ATON SOCIETÀ BENEFIT TRA I MIGLIORI LUOGHI DI LAVORO: QUINTA IN ITALIA E SECONDA NELL’IT

L’azienda trevigiana scala la classifica Best Workplaces™ Italia di Great Place To Work® Italia, confermandosi un’eccellenza assoluta nel panorama tecnologico nazionale. Aton svetta grazie a una cultura organizzativa che mette al centro il benessere delle persone e la qualità delle relazioni umane. Il CEO, Giorgio De Nardi: “Il riconoscimento premia l’impegno costante nella creazione di un ambiente inclusivo, dove flessibilità, trasparenza e partecipazione attiva dei team sono i pilastri fondamentali per generare valore e innovazione condivisa”

A Milano, sotto le luci di una cena di gala che celebra il lavoro di qualità, è stata scattata la fotografia più nitida del benessere organizzativo in Italia. Per il venticinquesimo anno Great Place To Work® Italia ha premiato infatti le migliori aziende dove lavorare, selezionando un’élite ristrettissima: appena 75 realtà su 415 organizzazioni che hanno scelto di mettersi in gioco nell’indagine sul clima interno. Tra queste, spicca Aton Società Benefit. Il percorso per arrivare fin qui è tutt’altro che simbolico. Su oltre 210 mila collaboratori coinvolti nell’analisi, solo 262 aziende hanno ottenuto la certificazione, primo filtro di una selezione severissima. E tra queste, le premiate rappresentano una minoranza ancora più esclusiva: un’avanguardia capace di trasformare il lavoro in un luogo di fiducia, crescita e identità condivisa.
In questo contesto Aton Società Benefit, tech company veneta, è stata premiata da Great Place To Work® Italia all’interno della Classifica Best Workplaces™ Italia 2026. La tech company veneta si è classificata al quinto posto a livello nazionale nella categoria delle aziende aventi tra 150 e 499 dipendenti. Tra le aziende premiate, 19 sono del comparto dell’information technology e Aton svetta nella sua categoria con un secondo posto.
L’inclusione in classifica è un riconoscimento che riguarda la cultura organizzativa ed è il punto di riferimento che identifica i luoghi di lavoro eccellenti, in cui l’esperienza lavorativa di chi vive quotidianamente l’azienda è positiva e arricchente. Analizzando i dati messi a disposizione da Great Place To Work® Italia, le organizzazioni Best Workplaces Italia hanno registrato quest’anno una media di Trust Index (l’indice di fiducia calcolato con il modello di Great Place To Work® Italia) pari a 85%, superiore di 10 punti (75%) rispetto alla media delle aziende certificate Great Place To Work® Italia e di 41 punti (44%) della media italiana (dati European Workforce Study 2025) e in crescita di un punto rispetto al dato registrato lo scorso anno.


“Essere riconosciuti tra i Best Workplaces Italia 2026 è la conferma di un percorso culturale neo-umanistico che mette al centro l’autonomia responsabile e la fiducia diffusa”, dichiara il CEO di Aton, Giorgio De Nardi. “Questo traguardo non premia solo un’azienda, ma una cultura del lavoro basata sulla flessibilità reale, dove l’autorganizzazione diventa lo strumento principale per permettere a ciascuno di armonizzare vita e professione e il modello di leadership diffusa accresce il senso di responsabilità e ingaggio. Crediamo fermamente nella trasparenza partecipativa: condividere gli obiettivi e i processi significa rendere ogni collaboratore e collaboratrice un protagonista attivo del cambiamento. L’innovazione in Aton non è mai un processo calato dall’alto, ma il frutto di una visione condivisa. Come Società Benefit, la nostra missione è dimostrare che un ambiente di lavoro arricchente e inclusivo è la precondizione essenziale per generare valore sociale e qualità”.


