver bevuto debba diventare impensabile – concludono i founder – e Parteasy è la soluzione più moderna e semplice per evitare rischi, multe e tragedie”.
«Parteasy nasce da un bisogno reale e quotidiano: potersi spostare in sicurezza, soprattutto la sera, senza dover rinunciare a una cena, un evento o un’esperienza per paura di non poter rientrare a casa”, spiegano i fratelli Davide e Mattia Bedin, fondatori di Parteasy. “In molte città italiane, specialmente fuori dai grandi centri, il trasporto privato è ancora un privilegio difficile da gestire: i taxi sono pochi, gli Ncc poco accessibili, e la digitalizzazione praticamente inesistente. Noi abbiamo voluto rompere questo schema. Oggi Parteasy collega l’utente direttamente con l’Ncc più vicino, con semplicità, trasparenza e costi chiari. Stiamo digitalizzando un intero settore e dando finalmente ai conducenti una piattaforma seria, che valorizza il loro lavoro, e agli utenti uno strumento che migliora concretamente la vita. La nostra missione è culturale prima ancora che tecnologica: rendere impensabile mettersi alla guida dopo aver bevuto e offrire una soluzione alternativa credibile. Parteasy non è solo un’app, è una rivoluzione del modo di vivere la mobilità».

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

COME FUNZIONA PARTEASY
Si è arrivati al test dopo anni di lavoro. Nel corso dell’ultimo triennio sono state sviluppate la piattaforma web e il business model: l’app è gratuita per gli utenti e ci saranno dei particolari protocolli di adesione per gli Ncc. Per sondare il mercato, sono stati realizzati incontri tra Roma, Genova, Vicenza e Venezia. Non solo, è arrivato anche uno speciale finanziamento da Invitalia dedicato alle imprese che propongono idee innovative sul mercato. Il potenziale è enorme. Esistono delle applicazioni interne al mondo degli Ncc, ma nessuna fino ad oggi lavora su un pubblico mirato e precisamente targettizzato. Di fatto, è un mercato che non è ancora stato digitalizzato e dove altri modelli internazionali non riescono a diventare dominanti, anche perché non garantiscono agli Ncc dei valori minimi per il viaggio. Entrando nel dettaglio, l’utente di Parteasy può navigare nell’App, scegliere il locale dove andare a chiedere ad un Ncc convenzionato di venirlo a prendere e di riportarlo a casa. A prezzi spesso migliori rispetto ai tassisti normali, ma questo dipende dall’offerta del momento. “La nostra generazione è più consapevole di quelle precedenti sui temi della sicurezza stradale: patente, serenità, comodità e comunità vanno di pari passo”, spiegano Davide e Mattia Bedin. “Crediamo anche che serva massima attenzione da parte degli organizzatori di eventi nel fornire un servizio in linea con i tempi, che preveda il trasporto, considerato che esperienze di questo genere già esistono all’estero.È necessario contribuire alla digitalizzazione del settore degli Ncc”.

GLI NCC IN VENETO E IN ITALIA
In una recente indagine, la testata giornalistica Wired è riuscita a collegare svariati database nazionali ed è arrivata alla conclusione che i taxi in Italia sono 28.604 e gli Ncc 127.508, ovvero più del quadruplo delle auto bianche. Incrociando banche dati connesse al registro informatico pubblico nazionale delle imprese titolari di licenza per il servizio taxi e noleggio con conducente (Ncc) si è scoperto che in Veneto le licenze Ncc superano di gran lunga quelle dei taxi: 9.864 contro 827. In pratica, ci sono più di 10 ncc rispetto a ogni tassista. Va precisato che nell’analisi dei dati si ipotizza che sia residuale il numero di tassisti che dopo aver ottenuto una licenza che li vincola ad esercitare in un comune si siano trasferiti fuori provincia. Entrando nel dettaglio delle singole province, a Verona il record dei taxisti (247, contro 1761 ncc), a Venezia ci sono 225 taxisti (1421 ncc), a Padova 183 auto bianche e 1690 autisti privati, a Vicenza 66 taxisti e 1800 ncc, a Treviso 64 taxisti e 2242 ncc; chiudono la classifica Belluno (23 taxi e 497 ncc) e Rovigo (rispettivamente 19 e 453).

