ATON SOCIETÀ BENEFIT TRA I MIGLIORI LUOGHI DI LAVORO: QUINTA IN ITALIA E SECONDA NELL’IT

L’azienda trevigiana scala la classifica Best Workplaces™ Italia di Great Place To Work® Italia, confermandosi un’eccellenza assoluta nel panorama tecnologico nazionale. Aton svetta grazie a una cultura organizzativa che mette al centro il benessere delle persone e la qualità delle relazioni umane. Il CEO, Giorgio De Nardi: “Il riconoscimento premia l’impegno costante nella creazione di un ambiente inclusivo, dove flessibilità, trasparenza e partecipazione attiva dei team sono i pilastri fondamentali per generare valore e innovazione condivisa”

A Milano, sotto le luci di una cena di gala che celebra il lavoro di qualità, è stata scattata la fotografia più nitida del benessere organizzativo in Italia. Per il venticinquesimo anno Great Place To Work® Italia ha premiato infatti le migliori aziende dove lavorare, selezionando un’élite ristrettissima: appena 75 realtà su 415 organizzazioni che hanno scelto di mettersi in gioco nell’indagine sul clima interno. Tra queste, spicca Aton Società Benefit. Il percorso per arrivare fin qui è tutt’altro che simbolico. Su oltre 210 mila collaboratori coinvolti nell’analisi, solo 262 aziende hanno ottenuto la certificazione, primo filtro di una selezione severissima. E tra queste, le premiate rappresentano una minoranza ancora più esclusiva: un’avanguardia capace di trasformare il lavoro in un luogo di fiducia, crescita e identità condivisa.
In questo contesto Aton Società Benefit, tech company veneta, è stata premiata da Great Place To Work® Italia all’interno della Classifica Best Workplaces™ Italia 2026. La tech company veneta si è classificata al quinto posto a livello nazionale nella categoria delle aziende aventi tra 150 e 499 dipendenti. Tra le aziende premiate, 19 sono del comparto dell’information technology e Aton svetta nella sua categoria con un secondo posto.
L’inclusione in classifica è un riconoscimento che riguarda la cultura organizzativa ed è il punto di riferimento che identifica i luoghi di lavoro eccellenti, in cui l’esperienza lavorativa di chi vive quotidianamente l’azienda è positiva e arricchente. Analizzando i dati messi a disposizione da Great Place To Work® Italia, le organizzazioni Best Workplaces Italia hanno registrato quest’anno una media di Trust Index (l’indice di fiducia calcolato con il modello di Great Place To Work® Italia) pari a 85%, superiore di 10 punti (75%) rispetto alla media delle aziende certificate Great Place To Work® Italia e di 41 punti (44%) della media italiana (dati European Workforce Study 2025) e in crescita di un punto rispetto al dato registrato lo scorso anno.


“Essere riconosciuti tra i Best Workplaces Italia 2026 è la conferma di un percorso culturale neo-umanistico che mette al centro l’autonomia responsabile e la fiducia diffusa”, dichiara il CEO di Aton, Giorgio De Nardi. “Questo traguardo non premia solo un’azienda, ma una cultura del lavoro basata sulla flessibilità reale, dove l’autorganizzazione diventa lo strumento principale per permettere a ciascuno di armonizzare vita e professione e il modello di leadership diffusa accresce il senso di responsabilità e ingaggio. Crediamo fermamente nella trasparenza partecipativa: condividere gli obiettivi e i processi significa rendere ogni collaboratore e collaboratrice un protagonista attivo del cambiamento. L’innovazione in Aton non è mai un processo calato dall’alto, ma il frutto di una visione condivisa. Come Società Benefit, la nostra missione è dimostrare che un ambiente di lavoro arricchente e inclusivo è la precondizione essenziale per generare valore sociale e qualità”.


“Il riconoscimento di Best Workplace Italia 2026 premia innanzitutto l’autenticità dei legami che uniscono le nostre persone, la qualità della vita in azienda non si misura più con la sala relax, ma bensì in base alla socialità positiva che si sviluppa”, commenta Stefano Negroni, Chief People and Culture Officer. “In Aton, la qualità dell’ambiente di lavoro non è definita solo dai processi, ma dalla forza delle relazioni tra colleghe e colleghi. Abbiamo abbattuto i silos gerarchici per favorire un clima di cooperazione e supporto reciproco, dove la trasparenza e l’ascolto sono le fondamenta di ogni interazione. Non a caso il team risorse umane lavora in simbiosi con quello del marketing e della comunicazione all’interno della stessa funzione People & Culture. Vedere team diversi collaborare con naturalezza, condividendo sfide e successi, è la prova che l’innovazione nasce da un terreno umano fertile e coeso. Investire nella felicità relazionale significa costruire una comunità resiliente, dove il rispetto e la valorizzazione delle diversità diventano il motore quotidiano della nostra eccellenza”.


I motivi dietro al successo sono molti. Ma alcuni indici spiegano meglio di altri perché Aton è una delle migliori aziende per cui lavorare in Italia. Tra le iniziative più apprezzate, i processi di selezione inclusivi e meritocratici – come quelli dell’Academy che si ispira alla bottega rinascimentale della formazione – e il sistema premiale legato alla performance e al miglioramento continuo, armonizzato nella metodologia OKR (Objective and Key Results), in cui ogni team misura in autonomia e con responsabilità i propri risultati. A questo si aggiungono strumenti concreti di conciliazione vita-lavoro: dall’accordo sindacale per il Service Desk con misure agevolate per i neo genitori, alla massima flessibilità oraria, fino agli accordi di smart working che garantiscono libertà di gestione e autonomia. Peraltro, il 50% della popolazione aziendale è composta da donne, una percentuale significativamente superiore alla media del settore ICT.
“I Best Workplaces come nel caso di Aton Società Benefit mettono costantemente le proprie persone al centro”, afferma Alessandro Zollo, Amministratore Delegato di Great Place to Work® Italia. “È ampiamente dimostrato che persone soddisfatte hanno impatti positivi sul business, sui profitti e sono in grado di fornire esperienze di qualità e valore anche al cliente finale. Spero che possiate ispirare altri leader, per aiutarci a perseguire la nostra missione: costruire un mondo migliore, aiutando ogni organizzazione a diventare un “Great Place to Work For All”.

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

Great Place To Work® Italia
Great Place To Work® Italia è l’autorità globale sulla cultura del lavoro; è una società di consulenza e “people analytics” presente in oltre 60 Paesi nel Mondo, che ha come obiettivo quello di aiutare le organizzazioni a ottenere migliori risultati di business focalizzandosi sull’esperienza dell’ambiente di lavoro dei propri collaboratori. È l’unico istituto di ricerca che combina l’ascolto delle persone all’analisi delle politiche HR ed è conosciuto per le Certificazioni degli ambienti di lavoro di qualità e le note Classifiche che premiano gli ambienti di lavoro eccellenti, i Best Workplaces™. Lavora insieme ad aziende e organizzazioni di tutti i settori produttivi: da quelle private, alle pubbliche, alle no-profit.