“Il riconoscimento di Best Workplace Italia 2026 premia innanzitutto l’autenticità dei legami che uniscono le nostre persone, la qualità della vita in azienda non si misura più con la sala relax, ma bensì in base alla socialità positiva che si sviluppa”, commenta Stefano Negroni, Chief People and Culture Officer. “In Aton, la qualità dell’ambiente di lavoro non è definita solo dai processi, ma dalla forza delle relazioni tra colleghe e colleghi. Abbiamo abbattuto i silos gerarchici per favorire un clima di cooperazione e supporto reciproco, dove la trasparenza e l’ascolto sono le fondamenta di ogni interazione. Non a caso il team risorse umane lavora in simbiosi con quello del marketing e della comunicazione all’interno della stessa funzione People & Culture. Vedere team diversi collaborare con naturalezza, condividendo sfide e successi, è la prova che l’innovazione nasce da un terreno umano fertile e coeso. Investire nella felicità relazionale significa costruire una comunità resiliente, dove il rispetto e la valorizzazione delle diversità diventano il motore quotidiano della nostra eccellenza”.


I motivi dietro al successo sono molti. Ma alcuni indici spiegano meglio di altri perché Aton è una delle migliori aziende per cui lavorare in Italia. Tra le iniziative più apprezzate, i processi di selezione inclusivi e meritocratici – come quelli dell’Academy che si ispira alla bottega rinascimentale della formazione – e il sistema premiale legato alla performance e al miglioramento continuo, armonizzato nella metodologia OKR (Objective and Key Results), in cui ogni team misura in autonomia e con responsabilità i propri risultati. A questo si aggiungono strumenti concreti di conciliazione vita-lavoro: dall’accordo sindacale per il Service Desk con misure agevolate per i neo genitori, alla massima flessibilità oraria, fino agli accordi di smart working che garantiscono libertà di gestione e autonomia. Peraltro, il 50% della popolazione aziendale è composta da donne, una percentuale significativamente superiore alla media del settore ICT.
“I Best Workplaces come nel caso di Aton Società Benefit mettono costantemente le proprie persone al centro”, afferma Alessandro Zollo, Amministratore Delegato di Great Place to Work® Italia. “È ampiamente dimostrato che persone soddisfatte hanno impatti positivi sul business, sui profitti e sono in grado di fornire esperienze di qualità e valore anche al cliente finale. Spero che possiate ispirare altri leader, per aiutarci a perseguire la nostra missione: costruire un mondo migliore, aiutando ogni organizzazione a diventare un “Great Place to Work For All”.

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

Great Place To Work® Italia
Great Place To Work® Italia è l’autorità globale sulla cultura del lavoro; è una società di consulenza e “people analytics” presente in oltre 60 Paesi nel Mondo, che ha come obiettivo quello di aiutare le organizzazioni a ottenere migliori risultati di business focalizzandosi sull’esperienza dell’ambiente di lavoro dei propri collaboratori. È l’unico istituto di ricerca che combina l’ascolto delle persone all’analisi delle politiche HR ed è conosciuto per le Certificazioni degli ambienti di lavoro di qualità e le note Classifiche che premiano gli ambienti di lavoro eccellenti, i Best Workplaces™. Lavora insieme ad aziende e organizzazioni di tutti i settori produttivi: da quelle private, alle pubbliche, alle no-profit.