PALAZZO LENCI, AL VIA LA MOSTRA “LE CITTÀ DI CALVINO”. DAL RESTAURO EMERGONO LE TRACCE DI UNA STORIA CHE ASPETTA SOLO DI ESSERE RACCONTATA E VISSUTA

Il progetto Borghi Invisibili approda ad una fase importante con la conclusione della prima fase dei lavori su Palazzo Lenci: facciate restaurate e saloni riscoperti tra antiche decorazioni e preziosi scorci che si riaffacciano alla città. Oggi il cantiere è visitabile, inaugurazione in occasione della Tàvlata sul Castel. Dal 3 al 30 agosto la mostra “Le città di Calvino” in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti della città di Palermo e l’Istituto Elmad di Parigi. Michele Sbrissa, amministratore di 593 Studio: “Il cantiere aperto di Barchi esempio di progettazione condivisa ad alto valore sociale”

Il restauro di Palazzo Lenci restituisce al borgo di Barchi una parte importante della sua identità storica e urbana. Si è conclusa la prima fase del cantiere avviato da 593 Studio, società veneta specializzata in architettura partecipata, che ha realizzato il progetto in collaborazione agli Istituti Filippin-La Salle Italia. Gli interventi hanno restituito splendore alle facciate e definito i volumi esterni del palazzo, ridando nuova vita alla piazza centrale. 

Ma è durante il lavoro all’interno di alcune stanze del palazzo che sono avvenute le scoperte più emozionanti: varchi murati, scalinate e travature prima coperte da cemento, effimere tracce di grafiche pittoriche e decorazioni floreali che riaffiorano dopo secoli, confermando le intuizioni iniziali e le suggestioni dei racconti dei cittadini.

“Stiamo riportando alla luce questi elementi con pazienza e cura anche attraverso i laboratori organizzati assieme agli Istituti Filippin, queste tracce di storia non erano documentate e non ci aspettavamo una qualità così elevata, una simile eleganza e bellezza artigianale – spiega Michele Sbrissa, fondatore e CEO di 593 Studio –. È il segno che il palazzo non è solo architettura, ma narrazione continua, una scoperta che si apre alla comunità. Come da programma ora sospenderemo le attività operative del cantiere e apriremo questi spazi a chi vorrà fare una straordinaria esperienza tra storia, architettura, arte e partecipazione. Palazzo Lenci torna a essere un luogo vivo, visitabile, aperto alla comunità. Con umiltà e grazie al supporto di chi sta credendo a questa avventura che si sta scrivendo giorno dopo giorno, possiamo dire di essere sulla buona strada.” 

Antonio Sebastianelli, sindaco di Terre Roveresche, comune a cui appartiene il borgo di Barchi, sottolinea: “Il cantiere di Palazzo Lenci ha permesso di restituire a Barchi un’importante quinta scenica del progetto originario della città ideale disegnata dell’architetto Filippo Terzi. In pochi mesi la nostra piazza è tornata a dialogare con le pietre e i volumi di un edificio che per troppo tempo era rimasto in silenzio. Speriamo che questo sia solo l’inizio”. 

Il 3 agosto, infatti, in occasione della grande festa popolare La Tàvlata sul Castel, promossa dalla Pro Loco di Barchi, che ogni anno richiama oltre mille persone, si inaugura la mostra “Le città di Calvino”, realizzata  all’interno del progetto Borghi Invisibili (www.borghinvisibili.it), in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo, ELMAD Auguste Renoir di Parigi, gli Istituti Lasalliani e il patrocinio dei Comuni di San Costanzo e Terre Roveresche. 

La mostra, che resterà aperta fino al 30 agosto, sarà allestita tra le tracce del restauro in corso, porte, camini, pavimenti, travature, corridoi da riabitare, offrendo al pubblico una piccola esperienza, un assaggio di interazione tra frammenti di storia e visioni grafiche contemporanee ispirate al capolavoro di Italo Calvino, a cui sono state accostate in via del tutto straordinaria tre opere realizzate dalla Compagnia delle Catenelle di Barchi. 