LA STORIA DI ATON 
Aton gruppo tech internazionale specializzato nel migliorare i processi commerciali grazie al digitale e all’AI, con sede a Treviso. Sviluppa soluzioni per la trasformazione digitale sostenibile delle vendite omnichannel e dei processi di tracciabilità e supply chain aziendale. Offre servizi di supporto internazionali in quattordici lingue e copertura h24, 365 giorni all’anno.
Fondata da Giorgio De Nardi nel 1988, la sua missione è crescere insieme all’ecosistema di collaboratori, clienti, partner, ambiente e comunità, realizzando profitti etici e sostenibili in tutto il mondo.   
Il Gruppo Aton, composto anche dalle aziende “Blue Mobility” (soluzioni IT per la logistica e la rete vendita delle pmi) e “Aton AllSpark Ibérica” (joint venture spagnola di Aton e Allspark, azienda IT specializzata nel mercato fashion retail), nel 2024 ha chiuso il fatturato in crescita (+3%) a 26,2 milioni di euro.  A partire da gennaio 2025 è entrata a far parte del Gruppo Aton anche Teksmar, azienda IT con focus nel retail. A novembre 2025 ha siglato un nuovo accordo di joint venture con GTN, azienda friulana che da 50 anni fornisce soluzioni tecnologiche per il retail e la ristorazione, dando vita così ad un polo digitale italiano del retail.
Oggi il Gruppo occupa 284 persone che lavorano per 750 clienti in tutto il mondo che operano principalmente in questi settori: 39% nell’industria dei beni di largo consumo (tra i clienti citiamo Granarolo, Segafredo, GranTerre); 42% nella grande distribuzione organizzata e nel fashion (Aspiag, Unicomm,Bata, Salewa, Gant); 19% nel mondo dell’energia (SHV, Liquigas).  
Dal 2018 Aton è certificata Great Place To Work® Italia. Nel 2021 è diventata Società Benefit e ha integrato nel proprio statuto obiettivi sociali (people), ambientali (planet) oltre che economici (prosperity). Nel 2023 è entrata a far parte della community mondiale delle aziende certificate B Corp che si impegnano in un percorso di miglioramento continuo nella sostenibilità del loro business. L’azienda presenta ogni anno un report di impatto.  
La visione strategica dell’azienda nasce dal fondatore e CEO Giorgio De Nardi, affiancato dal board, l’organo collegiale di gestione, composto dagli executive team leader delle funzioni aziendali e da un consulente esterno: ambito finanziario con Tania Zanatta; vendite Gianluca Palmisano; persone e cultura aziendale Stefano Negroni; prevendita e sviluppo del business Giovanni Bonamigo; industria del software .one Piero Pescangegno; progetti di integrazione Giovanni Pozzobon; servizi di assistenza Marco Arrigoni; coach del personale Moira Casonatto.  
Il business si sviluppa attraverso consulenza, servizi e la piattaforma software .one, offerta in modalità SaaS (Solution as a Service). Le app di Aton, integrate in .one e sviluppate da un team interno di 40 sviluppatori, coprono tutti i canali di vendita – dai negozi fisici al dettaglio e all’ingrosso all’e-commerce B2B e B2C, fino alle reti vendita – garantendo anche la tracciabilità dei prodotti.
L’azienda propone software e servizi di gestione dei processi legati alle vendite, con particolare attenzione ai canali di distribuzione: dall’e-commerce al punto vendita fisico, passando per Sales Force Automation, CRM e relazione con i clienti. Sul fronte della supply chain Aton mette a disposizione software e servizi per il monitoraggio e la gestione dei prodotti nel loro ciclo di vita, garantendone la tracciabilità grazie alla tecnologia RFID: soluzioni di track&trace adottate anche in contesti delicati, come ad esempio nelle missioni di pace internazionali grazie a collaborazioni strategiche con organizzazioni intergovernative a carattere mondiale.  
Un team in continua crescita di 150 professionisti del software realizza progetti per i clienti tramite analisi, consulenza e disegno di soluzioni, integrazione dati, project e service management, governo da remoto di software e hardware con piattaforme di enterprise mobility management, affiancamento sul campo e formazione, supporto multilingua a utenti e sistemi software e hardware.   
Con le attività di assistenza tecnica hardware, Aton opera in ottica green contribuendo all’allungamento del ciclo di vita di un parco di decine di migliaia di dispositivi in un’ottica di economia circolare, riducendo la quantità di rifiuti tecnologici. 

ARILICA FESTIVAL: A PESCHIERA DEL GARDA UN WEEKEND TRA IL FOLK DI PHILL REYNOLDS E L’ARTE DI “BLABLABLA”

Dal 27 al 29 marzo la kermesse curata da Matteo Vanzan entra nel vivo: si parte venerdì con il concerto dell’ex X Factor nella Palazzina Storica, per proseguire sabato con l’inaugurazione della mostra collettiva con 23 artisti nazionali e la performance vocale di Alan Bedin. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

Dopo il successo del weekend d’apertura, Arilica Festival della Cultura, ospitato a Peschiera del Garda (Vr) fino al 24 maggio 2026, si appresta a presentare gli eventi del secondo weekend.

          Si parte venerdì 27 marzo alle ore 21:00 presso la Palazzina Storica di Parco Catullo con il concerto di Phill Reynolds, cantautore italiano concorrente dell’edizione 2021 di X Factor, che porterà il pubblico all’interno delle sue sonorità folk. Con oltre 600 concerti all’attivo in Europa e America, la musica di Reynolds, all’anagrafe Silva Cantele, racconta esperienze dense di emozioni dove una raffinata tecnica fingerstyle si unisce al guitar drumming per creare, con l’ausilio di grancassa e cavigliera, un’intensa base sonora, sulla quale l’one man band vicentino ci narra di amore ed odio, di carezze e ferite, luci ed ombre con la sua calda voce di deserto. 

          Sabato 28 marzo sarà inaugurata alle ore 21:00 presso il Sottotetto della Caserma dell’Artiglieria la mostra “BLABLABLA. Contro il linguaggio esausto” uno spaccato sull’arte contemporanea dove 23 artisti nazionali si alterneranno in un percorso di pittura, scultura, fotografia, installazione e video art con l’obiettivo di restituire all’arte una funzione critica e generativa. Ad inaugurare la mostra sarà l’artista e performer Alan Bedin con la sua performance, omaggio a Demetrio Stratos degli Area, “Musica Spontanea” Esposizione Sonora 37’49”, un progetto di ricerca vocale e sperimentazione che esplora le possibilità espressive della voce umana. 

          Sempre Alan Bedin, domenica 28 marzo allo ore 17:00 presso piazzetta San Marco, sarà protagonista degli Arilica Talk, con la presentazione di “Musica Spontanea” nel quale il suono puro della voce, in un audace processo di registrazione orientato alla elaborazione innovativa del suono, si è integrato con una sintesi e una lavorazione elettronica, dando vita a un’esperienza senza precedenti.