LA STORIA DI ATON 
Aton gruppo tech internazionale specializzato nel migliorare i processi commerciali grazie al digitale e all’AI, con sede a Treviso. Sviluppa soluzioni per la trasformazione digitale sostenibile delle vendite omnichannel e dei processi di tracciabilità e supply chain aziendale. Offre servizi di supporto internazionali in quattordici lingue e copertura h24, 365 giorni all’anno.
Fondata da Giorgio De Nardi nel 1988, la sua missione è crescere insieme all’ecosistema di collaboratori, clienti, partner, ambiente e comunità, realizzando profitti etici e sostenibili in tutto il mondo.   
Il Gruppo Aton, composto anche dalle aziende “Blue Mobility” (soluzioni IT per la logistica e la rete vendita delle pmi) e “Aton AllSpark Ibérica” (joint venture spagnola di Aton e Allspark, azienda IT specializzata nel mercato fashion retail), nel 2024 ha chiuso il fatturato in crescita (+3%) a 26,2 milioni di euro.  A partire da gennaio 2025 è entrata a far parte del Gruppo Aton anche Teksmar, azienda IT con focus nel retail. A novembre 2025 ha siglato un nuovo accordo di joint venture con GTN, azienda friulana che da 50 anni fornisce soluzioni tecnologiche per il retail e la ristorazione, dando vita così ad un polo digitale italiano del retail.
Oggi il Gruppo occupa 284 persone che lavorano per 750 clienti in tutto il mondo che operano principalmente in questi settori: 39% nell’industria dei beni di largo consumo (tra i clienti citiamo Granarolo, Segafredo, GranTerre); 42% nella grande distribuzione organizzata e nel fashion (Aspiag, Unicomm,Bata, Salewa, Gant); 19% nel mondo dell’energia (SHV, Liquigas).  
Dal 2018 Aton è certificata Great Place To Work® Italia. Nel 2021 è diventata Società Benefit e ha integrato nel proprio statuto obiettivi sociali (people), ambientali (planet) oltre che economici (prosperity). Nel 2023 è entrata a far parte della community mondiale delle aziende certificate B Corp che si impegnano in un percorso di miglioramento continuo nella sostenibilità del loro business. L’azienda presenta ogni anno un report di impatto.  
La visione strategica dell’azienda nasce dal fondatore e CEO Giorgio De Nardi, affiancato dal board, l’organo collegiale di gestione, composto dagli executive team leader delle funzioni aziendali e da un consulente esterno: ambito finanziario con Tania Zanatta; vendite Gianluca Palmisano; persone e cultura aziendale Stefano Negroni; prevendita e sviluppo del business Giovanni Bonamigo; industria del software .one Piero Pescangegno; progetti di integrazione Giovanni Pozzobon; servizi di assistenza Marco Arrigoni; coach del personale Moira Casonatto.  
Il business si sviluppa attraverso consulenza, servizi e la piattaforma software .one, offerta in modalità SaaS (Solution as a Service). Le app di Aton, integrate in .one e sviluppate da un team interno di 40 sviluppatori, coprono tutti i canali di vendita – dai negozi fisici al dettaglio e all’ingrosso all’e-commerce B2B e B2C, fino alle reti vendita – garantendo anche la tracciabilità dei prodotti.
L’azienda propone software e servizi di gestione dei processi legati alle vendite, con particolare attenzione ai canali di distribuzione: dall’e-commerce al punto vendita fisico, passando per Sales Force Automation, CRM e relazione con i clienti. Sul fronte della supply chain Aton mette a disposizione software e servizi per il monitoraggio e la gestione dei prodotti nel loro ciclo di vita, garantendone la tracciabilità grazie alla tecnologia RFID: soluzioni di track&trace adottate anche in contesti delicati, come ad esempio nelle missioni di pace internazionali grazie a collaborazioni strategiche con organizzazioni intergovernative a carattere mondiale.  
Un team in continua crescita di 150 professionisti del software realizza progetti per i clienti tramite analisi, consulenza e disegno di soluzioni, integrazione dati, project e service management, governo da remoto di software e hardware con piattaforme di enterprise mobility management, affiancamento sul campo e formazione, supporto multilingua a utenti e sistemi software e hardware.   
Con le attività di assistenza tecnica hardware, Aton opera in ottica green contribuendo all’allungamento del ciclo di vita di un parco di decine di migliaia di dispositivi in un’ottica di economia circolare, riducendo la quantità di rifiuti tecnologici. 

ARILICA FESTIVAL: A PESCHIERA DEL GARDA UN WEEKEND TRA IL FOLK DI PHILL REYNOLDS E L’ARTE DI “BLABLABLA”

Dal 27 al 29 marzo la kermesse curata da Matteo Vanzan entra nel vivo: si parte venerdì con il concerto dell’ex X Factor nella Palazzina Storica, per proseguire sabato con l’inaugurazione della mostra collettiva con 23 artisti nazionali e la performance vocale di Alan Bedin. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

Dopo il successo del weekend d’apertura, Arilica Festival della Cultura, ospitato a Peschiera del Garda (Vr) fino al 24 maggio 2026, si appresta a presentare gli eventi del secondo weekend.

          Si parte venerdì 27 marzo alle ore 21:00 presso la Palazzina Storica di Parco Catullo con il concerto di Phill Reynolds, cantautore italiano concorrente dell’edizione 2021 di X Factor, che porterà il pubblico all’interno delle sue sonorità folk. Con oltre 600 concerti all’attivo in Europa e America, la musica di Reynolds, all’anagrafe Silva Cantele, racconta esperienze dense di emozioni dove una raffinata tecnica fingerstyle si unisce al guitar drumming per creare, con l’ausilio di grancassa e cavigliera, un’intensa base sonora, sulla quale l’one man band vicentino ci narra di amore ed odio, di carezze e ferite, luci ed ombre con la sua calda voce di deserto. 