Tutto ciò è reso possibile anche grazie all’impegno di volontari e ditte locali che hanno partecipato fornendo materiali e soluzioni per allestire gli spazi in modo funzionale ed in piena sicurezza, in particolare Z Impianti che ha reso possibile l’allestimento illuminotecnico della mostra. 

“I laboratori che abbiamo organizzato nel cantiere di palazzo Lenci hanno consentito ai ragazzi di sperimentare non solo attività materiali all’interno di questi spazi, ma cosa significhi interagire e contribuire all’attivazione di una comunità – commenta Sileno Rampado, direttore generale degli Istituti Filippin –. Quest’anno abbiamo portato qui, da Paderno del Grappa, due gruppi di studenti per partecipare al cantiere sociale e al progetto di rigenerazione. È una scuola di vita, che unisce mani, idee, memoria e futuro. Non solo, dall’anno prossimo sei licei lasalliani di tutta Italia utilizzeranno gli spazi di Barchi per l’alternanza scuola lavoro, così i ragazzi potranno partecipare al cantiere permanente di Palazzo Lenci intrecciando la loro esperienza con abitanti, attività economiche locali, testimonianze di artigiani e associazioni, secondo l’idea generatrice del progetto Borghi Invisibili”.

Il cantiere sarà visitabile in questa modalità immersiva per tutto il mese di agosto, con aperture garantite da alcune famiglie e volontari locali, ad ulteriore testimonianza della straordinarietà del percorso partecipativo in atto, ospitato per molte attività con la comunità locale, negli spazi del Nova Bar, una delle prime attività commerciali che hanno creduto in questa idea. 

Domenico Carbone, sindaco di San Costanzo, città che ospiterà in autunno la mostra che ora si inaugura a Palazzo Lenci, proprio nell’ambito della diffusione più ampia del progetto Borghi Invisibili, aggiunge: “Questo progetto, questo cantiere, è un esempio virtuoso di rigenerazione per i nostri borghi: creatività e concretezza, facendo rete e creando sinergie dal basso, con i nostri cittadini e con le imprese locali. È un segno delle enormi possibilità del nostro territorio, unire bellezza e storia con nuove dimensioni del fare orientate al futuro e all’internazionalità”.

Dall’autunno prossimo torneranno al lavoro i tecnici per avviare una nuova fase di progettazione e riqualificazione di Palazzo Lenci, cercando, con pazienza e facendo tesoro delle indicazioni che stanno emergendo dalla comunità, di accogliere e valorizzare le idee fin qui raccolte, in coerenza con l’obiettivo di rilancio del piccolo capolavoro rinascimentale di Barchi, nel contesto del più ampio programma di attività di Borghi Invisibili.

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

L’ACQUISTO E IL RESTAURO DI PALAZZO LENCI A BARCHI

Nel borgo rinascimentale di Barchi, frazione del Comune di Terre Roveresche (in provincia di Pesaro Urbino), da circa sei mesi è iniziato il progetto di rigenerazione di Palazzo Lenci, edificio simbolo della “città ideale” concepita nel Cinquecento dall’architetto Filippo Terzi su incarico del marchese Pietro Bonarelli della Rovere. Il palazzo, dimenticato da decenni, è stato acquistato dalla società trevigiana di ingegneria e architettura 593 Studio, specializzata in progettazione architettonica partecipata. Obiettivo: realizzare un cantiere permanente in grado di ospitare riflessioni e azioni in ambito culturale, abitativo, produttivo e ricettività etica e sostenibile. A marzo di quest’anno è stato avviata la prima fase del cantiere con una prima azione simbolica: la riapertura di Vicolo degli Ebrei, per segnare il ritorno del palazzo alla comunità. In parallelo si sta lavorando a una “rigenerazione sociale”, coinvolgendo associazioni locali, cooperative e studenti dell’Istituto Filippin di Paderno del Grappa, Treviso. Dal punto di vista tecnico, la prima fase ha riguardato le facciate, il tetto e i camini storici, con particolare attenzione al recupero dell’identità architettonica del luogo. Sarà inoltre realizzata, sulla chiave di volta del portale in pietra all’ingresso del Palazzo, una nuova effige che unirà storia e futuro, antico e contemporaneo, un elemento simbolicamente rilevante, su cui il team di creativi sta già ragionando assieme ad alcuni attori locali. Non solo. Sul portale www.borghinvisibili.it è si può esplorare da alcune settimane l’intero progetto territoriale che spazia dal mare di Torrette fino al borgo di Barchi, attraversando San Costanzo, Piagge, Orciano, e molti altri luoghi, un progetto in pieno sviluppo, che si arricchirà via via nel corso del tempo con le innumerevoli azioni già intraprese e che qui saranno illustrate. All’interno del sito è poi già possibile sperimentare la navigazione tridimensionale dei borghi di Barchi e Cerasa ricostruiti con tecnologia laser scanner e fotogrammetria attraverso droni: un viaggio digitale immersivo tra le geometrie medioevali di antichi borghi.