          Ingresso gratuito a tutti gli eventi

PROGRAMMA DEL FESTIVAL E MAGGIORI INFORMAZIONI SUL SITO:


WWW.ARILICAFESTIVAL.IT

ATTACCHI HACKER SIMULATI E MICROLEARNING: COSÌ SIRMAX ALLENA I DIPENDENTI ALLA CYBERSICUREZZA GRAZIE A LOGOS TECHNOLOGIES

Email che imitano Microsoft o un cliente reale, attacchi simulati, video brevi e contenuti aggiornati mese dopo mese. È la strategia adottata dall’azienda padovana per trasformare la sicurezza informatica da obbligo formale a pratica quotidiana. Il programma sviluppato dalla veneziana Logos Technologies su una piattaforma con oltre 13.000 contenuti in 35 lingue. Già erogate migliaia di ore di formazione a centinaia di collaboratori. I portavoce delle due aziende: “In un contesto industriale che lavora con formule proprietarie, la cybersicurezza diventa una leva di tutela del know-how ma anche di protezione delle persone e dei processi produttivi”

Cittadella (Pd)-Venezia, febbraio 2026 – Finti attacchi phishing per testare l’attenzione dei collaboratori. Video di formazione a misura di Social Media. La possibilità di cambiare formati e temi in base all’utilizzo, con aggiornamenti mensili in base alle ultime novità. È così che Sirmax, azienda italiana con sede a Cittadella (nel Padovano), primo produttore europeo non integrato e tra i leader mondiali nello sviluppo di miscele in polipropilene e altri materiali con 13 stabilimenti nel mondo, ha deciso di affrontare le sfide della sicurezza informatica affidando la realizzazione del proprio Security Awareness Managed Program, basato su una piattaforma multilingua, a Logos Technologies, azienda it di Mestre, nel Veneziano. 

Il comparto è strategico: Sirmax progetta e produce compound termoplastici in grado di garantire elevate prestazioni meccaniche, indispensabili in molteplici settori, in particolare quello dell’automotive. Sirmax Group opera, infatti, in un mercato altamente competitivo, dove è decisiva l’innovazione, la protezione del know-how e la continuità operativa. L’azienda conta brevetti, formule e processi proprietari ed è tra i primi cinque compounders indipendenti di polipropilene al mondo: non appartenere a un grande gruppo petrolchimico li ha portati, nel tempo, a investire molto su ricerca, sviluppo, tecnologia e digitalizzazione.

La collaborazione con Logos Technologies segna un punto di svolta. Il servizio che educa dipendenti e collaboratori sui rischi informatici è stato costruito pensando ad evoluzioni mensili che mettono a disposizione 13.000 contenuti video in 35 lingue, sempre con la massima attenzione da parte dei fruitori del programma. Un approccio che consente di mantenere alta l’attenzione e di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del contesto cyber. La sicurezza ha smesso di essere percepita come qualcosa di distante e imposto dall’IT: le persone sono diventate parte attiva nella risposta ai continui attacchi.

Le piattaforme di e-learning sulla sicurezza informatica esistono da tempo, ma spesso restano inutilizzate con contenuti e programmi che rimangono gli stessi per anni. Qui il cambio di passo è nella cura dei contenuti: selezionati, aggiornati e somministrati in forma agile, come micro sit-com fruibili in mezz’ora o in cinque minuti, con la stessa immediatezza di un reel. Al centro non c’è l’editing video, ma la pertinenza dei messaggi e una continua analisi del comportamento degli utenti, con la stessa perizia di un gruppo di hacker. A questo si affiancano simulazioni di phishing e attacchi mirati, modellati sulle abitudini reali dei gruppi di lavoro, dai servizi di e-commerce ai fornitori digitali più usati. Un esempio? Al dipendente può arrivare un’e-mail che fittiziamente proviene da Microsoft, o da un cliente o da un fornitore abitualmente adottato all’interno dell’organizzazione, e deve capire che si tratta di un attacco. I risultati mensili permettono ai manager di individuare le fasce più vulnerabili e intervenire con suggerimenti operativi che evitano il rischio maggiore: ossia che l’attacco sia portato a termine.

«La novità che portiamo noi è semplice: non proponiamo una piattaforma, quanto piuttosto la governance della stessa», dichiara Livio Pianura, amministratore delegato di Logos. «Alleniamo ogni giorno i dipendenti alle minacce informatiche insieme all’IT dell’azienda, portando una visione esterna da MSSP (Managed Security Service Provider) arricchita dalla consapevolezza di cosa cercano i gruppi di attacco durante le azioni di social engineering. È come andare in palestra: puoi seguire video standard online oppure avere un istruttore che massimizza il risultato correggendo la postura durante l’allenamento. La formazione coinvolge oggi centinaia di dipendenti, con migliaia di ore distribuite durante l’anno. La personalizzazione è il cuore del modello: mentre le piattaforme tradizionali propongono programmi uguali per anni, noi aggiorniamo continuamente i contenuti, alleggerendo il carico degli IT manager e offrendo percorsi sempre freschi, mirati e aderenti ai rischi reali».

«Il vero valore aggiunto lavorando con Logos Technologies – commenta Alessandro Marella, Global IT Director di Sirmax – è stato il servizio di consulenza continuativa. Logos ha lavorato con noi come un’estensione del team interno. Non si tratta solo di formazione, ma di un percorso che rafforza la cultura aziendale e protegge il nostro futuro. Se, come noi, si lavora con brevetti, formule e processi proprietari, la sicurezza non è mai un tema accessorio. È parte integrante del business e della nostra credibilità verso i clienti. Nel tempo abbiamo costruito basi solide, arrivando anche alla certificazione ISO 27001, ma ci siamo resi conto che la tecnologia da sola non basta se le persone non sono davvero coinvolte».

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

LOGOS TECHNOLOGIES

Fondata nel 1998 da un gruppo di appassionati di tecnologia – ancora oggi parte attiva dell’azienda – oggi Logos Technologies ha sede a Mestre e occupa 35 persone, fattura oltre 5 milioni di euro grazie al rapporto costante di consulenza con oltre 150 aziende. Il rapporto di fiducia costruito in oltre venticinque anni con decine di aziende del Triveneto ha trasformato l’azienda in un partner tecnologico stabile, capace di affiancare i reparti IT nella gestione evolutiva delle infrastrutture informative e nella sperimentazione di soluzioni personalizzate. Logos offre oggi servizi che spaziano dal design infrastrutturale alla sicurezza, dalla protezione dei dati agli applicativi per il lavoro, fino alla governance tecnica. Il catalogo comprende telecomunicazioni, networking, progettazioni reti evolute, fonia VoIP, soluzioni di cloud computing e business continuity, data protection, automation con agenti di intelligenza artificiale, end point protection, governance e security di Microsoft 365, business intelligence, oltre alla fornitura hardware e software su misura e allo sviluppo di soluzioni integrate. Accanto all’offerta tecnica, Logos propone consulenza progettuale, project management, gestione della postura di sicurezza informatica, help desk, implementazione di policy secondo la Direttiva Europea NIS2 e lo standard IEC 62443 e formazione in ambito ICT e Governance. 

SCHEDA SIRMAX STORIA

Sirmax Group, multinazionale italiana con sede a Cittadella (nel Padovano), è il primo produttore europeo non integrato e tra i leader mondiali nello sviluppo di compound in polipropilene, tecnopolimeri, elastomeri, materiali circolari e compostabili destinati ai più diversi settori: automotive, elettrodomestico, power tools e casalingo, elettrico ed elettronico, costruzioni, arredamento, agricoltura e packaging. Attiva dagli anni ’60, Sirmax è cresciuta costantemente fino a costruire una presenza industriale internazionale con 13 stabilimenti produttivi: sei in Italia (Cittadella, Tombolo, Isola Vicentina, San Vito al Tagliamento, Salsomaggiore Terme, Mellaredo di Pianiga), due in Polonia (Kutno), uno in Brasile (Jundiaí), due negli Stati Uniti (Anderson) e due in India (Palwal, Valsad), oltre a filiali commerciali in Italia, Francia, Spagna e Germania. Oggi Sirmax è un punto di riferimento per i grandi player globali non solo per la qualità dei suoi materiali, ma per la capacità di affiancare i clienti con know-how specialistico, consulenza tecnica e supporto ingegneristico che diventano parte integrante della sua proposta di valore. Con 850 dipendenti e un fatturato di 420 milioni di euro nel 2024, il Gruppo continua a crescere in Europa, Americhe e Asia.