          Sabato 28 marzo sarà inaugurata alle ore 21:00 presso il Sottotetto della Caserma dell’Artiglieria la mostra “BLABLABLA. Contro il linguaggio esausto” uno spaccato sull’arte contemporanea dove 23 artisti nazionali si alterneranno in un percorso di pittura, scultura, fotografia, installazione e video art con l’obiettivo di restituire all’arte una funzione critica e generativa. Ad inaugurare la mostra sarà l’artista e performer Alan Bedin con la sua performance, omaggio a Demetrio Stratos degli Area, “Musica Spontanea” Esposizione Sonora 37’49”, un progetto di ricerca vocale e sperimentazione che esplora le possibilità espressive della voce umana. 

          Sempre Alan Bedin, domenica 28 marzo allo ore 17:00 presso piazzetta San Marco, sarà protagonista degli Arilica Talk, con la presentazione di “Musica Spontanea” nel quale il suono puro della voce, in un audace processo di registrazione orientato alla elaborazione innovativa del suono, si è integrato con una sintesi e una lavorazione elettronica, dando vita a un’esperienza senza precedenti.

          Ingresso gratuito a tutti gli eventi

PROGRAMMA DEL FESTIVAL E MAGGIORI INFORMAZIONI SUL SITO:


WWW.ARILICAFESTIVAL.IT

ATTACCHI HACKER SIMULATI E MICROLEARNING: COSÌ SIRMAX ALLENA I DIPENDENTI ALLA CYBERSICUREZZA GRAZIE A LOGOS TECHNOLOGIES

Email che imitano Microsoft o un cliente reale, attacchi simulati, video brevi e contenuti aggiornati mese dopo mese. È la strategia adottata dall’azienda padovana per trasformare la sicurezza informatica da obbligo formale a pratica quotidiana. Il programma sviluppato dalla veneziana Logos Technologies su una piattaforma con oltre 13.000 contenuti in 35 lingue. Già erogate migliaia di ore di formazione a centinaia di collaboratori. I portavoce delle due aziende: “In un contesto industriale che lavora con formule proprietarie, la cybersicurezza diventa una leva di tutela del know-how ma anche di protezione delle persone e dei processi produttivi”

Cittadella (Pd)-Venezia, febbraio 2026 – Finti attacchi phishing per testare l’attenzione dei collaboratori. Video di formazione a misura di Social Media. La possibilità di cambiare formati e temi in base all’utilizzo, con aggiornamenti mensili in base alle ultime novità. È così che Sirmax, azienda italiana con sede a Cittadella (nel Padovano), primo produttore europeo non integrato e tra i leader mondiali nello sviluppo di miscele in polipropilene e altri materiali con 13 stabilimenti nel mondo, ha deciso di affrontare le sfide della sicurezza informatica affidando la realizzazione del proprio Security Awareness Managed Program, basato su una piattaforma multilingua, a Logos Technologies, azienda it di Mestre, nel Veneziano. 

Il comparto è strategico: Sirmax progetta e produce compound termoplastici in grado di garantire elevate prestazioni meccaniche, indispensabili in molteplici settori, in particolare quello dell’automotive. Sirmax Group opera, infatti, in un mercato altamente competitivo, dove è decisiva l’innovazione, la protezione del know-how e la continuità operativa. L’azienda conta brevetti, formule e processi proprietari ed è tra i primi cinque compounders indipendenti di polipropilene al mondo: non appartenere a un grande gruppo petrolchimico li ha portati, nel tempo, a investire molto su ricerca, sviluppo, tecnologia e digitalizzazione.

La collaborazione con Logos Technologies segna un punto di svolta. Il servizio che educa dipendenti e collaboratori sui rischi informatici è stato costruito pensando ad evoluzioni mensili che mettono a disposizione 13.000 contenuti video in 35 lingue, sempre con la massima attenzione da parte dei fruitori del programma. Un approccio che consente di mantenere alta l’attenzione e di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del contesto cyber. La sicurezza ha smesso di essere percepita come qualcosa di distante e imposto dall’IT: le persone sono diventate parte attiva nella risposta ai continui attacchi.