LA MOSTRA – LE CITTÀ DI CALVINO 

Curata all’interno del progetto Borghi Invisibili, la mostra nasce come omaggio visivo all’universo calviniano. Le opere, esposte tra le sale grezze e in fase di restauro di Palazzo Lenci, interpretano con linguaggi grafici e illustrativi il celebre libro “Le città invisibili”. Esposte circa 40 opere originali tra illustrazioni, grafic novel e installazioni, tutte realizzate da giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e della scuola ELMAD di Parigi. Tra gli autori le opere dei docenti Renato Galasso, Emanuele Gizzi e Leandra La Rosa. Esposti anche gli studenti: Alessio Agosta, Federica Arrampatore, Marta Baglieri, Greta Calandrino, Noemi Carollo, Claudia Di Miceli, Chloé Desoubrie, Roberta Ferrigno, Riccardo Galantino, Emanuela Galioto, Claudia Galluzzo, Chloé Gillet, Antonino Graziano, Grabiel Kraft, Louisa Masselis, Roberto Palmeri, Roberto Rizzo, Andrea San Brunone, Saku Santeri Heinonen, Giorgio Vaccaro, Rebecca Verduci, Maria Francesca Villari. L’allestimento si fonde con lo spazio incompiuto del palazzo e con le decorazioni storiche appena riemerse, in un dialogo continuo tra passato e visione. Il percorso è reso interattivo grazie a installazioni della “Compagnia delle Catenelle”, collettivo artistico impegnato nella rigenerazione creativa degli spazi pubblici. La mostra è parte di un progetto pedagogico e comunitario che coinvolge scuole, associazioni locali e istituzioni regionali e sarà aperta dal 3 al 30 agosto, il lunedì, venerdì e sabato dalle 20 alle 22, informazioni al 338 3517014

LA STORIA DI 593STUDIO

593 STUDIO è un’eccellenza nel panorama degli studi di ingegneria e di architettura, impegnato in una missione ambiziosa: costruire il futuro attraverso ricerca, sperimentazione e competenza. Fondata a Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, su valori solidi come l’innovazione, la sostenibilità e la collaborazione, 593 STUDIO opera nei settori chiave dell’abitare (residenziale), conservare (restauro), lavorare (direzionale) e condividere (pubblico). Con oltre 15 anni di esperienza in Italia e all’estero, il team multidisciplinare di 593 STUDIO affronta con dedizione progetti complessi, dall’ideazione alla direzione operativa. Tra le prime Benefit Corporation nel settore dei servizi professionali in Italia, l’azienda si impegna a restituire valore alla comunità e all’ambiente.  I progetti di rilievo nell’ambito della conservazione del patrimonio storico e sacro, includono l’ampliamento del complesso Santuari Antoniani di Padova, il restauro delle volte della chiesa San Francesco a Treviso, il piano di recupero per l’ex Monastero delle Clarisse a Castelfranco Veneto, la selezione per il laboratorio-concorso Cappella nel Bosco a La Verna oltre che servizi di consulenza in varie diocesi per percorsi partecipativi comunitari e piani di valorizzazione immobiliare. 593 STUDIO promuove l’innovazione anche in ambito accademico e, in collaborazione con gli Istituti Lasalliani e lo IUAV, promuove e co-finanzia dottorati di ricerca pionieristici nella gestione e recupero dei beni religiosi. La ricerca in ambito tecnologico ed ingegneristico viene svolta in collaborazione con l’International University of Applied Science in Germania.