IL TREVISO FBC SI ACCENDE CON GLIP, OFFICIAL PARTNER DEL CLUB PER IL PROSSIMO TRIENNIO

Una partnership triennale che unisce simbolicamente e concretamente calcio ed innovazione. Al fianco del Treviso FBC in questa stagione è infatti presente “GLIP” (Global Lighting Partner), eccellenza del territorio specializzata in soluzioni illuminotecniche a tecnologia LED, con sede a Quinto di Treviso. L’aziendarivestirà il ruolo di Official Partner del Club. Una collaborazione che mira a far “brillare” l’intera esperienza sportiva biancoceleste grazie ad un accordo che unisce il mondo del calcio con quello della ricerca tecnologica e del design di qualità.

GLIP, infatti, è un’azienda trevigiana che opera nel settore dell’illuminotecnica con soluzioni su misura per ambienti sportivi, retail, spazi espositivi, strutture ricettive e contesti architettonici di pregio. Nel dettaglio, l’azienda sviluppa e realizza corpi illuminanti personalizzati, sistemi LED ad alta efficienza energetica e progetti integrati capaci di coniugare funzionalità, estetica e sostenibilità. Dalla fase di concept alla produzione interna fino all’installazione, GLIP segue ogni progetto con un approccio sartoriale, puntando su ricerca, innovazione tecnologica e attenzione ai dettagli. Le sue soluzioni permettono così di valorizzare spazi e strutture migliorando comfort visivo, resa cromatica e consumi energetici, elementi sempre più centrali anche negli impianti sportivi moderni.

La collaborazione con il Treviso FBC nasce dalla condivisione di valori e obiettivi comuni: radicamento nel territorio, visione strategica e volontà di crescere insieme. E così il marchio GLIP è già da tempo presente allo stadio e sui canali di comunicazione del club all’interno di un progetto di visibilità, sia online che offline, che punta a creare un legame autentico tra impresa e comunità sportiva.

«Sostenere il Treviso FBC significa investire in un progetto che parla di appartenenza e ambizione – sottolinea Alessandro Piovesan, CEO di GLIP – La luce è ciò che mette in risalto ogni dettaglio, nello sport come nell’architettura. Con la nostra esperienza vogliamo contribuire a valorizzare i momenti che rendono unica la passione per il calcio, rafforzando al tempo stesso il legame con il territorio in cui siamo nati e cresciuti».

«Abbiamo da tempo accolto GLIP con grande piacere nella famiglia biancocelesteafferma invece Federico Da Re, Direttore Operativo del Treviso FBC Parliamo di un’azienda che rappresenta l’eccellenza del nostro territorio e che ha fatto dell’innovazione il proprio punto di forza. Il calcio oggi non è solo competizione, ma anche esperienza, atmosfera, identità visiva e siamo dunque felici di condividere questo percorso con un partner così qualificato».

GLIP

LA STORIA

Glip (il nome è l’acrostico di “Global Lighting Partner”) inizia nel 1996. L’attuale CEO, Alessandro Piovesan l’ha fondata quando aveva 17 anni col sostegno del padre Mirto. E così, iniziando dal proprio garage, è stato il pioniere italiano della tecnologia led; oggi l’azienda è specializzata in produzioni sartoriali di illuminotecnica. Glip oggi opera su circa 3.000 metri quadri di spazi produttivi nell’headquarter di Quinto di Treviso, nel Trevigiano con sedi commerciali italiane tra Lombardia (Milano e Bergamo), Roma e Torino. Glip è un unicum nel settore dell’illuminotecnica per la capacità di gestire internamente l’intero iter di produzione delle lampade, persino sul livello di progettazione del chip che serve a far funzionare i sistemi. Glip difende il proprio know con alcuni brevetti specifici e ha anche capacità di piccola carpenteria, con una officina per la lavorazione degli estrusi di alluminio. Nel 2023 il fatturato si era chiuso a 3,1 milioni di euro, il 2024 ha portato l’asticella a 4,4 milioni (+40%). In azienda lavorano una trentina di professionisti. Il 2025 rappresenta un anno di svolta: l’azienda infatti è diventata Srl, nella proprietà è entrato Rohan Sottana come nuovo socio col ruolo project manager senior. Nel corso del 2024 l’azienda ha ottenuto le certificazioni ISO14001 e ISO45001 e che sta lavorando per l’ottenimento della certificazione ISO9001 entro il 2025.

I PROGETTI DI GLIP

Oggi in Glip si progettano sistemi di illuminazione a tecnologia Led per interni ed esterni, adatti ad ogni tipo di installazione, da quella residenziale al retail, dal museale all’hospitality. Dall’ideazione del concept alla progettazione tecnica all’avanguardia, legata alla ricerca e selezione delle materie prime, fino alla realizzazione e agli accurati test sui prodotti, il ciclo di produzione è completamente interno. Tra i progetti più interessanti che Glip ha portato a termine ce ne sono in navi di superlusso e nel segmento residenziale luxury; importanti interventi anche nelle sedi di fondazioni e musei, senza dimenticare centri direzionali, intere lottizzazioni che avevano bisogno di un arredo urbano innovativo e tutto il mondo della ristorazione e dell’ospitalità, con interessanti interventi in hotel 5 stelle. Decisivo il ruolo di Glip anche nel donare luce ai negozi del fashion e ad alcune catene di supermercati. Tra i lavori iconici, che hanno reso Glip celebre, c’è stata l’operazione di re-lamping del megastore di Benetton, che fu il primo in Italia ad essere illuminato solamente a led. Era il 2008. Durante il Covid l’azienda era riuscita a progettare una lampada con capacità di sanificazione dell’aria presente nell’ambiente, capace di eliminare i batteri. Un progetto portato a termine in poco tempo, che aveva risposto all’emergenza grazie alle competenze artigianali presenti in azienda e che arrivava ad usare polveri di titanio. Da segnalare anche il premio “Venetian Smart Lighting Award” con il prodotto Diapason.

I SERVIZI DI GLIP

Dall’ideazione del concept alla creazione del prototipo, dal singolo pezzo alla produzione in serie, Glip ingegnerizza e realizza svariate tipologie di corpi illuminanti e installazioni luminose in Italia e all’estero. I servizi di Glip vanno dall’ideazione del concept alla creazione del prototipo fino all’assemblaggio, con lo studio di soluzioni illuminotecniche su misura. L’azienda si occupa di supporto tecnico nello studio del concept, calcolo illuminotecnico, moodboard, supporto in gara d’appalto per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, stima dell’investimento e del risparmio energetico. Ma prima ancora fornisce i servizi basilari per la realizzazione del prodotto: lo studio del prototipo 3d, il customer care service e l’assistenza tecnica. 