Le piattaforme di e-learning sulla sicurezza informatica esistono da tempo, ma spesso restano inutilizzate con contenuti e programmi che rimangono gli stessi per anni. Qui il cambio di passo è nella cura dei contenuti: selezionati, aggiornati e somministrati in forma agile, come micro sit-com fruibili in mezz’ora o in cinque minuti, con la stessa immediatezza di un reel. Al centro non c’è l’editing video, ma la pertinenza dei messaggi e una continua analisi del comportamento degli utenti, con la stessa perizia di un gruppo di hacker. A questo si affiancano simulazioni di phishing e attacchi mirati, modellati sulle abitudini reali dei gruppi di lavoro, dai servizi di e-commerce ai fornitori digitali più usati. Un esempio? Al dipendente può arrivare un’e-mail che fittiziamente proviene da Microsoft, o da un cliente o da un fornitore abitualmente adottato all’interno dell’organizzazione, e deve capire che si tratta di un attacco. I risultati mensili permettono ai manager di individuare le fasce più vulnerabili e intervenire con suggerimenti operativi che evitano il rischio maggiore: ossia che l’attacco sia portato a termine.

«La novità che portiamo noi è semplice: non proponiamo una piattaforma, quanto piuttosto la governance della stessa», dichiara Livio Pianura, amministratore delegato di Logos. «Alleniamo ogni giorno i dipendenti alle minacce informatiche insieme all’IT dell’azienda, portando una visione esterna da MSSP (Managed Security Service Provider) arricchita dalla consapevolezza di cosa cercano i gruppi di attacco durante le azioni di social engineering. È come andare in palestra: puoi seguire video standard online oppure avere un istruttore che massimizza il risultato correggendo la postura durante l’allenamento. La formazione coinvolge oggi centinaia di dipendenti, con migliaia di ore distribuite durante l’anno. La personalizzazione è il cuore del modello: mentre le piattaforme tradizionali propongono programmi uguali per anni, noi aggiorniamo continuamente i contenuti, alleggerendo il carico degli IT manager e offrendo percorsi sempre freschi, mirati e aderenti ai rischi reali».

«Il vero valore aggiunto lavorando con Logos Technologies – commenta Alessandro Marella, Global IT Director di Sirmax – è stato il servizio di consulenza continuativa. Logos ha lavorato con noi come un’estensione del team interno. Non si tratta solo di formazione, ma di un percorso che rafforza la cultura aziendale e protegge il nostro futuro. Se, come noi, si lavora con brevetti, formule e processi proprietari, la sicurezza non è mai un tema accessorio. È parte integrante del business e della nostra credibilità verso i clienti. Nel tempo abbiamo costruito basi solide, arrivando anche alla certificazione ISO 27001, ma ci siamo resi conto che la tecnologia da sola non basta se le persone non sono davvero coinvolte».

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

LOGOS TECHNOLOGIES

Fondata nel 1998 da un gruppo di appassionati di tecnologia – ancora oggi parte attiva dell’azienda – oggi Logos Technologies ha sede a Mestre e occupa 35 persone, fattura oltre 5 milioni di euro grazie al rapporto costante di consulenza con oltre 150 aziende. Il rapporto di fiducia costruito in oltre venticinque anni con decine di aziende del Triveneto ha trasformato l’azienda in un partner tecnologico stabile, capace di affiancare i reparti IT nella gestione evolutiva delle infrastrutture informative e nella sperimentazione di soluzioni personalizzate. Logos offre oggi servizi che spaziano dal design infrastrutturale alla sicurezza, dalla protezione dei dati agli applicativi per il lavoro, fino alla governance tecnica. Il catalogo comprende telecomunicazioni, networking, progettazioni reti evolute, fonia VoIP, soluzioni di cloud computing e business continuity, data protection, automation con agenti di intelligenza artificiale, end point protection, governance e security di Microsoft 365, business intelligence, oltre alla fornitura hardware e software su misura e allo sviluppo di soluzioni integrate. Accanto all’offerta tecnica, Logos propone consulenza progettuale, project management, gestione della postura di sicurezza informatica, help desk, implementazione di policy secondo la Direttiva Europea NIS2 e lo standard IEC 62443 e formazione in ambito ICT e Governance. 