A PADOVA NASCE IL NUOVO HR MANAGER EUROPEO. “DEVE AVERE PIÙ POTERE NELLE AZIENDE”

Fòrema riunisce i manager delle risorse umane di 18 aziende, capaci di gestire più di seimila lavoratori, per definire le competenze chiave del futuro all’interno del progetto HR Plus. Obiettivo: formare una figura autorevole, capace di usare strumenti digitali, gestire il know how aziendale, leggere il mercato del lavoro e guidare le organizzazioni nella transizione. Roberto Baldo (Fòrema): “Solo un HR autorevole può modellare organizzazioni inclusive, digitali e pronte al cambiamento”

Acquisire autorevolezza e usare strumenti digitali per anticipare il cambiamento. È questo l’obiettivo dell’HR manager del futuro, così come è stato delineato nella sede di Fòrema, a Padova, durante un recente incontro che ha coinvolto i responsabili risorse umane di 18 aziende venete, che assieme rappresentano più di seimila lavoratori, molte delle quali con responsabili del personale aderenti ad AIDP (Associazione italiana per la direzione del personale) Veneto e Friuli Venezia Giulia già partner del progetto HR Plus.

Il confronto si inserisce nel più ampio progetto europeo HR Plus, di cui Fòrema è capofila, e ha avuto l’obiettivo di identificare le competenze chiave che devono caratterizzare le nuove figure HR nei prossimi anni.

A fare gli onori di casa è stato Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema: “Oggi l’HR è chiamato a superare il vecchio paradigma operativo per diventare protagonista del cambiamento”, ha detto. “Con HR Plus vogliamo definire un profilo europeo dell’HR manager che sappia coniugare dati, sensibilità umana e visione strategica. Crediamo che la crescita delle imprese passi dal coraggio di rinnovare i ruoli chiave, a partire da chi gestisce le persone”

La conduzione dell’incontro è stata affidata a Roberto Baldo, responsabile delle attività finanziate di Fòrema e coordinatore del progetto: “L’HR manager deve tornare a essere una figura centrale, dotata di potere decisionale e capacità strategica. È l’unico modo per guidare con successo la trasformazione organizzativa che le imprese devono affrontare, tra digitalizzazione, sostenibilità e nuove esigenze culturali”.

Durante la giornata di lavoro è emersa con chiarezza la necessità per gli HR di acquisire autorevolezza all’interno delle imprese, abbandonando il ruolo di mera funzione di servizio per diventare architetti del cambiamento organizzativo. Solo così potranno incidere su modelli, gerarchie, pratiche e processi decisionali.

Il secondo aspetto sottolineato è la competenza digitale e l’utilizzo di strumenti avanzati a presidio delle attività in ambito HR, che permettono la raccolta e la gestione intelligente di dati a supporto delle decisioni strategiche. Non si tratta di diventare tecnologi, ma di saper usare il digitale per potenziare il capitale umano. Infine, il gruppo ha condiviso una convinzione: l’HR del futuro deve saper anticipare il cambiamento, cogliere per tempo i segnali deboli, comprendere i bisogni emergenti delle persone, adattare le strategie interne alle evoluzioni del mercato del lavoro e della società.Ricordiamo che il progetto europeo HR Plus – Innovative competencies for HR manager among twin and social transition – è cofinanziato dal programma Erasmus+ e promosso da Fòrema assieme a partner di Ungheria, Spagna, Portogallo, Belgio e Italia.