TREVISO CONQUISTA BERLINO: DOPPIO PREMIO PER LA PENITENZIERIA DI 593 STUDIO

Il progetto della Cappella della Riconciliazione nella chiesa di San Francesco, a Treviso selezionato tra le diecimila candidature all’ “If Design Award”, premio internazionale e dalla rassegna “da! Architektur in und aus Berlin”. L’intervento firmato dallo studio trevigiano sarà esposto al Living Berlin dal 13 marzo e premiato sul palco il 27 aprile. Michele Sbrissa, il Ceo di 593 STUDIO: “Riconoscimenti che premiano la qualità di un lavoro paziente e condiviso in cui committenza, Soprintendenza e artigiani hanno lavorato perseguendo un obiettivo comune”

Dalle volte affrescate del Duecento alla scena internazionale di Berlino. Il progetto della Cappella della Riconciliazione nella chiesa di San Francesco a Treviso varca i confini italiani e vince due riconoscimenti molto importanti in Germania.
Il primo e più importante è “iF DESIGN AWARD”. Si tratta di un premio di design internazionale, che ha visto premiato 593 STUDIO per la categoria interior architecture. Il riconoscimento sarà consegnato il prossimo 27 aprile nel corso di una notte di gala tra le più ambite: solitamente partecipano archistar, l’anno scorso c’era Norman Foster. Con oltre 10.000 candidature provenienti da 68 Paesi, l’iF DESIGN AWARD è dal 1954 una delle competizioni più ambite al mondo per l’eccellenza creativa. È un premio di carattere internazionale che interessa prodotti di design in senso “ampio”, a scegliere i premiati una giuria indipendente composta da 129 tra i esperti internazionali di design e sostenibilità. 593 STUDIO è stata scelta nel settore disciplina Interior Architecture e categoria Public Interior.
L’altro riconoscimento è la mostra “da! Architektur in und aus Berlin 2026” (Architettura a Berlino e da Berlino, ndr), una delle più autorevoli piattaforme europee dedicate alla cultura del progetto. Tra sessanta opere selezionate da una commissione indipendente della Camera degli Architetti di Berlino, spicca l’intervento firmato da 593 STUDIO, guidato dall’architetto Michele Sbrissa, che ha saputo trasformare uno spazio di penitenzieria in un luogo contemporaneo di raccoglimento e dialogo, nel pieno rispetto della memoria storica.
La rassegna, ospitata dal 13 marzo al 25 aprile negli spazi di Living Berlin, rappresenta dal 1999 una vetrina d’eccellenza per i membri dell’Ordine degli Architetti di Berlino e del Brandeburgo. L’inclusione del progetto trevigiano non è soltanto una selezione espositiva: è il riconoscimento di una visione capace di coniugare restauro, ricerca materica e interpretazione teologica dello spazio sacro. Ogni anno, infatti, una commissione di selezione indipendente sceglie i migliori progetti, che sono inoltre pubblicati nell’annuario che accompagna la mostra, “Architecture Berlin | Building Berlin”, che è disponibile in libreria.
Il recente restauro della Chiesa di San Francesco a Treviso, edificata nel 1270 e oggi affidata ai Frati Minori Conventuali, torna così alla ribalta (in scheda i dettagli del progetto, ndr). Questo intervento ha riguardato i paramenti murari delle cappelle adibite a penitenzieria, la ricollocazione di un frammento di affresco raffigurante la Madonna col Bambino e l’inserimento di nuovi volumi lignei sempre negli spazi adibiti a penitenzieria. L’intervento, su una superficie complessiva di 35,75 metri, ha comportato una trasformazione significativa dello spazio della penitenzieria, che ha visto la rimozione dei confessionali esistenti per creare un ambiente dedicato alla preghiera e al raccoglimento.
«Essere selezionati per questi due premi in Germania rappresenta per noi un riconoscimento che va oltre il singolo progetto», commenta Michele Sbrissa, Ceo di 593 STUDIO. «La Cappella della Riconciliazione nasce dall’ascolto di una comunità e dalla volontà di tradurre in architettura un nuovo modo di vivere il sacramento, come esperienza di dialogo e accoglienza. Portare a Berlino un intervento realizzato a Treviso, in un contesto storico del 1270, significa dimostrare che il patrimonio non è un’eredità immobile, ma una materia viva. Questi premi valorizzano il lavoro del team e di tutti gli artigiani che hanno contribuito con competenza e sensibilità».

LA MECCATRONICA VENETA GUARDA ALLO SPAZIO: CARRETTA SRL ADERISCE ALLA RETE INNOVATIVA REGIONALE AIR

Con l’ingresso nella Rete Innovativa Regionale Aerospace Innovation and Research (RIR AIR), Carretta Srl compie un passo strategico nel proprio percorso di crescita e innovazione tecnologica. Forte di oltre 35 anni di esperienza nell’automazione industriale, l’azienda di Quinto di Treviso entra in un ecosistema che unisce imprese, centri di ricerca e istituzioni per sviluppare tecnologie avanzate nei settori aerospaziale e industriale. Il CEO, Renato Pavanetto: “Un’adesione che rafforza il dialogo tra ricerca applicata e industria, valorizzando competenze meccatroniche, robotica e soluzioni ad alta efficienza”

Carretta Srl ha ufficialmente aderito alla Rete Innovativa Regionale Aerospace Innovation and Research (RIR AIR), segnando un passo importante nella strategia di crescita e innovazione tecnologica dell’azienda nel settore dell’automazione industriale e della space economy. RIR AIR è un ecosistema dinamico che connette imprese, centri di ricerca e istituzioni per favorire lo sviluppo di tecnologie avanzate nei settori aerospaziale e industriale. 

Con oltre 35 anni di esperienza nell’automazione industriale, Carretta Srl opera da uno stabilimento di oltre 5.000 metri quadrati a Quinto di Treviso e dispone di competenze tecniche evolute in progettazione, integrazione di sistemi, sviluppo software e ingegneria di processo.  

Alla guida dell’azienda c’è ancora oggi la famiglia Pavanetto: i quattro fratelli Renato, Massimo, Andrea e Giancarlo condividono la titolarità di una realtà che, nata come laboratorio artigianale di quadri elettrici, è diventata nel tempo un punto di riferimento per l’ingegneria meccatronica e l’automazione industriale su misura.

Dalla progettazione meccanica ed elettrica alla programmazione software, Carretta sviluppa macchinari, impianti e sistemi robotizzati ad alta precisione per i principali settori manifatturieri, accompagnando le imprese nel percorso verso la fabbrica intelligente. Un’evoluzione costruita nel tempo anche attraverso progetti di ricerca e innovazione, come la partecipazione al programma europeo ESMERA / Horizon 2020 e lo sviluppo delle Modular Cobot Cell. Ora, i risultati del 2025 confermano un modello di crescita coerente, basato sull’integrazione tra competenze tecniche, visione industriale e attenzione alle persone. Una traiettoria che guarda al futuro dell’industria senza perdere il legame con le proprie radici, dove l’ingegno umano continua a dialogare con la precisione della macchina.