SCHEDA SIRMAX STORIA

Sirmax Group, multinazionale italiana con sede a Cittadella (nel Padovano), è il primo produttore europeo non integrato e tra i leader mondiali nello sviluppo di compound in polipropilene, tecnopolimeri, elastomeri, materiali circolari e compostabili destinati ai più diversi settori: automotive, elettrodomestico, power tools e casalingo, elettrico ed elettronico, costruzioni, arredamento, agricoltura e packaging. Attiva dagli anni ’60, Sirmax è cresciuta costantemente fino a costruire una presenza industriale internazionale con 13 stabilimenti produttivi: sei in Italia (Cittadella, Tombolo, Isola Vicentina, San Vito al Tagliamento, Salsomaggiore Terme, Mellaredo di Pianiga), due in Polonia (Kutno), uno in Brasile (Jundiaí), due negli Stati Uniti (Anderson) e due in India (Palwal, Valsad), oltre a filiali commerciali in Italia, Francia, Spagna e Germania. Oggi Sirmax è un punto di riferimento per i grandi player globali non solo per la qualità dei suoi materiali, ma per la capacità di affiancare i clienti con know-how specialistico, consulenza tecnica e supporto ingegneristico che diventano parte integrante della sua proposta di valore. Con 850 dipendenti e un fatturato di 420 milioni di euro nel 2024, il Gruppo continua a crescere in Europa, Americhe e Asia.

IL TREVISO FBC SI ACCENDE CON GLIP, OFFICIAL PARTNER DEL CLUB PER IL PROSSIMO TRIENNIO

Una partnership triennale che unisce simbolicamente e concretamente calcio ed innovazione. Al fianco del Treviso FBC in questa stagione è infatti presente “GLIP” (Global Lighting Partner), eccellenza del territorio specializzata in soluzioni illuminotecniche a tecnologia LED, con sede a Quinto di Treviso. L’aziendarivestirà il ruolo di Official Partner del Club. Una collaborazione che mira a far “brillare” l’intera esperienza sportiva biancoceleste grazie ad un accordo che unisce il mondo del calcio con quello della ricerca tecnologica e del design di qualità.

GLIP, infatti, è un’azienda trevigiana che opera nel settore dell’illuminotecnica con soluzioni su misura per ambienti sportivi, retail, spazi espositivi, strutture ricettive e contesti architettonici di pregio. Nel dettaglio, l’azienda sviluppa e realizza corpi illuminanti personalizzati, sistemi LED ad alta efficienza energetica e progetti integrati capaci di coniugare funzionalità, estetica e sostenibilità. Dalla fase di concept alla produzione interna fino all’installazione, GLIP segue ogni progetto con un approccio sartoriale, puntando su ricerca, innovazione tecnologica e attenzione ai dettagli. Le sue soluzioni permettono così di valorizzare spazi e strutture migliorando comfort visivo, resa cromatica e consumi energetici, elementi sempre più centrali anche negli impianti sportivi moderni.

La collaborazione con il Treviso FBC nasce dalla condivisione di valori e obiettivi comuni: radicamento nel territorio, visione strategica e volontà di crescere insieme. E così il marchio GLIP è già da tempo presente allo stadio e sui canali di comunicazione del club all’interno di un progetto di visibilità, sia online che offline, che punta a creare un legame autentico tra impresa e comunità sportiva.

«Sostenere il Treviso FBC significa investire in un progetto che parla di appartenenza e ambizione – sottolinea Alessandro Piovesan, CEO di GLIP – La luce è ciò che mette in risalto ogni dettaglio, nello sport come nell’architettura. Con la nostra esperienza vogliamo contribuire a valorizzare i momenti che rendono unica la passione per il calcio, rafforzando al tempo stesso il legame con il territorio in cui siamo nati e cresciuti».

«Abbiamo da tempo accolto GLIP con grande piacere nella famiglia biancocelesteafferma invece Federico Da Re, Direttore Operativo del Treviso FBC Parliamo di un’azienda che rappresenta l’eccellenza del nostro territorio e che ha fatto dell’innovazione il proprio punto di forza. Il calcio oggi non è solo competizione, ma anche esperienza, atmosfera, identità visiva e siamo dunque felici di condividere questo percorso con un partner così qualificato».