“Il ruolo dell’HR oggi è cruciale per affrontare la transizione digitale e sostenibile, ma serve un deciso cambio di passo”, ha dichiarato Fabrizio Grisenti, membro del Consiglio Direttivo AIDP Veneto Friuli Venezia Giulia e socio sostenitore del progetto. “Come AIDP, sosteniamo progetti come HR Plus perché costruiscono futuro e professionalità. Sempre di più, la funzione HR deve ritagliarsi uno spazio autorevole e strategico, promuovendo iniziative che generano impatto reale sul business. Siamo convinti che programmi come HR Plus creino le condizioni per formare HR manager competenti, agili e influenti, capaci di valorizzare il capitale umano e stimolare innovazione nei territori.”

Il progetto, partito formalmente il 20 novembre 2024, prevede attività in presenza e online per tutto il 2025 e il 2026, con eventi internazionali già fissati in Spagna, Ungheria e Bruxelles. Al centro, la costruzione di un programma formativo europeo condiviso, che sarà certificato e spendibile nei paesi membri.

Durante l’incontro padovano è stata anche validata la Skillmatrix HR+, una mappa che integra macro-competenze, trend sociali, digitali e ambientali, sfide e strategie per chi si occupa dello sviluppo dell’organizzazione e del personale.

Tra le prossime tappe: a settembre il contest europeo per HR manager e l’avvio dei corsi sperimentali a Padova, Vigo e Budapest, a ottobre la partecipazione al Festival Nazionale Ungherese degli HR, e infine l’approdo a Bruxelles con la presentazione ufficiale del progetto al Comitato Economico e Sociale della Commissione Europea.

Roberto Baldo conclude: “È lì che vogliamo portare la voce delle imprese e degli HR italiani. Perché il futuro del lavoro si scrive dove le visioni diventano politiche, e le competenze diventano motrici dello sviluppo.”

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – LA STORIA DI FÒREMA

Dopo la fondazione nel 1983 e le prime esperienze di servizi destinati al mondo degli industriali, la storia di Fòrema prosegue negli anni Duemila con la presidenza di Giovanni Griggio quando entrò, tra i primi a livello nazionale, nel settore privato; quello fu anche il periodo in cui nacque Fondimpresa. Subito dopo, al timone di Fòrema fu nominato Marino Malvestio, che traghettò l’azienda verso i primi bilanci in utile, a vantaggio di Confindustria Padova. Seguì la nascita de IlCuboRosso, “spazio fisico” di 600 metri quadri per simulare, sperimentare, rielaborare nuovo know how tecnico e manageriale da trasferire al sistema delle Pmi. Due anni dopo, l’altra scelta strategica, quella di far nascere il «super-polo» confindustriale per la formazione d’impresa, primo in Italia per dimensioni, dall’unione tra Padova e Vicenza. 

Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, oggi Fòrema è la società di formazione e consulenza di Confindustria Veneto Est, e opera nell’ambito della gestione di corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale e servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova.

 Tutto ciò la rende una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia. Questi i numeri che lo confermano: nel 2024 il fatturato è stato di 8,5 milioni (+11% rispetto all’anno precedente; da evidenziare che il 62% del fatturato proviene dal mercato), le persone coinvolte sono state 29.831 (+11,6% sul 2023), le ore erogate di formazione 45.110 (+9,6% sul 2023). A livello operativo, i clienti di Fòrema sono suddivisi tra grandi imprese (17,8%), medie aziende (37,8%) e piccole imprese (42,7%) con una distribuzione geografica che conferma una dominanza di Padova e provincia (64%) e Vicenza (il 16%). La formazione interessa principalmente il settore metalmeccanico (37,8%), a seguire la chimica-gomma (12,5%), i servizi (11,5%) e gli alimentari (7,5%). 

Fòrema, che ha sede negli uffici di proprietà collocati nel centro direzionale “La Cittadella” di Padova, recentemente acquisiti nell’ambito di valorizzazione dell’ente, occupa una sessantina persone e collabora con decine di professionisti. Il consiglio direttivo è guidato dal direttore generale Matteo Sinigaglia, ed è composto da Roberto Baldo, responsabile attività finanziate, Anna Cracco, responsabile commerciale e Andrea Sanguin, responsabile amministrazione, finanza e controllo. Presidente è Enrico Del Sole.