«L’ingresso di Carretta Srl nella Rete AIR rappresenta un passaggio strategico che apre nuove e concrete prospettive di collaborazione», commenta il CEO Renato Pavanetto. «L’azienda potrà mettere a disposizione della Rete il proprio know-how tecnologico, contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo di soluzioni innovative per l’industria aerospaziale e manifatturiera avanzata. In particolare, Carretta Srl porterà competenze consolidate nell’ambito dell’automazione industriale, attraverso l’impiego di tecnologie avanzate come la robotica, la visione artificiale, i sistemi IIoT e processi automatizzati ad alta efficienza, pensati per migliorare produttività, qualità e controllo dei processi. Un altro asse centrale sarà la partecipazione a progetti di Ricerca e Sviluppo collaborativa, con il coinvolgimento in iniziative nazionali ed europee e nella co-progettazione di nuove tecnologie, favorendo un dialogo continuo tra ricerca e impresa. Infine, Carretta Srl contribuirà in modo determinante ai processi di industrializzazione e trasferimento tecnologico, adattando soluzioni nate in ambito aerospaziale a contesti produttivi industriali, con l’obiettivo di generare un impatto competitivo concreto e misurabile. Una sinergia orientata a trasformare la ricerca in applicazioni operative e ad accelerare l’adozione di tecnologie d’avanguardia lungo l’intera filiera».

«Il Veneto – commenta Federico Zoppas, Presidente della RIR AIR – ha scelto di interpretare la new Space Economy non come un tema di ricerca, ma come una vera missione industriale regionale. Con oltre 100 imprese, quattro università e due centri di ricerca riuniti nella RIR AIR, stiamo costruendo un modello che trasforma competenze e tecnologie in valore industriale concreto. L’ingresso di Carretta ne è una prova tangibile: il suo know-how in meccatronica, robotica e automazione avanzata può portare all’interno del network competenze immediatamente spendibili per i progetti aerospaziali. Stiamo costruendo filiere locali integrate nelle grandi catene europee, creando occupazione qualificata e dimostrando che innovazione aerospaziale e manifattura avanzata possono dialogare, contaminarsi e generare crescita sostenibile».

Partecipare alle iniziative della Rete e dell’ecosistema regionale è un modo concreto per creare relazioni, aggiornarsi su trend tecnologici e valutare nuove collaborazioni. Tra gli eventi nei prossimi mesi si segnalano: Space Meetings Veneto 2026 a Venezia, evento internazionale focalizzato sulla space economy e sull’ecosistema dell’aerospazio, organizzato da RIR AIR. Ma anche la partecipazione alla Giornata Nazionale dello Spazio, evento istituzionale dedicato alle tecnologie spaziali e alle opportunità di mercato, con particolare attenzione ai benefici delle attività spaziali per la società e le imprese. Sul fronte delle attività formative, workshop e incontri specialistici la Rete e i partner organizzano occasioni di approfondimento sulla space economy, innovazione tecnologica e trasferimento tecnologico per il territorio (consultare il sito e la pagina LinkedIn della Rete www.rir-air.it). 

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – LA STORIA DI CARRETTA

Per Carretta, azienda di Quinto di Treviso oggi sinonimo di ingegneria meccatronica avanzata, tutto comincia nel 1990, in una casa-laboratorio dove mamma Romea (che oggi ha 82 anni) realizzava cablaggi per ferri da stiro. Alla guida di Carretta Srl ci sono i quattro fratelli Renato, Massimo, Andrea e Giancarlo Pavanetto che condividono la titolarità dell’azienda. Renato, amministratore delegato, coordina la direzione generale e la strategia di sviluppo. Massimo e Andrea operano nell’area tecnico-commerciale, a contatto con clienti e partner. Giancarlo, tecnico elettrico esperto, guida le attività di officina e cablaggio.

Fondata nel 1990 come fornitore di quadri elettrici per costruttori locali di presse e cesoie, Carretta si distingue fin da subito per l’approccio ingegneristico e la capacità di leggere i trend emergenti. La prima svolta arriva a metà anni Novanta, con la gestione di assi lineari e motori brushless per applicazioni ad alte prestazioni: una rivoluzione silenziosa che apre la strada a nuovi standard nella movimentazione di materiali nei settori dell’alluminio, del legno e della plastica. Nel 2000 l’azienda introduce equipaggiamenti semi-automatici su specifiche custom, controllati da software PLC: impianti in grado di gestire operazioni complesse di presa, movimentazione e stoccaggio con tempi ridotti. Nel 2005 Carretta si specializza nelle soluzioni per il Material Handling: attrezzature automatizzate per magazzini e linee di carico-scarico progettate per ottimizzare la logistica dei grandi terzisti. 

Un passaggio chiave arriva nel 2009 con l’acquisizione di Meccanica Dima, storico fornitore di automazioni speciali per l’industria del mobile e degli elettrodomestici. L’operazione consente all’azienda di ampliare il know-how meccanico e di avviare la divisione “Plant Engineering Solutions”, che nel 2011 porta alla progettazione di impianti completi, dal concept alla produzione. Nel 2014 nascono le Prototype Machinery, foratrici ad alta tecnologia con 552 mandrini verticali per lavorazioni di precisione su legno e compositi. Nel 2015 è la volta delle Laser Technology Machinery per la foratura laser di top acustici decorativi, e del primo sistema di Mixed Case Palletizing, in grado di comporre pallet misti automatizzati per la grande distribuzione. Dal 2016 al 2018 Carretta accelera nel campo della robotica High Tech: celle di carico con pinze custom, robot delta ad alta velocità e sistemi di visione 3D per il random bin picking. 

Parallelamente, nel 2017, l’azienda avvia una startup innovativa nell’ambito della circular economy premiata a livello europeo per la capacità di trasformare fanghi di depurazione in energia e biomateriali: un passo deciso verso l’open innovation e la collaborazione con il mondo accademico. Con la partecipazione al progetto europeo ESMERA / Horizon 2020 e lo sviluppo delle Modular Cobot Cell nel 2020, Carretta consolida il proprio ruolo di laboratorio d’innovazione applicata. 

Oggi Carretta fattura circa sei milioni di euro. Nei suoi 5.000 metri quadrati di sedi operative tra Quinto di Treviso e Riese Pio X, lavora una cinquantina di tecnici specializzati tra personale assunto e consulenti (progettisti meccanici, elettrici, programmatori PLC e installatori), impegnati nello sviluppo di oltre 700 commesse l’anno. 

CON.CENTRO, A RIESE PIO X TRE GIORNI DI STUDIO E CONFRONTO SUL FUTURO DEL CENTRO STORICO

Un percorso di studio, confronto e progettazione condivisa per immaginare il futuro del centro storico di Riese Pio X. Con CON.CENTRO il Comune, 593 STUDIO e IU International University avviano tre giorni di attività tra sopralluoghi, workshop e incontri aperti alla cittadinanza, una cinquantina di studenti tedeschi e una decina di docenti nel comune trevigiano per tre giorni. Un progetto amministrativo e tecnico per costruire una visione condivisa e consapevole dello sviluppo urbano

Riese Pio X diventa laboratorio internazionale di idee e progettazione urbana con CON.CENTRO, l’iniziativa dedicata alla riflessione condivisa sul centro storico, in programma da mercoledì 7 a venerdì 9 gennaio. Il progetto è promosso da 593 STUDIO e dal Comune di Riese Pio X, in collaborazione con la IU International University, che coinvolge 45 studenti e 9 docenti provenienti dall’ateneo internazionale con sede in Germania.