GLIP

LA STORIA

Glip (il nome è l’acrostico di “Global Lighting Partner”) inizia nel 1996. L’attuale CEO, Alessandro Piovesan l’ha fondata quando aveva 17 anni col sostegno del padre Mirto. E così, iniziando dal proprio garage, è stato il pioniere italiano della tecnologia led; oggi l’azienda è specializzata in produzioni sartoriali di illuminotecnica. Glip oggi opera su circa 3.000 metri quadri di spazi produttivi nell’headquarter di Quinto di Treviso, nel Trevigiano con sedi commerciali italiane tra Lombardia (Milano e Bergamo), Roma e Torino. Glip è un unicum nel settore dell’illuminotecnica per la capacità di gestire internamente l’intero iter di produzione delle lampade, persino sul livello di progettazione del chip che serve a far funzionare i sistemi. Glip difende il proprio know con alcuni brevetti specifici e ha anche capacità di piccola carpenteria, con una officina per la lavorazione degli estrusi di alluminio. Nel 2023 il fatturato si era chiuso a 3,1 milioni di euro, il 2024 ha portato l’asticella a 4,4 milioni (+40%). In azienda lavorano una trentina di professionisti. Il 2025 rappresenta un anno di svolta: l’azienda infatti è diventata Srl, nella proprietà è entrato Rohan Sottana come nuovo socio col ruolo project manager senior. Nel corso del 2024 l’azienda ha ottenuto le certificazioni ISO14001 e ISO45001 e che sta lavorando per l’ottenimento della certificazione ISO9001 entro il 2025.

I PROGETTI DI GLIP

Oggi in Glip si progettano sistemi di illuminazione a tecnologia Led per interni ed esterni, adatti ad ogni tipo di installazione, da quella residenziale al retail, dal museale all’hospitality. Dall’ideazione del concept alla progettazione tecnica all’avanguardia, legata alla ricerca e selezione delle materie prime, fino alla realizzazione e agli accurati test sui prodotti, il ciclo di produzione è completamente interno. Tra i progetti più interessanti che Glip ha portato a termine ce ne sono in navi di superlusso e nel segmento residenziale luxury; importanti interventi anche nelle sedi di fondazioni e musei, senza dimenticare centri direzionali, intere lottizzazioni che avevano bisogno di un arredo urbano innovativo e tutto il mondo della ristorazione e dell’ospitalità, con interessanti interventi in hotel 5 stelle. Decisivo il ruolo di Glip anche nel donare luce ai negozi del fashion e ad alcune catene di supermercati. Tra i lavori iconici, che hanno reso Glip celebre, c’è stata l’operazione di re-lamping del megastore di Benetton, che fu il primo in Italia ad essere illuminato solamente a led. Era il 2008. Durante il Covid l’azienda era riuscita a progettare una lampada con capacità di sanificazione dell’aria presente nell’ambiente, capace di eliminare i batteri. Un progetto portato a termine in poco tempo, che aveva risposto all’emergenza grazie alle competenze artigianali presenti in azienda e che arrivava ad usare polveri di titanio. Da segnalare anche il premio “Venetian Smart Lighting Award” con il prodotto Diapason.

I SERVIZI DI GLIP

Dall’ideazione del concept alla creazione del prototipo, dal singolo pezzo alla produzione in serie, Glip ingegnerizza e realizza svariate tipologie di corpi illuminanti e installazioni luminose in Italia e all’estero. I servizi di Glip vanno dall’ideazione del concept alla creazione del prototipo fino all’assemblaggio, con lo studio di soluzioni illuminotecniche su misura. L’azienda si occupa di supporto tecnico nello studio del concept, calcolo illuminotecnico, moodboard, supporto in gara d’appalto per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, stima dell’investimento e del risparmio energetico. Ma prima ancora fornisce i servizi basilari per la realizzazione del prodotto: lo studio del prototipo 3d, il customer care service e l’assistenza tecnica. 