FESTIVAL ORME 2025: L’OTTAVA EDIZIONE A SETTEMBRE CELEBRA IL SENTIERO COME METAFORA DELLA VITA

Dal 5 al 14 settembre a Fai della Paganella, dieci giorni di cammino, cultura, natura e incontri tra le montagne del Trentino

Torna a Fai della Paganella Orme – Festival dei Sentieri, l’appuntamento che ogni anno invita a vivere la montagna in modo nuovo, trasformandola in uno spazio di ascolto, scoperta e connessione autentica con sé stessi, con gli altri e con la natura. Dal 5 al 14 settembre 2025, per dieci giorni, il festival proporrà un viaggio collettivo tra i sentieri e i boschi del territorio, invitando a riscoprire il valore del camminare come gesto simbolico e trasformativo, con attività pensate per coinvolgere persone di tutte le età.
Il tema di questa ottava edizione – “Il sentiero come metafora della vita” – sarà chiave di lettura e filo conduttore dell’intero programma, evocando le molteplici sfumature dell’esperienza umana attraverso il rapporto con la natura.
Le giornate si articoleranno in esperienze all’aria aperta, camminate, riflessioni, laboratori e incontri, in un intreccio costante tra paesaggio, emozioni e pensiero. Un invito a rallentare, a ritrovare un ritmo diverso, a lasciarsi sorprendere. Un programma fitto e ricco che prevederà anche momenti evocativi come il Sound Sunrise, un trekking musicale all’alba, e camminate al tramonto dove parole e suoni si fondono con la bellezza del paesaggio.
La chiusura, come da tradizione, sarà poi affidata alla Desmontegada, la suggestiva sfilata del bestiame di ritorno dall’alpeggio, un momento carico di significati che celebra la relazione tra uomo, montagna e natura chiudendo simbolicamente il cerchio di un’esperienza immersiva e intensa.
Orme non è solo un festival, ma un invito a rallentare, respirare, riscoprire il senso del cammino da vivere con zaino in spalla, scarponi ai piedi e cuore aperto. A Fai della Paganella, dal 5 al 14 settembre, è tempo di camminare insieme.

WOMAN POWER CAMP: DUE GIORNI TUTTI AL FEMMINILE AL KRONPLATZ BIKE PARK

In un contesto mozzafiato, tra i panorami unici delle Dolomiti, il 12 e 13 luglio 2025 torna il Woman Power Camp a Kronplatz: un’esperienza tutta al femminile dedicata a chi desidera avvicinarsi alla mountain bike o migliorare le proprie skills!

Organizzato da SAAC – Snow & Alpine Awareness Camps in collaborazione con Skirama Kronplatz, il camp sarà condotto da rider professioniste che guideranno le partecipanti attraverso una sessione teorica al Castello di Brunico e una giornata pratica sui trail del Bike Park di Plan de Corones.

L’attività è aperta a ogni livello e con gruppi suddivisi in base all’esperienza individuale. Nessuna competizione, solo condivisione e voglia di scoprire la montagna in sella alla propia bici.

La partecipazione è gratuita.
È previsto un contributo di 48,80 € per il bike-lift pass del 13 luglio. Disponibile anche il servizio di noleggio attrezzatura su prenotazione.

Per info e iscrizioni: info@outdoor-kronplatz.com

Link utili:
www.saac.at
www.sanvigilio.com

BOOM DI ACCESSI A PADOVALAND COL GRAN CALDO: INAUGURATO LO SPRAY PARK “JUNGLE BEACH”

Inaugurato il nuovo Spray Park Jungle Beach con sabbia bianca e palme caraibiche. Boom di presenze nei primi week end estivi. Cassette di sicurezza agli ombrelloni, area dog friendly e investimenti in crescita dopo l’acquisto dell’area da parte della proprietà. Johnny Pozzi, il titolare: “Siamo diventati il mare dei padovani”

Un’ondata di caldo e una cascata di novità: Padovaland inaugura l’estate 2025 con numeri da record e una nuova attrazione che fa sognare i Caraibi senza uscire da Padova. In questi roventi week end di giugno migliaia di visitatori hanno preso d’assalto il parco acquatico cittadino, accolti da palme tropicali, sabbia bianchissima e il nuovo Spray Park “Jungle Beach”, pensato per le famiglie e per i più piccoli.