Per tre giorni la cittadina trevigiana ospiterà visite, sopralluoghi, workshop e momenti di restituzione pubblica, con l’obiettivo di immaginare nuove traiettorie di riqualificazione urbana, mettendo in dialogo competenze accademiche, amministrazione pubblica e comunità locale.

Il programma si apre mercoledì 7 gennaio con l’accoglienza ufficiale agli Istituti Filippin di Pieve del Grappa e una serata introduttiva durante la quale il professor Thorsten Klooster, responsabile didattico della IU International University, presenterà le attività progettuali legate al centro storico di Riese Pio X.

Giovedì 8 gennaio sarà il cuore operativo dell’iniziativa: studenti e docenti saranno accolti dal Comune e avvieranno i sopralluoghi nelle aree di progetto del centro storico, tra cui l’area Ex Norio in piazza Vittoria e il complesso della Parrocchia ed ex cinema. Nel pomeriggio, a Casa Riese, spazio al racconto del territorio attraverso le voci dei cittadini, l’avvio dei workshop progettuali e un intervento del Gruppo Fotografico Vallà, che presenterà immagini storiche della cittadina. 

La giornata si chiuderà con un evento aperto alla cittadinanza, durante il quale verrà presentato il progetto di riqualificazione e il contributo dell’università internazionale. Alle ore 17.45, presso il Centro culturale Casa Riese, l’Amministrazione comunale invita tutta la cittadinanza all’incontro pubblico per conoscere il percorso, ascoltarne le finalità e avviare un dialogo aperto e condiviso sul futuro del centro del capoluogo.

Venerdì 9 gennaio il programma prevede una visita guidata a “The Wallà”, esempio di rigenerazione urbana e culturale del territorio, seguita in serata da una lezione di approfondimento urbanistico tenuta dall’architetto Michele Sbrissa di 593 STUDIO, in collaborazione con ricercatori dell’Università IUAV di Venezia.

«Il progetto amministrativo e tecnico avviato dal Comune di Riese Pio X rappresenta un passaggio fondamentale perché mette al centro una visione di lungo periodo, non un intervento episodico», spiega Michele Sbrissa, CEO di 593 STUDIO. «Non si tratta di un concorso, ma di un percorso culturale di riprogettazione urbana, costruito attraverso studio, ascolto e confronto. L’obiettivo è generare conoscenza condivisa sul territorio, sulle sue fragilità e potenzialità, creando basi solide per future scelte amministrative e progettuali. È un approccio che unisce competenza tecnica e responsabilità pubblica, restituendo all’urbanistica il suo ruolo di strumento al servizio della comunità».

«Studiare il futuro di Riese Pio X significa avere il coraggio di guardare avanti, partendo dal cuore della nostra comunità: il centro storico», afferma Ombretta Basso, sindaco di Riese Pio X. «Attraverso progetti di architettura condivisa vogliamo costruire una visione capace di tenere insieme identità, qualità urbana e nuove esigenze sociali. Il confronto con università, professionisti e cittadini ci consente di riflettere in modo strutturato e consapevole sulle trasformazioni future, mettendo le basi per scelte amministrative responsabili e durature, che restituiscano centralità e vitalità agli spazi pubblici della nostra città».

«Condividere i progetti con la cittadinanza è un passaggio essenziale per dare valore reale alle trasformazioni urbane», sottolinea Matteo Guidolin, assessore alla Cultura a Riese Pio X. «Aprire il processo progettuale, renderlo comprensibile e partecipato, significa rafforzare il senso di appartenenza e costruire una visione comune del futuro di Riese Pio X. La cultura, in questo senso, diventa uno strumento concreto di dialogo tra amministrazione, professionisti e cittadini, capace di trasformare le idee in patrimonio collettivo e di rendere ogni intervento più consapevole, condiviso e duraturo nel tempo».

Inaugurato il “Sentiero del Vecchio Uliveto” a Bassano del Grappa

Inaugurato il “Sentiero del Vecchio Uliveto”: nasce un nuovo percorso naturalistico e culturale a Bassano del Grappa Un progetto che valorizza il paesaggio, la memoria rurale e la collaborazione tra associazioni del territorio

Bassano del Grappa inaugura oggi il Sentiero del Vecchio Uliveto, un nuovo percorso naturalistico e culturale nato per valorizzare l’identità paesaggistica e la storia agricola della zona di via Pascolara. Il progetto rappresenta un nuovo tassello per la fruizione sostenibile del territorio, offrendo ai cittadini e ai visitatori un cammino immerso nella natura, pensato per favorire il contatto con l’ambiente e la riscoperta delle tradizioni locali.

Promotrice dell’iniziativa è Maruzza Bianchi Michiel, che ha guidato il lavoro di coordinamento dando vita a un intervento orientato alla tutela del paesaggio.

Il nuovo sentiero si sviluppa all’interno di un’area caratterizzata dalla presenza di antichi ulivi, muretti in pietra e testimonianze della cultura agricola veneta. L’intervento ha previsto il recupero e la pulizia dei percorsi esistenti, l’installazione di segnaletica dedicata e la predisposizione di punti informativi utili a comprendere la storia e le peculiarità botaniche dell’area.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con diverse associazioni locali impegnate nella promozione culturale, ambientale e sociale del territorio, con l’obiettivo di creare un luogo di incontro aperto alla cittadinanza, alle scuole, ai gruppi di cammino e a tutti gli amanti della natura.

“Il Sentiero del Vecchio Uliveto rappresenta un luogo simbolico, dove natura, memoria e comunità si incontrano. È un invito a vivere il territorio con rispetto, consapevolezza e partecipazione”, afferma Maruzza Bianchi Michiel, promotrice del progetto. “Questo percorso nasce grazie alla collaborazione tra persone e realtà che credono nel valore del paesaggio come bene comune.”

Un nuovo punto di riferimento per il turismo di prossimità

Il sentiero arricchisce l’offerta naturalistica e culturale di Bassano del Grappa, creando un nuovo punto di interesse per il turismo lento e per le attività all’aria aperta. La sua accessibilità, unita alla vicinanza al centro urbano, lo rende adatto a famiglie, studenti e visitatori interessati a esperienze autentiche e sostenibili.

Il “Sentiero del Vecchio Uliveto” è un progetto di valorizzazione paesaggistica, culturale e naturalistica situato in via Pascolara, Bassano del Grappa. Nasce con l’obiettivo di recuperare un antico percorso rurale legato alla tradizione dell’ulivo e di restituirlo alla comunità come spazio aperto, educativo e inclusivo. Il progetto coinvolge associazioni locali e realtà culturali impegnate nella tutela del paesaggio e nella promozione di attività all’aria aperta.

Promotrice: Maruzza Bianchi Michiel.