TREVISO CONQUISTA BERLINO: DOPPIO PREMIO PER LA PENITENZIERIA DI 593 STUDIO

Il progetto della Cappella della Riconciliazione nella chiesa di San Francesco, a Treviso selezionato tra le diecimila candidature all’ “If Design Award”, premio internazionale e dalla rassegna “da! Architektur in und aus Berlin”. L’intervento firmato dallo studio trevigiano sarà esposto al Living Berlin dal 13 marzo e premiato sul palco il 27 aprile. Michele Sbrissa, il Ceo di 593 STUDIO: “Riconoscimenti che premiano la qualità di un lavoro paziente e condiviso in cui committenza, Soprintendenza e artigiani hanno lavorato perseguendo un obiettivo comune”

Dalle volte affrescate del Duecento alla scena internazionale di Berlino. Il progetto della Cappella della Riconciliazione nella chiesa di San Francesco a Treviso varca i confini italiani e vince due riconoscimenti molto importanti in Germania.
Il primo e più importante è “iF DESIGN AWARD”. Si tratta di un premio di design internazionale, che ha visto premiato 593 STUDIO per la categoria interior architecture. Il riconoscimento sarà consegnato il prossimo 27 aprile nel corso di una notte di gala tra le più ambite: solitamente partecipano archistar, l’anno scorso c’era Norman Foster. Con oltre 10.000 candidature provenienti da 68 Paesi, l’iF DESIGN AWARD è dal 1954 una delle competizioni più ambite al mondo per l’eccellenza creativa. È un premio di carattere internazionale che interessa prodotti di design in senso “ampio”, a scegliere i premiati una giuria indipendente composta da 129 tra i esperti internazionali di design e sostenibilità. 593 STUDIO è stata scelta nel settore disciplina Interior Architecture e categoria Public Interior.
L’altro riconoscimento è la mostra “da! Architektur in und aus Berlin 2026” (Architettura a Berlino e da Berlino, ndr), una delle più autorevoli piattaforme europee dedicate alla cultura del progetto. Tra sessanta opere selezionate da una commissione indipendente della Camera degli Architetti di Berlino, spicca l’intervento firmato da 593 STUDIO, guidato dall’architetto Michele Sbrissa, che ha saputo trasformare uno spazio di penitenzieria in un luogo contemporaneo di raccoglimento e dialogo, nel pieno rispetto della memoria storica.
La rassegna, ospitata dal 13 marzo al 25 aprile negli spazi di Living Berlin, rappresenta dal 1999 una vetrina d’eccellenza per i membri dell’Ordine degli Architetti di Berlino e del Brandeburgo. L’inclusione del progetto trevigiano non è soltanto una selezione espositiva: è il riconoscimento di una visione capace di coniugare restauro, ricerca materica e interpretazione teologica dello spazio sacro. Ogni anno, infatti, una commissione di selezione indipendente sceglie i migliori progetti, che sono inoltre pubblicati nell’annuario che accompagna la mostra, “Architecture Berlin | Building Berlin”, che è disponibile in libreria.
Il recente restauro della Chiesa di San Francesco a Treviso, edificata nel 1270 e oggi affidata ai Frati Minori Conventuali, torna così alla ribalta (in scheda i dettagli del progetto, ndr). Questo intervento ha riguardato i paramenti murari delle cappelle adibite a penitenzieria, la ricollocazione di un frammento di affresco raffigurante la Madonna col Bambino e l’inserimento di nuovi volumi lignei sempre negli spazi adibiti a penitenzieria. L’intervento, su una superficie complessiva di 35,75 metri, ha comportato una trasformazione significativa dello spazio della penitenzieria, che ha visto la rimozione dei confessionali esistenti per creare un ambiente dedicato alla preghiera e al raccoglimento.
«Essere selezionati per questi due premi in Germania rappresenta per noi un riconoscimento che va oltre il singolo progetto», commenta Michele Sbrissa, Ceo di 593 STUDIO. «La Cappella della Riconciliazione nasce dall’ascolto di una comunità e dalla volontà di tradurre in architettura un nuovo modo di vivere il sacramento, come esperienza di dialogo e accoglienza. Portare a Berlino un intervento realizzato a Treviso, in un contesto storico del 1270, significa dimostrare che il patrimonio non è un’eredità immobile, ma una materia viva. Questi premi valorizzano il lavoro del team e di tutti gli artigiani che hanno contribuito con competenza e sensibilità».