Protagonista assoluta è stata l’inaugurazione ufficiale del nuovissimo Spray Park “Jungle Beach”, l’attrazione dedicata a famiglie e bambini che coniuga gioco e freschezza in un’ambientazione tropicale, tra spruzzi, fontane e scenografie esotiche, con animali che fanno andare con la mente alla savana africana e secchi di acqua che precipitano al suolo tra fragore e divertimento. Accanto al nuovo parco giochi acquatico, ha preso forma anche la vera spiaggia bianca, un’oasi di sabbia finissima che fa sembrare di essere al mare… restando a due passi dal centro di Padova.

“Padovaland è il mare dei padovani”, commenta Johnny Pozzi, titolare e anima storica del parco. “Da 36 anni regaliamo sorrisi e refrigerio alle famiglie, ma quest’anno volevamo fare un salto in avanti. Jungle Beach e la spiaggia bianca sono solo l’inizio”.

Tra le novità più apprezzate: l’inserimento di nuove palme caraibiche che decorano le aree verdi regalando ombra e atmosfera tropicale, e un servizio inedito di cassette di sicurezza sotto ogni ombrellone, per custodire in totale serenità smartphone, portafogli e oggetti personali durante il bagno o la pennichella pomeridiana.

Il grande successo di quest’anno arriva a coronamento di un’importante svolta per il futuro di Padovaland. Il parco ha infatti acquisito la piena proprietà dell’area, acquistandola da Interporto Padova Spa per 1,3 milioni di euro. Fino ad oggi Padovaland vi esercitava solo un diritto di superficie; da quest’anno, invece, è proprietaria a tutti gli effetti di una superficie di 162.000 metri quadrati che comprende anche il lago della zona industriale e un ampio contorno verde.

Una svolta storica, come la definisce lo stesso Johnny Pozzi: “Ora che siamo i proprietari dell’intera area, possiamo finalmente sbloccare investimenti strutturali di lungo periodo: nuove attrazioni, maggiori servizi, più comfort per le famiglie e un’offerta sempre più ampia per tutte le età. Il nostro obiettivo è trasformare Padovaland in una vera destinazione turistica”.

Ricordiamo che Padovaland è uno dei parchi acquatici storici d’Italia. Nato nel 1989 su iniziativa di Enrico Pozzi (oggi la gestione è in mano al figlio Johnny), fu tra i primi in Italia a importare gli scivoli dall’estero – dalla Spagna, per la precisione – quando il concetto stesso di parco acquatico era una novità assoluta.

Oggi il parco è un punto di riferimento dell’estate per tutta la regione e attira anche turisti stranieri, con numerosi gruppi organizzati dall’estero. Al suo interno, oltre alle ultime novità del 2025, offre 20 scivoli tra cui spiccano il Kamikaze, la Treccia, il Toboga, la Pista Blanda e il Twin Slide, cinque grandi strutture che garantiscono adrenalina e divertimento per adulti e ragazzi.

Non mancano gli spazi dedicati al relax e alla sostenibilità: gli ombrelloni sono realizzati in paglia naturale per garantire freschezza e un’estetica più “green”, mentre l’intero impianto è stato recentemente rinnovato nel rispetto delle normative ambientali e del risparmio idrico, con nuove pompe e reti di approvvigionamento. Per gli amici a quattro zampe è disponibile una “dog area” su prenotazione, composta da piccoli spazi recintati con sdraio e ombrellone, dove gli animali possono muoversi liberamente in totale sicurezza.

Rinnovata anche quest’anno la partnership con Alìper, grazie alla quale sarà possibile accedere a ingressi agevolati raccogliendo i punti spesa nei 118 supermercati del gruppo.

E le sorprese non sono finite: nelle prossime settimane saranno annunciate altre novità 2025 che promettono di rendere Padovaland sempre più simile a un villaggio turistico permanente, con proposte che vanno oltre la semplice giornata in piscina.