Sito web: www.sentierovecchiouliveto.it

Ferrara si innamora del brunch: Brunch Republic apre il 15° locale e fa sold out in meno di 24 ore

A pochi giorni dal successo dell’apertura di Torino, Brunch Republic conquista anche Ferrara con un debutto straordinario: l’inaugurazione del nuovo locale in Piazza del Municipio 18/20 ha registrato un sold out in meno di 24 ore, con oltre 350 coperti prenotati nelle prime quattro ore dell’evento. Un risultato che conferma il ritmo serrato dell’espansione del brand, con due nuove aperture nell’arco di appena 14 giorni. Il nuovo punto vendita porta anche a Ferrara l’esperienza che ha reso celebre il marchio: cucina aperta dalle 8 alle 23, menu internazionale e un’atmosfera moderna e inclusiva. Un format che rispecchia le nuove abitudini dei consumatori, grazie a una proposta capace di unire i piatti iconici del brunch con hamburger e piatti salati, disponibili in qualsiasi momento della giornata. Brunch Republic nasce nel 2016 da un’intuizione di Marco Pani, che ha portato in Italia il brunch in stile anglosassone fruibile tutto il giorno. La crescita del brand si deve alla visione imprenditoriale di Matteo Hu, che ha trasformato quell’idea in un modello scalabile, riconoscibile e replicabile su scala nazionale. «Brunch Republic nasce per portare un’idea semplice: mangiare deve essere un piacere libero, colorato e accessibile a tutti. La risposta di Ferrara è stata straordinaria e rappresenta perfettamente ciò che vogliamo costruire città dopo città», spiega Marco Pani, fondatore del brand. Dopo Mestre, Treviso e il primo franchising aperto a Firenze nel 2023, il marchio continua a espandersi rapidamente. A inizio dicembre è prevista l’inaugurazione del secondo punto vendita fiorentino, mentre nuove aperture sono già in valutazione per i prossimi mesi. La forza di Brunch Republic risiede nella sua capacità di offrire una vera libertà di consumo: pancake, toast, hamburger e piatti salati, un approccio semplice e contemporaneo, che interpreta perfettamente il modo in cui oggi le persone desiderano mangiare fuori. Con l’apertura del quindicesimo locale, Brunch Republic consolida la propria presenza sul territorio nazionale e continua un percorso di crescita solido e dinamico. Ferrara lo ha confermato con entusiasmo: la Repubblica del brunch è in piena espansione.

JESOLO CAPITALE MONDIALE DEL KARATE: OLTRE 10 MILA PRESENZE E INDOTTO RECORD PER IL TERRITORIO

La Karate1 Youth League e la Venice Cup 2025 confermano Jesolo come polo globale del karate, con 3.336 atleti da 83 nazioni e oltre 10 mila presenze sul territorio. L’impatto economico per la città è stimato in milioni di euro, con alberghi pieni per quattro giorni e un afflusso turistico senza precedenti. L’organizzazione annuncia già le nuove date del 2026, dal 10 al 13 dicembre, segnando una continuità di successi sportivi, inclusivi e internazionali

La Karate1 Youth League e la Venice Cup 2025 hanno confermato Jesolo come una delle capitali mondiali del karate, un ruolo consolidato negli anni grazie a una macchina organizzativa capace di accogliere, generare valore e promuovere una visione moderna e inclusiva dello sport. L’edizione di quest’anno ha portato sul territorio oltre 10 mila persone, un flusso che ha riempito hotel, ristoranti e attività ricettive per quattro giorni consecutivi, generando un indotto di milioni di euro per il turismo e l’economia locale. Numeri che raccontano un successo pieno, costruito attorno a una manifestazione che ha raggiunto il massimo della capienza possibile, a dimostrazione di un’attrattività in costante crescita.

Sono 3.336 gli atleti iscritti all’edizione 2025, provenienti da 83 nazioni. Considerati i quattro giorni di evento, non era possibile ospitarne di più: le richieste sarebbero state almeno il doppio. Tra le delegazioni più numerose spiccano Italia con 577 atleti, Ucraina con 221, Germania con 181, Croazia con 151 e Inghilterra con 118. Quest’anno le categorie in gara sono state 45, per un totale di 135 medaglie: numeri che confermano la Youth League come uno degli appuntamenti più selettivi e internazionali al mondo. 

Sul fronte dei risultati sportivi a livello nazionale, l’Ucraina vince la competizione grazie ai suoi atleti e porta a casa 19 medaglie delle quali 7 d’oro. L’Italia si è classificata al secondo posto, medaglia di bronzo per il Portogallo. Il Giappone è quinto ma va evidenziato che con 5 atleti ha vinto ben 3 medaglie. Sorprendente l’impresa dell’atleta giapponese Yatoji Takamasa che vince in entrambe le specialità kata cadetti e 63 kg kumite. Le nazioni andate a podio sono state 45.

«Il bilancio di questa edizione è straordinario, e ancora una volta Jesolo dimostra di essere un punto di riferimento mondiale per il karate giovanile», dichiara Vladi Vardiero, presidente del Comitato Regionale Veneto FIJLKAM. «Abbiamo accolto oltre 10 mila persone sul territorio, con un indotto di milioni di euro e strutture ricettive completamente esaurite, segno di un evento che genera valore non solo sportivo ma anche economico e sociale. Le 83 nazioni presenti rappresentano un patrimonio unico: tra queste spiccano i 221 atleti ucraini, un movimento che continua a emozionare per resilienza e qualità tecnica. La crescita internazionale è il cuore della Youth League, che ogni anno si arricchisce di delegazioni storiche e nuove, come Trinidad & Tobago. Questo appuntamento è un modello di inclusione, sostenibilità e visione: dal parakarate alle iniziative digitali che raccontano gli atleti fuori dal tatami. Guardiamo già al 2026, dal 10 al 13 dicembre, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione.»

Il programma 2025, organizzato da Multisport Veneto con il supporto della FIJLKAM, si è articolato peraltro in un calendario di alto profilo tecnico e valoriale. Mercoledì 3 dicembre si è aperto con la Venice Cup e la prestigiosa Parakarate Cup, dove atleti con disabilità fisica, sensoriale e relazionale hanno condiviso il tatami con gli agonisti senior della XXXI edizione della Venice Cup. L’ingresso gratuito è stato un messaggio simbolico e potente: lo sport come spazio comune, in cui competere significa anche educare e includere.

Da giovedì 4 a domenica 7 dicembre, invece, il Pala Turismo è stato il cuore della Karate1 Youth League Venice, l’ultima tappa del circuito giovanile internazionale e una delle più attese dell’intera stagione. Il pubblico ha assistito a incontri di altissimo livello, in cui giovani talenti da tutto il mondo hanno portato in gara disciplina, energia, rispetto ed equilibrio.

La manifestazione ha confermato anche il proprio impegno verso la sostenibilità ambientale: il Pala Turismo è stato attrezzato con erogatori d’acqua, sei isole ecologiche e quindici colonnine per il riciclo dei mozziconi, realizzate con Human Maple nell’ambito della campagna “Riccicami”. Un gesto concreto che unisce sport e cura dell’ambiente in un’unica visione.

Spazio anche all’empowerment femminile, grazie alla performance “Luchadoras” dell’artista Elena Ketra, che ha portato sul tatami la storia, la forza e la resilienza delle lottatrici messicane, unendo linguaggi artistici e autodifesa.

Accanto al tatami, il format digitale ha dato voce agli atleti attraverso video e contenuti social, permettendo loro di raccontare cosa rappresenti il karate nella loro vita. Il risultato è stato un racconto corale, autentico, capace di avvicinare soprattutto i più giovani ai valori profondi di questa disciplina.

Sotto la guida del Maestro Vladi Vardiero, Jesolo si conferma un riferimento mondiale per il karate giovanile. E l’annuncio già ufficiale delle nuove date 2026 – dal 10 al 13 dicembre – segna la volontà di proseguire su una strada fatta di qualità, visione e crescita continua.